Anche io

Film 2022 | Drammatico, +13 129 min.

Titolo originaleShe Said
Anno2022
GenereDrammatico,
ProduzioneUSA
Durata129 minuti
Al cinema4 sale cinematografiche
Regia diMaria Schrader
AttoriCarey Mulligan, Zoe Kazan, Patricia Clarkson, Andre Braugher, Jennifer Ehle Samantha Morton, Ashley Judd, Tom Pelphrey, Adam Shapiro, Anastasia Barzee, George Walsh (II), Sean Cullen.
Uscitagiovedì 19 gennaio 2023
TagDa vedere 2022
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,35 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Maria Schrader. Un film Da vedere 2022 con Carey Mulligan, Zoe Kazan, Patricia Clarkson, Andre Braugher, Jennifer Ehle. Cast completo Titolo originale: She Said. Genere Drammatico, - USA, 2022, durata 129 minuti. Uscita cinema giovedì 19 gennaio 2023 distribuito da Universal Pictures. Oggi tra i film al cinema in 4 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,35 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 16 gennaio 2023

Prodotto da Brad Pitt, un dramma che racconta la forza di due donne coraggiose che hanno contribuito a far nascere il movimento #MeToo. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, 1 candidatura a Writers Guild Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Anche io ha incassato 93,3 mila euro .

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Consigliato sì!
3,35/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,05
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Riuscito e potente, un grande film pudico sulla parola liberata e riparatrice. Che omaggia tutte le cacciatrici di verità.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 29 novembre 2022
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 29 novembre 2022

Il 5 ottobre del 2017, il "New York Times" pubblica l'inchiesta di Jodi Kantor e Megan Twohey sui crimini sessuali di Harvey Weinstein, produttore cinematografico e predatore seriale, riconosciuto colpevole nel 2020 e condannato a ventitré anni di prigione. Per tre decenni il fondatore della Miramax ha abusato di attrici e assistenti, decidendo dei loro destini come un volgare aguzzino. Disposte ad andare alla fine del mondo per una testimonianza, le due giornaliste, campionesse del multitasking, ricostruiscono la strategia impiegata da Weinstein per coprire i suoi abusi: ridurre le sue vittime al silenzio a colpi di grossi assegni e inestricabili accordi di riservatezza. Precedendo di qualche giorno il reportage di Ronan Farrow sul "The New Yorker", Kantor e Twohey scuotono Hollywood e cambiano il mondo.

Se vogliamo trovare l'epicentro del sisma #MeToo, il punto di partenza fattuale è l'inchiesta su Harvey Weinstein pubblicata nel 2017 dal "New York Times". Le conseguenze di quell'articolo, solido, argomentato e concreto sono note a tutti: miccia, scia di polvere, esplosione a catena, processo.

Ma è un approccio meno sensazionalistico quello assunto da Anche io, il suo rigore è il più fedele omaggio all'efficienza clinica di due reporter tenaci. Scritto da Rebecca Lenkiewicz e co-prodotto da Dede Gardner (e Brad Pitt), il film di Maria Schrader si inscrive in un genere molto frequentato e per sua natura anti-spettacolare. Come in Tutti gli uomini del presidente, Il caso Spotlight o più recentemente The Post, l'azione è ridotta all'essenza: telefonare, prendere appunti, discutere intorno a un tavolo (in riunione, al ristorante, al banco di un pub...), conversare coi testimoni, bussare a porte che restano sovente chiuse.

Del resto il giornalismo non è glamour. Tra dramma e thriller, Anche io rinnova i passaggi obbligati del genere e li coniuga al femminile plurale. Ma se il film di Maria Schrader è così riuscito e potente è soprattutto per la 'questione' cinematografica che lo attraversa: come rappresentare sullo schermo la violenza sessuale? L'autrice decide di lasciarla fuori campo o di dribblarla a colpi di ellissi. Il film non mostra mai le aggressioni, gli stupri e nemmeno il volto del loro autore, ripreso di spalle per ammirare lungamente il volto pago e franco di Carey Mulligan. A guardarlo bene Anche io è la risposta ideale a Blonde, variazione libera e avvilente sulla vita di Marilyn Monroe.

Diversamente da Andrew Dominik, Maria Schrader fa una scelta morale di messa in scena. Alla complessità dell''allestimento' preferisce la complessità delle sue eroine, a cui presta ascolto e soccorso con la semplicità di un campo e controcampo. L'abuso resta 'in attesa' lungo i corridoi di hotel deserti, la violenza è natura morta (vestiti abbandonati sul pavimento, accappatoi bianchi 'coricati' sul letto, collant doppi...) che tormenta, tortura, si nasconde, cova, consuma e finisce un giorno per esplodere, mormorata al telefono e poi finalmente dichiarata e denunciata.

Come Grazie a Dio, Anche io è un grande film pudico sulla parola liberata e riparatrice, è un film sulle ferite che produce il silenzio sui volti delle donne che attendono una nuova alba per riconciliarsi con se stesse e riprendere a vivere. Condotto da un tandem prodigioso, Zoe Kazan e Carey Mulligan, Anche io prende alfine la forma di una lotta (c)orale, efficace contro il sistema Weinstein e lontana da qualsiasi caricatura. A Maria Schrader, 'per far male', è sufficiente affidarsi alle dichiarazioni autentiche di Harvey Weinstein. L'assenza dell'orco proietta sul film un'ombra di paura su cui fa luce l'inchiesta. E l'inchiesta è la voce contro il silenzio assordante del "sistema". A New York, metallica e austera, come nei vasti spazi del New York Times Building, la regista isola le donne, per ricordarci la loro solitudine, e ritaglia dei 'piani di ascolto', dove nasce la solidarietà e l'intimità.

Il suo film è al servizio della parola delle vittime. Parola finalmente 'scoperta' grazie a una professione di cui il film rivela il funzionamento e l'importanza. Omaggio vibrante a tutte le cacciatrici di verità, Anche io suscita un'empatia immediata per le sue protagoniste e i loro compagni, che le sostengono, senza ostentazione, assumendo spontaneamente e senza sforzo la loro parte nella quotidianità familiare. Una chiosa d'amore per Ashley Judd che ha parlato quando aveva tutto da perdere. Con determinazione di ferro e rabbia tranquilla interpreta se stessa.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 23 gennaio 2023
Ros Cossu

Film visto oggi,a parte l'audio pessimo, penso dovuto al doppiaggio, la trama sembrava interessante, ma purtroppo lento, noioso, svolto quasi tutto all'interno redazione giornale, con poca attenzione alle storie delle singole donne. Da non vedere.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 29 gennaio 2023
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Il titolo italiano dice "Anche io", più o meno la traduzione di "Me Too", a evocare il tema, cioè la poderosa inchiesta giornalistica del "New York Times" che il 5 ottobre 2017 inchiodò il potente produttore e predatore sessuale Harvey Weinstein (pronuncia: Uainstin), fino ad allora intoccabile e temuto, oggi in carcere dove sconta una condanna a 23 anni.

lunedì 23 gennaio 2023
Elisa Battistini
Quinlan

Un film di parole e sulle parole, in cui l'azione è evocata solo attraverso i racconti delle donne senza arrivare direttamente agli occhi dello spettatore: è questa l'intuizione registica messa in campo da Maria Schrader (I'm Your Man) nel portare sullo schermo il libro She Said di Jodi Kantor e Megan Twohey, ossia le due giornaliste del New York Times che lavorarono all'inchiesta che mise al muro [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 gennaio 2023
Francesca Pistocchi
Close-up

È il 2017, l'anno in cui in America sembrava andare tutto bene. È un periodo di transizione: nell' aria ancora si avverte il rumore bianco del decennio precedente, gli Stati Uniti sono la Terra Promessa del vecchio e del nuovo millennio, il grande sogno che realizza ogni sogno, la Mecca di chi "cerca fortuna". Trump ha appena vinto le elezioni e si prepara a prendere il posto di Barack Obama: Freud [...] Vai alla recensione »

domenica 22 gennaio 2023
Paolo Fossati
Giornale di Brescia

Due donne in trincea contro gli abusi, per difendere tutte le altre e l'intera società. Grazie alle giornaliste d'inchiesta del "New York Times" Jodi Kantor e Megan Twohey, dopo trent'anni di soprusi (spesso insabbiati con cospicue transazioni economiche e accordi legali per garantirsi il silenzio delle vittime) il produttore cinematografico hollywoodiano Harvey Weinstein è stato processato e condannato [...] Vai alla recensione »

sabato 21 gennaio 2023
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Ragazze, amlete (nel senso dell 'associazione che ha dato la sveglia al #Metoo italiano), mettiamoci anche le francesi di Osez le féminisme, che si preparano a (ri)dare battaglia ai premi César il 24 febbraio prossimo, dovete sapere una cosa. Il film di Maria Schrader è piuttosto brutto. Una serie di telefonate, molte senza risposta, e riunioni nella redazione del New York Times (bel posto, bisogna [...] Vai alla recensione »

sabato 21 gennaio 2023
Paolo Mereghetti
Io Donna

Cambia il giornale il New York Times invece del Washington Post - ma l'idea è quella che aveva guidato Tutti gli uomini del presidente: come la stampa è riuscita a scoperchiare uno scandalo attraverso un lavoro paziente e indefesso. Stavolta di due giornaliste, Jodi Kantor e Megan Twohey, autrici dell'inchiesta che ha portato allo scoperto gli abusi sessuali del temutissimo produttore hollywoodiano [...] Vai alla recensione »

sabato 21 gennaio 2023
Nicolò Barretta
La Voce di Mantova

Megan Twohey e Jodi Kantor, giornaliste del New York Times, avviano un delicato caso d'inchiesta indagando in merito allo scandalo fomite del movimento #MeToo, che ha permesso di svelare e denunciare molestie e aggressioni di natura sessuale nell'ambiente di Hollywood, in particolare quelle legate all'ingombrante e ambigua figura di Harvey Weinstein, fondatore della Miramax.

sabato 21 gennaio 2023
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Prologo irlandese. È il 1992 e una ragazza si allontana in lacrime da un set cinematografico. Nel 2017, Jodi Kantor e Megan Twohey, giornaliste del New York Times, lavorano a un'inchiesta su Harvey Weinstein. È davvero un predatore sessuale? Conosciamo la risposta, arrivarci fu un'impresa: convincere le vittime a parlare, trovare pezze d'appoggio alle testimonianze.

sabato 21 gennaio 2023
Emanuele Marazzini
La Gazzetta di Parma

Sia davanti ad una tazza di tè che al telefono, tutte parlano a testa bassa, la voce spesso frantumata dal pianto. Dall'altra parte del tavolino da bar o del filo, ad ascoltarle con dolcezza - ma facendo anche domande schiette - ci sono due donne con penna e notes: si chiamano Jodi Kantor e Megan Twoney, scrivono per il «New York Times» e cercano giustizia.

sabato 21 gennaio 2023
Marco Minniti
Asbury Movies

2017: una reporter del New York Times, Jodi Kantor, viene a sapere che l'attrice di Hollywood Rose McGowan sarebbe stata aggredita sessualmente, molti anni prima, dal produttore Harvey Weinstein. McGowan inizialmente rifiuta di rilasciare dichiarazioni, ma successivamente entra in contatto con la giornalista raccontando la violenza subita da Weinstein quando aveva 23 anni.

venerdì 20 gennaio 2023
Maria Lombardo
La Sicilia

Il 5 maggio 2017 il New York Times fa scoppiare un caso internazionale pubblicando l'inchiesta delle giornaliste Jodi Kantor e Megan Twohey sulle molestie sessuali ai danni di attrici o di donne dell'ambiente cinematografico, ad opera di Harvey Weinstein patron della Miramax. E' l'origine del movimento #Metoo: milioni di donne nel mondo cominciano a raccontare abusi sessuali subiti e gli uomini che [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 gennaio 2023
Ann Hornaday
The Washington Post

Il contesto della storia raccontata da Anche io è ben noto: nel 2017 le reporter del New York Times Megan Twohey e Jodi Kantor hanno pubblicato una serie di articoli sugli abusi sessuali e le aggressioni che il produttore cinematografico Harvey Weinstein ha perpetrato per decenni ai danni di attrici e dipendenti. Le inchieste hanno dato vita a un movimento globale per un cambia mento del sistema.

giovedì 19 gennaio 2023
R.S.
Il Corriere della Sera

Jodi Kantor e Megan Twohey sono le due giornaliste del New York Times che hanno avuto il merito di scoperchiare lo scandalo Weinstein, a partire dalla strategia usata per mettere tutto a tacere. Un film che restituisce, in maniera meticolosa e puntuale, il dietro le quinte dell'inchiesta fatta dal quotidiano newyorkese. Con una scelta da applaudire della regista.

giovedì 19 gennaio 2023
Roberto Nepoti
La Repubblica

In attesa della sentenza del processo Weinstein, in arrivo il 23 febbraio, e mentre nuove accuse di molestie sessuali si levano anche dalle nostre parti, esce il film sul #MeToo, il caso che nel 2017 ha sconvolto l'ambiente del cinema e della cultura. Tratto dal libro delle giornaliste Megan Twohey e Jodi Kantor, Anche io si inscrive nella tradizione del cinema di giornalismo investigativo basato su [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 gennaio 2023
Francesco Alò
Il Messaggero

Tutte le donne del Produttore. Una la incontriamo nella prima scena di Anche io firmato Maria Schrader. Siamo in Irlanda, anno 1992. Si gira un film in costume e una giovane a spasso col cane viene reclutata come assistente tra i sorrisi della troupe. Un secondo dopo scappa piangendo. Stacco e ci troviamo a New York 24 anni dopo, nel 2016, quando Jodi Kantor e Megan Twohey del New York Times seguono [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 gennaio 2023
Alessandra De Luca
Avvenire

Megan Twohey e Jodi Kantor, due giornaliste del New York Times, conducono una scottante inchiesta, pubblicata il 5 ottobre 2017, che contiene rivelazioni sugli abusi sessuali perpetrati dal produttore cinematografico Harvey Weinstein, destinate a lasciare il segno e a scatenare un movimento dalla risonanza e dalle conseguenze mondiali. La regista Maria Schrader ricostruisce in Anche io il lavoro meticoloso, [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 gennaio 2023
Alessio Baronci
Sentieri Selvaggi

Per Maria Schrader ogni discorso sul rapporto tra uomo e donna (e sulla sua rappresentazione, beninteso) pare tirare sempre più in ballo la tecnologia. Lo suggeriva già il suo esordio, I'm Your Man, giocoso e stralunato film sulla relazione tra una donna ed un androide che dovrebbe essere il suo uomo ideale. Ora che, tuttavia, Maria Schrader ha fatto il grande salto dal cinema europeo a quello americano, [...] Vai alla recensione »

martedì 17 gennaio 2023
Ilaria Feole
Film TV

Come è cominciato il movimento #MeToo? Con due reportage giornalistici che, nell'ottobre 2017, hanno fatto luce sui numerosi casi di molestie e abusi - e relativi insabbiamenti - operati da Harvey Weinstein: quello di Ronan Farrow sul "New Yorker" e quello di Megan Twohey e Jodi Kantor sul "New York Times" (si sono divisi il Pulitzer 2018). Sul secondo si concentra il film di Schrader, attrice e regista [...] Vai alla recensione »

martedì 29 novembre 2022
Paola Assom
NonSoloCinema

Anche io: "me too". Una espressione che ormai conosciamo dalla cronaca e che fa parte della nostra storia recente. È stato il primo, concreto modo di sconfiggere la pseudo cultura patriarcale che da almeno duemila anni considera le donne esseri per lo più inferiori, generalmente al servizio del maschio e preferibilmente del soddisfacimento dei piaceri fisici di costui.

domenica 27 novembre 2022
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Qualche volta, ai giornalisti viene riconosciuto il merito di essere ancora eroi del nostro tempo. Ne sono passati di decenni dal mitico: "È la stampa, bellezza", pronunciato da Humphrey Bogart in L'ultima minaccia. Adesso il sistema è cambiato, ma la ricerca della verità non smette di minare le fondamenta del potere. Nell'epoca in cui tutto è post-, manipolato, poco chiaro, imbrigliato in un flusso [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 8 agosto 2022
 

Regia di Maria Schrader. Un film con Carey Mulligan, Zoe Kazan, Tom Pelphrey, Samantha Morton, Patricia Clarkson. Prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

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