The Long Walk

Film 2025 | Horror, V.M. 14 108 min.

Regia di Francis Lawrence. Un film Da vedere 2025 con Cooper Hoffman, David Jonsson (II), Garrett Wareing, Tut Nyuot, Charlie Plummer. Cast completo Genere Horror, - USA, 2025, durata 108 minuti. Uscita cinema giovedì 23 aprile 2026 distribuito da Adler Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,11 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 22 aprile 2026

In un'America distopica di un futuro prossimo, cento ragazzi partecipano ad una competizione estrema conosciuta come The Long Walk. Ha vinto un premio ai Spirit Awards, The Long Walk è 37° in classifica al Box Office. sabato 23 maggio ha incassato € 1.105,00 e registrato 40.252 presenze in totale.

Consigliato sì!
3,11/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,21
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Da un romanzo di Stephen King. Un racconto distopico di resistenza al potere autoritario.
Recensione di Roberto Manassero
giovedì 16 aprile 2026
Recensione di Roberto Manassero
giovedì 16 aprile 2026

In un futuro alternativo, gli Stati Uniti sono una dittatura autoritaria e soffrono di una gravissima depressione economica. Per molti cittadini il solo modo di guadagnare è partecipare all'annuale "lunga marcia" organizzata dal Maggiore, un potente militare che controlla squadracce di soldati al suo servizio. La regola è una sola: si cammina per 300 miglia senza mai fermarsi. Chi rallenta, si ferma o si attarda viene semplicemente ucciso sul posto. E solo uno resterà vivo. Tra i cento giovani partecipanti c'è Ray, che ha visto il padre ucciso dal Maggiore e vuole per sé e per la madre un futuro migliore e più giusto. Lungo il cammino Ray stringerà rapporti d'amicizia e vedrà andare in crisi le sue convinzioni. Chi sopravviverà?

Dopo una lunga gestazione (dall'88 a oggi il progetto è passato anche dalle mani di George Romero e Frank Darabont), arriva al cinema la versione del primo romanzo di Stephen King, scritto a partire dal 1966 con lo pseudonimo Richard Bachman.

L'ennesima distopia del cinema contemporaneo ci consegna un'altra trasposizione di un romanzo di King, a pochi mesi dall'uscita di The Running Man di Edgar Wright, tratto in quel caso da "L'uomo che corre" (1982) e anch'esso fondato su una corsa all'ultimo sangue e all'ultimo sopravvissuto. Il regista Francis Lawrence ha gioco facile a riprendere atmosfere, situazioni e contesto dalla serie Hunger Games (una delle tante creazioni letterarie che devono tutto al genio creativo di King), di cui ha diretto ben quattro film, da La ragazza di fuoco (2013) all'ultimo La ballata dell'usignolo e del serpente (2023): non c'è molto da aggiungere, del resto, al classico schema della competizione per la vittoria e per la vita che prevede la progressiva eliminazione di tutti i concorrenti e contemporaneamente la prese di coscienza di uno o più personaggi.

Seguendo l'andamento del romanzo, di cui rispetta buona parte della trama prima dell'ultima decisiva deviazione, The Long Walk racconta soprattutto la crescita individuale di Ray (interpretato da Cooper Hoffman, lanciato da Licorice Pizza di Anderson, dove curiosamente passava il tempo, non a camminare, ma a correre...), che dalla convinzione iniziale di competere per sé stesso per realizzare un piano personale comprende con i compagni d'avventura (più amici che rivali fin dai primi metri dei massacranti cinque giorni di camminata ininterrotta), e in particolare con il sodale Pete (David Jonsson), l'importanza di fare gruppo e insieme di sfidare il potere.

Diversamente da The Running Man, però, da cui lo distanzia anche il budget decisamente inferiore, The Long Walk non insiste troppo su possibili letture politiche anti-sistema (cosa invece comune nel cinema americano di oggi, da Civil War a Eddington, a per l'appunto il film di Wright e ovviamente Una battaglia dopo l'altra), ma predilige un approccio più individualista, o meglio intimista.

La sceneggiatura di JT Mollner non trova del resto particolari soluzioni per rendere vivo un racconto tutto sommato fondato sull'assenza d'azione (i personaggi non fanno altro che camminare e parlare per l'intero film, e gli unici cambiamenti sono dovuti alle spietate esecuzioni dei concorrenti in difficoltà). La soluzione è dunque quella di concentrarsi sui mutamenti fisici (fatica, dolore, bisogni corporei, disperazione) e soprattutto interiori di Ray e compagni, inizialmente tanti e via via sempre di meno fino ad arrivare a una drammatica gara a tre, che in realtà - ed è questa l'originalità del racconto - si trasforma in una serie di autosacrifici via l'altro.

«La vendetta non è mai abbastanza», dice Pete a Ray, e il senso del film sta proprio nel passaggio di consegne da un personaggio all'altro di una dignità, una forza interiore, anche una moralità (come quella che scopre il viscido concorrente che con la sua arroganza provoca la morte di un compagno) che nessun potere potrà mai eliminare.

A rendere però The Long Walk meno intenso di quello che potrebbe essere, dopo una prima introduttiva serrata e convincente (non a caso chiusa dalla comparsa del titolo del film al ventesimo minuto), è proprio l'inevitabile povertà di possibili soluzioni di messinscena, che costringe regista e sceneggiatore a lunghe sequenze verbose introdotte o chiuse da eventi tragici eppure ripetitivi.

La violenza delle esecuzioni dovrebbe essere immediata e secca, ma l'effetto digitale è troppo piatto ed evidente da suscitare autentico terrore. E alla lunga è inevitabile che, come i camminatori della lunga marcia, anche lo spettatore sia anestetizzato dalla fatica, sperando in una rapida fine del cammino.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 13 maggio 2026
Davide Di Giorgio
Duels.it

Tra il romanzo The Long Walk di Stephen King (pubblicato nel 1979 con lo pseudonimo di Richard Bachman, da noi come La lunga marcia) e il fumetto The Walking Dead di Robert Kirkman del 2003 non c'è solo un titolo assonante, ma anche una curiosa triangolazione dal momento che Frank Darabont (che realizzò il pilot della serie tv tratta dal comic) era in predicato anche per dirigere la trasposizione del [...] Vai alla recensione »

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mercoledì 25 marzo 2026
 

Regia di Francis Lawrence. Un film con Judy Greer, Mark Hamill, Ben Wang [II], Charlie Plummer, Garrett Wareing. Da giovedì 23 aprile al cinema. Guarda il trailer »

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