| Titolo originale | O que arde |
| Titolo internazionale | Fire Will Come |
| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Spagna |
| Durata | 86 minuti |
| Al cinema | 5 sale cinematografiche |
| Regia di | Oliver Laxe |
| Attori | Amador Arias, Benedicta Sánchez, Inazio Abrao, Elena Mar Fernández, David de Poso Alvaro de Bazal, Damián Prado, Nando Vázquez, Manuel Martínez (II), José Luis Santalices, Manuel Santamarina, Antonio Fernández (II), Nuria Sotelo, Ivan Yañez, Rubén Gómez Coelho, Luis Manuel Guerrero Sánchez. |
| Uscita | giovedì 9 aprile 2026 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | ExitMedia |
| MYmonetro | 3,43 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 9 aprile 2026
Un'opera che esplora la sottile linea di confine tra cinema di finzione e documentario. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 4 candidature e vinto 2 Goya, O Que Arde - Verrà il fuoco è 142° in classifica al Box Office. venerdì 17 aprile ha incassato € 61,00 e registrato 592 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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In prigione per aver appiccato un incendio, Amador viene finalmente rilasciato e torna nel suo villaggio natale, un luogo dai ritmi lenti e rurali immerso nelle foreste della Galizia. Ad attenderlo c'è l'anziana madre, che pur senza entusiasmo si prende cura di lui, e la scarna popolazione locale, che alterna comprensione a qualche battutina destinata a far sentire l'uomo come un perenne outsider. Amador si rende utile, aiuta a gestire le mucche nella fattoria, e conosce la veterinaria Elena che sembra curiosa di lui. Tutt'intorno la foresta è una presenza viva, che sembra combattere gli alberi di eucalipto trapiantati dall'Australia in una costante ricerca di equilibrio delle risorse. Fino all'arrivo del prossimo incendio, che regola e sconvolge la vita del posto.
La curiosità etnografica di Oliver Laxe pervade un ritratto enigmatico, tanto della natura quanto di un singolo uomo, in un film avaro di piaceri narrativi eppure memorabile nelle sue suggestioni.
Risalente al 2019, si tratta dell'opera precedente a quel Sirat che ha fatto esplodere definitivamente il talento anarchico e multiforme di Laxe.
Seppur non ancora pienamente formata, in O que arde si ritrova la visione idiosincratica del regista franco-spagnolo, che comprende un'attentissima commistione del reale con il metaforico, l'uso di attori non professionisti e una ricerca di radicamento in territori alieni. Di impianto quasi documentaristico è il modo in cui Laxe scruta la figura del protagonista, senza mai svelare i rapporti di causalità - è davvero un piromane? cosa lo muove? - in ciò che lo riguarda. I fenomeni da queste parti esistono nel loro momento, e non ci è dato conoscerne cause ed effetti. D'altra parte anche lo straordinario incipit sembra elaborare il medesimo tema, ritardando in modo straniante lo svelamento di cosa stia facendo cadere una serie di alberi nella foresta, all'apparenza risucchiati nel buio della notte.
È quella la prima di una serie di sequenze davvero notevoli, tra le quali si può annoverare uno dei rari slanci di piacevolezza sentimentale (un uomo, una donna e una mucca che viaggiano in auto sulle note di "Suzanne" di Leonard Cohen) e l'esteso finale che mette alla prova i limiti fisici della pellicola Super 16 con cui Mauro Herce firma la fotografia.
Gli anni che hanno ritardato l'uscita in sala del film non hanno fatto che acuire il diffuso senso di angoscia che governa il nostro rapporto con la natura, ormai necessariamente rappresentata nella cultura popolare come una risorsa residuale e sempre a rischio. Una questione che riguarda la Spagna tutta e certamente anche il suo cinema, anche se O que arde è per molti versi all'opposto - geografico, di tono e di paesaggio - rispetto ad esempio a un Alcarràs di Carla Simón. Benché la paranoia da cambiamento climatico si insinui nei suoi tessuti, questa è una storia il cui malessere esistenziale ha radici ancor più profonde.
L'ambientazione è peraltro quella delle zone in cui il regista è cresciuto, e qui dà vita a una fitta rete di fragili ecosistemi in tensione l'uno con l'altro, siano essi naturali o umani. Nei tentativi di essere parte di una comunità da parte di Amador c'è la stessa enfasi riservata al continuo agire sul terreno: sulle mucche, sulle abitazioni da ricostruire, sui pozzi intasati e perfino sugli incendi, che possono essere il gesto di un folle ma anche l'espressione di una routine, per arginare il fuoco stesso, rinnovare la terra, servire gli interessi locali.
Si risponde insomma al fuoco con il fuoco, offuscando una volta di più i contorni di ciò che è azione e ciò che è reazione, del motivato e dell'irrazionale. Un compito ingrato ma profondo per gli abitanti del villaggio, oltre che naturalmente per lo spettatore.
Presentato in Un Certain Regard a Cannes 2019, O que arde - Verrà il fuoco approda nelle sale italiane dopo la consacrazione internazionale del suo autore, Olivier Laxe, candidato all'Oscar per ?irat. È il suo terzo lungometraggio, girato dopo Todos vós sodes capitáns, ispirato a un laboratorio cinematografico per bambini svantaggiati organizzato a Tangeri, e Mimosas, viaggio di un uomo tra le montagne [...] Vai alla recensione »