| Anno | 2026 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 52 minuti |
| Regia di | Theo Putzu, Paolo Cagnacci |
| Uscita | giovedì 23 aprile 2026 |
| Distribuzione | Garden Film |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 24 aprile 2026
Il film racconta con le voci e i volti dei protagonisti un momento fondamentale della storia della Repubblica italiana. In Italia al Box Office Avevo due paure ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 2 mila euro e 1,9 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Una serie di testimonianze di coloro che hanno vissuto la Resistenza al nazifascismo viene proposta collocando ognuno su fondo nero e riprendendo i volti . Ne emergono dettagli inediti degli accadimenti di quei giorni.
Con una scelta radicale sul piano documentaristico Putzu e Cagnacci contribuiscono alla conservazione della memoria collettiva.
Un vecchio adagio recita "Se i vecchi potessero e i giovani sapessero". È ancora valido e i vecchi ancora possono qualcosa. Hanno la facoltà di fare riemergere i ricordi producendo testimonianze che, se trovano chi le raccoglie, sono destinate a rimanere. I giovani, dal canto loro, in un mondo sovraffollato di informazioni, rischiano di 'non sapere' o comunque di non avere il tempo o l'occasione per soffermarsi a riflettere su ciò che è stato.
I due registi hanno colto la possibilità di far parlare uomini e donne ormai molto avanti con l'età offrendo loro lo spazio per raccontare, a una platea più ampia di quella formata da amici e parenti, ciò che accadde in quei giorni in cui la vita veniva messa costantemente a rischio. Lo fanno senza orpelli visivi, alternando i primi e primissimi piani e i dettagli con immagini di luoghi e oggetti. Ne emerge un quadro che va oltre i manuali di Storia, che si colloca in località precise (in Emilia e in Toscana) e fa riemergere, al di là di ogni tentativo di revisionismo, ciò che accadde.
La memoria della staffetta partigiana costretta a spogliarsi per verificare se abbia nascosto qualche messaggio tra gli indumenti che si salva miracolosamente e, una volta rivestita e lasciata andare da tedeschi e fascisti, decide di portare a termine comunque la missione assegnatale per consegnare il foglietto sfuggito ai controlli, può essere vista come esemplare di questa successione di interventi.
Nei volti di chi parla si legge quanto quegli eventi si siano impressi nelle pieghe del volto e come queste storie non possano essere derubricate come avvenimenti di un passato che 'ormai è passato' e non va più rievocato. È invece più che mai necessario farlo cogliendo le opportunità che coloro che lo hanno vissuto ancora possono offrire.
Putzo e Cagnacci lo fanno con grande rispetto e nettezza formale offrendo un'ulteriore pietra d'inciampo a chi, in materia, preferirebbe l'oblio.
È assai bizzarro annotare come la lotta per la liberazione dell'Italia dalle truppe nazi-fasciste che culmina poi con la giornata del 25 aprile 1945 abbia sempre trovato un'eco residuale all'interno degli schemi produttivi del cinema: nonostante una schiera di registi, anche tra i più rilevanti dello scacchiere artistico nazionale ed europeo, che hanno fatto dell'appartenenza ai valori dell'antifascismo [...] Vai alla recensione »