Borgo

Film 2023 | Drammatico, 118 min.

Regia di Stéphane Demoustier. Un film con Hafsia Herzi, Moussa Mansaly, Michel Fau, Pablo Pauly, Florence Loiret-Caille. Cast completo Genere Drammatico, - Francia, 2023, durata 118 minuti. Uscita cinema giovedì 6 agosto 2026 distribuito da Movies Inspired. Oggi tra i film al cinema in 13 sale cinematografiche - MYmonetro 3,13 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento sabato 8 agosto 2026

In un carcere della Corsica una secondina si fa coinvolgere da alcuni detenuti mafiosi: le conseguenze saranno tragiche. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Cesar, 1 candidatura a Lumiere Awards, Borgo è 45° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 1.091,00 e registrato 3.176 presenze in totale.

Consigliato sì!
3,13/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,25
CONSIGLIATO SÌ
Un intenso thriller morale, sorretto dalla magnetica interpretazione di Hafsia Herzi.
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 29 luglio 2026
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 29 luglio 2026

La secondina Mélissa Dahleb si è trasferita nel carcere di Borgo, in Corsica, con il compito di sorvegliare i detenuti del blocco 2, appartenenti ai vari clan della mafia corsa e uniti da un tacito accordo di non belligeranza. Sposata con il falegname Djibril, che fatica ad adattarsi alla vita sull'isola, e madre di due bambini, Mélissa entra suo malgrado in un sistema di piccoli favori coi detenuti che la ingabbieranno sempre più e che, a partire dallo strano legame con il giovane detenuto Saveriu, la trasformeranno per sempre. Cosa c'entra, del resto, Mélissa con il duplice omicidio di un capo clan e di un suo attendente?

Interpretata da Hafsia Herzi, Mélissa è una figura ambigua che non lascia trasparire nulla delle sue debolezze e dei suoi cedimenti. Attraverso di lei, il film diventa l'esemplare rappresentazione di un sistema comunitario mafioso.

L'ingresso nel film coincide con l'ingresso della protagonista nel blocco dove è stata trasferita e nel quale si sperimenta una strana convivenza tra guardie e prigionieri. Liberi di muoversi negli spazi condivisi, i mafiosi detenuti - mansueti ma minacciosi, protettivi a costo però di legarsi a doppio filo al loro mondo - sono paradossalmente guardiani di chi li sorveglia, espressione di un sistema che costruisce attorno alle persone una rete soffocante.

Implicitamente, dunque, attraverso lo strano destino di Mélissa, che da guardiana si fa complice, la domanda al cuore del film diventa: chi è più prigioniero, tra il mafioso guardato a vista anche quando è in libertà e l'uomo di legge che, cedendo al proprio ruolo, si fa coinvolgere dalle relazioni costruite in carcere? La struttura a flashforward, con le indagini di un commissario di polizia sull'omicidio di due mafiosi conosciuti in carcere da Mélissa, serve proprio a stringere un po' alla volta il cerchio attorno alla protagonista. Da un lato Mélissa è chiamata a fare i conti con le difficoltà di una vita a pezzi (il marito fanfarone, i figli capricciosi, i piccoli favori che richiedono enormi contropartite) e dall'altro a rispettare un codice tribale che sta al di sopra della legge. «Noi non dimentichiamo nessuno e nessuno dimentica noi», dice un detenuto mafioso a Mélissa, ed è come una condanna.

Nonostante le evidenti forzature narrative - o in virtù della naturalezza un po' schematica con cui la mafia s'impossessa del destino di una persona - Borgo mette in scena la deriva di una donna comune mostrando fin dal titolo la presenza di un sistema pervasivo a cui nessuno sfugge e che riguarda una città, una società, una nazione.

Stéphane Demoustier, sceneggiatore con Pascal Garbarini (e dopo questo film autore del più noto Lo sconosciuto del Grande Arco), non è tanto interessato a indagare la società corsa nelle sue contraddizioni (come ha invece fatto più volte Thomas De Peretti, originario proprio dell'isola indipendentista), quanto a verificare la tenuta morale degli individui coinvolti in qualcosa di più grande e inafferrabile. Non è un caso che tutti i personaggi del film, dalla direttrice del carcere oggetto di un attacco terroristico al commissario col fiato del giudice istruttore sul collo, a ovviamente tutti i mafiosi e la stessa Mélissa, siano vittime del loro stesso ruolo, mai veramente liberi nemmeno quando salvati dal caso.

Nel volto cupo e insieme sperduto di Hafsia Herzi il regista trova infine un'interprete perfetta. Quasi ottusa tanto nell'andare inspiegabilmente alla deriva (cosa spinge Mélissa a rischiare tutto senza quasi accorgersi di niente...?) quanto nel resistere all'incalzare delle indagini sul suo conto (e di rimando sul suo ruolo di moglie, madre, agente), Mélissa è come un corpo vuoto, una donna senza anima, e proprio per questo la domanda all'origine di Borgo rimane senza una risposta.

Demoustier, del resto, abile narratore di storie complesse e ambigue (qualcuno forse ricorderà La ragazza con il braccialetto e una protagonista indecifrabile tanto quanto Mèlissa) conosce abbastanza il cinema da sapere che la colpa più grave, sullo schermo, è quella morale - la sola che si sconta vivendo.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 4 agosto 2026
Mauro Gervasini
Film TV

La "matonne" (guardia carceraria) Melissa Dahleb arriva in Corsica destinata al carcere di Borgo, noto per essere riservato ai soli detenuti autoctoni. Scopre che il regime della prigione è unico al mondo, come dice la direttrice «qui sono più che altro i prigionieri a controllare i secondini». Lei sa fare il suo mestiere e familiarizza con un ragazzo, Saveriu, dai modi gentili.

NEWS
TRAILER
lunedì 27 luglio 2026
 

L'opera vede protagonista una sorprendente Hafsia Herzi, che per questo film si è meritata un César come Miglior Attrice. Dal 6 agosto al cinema. Guarda il trailer »

winner
miglior attrice
Cesar
2025
SHOWTIME
    Oggi distribuito in 13 sale cinematografiche
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