| Anno | 2026 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Giuseppe Schillaci (II) |
| Uscita | giovedì 10 settembre 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Revolver, Alberto Valtellina Produzioni |
| MYmonetro | 3,32 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 11 settembre 2026
Fatsah Bouyahmed perde la memoria dopo un incidente e la recupera tra filmati d'archivio di Aubervilliers e un progetto di riqualificazione XIX secolo. In Italia al Box Office Auber 89 ha incassato 308 .
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CONSIGLIATO SÌ
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L'attore Fatsah Bouyahmed, in seguito ad un incidente, subisce una grave perdita di memoria. La visione di filmati d'archivio del complesso di edilizia popolare di Aubervilliers, cittadina della banlieue parigina dove è cresciuto, gli permette di riacquistare progressivamente ricordi e, al contempo, favorisce la lettura di un progetto che negli anni '800 puntava alla riqualificazione urbana.
Giuseppe Schillaci propone un'interessante riflessione su una condizione abitativa francese e sulle sue potenzialità, che è specifica e al contempo universale.
Tutto è cominciato con il reperimento di circa 100 ore di materiale video conservato negli archivi comunali di Aubervilliers. Schillaci vi ha visto situazioni e speranze non poi così distanti da quelle che aveva vissuto da giovane nel quartiere di Palermo in cui è cresciuto. L'occasione per poterli trasformare in una narrazione dall'interno gli è stata data dall'avere appreso che Fatsah Bouyahmed era cresciuto ad Aubervilliers e che aveva perso la memoria. Gli appassionati di cinema lo ricorderanno protagonista di numerosi film tra cui spicca l'intelligentemente divertente In viaggio con Jacqueline. Dopo avere espresso una certa riluttanza, l'attore ritrova progressivamente non solo i ricordi ma contribuisce alla ricostruzione di un'epoca in cui la speranza in un futuro migliore per le classi meno abbienti e per gli immigrati sembrava potersi tradurre in realtà. Nonostante le paure causate da un razzismo più o meno strisciante (vedi il padre in grado di divenire 'invisibile') e gli abbattimenti di interi lotti abitativi (il pensiero va a Gagarine-Proteggi ciò che ami di Liatard e Trouilh.
La narrazione si nutre di una frammentazione e di una diversità nella qualità dei materiali che consente a sua volta di fare una sorta di immersione nelle modalità di ripresa di un passato che sembra quasi remoto ma che invita ad amare considerazioni su ciò che è accaduto successivamente e su quanto sta per accadere. Quelle banlieue in cui vivevano comunità non prive di problemi, progressivamente hanno subìto un degrado senza che si sia fatto qualcosa per impedirlo. Riflettere su ciò che avrebbe potuto essere e che non è stato costituisce un'occasione non per rimpiangere le occasioni perdute ma per comprendere che è sempre possibile intervenire positivamente sull'esistente. Purché ci sia la volontà politica per farlo.
L’attore Fatsah Bouyahmed, in seguito ad un incidente, subisce una grave perdita di memoria. La visione di filmati d’archivio del complesso di edilizia popolare di Aubervilliers, cittadina della banlieue parigina dove è cresciuto, gli permette di riacquistare progressivamente ricordi e, al contempo, favorisce la lettura di un progetto che negli anni ‘800 puntava alla riqualificazione urbana. Giuseppe Schillaci propone un’interessante riflessione su una condizione abitativa francese e sulle sue potenzialità, che è specifica e al contempo universale. Tutto è cominciato con il reperimento di circa 100 ore di materiale video conservato negli archivi comunali di Aubervilliers. Schillaci vi ha visto situazioni e speranze non poi così distanti da quelle che aveva vissuto da giovane nel quartiere di Palermo in cui è cresciuto.
I romanzi e i film del palermitano Giuseppe Schillaci sono ispirati dall'esigenza rigorosa di documentare le realtà anche contraddittorie di un'epoca e di un contesto, esigenza che è indissociabile da una profonda empatia per le culture della marginalità. Nel romanzo L'anno delle ceneri (Nutrimenti, 2010), la rievocazione della borgata palermitana di Buon Riposo nel 1948, con l'incombere della Mafia, [...] Vai alla recensione »
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