L'alba del giorno dopo

Film 2004 | Catastrofico +13 124 min.

Titolo originaleThe day after tomorrow
Anno2004
GenereCatastrofico
ProduzioneUSA
Durata124 minuti
Regia diRoland Emmerich
AttoriDennis Quaid, Jake Gyllenhaal, Emmy Rossum, Dash Mihok, Jay O. Sanders, Sela Ward Austin Nichols, Ian Holm, Rick Hoffman, Adrian Lester.
TagDa vedere 2004
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,23 su 69 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Roland Emmerich. Un film Da vedere 2004 con Dennis Quaid, Jake Gyllenhaal, Emmy Rossum, Dash Mihok, Jay O. Sanders, Sela Ward. Cast completo Titolo originale: The day after tomorrow. Genere Catastrofico - USA, 2004, durata 124 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,23 su 69 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Esce in DVD il fortunato L'alba del giorno dopo, tanto atteso ritorno di uno specialista in disastri, quel Roland Emmerich già regista di Independence Day. Stavolta è il clima a sconvolgere il pianeta. In Italia al Box Office L'alba del giorno dopo ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 10,2 milioni di euro e 9,9 milioni di euro nel primo weekend.

Passaggio in TV
mercoledì 26 giugno 2019 ore 0,25 su SKYCINEMA1

L'alba del giorno dopo è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,23/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,59
CONSIGLIATO SÌ
Effetti speciali che catapultano lo spettatore in un clima di realismo senza precedenti.
Recensione di Andrea Chirichelli
Recensione di Andrea Chirichelli

Cosa aspettarsi dal regista che tra gli altri ha "firmato" il secondo tempo di Stargate, novanta minuti centrali di ID4 e l'intero Godzilla (ovvero tre delle peggiori performance cinematografiche di sempre)? .Ovviamente nulla di buono, ed infatti il pericolo più grande che corre The Day After Tomorrow, è quello di veder perdere spettatori a causa del preconcetto.
Pare incredibile infatti, ma stavolta, ad Emmerich è riuscito (quasi tutto) bene, e siamo oggettivamente di fronte ad uno dei migliori tra i blockbuster estivi degli ultimi anni e ad una pellicola che riesce miracolosamente ad unire una incredibile ed incontestabile spettacolarità visiva con una insperata e grande profondità sociale e politico/ambientalista.
Inopinatamente, Emmerich spoglia il suo film di ogni patriottismo becero e "sborone": i proclami di Bill Pulmann e Will Smith in Independence Day sono lontani anni luce. I tempi cambiano, e non è più aria di proclami e buonismo generalizzato ma piuttosto, per l'autore, di un veloce ritorno ai temi e ai tempi della sua opera prima, quel Il Principio dell'arca di Noè che aprì brillantemente un lontano Festival di Berlino nel 1984.
Gli effetti speciali surclassano qualsiasi altra produzione a largo budget degli ultimi anni, opere di Lucas e Jackson comprese. La verosimiglianza delle tempeste nelle città ed in spazi "reali" sbalordisce, ridefinendo contestualmente il concetto di computer grafica (come ai tempi fece del resto ID4, ancor'oggi con 7 anni e passa sulle spalle uno dei film più visivamente spettacolari di tutti i tempi) ed immerge lo spettatore in un clima di realismo senza precedenti. In un cinema con schermo grande e sonoro valido, sarete realmente in mezzo alla tormenta e potreste seriamente provare brividi di freddo ed emozione nel momento in cui sorge "l'alba del giorno dopo", pallida ma accecante, che ammanta lo skyline Newyorkese in una candida e soffice coltre di neve.
Una volta raccolta la mascella da terra, lo spettatore potrà apprezzare, altra... novità, anche la buona performance generale degli attori.
Ovviamente come ogni buon disaster-movie (accezione riduttiva stavolta) che si rispetti, il pedale dell'esagerazione è premuto costantemente. Chiaramente, anche The Day After Tomorrow non è scevro da difetti: il manicheismo di fondo è sempre in agguato e Emmerich non approfondisce, pur avendone il tempo, i caratteri dei personaggi che sembrano appena abbozzati (ma fortunatamente lontani dalle marchiane macchiette dei film precedenti). Purtroppo se Emmerich ha acquisito una eccellente padronanza nel settore formale, molta ne deve fare sul piano dei contenuti: la banalità dei dialoghi e la assoluta piattezza di alcuni elementi della sceneggiatura (la love story tra Gyllehal e la Rossum, la cassandresca postura di Quaid, bellamente ignorato dai politicanti di turno), rende poco godibili alcuni tratti della pellicola. Resta sempre l'impressione che il 99% dell'attenzione dei realizzatori del film sia diretta agli aspetti tecnici dello stesso, ma chiedere sensibilità autoriale a chi qualche anno fa dirigeva Maria Pitillo ed uno spaesato Broderick a caccia di lucertole, pare francamente eccessivo.
Che dire? Un'indecenza come Godzilla poteva essere cancellata solo da un evento eccezionale e così e stato : complimenti ad Emmerich ed al suo team e "bentornato nel club".

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Recensione di Mattia Nicoletti
mercoledì 26 maggio 2004

Il disaster movie ha un nuovo capitolo, The day after tomorrow di Roland Emmerich, catastrofico film che ha nella prevedibilità il suo grande valore. Un Kolossal di genere può essere svolto solo con un clichè ben definito per avere successo, e il regista tedesco gira con maestria un lungometraggio pieno di effetti speciali (alcuni veramente affascinanti) con un tocco di ironia irriverente. Negli Stati Uniti, il climatologo Jack Hall prevede un disastro ambientale a causa dello scioglimento dei ghiacci polari. La sua visione si rivela corretta, e una serie di eventi inimmaginabili, grandine di dimensione spropositata su Tokyo, tornado che spazzano Los Angeles, onde anomale su New York, conduce in pochi giorni il pianeta verso una nuova Era Glaciale.
L'alba del giorno dopo, questo il titolo italiano, inizia e si conclude in un'istante, benchè duri due ore, come un pacchetto di patatine divorato guardando lo schermo, fra colpi di scena telefonati e una messa in scena di notevole rispetto. Avreste mai immaginato di vedere una petroliera navigare fra i grattacieli di Manhattan, o un campo profughi a stelle e strisce in Messico? Ecco qui accade, nel grandioso Luna Park di stampo teutonico, a continuare le gesta del divertito Emmerich che si permette di autocitarsi mentre sostituisce l'astronave che domina Los Angeles, di Indipendence Day, con una nuvola enorme che dichiara: "ragazzi, il divertimento è ancora qui".

Sei d'accordo con Mattia Nicoletti?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dovuto all'inquinamento e all'effetto serra, il riscaldamento progressivo della temperatura terrestre provoca lo sgretolamento dei ghiacci, modificando il millenario flusso di correnti oceaniche che regolano il clima nelle zone temperate del globo. Dopo anomali e disastrosi eventi meteorologici - tra cui l'inondazione di New York - si sviluppa un progressivo fenomeno di glaciazione. Negli Stati Uniti provoca la morte di milioni di persone e una gigantesca migrazione verso il Sud. È lo sfondo di un megafilm catastrofico della Fox che pone più di una domanda: 1) racconto di fantascienza o di anticipazione? 2) perché Emmerich, che in Independence Day irride pacifisti ed ecologi, qui, nel conflitto tra scienziati e politici, dà ragione ai primi? 3) si può dire che per la 1ª volta il massiccio impiego di effetti digitali è al servizio di un film importante e contribuisce alla sua visionarietà? 4) ha ragione Emmerich quando dice che "l'unico momento di vera fantascienza è quello finale quando il vicepresidente degli USA si pente pubblicamente di non aver dato ascolto agli scienziati e ammette il proprio errore"? Scritto dal regista-produttore con Jeffrey Nachmanoff, ispirato a The Coming Global Superstorm ( La tempesta globale , 1999) di Art Bell e Whitley Striaber.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 25 settembre 2012
Renato C.

Ottimo film, soprattutto per la lezione che vuole insegnare alle grandi potenze ed ai paesi molto industrializzati che non si può giocare troppo a braccio di ferro con la natura perchè poi si paga! Figura tipica ne è il vicepresidente USA che pensa solo all'economia senza pensare alle conseguenze che possono arrivare dopo! Meno male che quando diventa presidente si converte [...] Vai alla recensione »

domenica 16 ottobre 2011
weachilluminati

the day after tomorrow di Ronald  Emmerich anno di produzione 2004 Film di fantascienza apocalittica che sviluppa con scenari ricostruiti al computer ciò che potrebbe succedere al Mondo in conseguenza di una nuova glaciazione. Una glaciazione fa riferimento  al momento in cui si registra un importante avanzamento dei ghiacci sulla superficie della terra.

giovedì 10 febbraio 2011
Sixy89

Per chi non ama il genere è comprensibile come questo film non lasci il segno, ma è assolutamente da considerarsi una pietra miliare del suo genere. Dopo Indipendence Day credo sia assolutamente il miglior film sulle catastrofi mai girato. La sceneggiatura è ottima, molto credibile nel contesto del film, cosa che nel 90% dei film catastrofici non si può dire.

domenica 3 maggio 2009
vale '93

Ho visto questo film per la prima volta ieri sera,anche se molte volte ne avevo già sentito parlare....Dunque,è evidente che in qst film gli effetti del surriscaldamente globale vengano un pò(troppo)esagerati,soprattutto quando si vedono 4 tornadi a New York,tutti insieme e tutti stranamente molto potenti...Da notare poi una stranezza:mentre intorno a loro infuria l'inferno,con tornadi praticamente [...] Vai alla recensione »

martedì 8 febbraio 2011
DarkEnry

Questo film, fatto molto bene e con ottimi effetti speciali, fa anche riflettere. Tutto ciò che viene raccontato è vero. Se si contiua con questo passo i ghiacciai si scioglieranno veramente e ci saranno molti cambiameti climatici. Quindi noi dovremmo darci da fare per non rovinare ancora di più la nostra amata Terra e fare qualcosa per aiutarla.

domenica 13 febbraio 2011
Alex_23

Avrei messo 3 stelle per gli effetti speciali. Veramente spettacolari e che ti incollano allo schermo. Abbastanza credibile la sceneggiatura, diciamo nelle prime battute del film. Poi il prodotto scade. Passi che è stato tutto esagerato (è un disaster movie) ma troppe sequenze mi son sembrate sempliciotte. Il padre che percorre centinaia e centinaia di miglia a piedi nella tempesta, [...] Vai alla recensione »

domenica 16 ottobre 2011
weachilluminati

the day after tomorrow di Ronald Emmerich anno di produzione 2004 Film di fantascienza apocalittica che sviluppa con scenari ricostruiti al computer ciò che potrebbe succedere al Mondo in conseguenza di una nuova glaciazione. Una glaciazione fa riferimento al momento in cui si registra un importante avanzamento dei ghiacci sulla superficie della terra.

giovedì 13 agosto 2009
dian71cinema

IL FILM SCOCCA UNA FRECCIA CHE COLPISCE IL CENTRO DEL BERSAGLIO.. UN ALTO LIVELLO DI AZIONE CATASTROFICA CHE COLPISCE LO SPETTATORE PER LA DURATA DELL'INTERO FILM. PASSANO QUINDI DI SECONDO PIANO UNA SCENEGGIATURA POVERA DI CONTENUTI E DI DIALOGHI E ALCUNE IMMAGINI DI BASSO RISULTATO VISIVO CHIARAMENTE REALIZZATE CON TECNOLOGIA VIRTUALE. UN FILM QUINDI DELLA NOSTRA EPOCA BEN REALIZZATO CHE SINCERAMENTE [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 ottobre 2011
tiamaster

Il più bel film catastrofico degli ultimi anni,con un ottimio cast e con effetti speciali meticolosamente incredibili e spettacolari.124 minuti di cicloni letali,tornadi distruttivi e tsunami incredibili non annoiano mai e vanno avanti che è una goduria,la trama ha un senso rispetto a 2012,il modo in cui accadono le catstrofi e quasi credibili.

martedì 19 aprile 2011
enri5271

Chi ha scritto la recensione di cui sopra e' totalmente ignorante in fatto di cultura cinematografica catastrofica: the day after tomorrow e' un autentico capolavoro del genere, una delle 3 pellicole che personalmente annovero nel gotha dei film catastrofici, insieme a 2012 e "io sono leggenda"

lunedì 7 settembre 2015
PAOLO73

adattissimo parla di devastazioni e cose varie

martedì 1 settembre 2009
Spalla

Uno dei catastrofici più spettacolari degli ultimi anni, senza dubbio. Gli effetti speciali sono veramente stupendi, su questo non ci piove. Ma in fondo però, questo film non mi sembra poi tanto diverso da altri catastrofici degli anni '90, quali "Dante's Peak" o "Deep Impact". Anche la storia sa molto di già visto e non sembra aggiungere nulla di nuovo al filone tragico-catastrofico.

lunedì 1 aprile 2013
daniele23

Cosa aspettarsi dal regista che tra gli altri ha "firmato" il secondo tempo di ,  minuti centrali di  e l'intero  (ovvero tre delle peggiori performance cinematografiche di sempre)? .Ovviamente nulla di buono, ed infatti il pericolo più grande che corre The Day After Tomorrow, è quello di veder perdere spettatori a causa del preconcetto.

giovedì 30 luglio 2009
il_marco95

Bel film, non c'è che dire. Realistico ed ecologista. La prima volta che l'ho visto mi sono venuti i brividi quando l'onda sommergeva la statua della libertà e quando i lupi erano sulla nave. Buona regia d'azione di Emmerich, che vedremo presto nell'attesissimo e catastrofico 2012, che devrebbe essere 10 volte meglio. Scenegiatura banale e semplice, ma che non si fa notare troppo (sommersa dagli effettti [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 dicembre 2012
Ian Malcolm

MOLTO MOLTO MOLTO BUONO.

Frasi
Non sono arrabbiato per il tuo voto in matematica sono solo deluso.
OK la vuoi sentire la mia versione?
Sam come è possibile che ci siano due versioni?
Senti io ho fatto il compito tutto giusto ogni risultato solo che non ho scritto i passaggi, e il professore ha detto che non andava bene.
Perché non hai scritto i passaggi?
Perché io li faccio a mente.
E lo hai detto al professore?
Sì, mi ha risposto che siccome non ci riesce lui, io ho sicuramente copiato.
Ma dai, è assurdo che ti penalizzi perché sei più intelligente di lui.
Infatti è quello che gli ho detto anche io.
E lui cosa ha fatto?
L'hai vista la pagella.
Dialogo tra Il professor Jack Hall (Dennis Quaid) - Sam Hall (Jake Gyllenhaal)
dal film L'alba del giorno dopo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Antonio Cianciullo
La Repubblica

Chicchi di grandine delle dimensioni di un ananas che bombardano il centro di Tokyo.Un’onda mostruosa che si abbatte su Manhattan travolgendo ogni ostacolo. Los Angeles devastata da un tornado. New Delhi sotto la neve. E Dennis Quaid, nei panni di un atletico meteorologo, che affronta una rischiosa traversata in stile artico per salvare il figlio asserragliato nella biblioteca di New York circondata [...] Vai alla recensione »

Luca Fraioli
Il Venerdì di Repubblica

Si annuncia una fine di primavera gelida, anzi glaciale. Non tanto qui, in prossimità del circolo polare artico, quanto nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, dove dal 28 maggio sarà proiettato il kolossal ecocatastrofico The day after tomorrow. Sugli schermi andrà in scena la glaciazione prossima Ventura: Londra, Parigi, New York sepolte dalla neve, milioni di persone che soccombono alla forza [...] Vai alla recensione »

Franco Battaglia
Il Giornale

Comincio a diventare no-global anch’io: vorrei oppormi, se mai mi sarà concesso, alla globalizzazione della stupidità. Ebbene sì, la temperatura globale nell’ultimo secolo, sembra essere aumentata di mezzo grado, ma l’isteria globale l’ha fatta crescere esponenzialmente. Dico «sembra» perché le misure satellitari, che non registrano alcun aumento, discordano da quelle sulla Terra, e perché entrambe [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

La fantascienza, proiettata che sia nel futuro o nel passato, allude sempre al presente, ma pochi film del genere catastrofico sono più vicini ai rischi contemporanei di The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo di Roland Emmerich: i disastri metereologici del film somigliano troppo alle nostre stagioni confuse di grandi freddi o grandi caldi, i guai climatici sono troppo simili ai nostri, il [...] Vai alla recensione »

Rita Celi
La Repubblica

Ogni film catastrofico che si rispetti deve avere alla base un elemento scientifico riconoscibile. E' solo un punto di partenza, poi sul grande schermo accade di tutto e alla fine si esce dalla sala sollevati. Ma, nel caso di The day after tomorrow (che uscirà contemporaneamente in tutto il mondo il 28 maggio, distribuito da 20th Century Fox), l'elemento reale su cui si basa la vicenda è il riscaldamento [...] Vai alla recensione »

Enrico Magrelli
Film TV

Dilatare le dimensioni di un disastro è il teorema che legittima la presa spettacolare dell’evoluzione dei filone catastrofico. Un tempo bastava King Kong a devastare un set riconoscibile e familiare come New York. Prima e dopo quella “grande scimmia“, un grattacielo in fiamme, un aereo, un transatlantico, un terremoto, un vulcano, un uragano erano sufficienti e necessari per suggerire la fragilità [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Qualcuno avrà notato per le strade i cartelloni di un nuovo film con l'immagine della Statua della Libertà sommersa fin quasi alla corona in un mare di giaccio, e in lontananza New York schiaffeggiata fin sulle cime dei grattacieli da onde di neve rese azzurre da un'aurora glaciale. Il titolo a grandi lettere urla: The Day After Tomorrow, o meglio L'alba del giorno dopo.

Lietta Tornabuoni
L'Espresso

Uragani, tempeste, tornado, migrazioni veloci d’enormi stormi di uccelli, nevicate ininterrotte in india, onde alte sino alla torcia della Statua della Libertà a New York, diluvi, grandinate di chicchi letali grossi come arance a Tokyo, tifoni: in The Day after Tomorrow di Roland Emmerich il clima si scatena nel mondo, spargendo caos e panico. Il film medio è un raro esempio di catastrofico democratico. [...] Vai alla recensione »

Laura Maragnani
Panorama

New York sommersa dalle acque, Los Angeles spazzata via da un tornado, Nuova Delhi sepolta dalla neve: un kolossal catastrofico mette in scena la fine del mondo. E il regista profetizza: «Succederà così, per colpa dell'uomo». New York inquieta sotto un cielo livido, New York sorvolata da milioni d'uccelli in fuga verso sud, New York improvvisamente allagata da piogge quasi tropicali, con il traffico [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Ciak

Tedesco hollywoodiano, Roland Emmerich ha uno spiccato senso dell’umorismo. Fors’anche dei paradosso politico. Vedere per credere The Day After Tomorrow. Al culmine del disastro epocale, mentre metà del continente nordamericano si ritrova sommerso dal mare e “ghiacciato” all’istante, il giovanotto piazza una succosa sequenza-sberleffo: milioni di statunitensi in viaggio, come in un biblico esodo, [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Gli anglosassoni li chiamano, riferendosi alla Bibbia, "film di Armageddon" perché sono imperniati su una catastrofe. In realtà i primi, di moda negli anni '70, non riguardavano sciagure di proporzioni bibliche: si accontentavano di stragi al dettaglio, provocate da vulcani o uragani. Più tardi, invasioni spaziali e meteoriti spalmarono le catastrofi su scala planetaria.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Alcuni vantaggi nel vivere alla periferia dell’Impero. Uno: generalmente i film-catastrofe non vengono ambientati a casa nostra. Ergo, non dobbiamo vedere due o tre volte l’anno sul grande schermo il Colosseo devastato dai tornado, San Pietro distrutta dai terroristi o il Pirellone sventrato da una tempesta di ghiaccio. Due: mentre gli americani sono costretti dal livello dei loro consumi (e dall’inesaust [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Ancora catastrofi per Roland Emmerich, come in Independence Day. Solo che là le provocano degli alieni pronti a invadere la Terra, in climi di pura fantascienza, oggi, invece, si tratta della Natura che, violata dagli uomini, potrebbe distruggerli in linea con quello che la scienza è in grado di prevedere. Si parte dal riscaldamento del globo. Tutti ne parlano e a Kyoto c’è chi ha già cercato di [...] Vai alla recensione »

Alberto Castellano
Il Mattino

Il congelamento progressivo e inarrestabile alla temperatura più bassa mai registrata che imbianca l'Empire State Building e altri grattacieli newyorkesi e riduce a una lastra di ghiaccio la sventolante bandiera americana, prendendo la forma di una minacciosa forza malefica che attanaglia l'umanità, è già una sequenza culto del cinema apocalittico, ma anche uno degli esempi più straordinari dell'applicazion [...] Vai alla recensione »

Silvia Kramar
Il Giornale

Ieri sera alcune sale cinematografiche di New York hanno offerto uno spettacolo in più, a mezzanotte. Il pubblico, che aveva aspettato in coda per più di un’ora, ha potuto finalmente acquistare i primissimi biglietti per vedere fino alle due del mattino L’alba del giorno dopo, che oggi debutta in tutti gli Stati americani e anche in Italia. L’appuntamento di mezzanotte ha permesso ai fanatici dei «popcorn [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Gelato o peggio surgelato, l’emisfero Nord chiede rifugio a quello Sud. Accade nel film americano scritto, prodotto e diretto dal tedesco Roland Emmerich, The Day After Tomorrow. (L’alba del giorno dopo in Italia), che rispecchia le ansie all’origine del protocollo di Kyoto. A causa dell’effetto-serra, i ghiacci polari si fondono nel mare e alterano il rapporto fra acqua dolce e salata, che a sua volta [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Il cataclisma globale annienta e distrugge con la forza scatenata della natura, diventata matrigna per punire le gravi marachelle di un figlio (l’uomo) tanto scapestrato quanto incosciente autolesionista. Così l’Occidente, patria del consumismo, precipita nel gelo più terrificante e per scaldarsi non brucia i soldi, ma i libri. È proprio il segno della fine di una civiltà.

Giulia Sbarigia
Il Manifesto

L'uscita è di quelle globali, il 28 maggio in contemporanea in tutto mondo. Il titolo è una promessa: The day after tomorrow (in italiano «L'alba del giorno dopo»). Dietro la macchina da presa c'è il tedesco, adottato da Hollywood, Roland Emmerich, ma sui manifesti pubblicitari e nei trailer basta la dicitura «dal regista di Independence day». Lo scenario è apocalittico, senza scomodare la fantascienza: [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

Un mostro di nome Godzilla attaccò la Terra nel 1998: ne uscimmo dignitosamente. Un pericolosissimo gruppo di alieni aveva tentato la stessa impresa nel ’96: in quel caso il mondo fu salvato da un nero, un ebreo e un alcolista. Oggi dietro la macchina da presa c’è lo stesso regista, ma il nemico è cambiato. Questa volta, ad attaccare la Terra sono gli uomini: i mostri siamo noi.

Pedro Armocida
Il Giornale

Certo a qualcuno farebbe molto piacere vedere un Presidente degli Stati Uniti proclamare a reti unificate di aver commesso, durante il suo mandato, tanti errori. Molti vorrebbero vedere una cosa del genere magari proprio in questi giorni a proposito della guerra in Ira. Si dovranno intanto accontentare del grande schermo e di The Day After Tomorrow - L’alba del giorno dopo che a sorpresa, nonostante [...] Vai alla recensione »

Enrico Magrelli
Film TV

Il filone catastrofico affiora periodicamente a Hollywood. con il suo carico di angoscia, dl scenari devastanti, di ansia spettacolarizzata. I disaster movie sono macchine produttive complesse, tecnologicamente avanzate, esperimenti lussuosi sugli shock percettivi degli spettatori. Sono blockbuster massimalisti, immaginati e realizzati per travolgere i botteghini e le classifiche degli incassi e sono, [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Ciak

Dal fracassone autore di The Independence day arriva un altro giorno catastrofico, e stavolta ci riguarda tuffi. Perché, in The day after tomorrow, lo sciogliersi dei ghiacci polari immette troppa acqua dolce negli oceani e lo squilibrio fa saltare ogni regola climatica fino a una nuova glaciazione. Roland Emmerich comincia bene: in luoghi fra loro lontani, Antartide, New Delhi, Los Angeles, New York [...] Vai alla recensione »

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CELEBRITIES
martedì 22 dicembre 2009
Stefano Cocci

Con Tobey Maguire in Brothers Ad appena 29 anni – compiuti il 19 dicembre – Jake Gyllenhaal ne ha viste di cose. È sopravvissuto ad un disastro ambientale, è stato marine nel Golfo Persico, ha dato la caccia a uno dei serial killer più temuti della storia [...]

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