| Titolo originale | The day after tomorrow |
| Anno | 2004 |
| Genere | Catastrofico |
| Produzione | USA |
| Durata | 124 minuti |
| Regia di | Roland Emmerich |
| Attori | Dennis Quaid, Jake Gyllenhaal, Emmy Rossum, Dash Mihok, Jay O. Sanders, Sela Ward Austin Nichols, Ian Holm, Rick Hoffman, Adrian Lester. |
| Tag | Da vedere 2004 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,14 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 16 febbraio 2017
Esce in DVD il fortunato L'alba del giorno dopo, tanto atteso ritorno di uno specialista in disastri, quel Roland Emmerich già regista di Independence Day. Stavolta è il clima a sconvolgere il pianeta. In Italia al Box Office L'alba del giorno dopo ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 10,2 milioni di euro e 9,9 milioni di euro nel primo weekend.
Passaggio in TV
giovedì 26 marzo 2026 ore 21,25 su ITALIA1
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CONSIGLIATO SÌ
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Cosa aspettarsi dal regista che tra gli altri ha "firmato" il secondo tempo di Stargate, novanta minuti centrali di ID4 e l'intero Godzilla (ovvero tre delle peggiori performance cinematografiche di sempre)? .Ovviamente nulla di buono, ed infatti il pericolo più grande che corre The Day After Tomorrow, è quello di veder perdere spettatori a causa del preconcetto.
Pare incredibile infatti, ma stavolta, ad Emmerich è riuscito (quasi tutto) bene, e siamo oggettivamente di fronte ad uno dei migliori tra i blockbuster estivi degli ultimi anni e ad una pellicola che riesce miracolosamente ad unire una incredibile ed incontestabile spettacolarità visiva con una insperata e grande profondità sociale e politico/ambientalista.
Inopinatamente, Emmerich spoglia il suo film di ogni patriottismo becero e "sborone": i proclami di Bill Pulmann e Will Smith in Independence Day sono lontani anni luce. I tempi cambiano, e non è più aria di proclami e buonismo generalizzato ma piuttosto, per l'autore, di un veloce ritorno ai temi e ai tempi della sua opera prima, quel Il Principio dell'arca di Noè che aprì brillantemente un lontano Festival di Berlino nel 1984.
Gli effetti speciali surclassano qualsiasi altra produzione a largo budget degli ultimi anni, opere di Lucas e Jackson comprese. La verosimiglianza delle tempeste nelle città ed in spazi "reali" sbalordisce, ridefinendo contestualmente il concetto di computer grafica (come ai tempi fece del resto ID4, ancor'oggi con 7 anni e passa sulle spalle uno dei film più visivamente spettacolari di tutti i tempi) ed immerge lo spettatore in un clima di realismo senza precedenti. In un cinema con schermo grande e sonoro valido, sarete realmente in mezzo alla tormenta e potreste seriamente provare brividi di freddo ed emozione nel momento in cui sorge "l'alba del giorno dopo", pallida ma accecante, che ammanta lo skyline Newyorkese in una candida e soffice coltre di neve.
Una volta raccolta la mascella da terra, lo spettatore potrà apprezzare, altra... novità, anche la buona performance generale degli attori.
Ovviamente come ogni buon disaster-movie (accezione riduttiva stavolta) che si rispetti, il pedale dell'esagerazione è premuto costantemente. Chiaramente, anche The Day After Tomorrow non è scevro da difetti: il manicheismo di fondo è sempre in agguato e Emmerich non approfondisce, pur avendone il tempo, i caratteri dei personaggi che sembrano appena abbozzati (ma fortunatamente lontani dalle marchiane macchiette dei film precedenti). Purtroppo se Emmerich ha acquisito una eccellente padronanza nel settore formale, molta ne deve fare sul piano dei contenuti: la banalità dei dialoghi e la assoluta piattezza di alcuni elementi della sceneggiatura (la love story tra Gyllehal e la Rossum, la cassandresca postura di Quaid, bellamente ignorato dai politicanti di turno), rende poco godibili alcuni tratti della pellicola. Resta sempre l'impressione che il 99% dell'attenzione dei realizzatori del film sia diretta agli aspetti tecnici dello stesso, ma chiedere sensibilità autoriale a chi qualche anno fa dirigeva Maria Pitillo ed uno spaesato Broderick a caccia di lucertole, pare francamente eccessivo.
Che dire? Un'indecenza come Godzilla poteva essere cancellata solo da un evento eccezionale e così e stato : complimenti ad Emmerich ed al suo team e "bentornato nel club".
Il disaster movie ha un nuovo capitolo, The day after tomorrow di Roland Emmerich, catastrofico film che ha nella prevedibilità il suo grande valore. Un Kolossal di genere può essere svolto solo con un clichè ben definito per avere successo, e il regista tedesco gira con maestria un lungometraggio pieno di effetti speciali (alcuni veramente affascinanti) con un tocco di ironia irriverente. Negli Stati Uniti, il climatologo Jack Hall prevede un disastro ambientale a causa dello scioglimento dei ghiacci polari. La sua visione si rivela corretta, e una serie di eventi inimmaginabili, grandine di dimensione spropositata su Tokyo, tornado che spazzano Los Angeles, onde anomale su New York, conduce in pochi giorni il pianeta verso una nuova Era Glaciale.
L'alba del giorno dopo, questo il titolo italiano, inizia e si conclude in un'istante, benchè duri due ore, come un pacchetto di patatine divorato guardando lo schermo, fra colpi di scena telefonati e una messa in scena di notevole rispetto. Avreste mai immaginato di vedere una petroliera navigare fra i grattacieli di Manhattan, o un campo profughi a stelle e strisce in Messico? Ecco qui accade, nel grandioso Luna Park di stampo teutonico, a continuare le gesta del divertito Emmerich che si permette di autocitarsi mentre sostituisce l'astronave che domina Los Angeles, di Indipendence Day, con una nuvola enorme che dichiara: "ragazzi, il divertimento è ancora qui".
Ottimo film, soprattutto per la lezione che vuole insegnare alle grandi potenze ed ai paesi molto industrializzati che non si può giocare troppo a braccio di ferro con la natura perchè poi si paga! Figura tipica ne è il vicepresidente USA che pensa solo all'economia senza pensare alle conseguenze che possono arrivare dopo! Meno male che quando diventa presidente si converte [...] Vai alla recensione »
Chicchi di grandine delle dimensioni di un ananas che bombardano il centro di Tokyo.Un’onda mostruosa che si abbatte su Manhattan travolgendo ogni ostacolo. Los Angeles devastata da un tornado. New Delhi sotto la neve. E Dennis Quaid, nei panni di un atletico meteorologo, che affronta una rischiosa traversata in stile artico per salvare il figlio asserragliato nella biblioteca di New York circondata [...] Vai alla recensione »