| Titolo originale | Promising Young Woman |
| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Emerald Fennell |
| Attori | Carey Mulligan, Bo Burnham, Laverne Cox, Clancy Brown, Jennifer Coolidge Christopher Mintz-Plasse, Molly Shannon, Angela Zhou, Sam Richardson, Steve Monroe. |
| Uscita | giovedì 24 giugno 2021 |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,95 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 maggio 2021
Una donna è in cerca della sua personale vendetta. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 4 candidature a Golden Globes, 6 candidature e vinto 2 BAFTA, ha vinto un premio ai European Film Awards, 3 candidature e vinto 2 Satellite Awards, Il film è stato premiato a National Board, 6 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, 3 candidature e vinto 2 Spirit Awards, ha vinto un premio ai Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, ha vinto un premio ai CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, 1 candidatura a Goya, 1 candidatura a ADG Awards, In Italia al Box Office Una donna promettente ha incassato 392 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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La trentenne Cassie ha buttato al vento ogni speranza: da quando ha abbandonato gli studi di medicina lavora in un piccolo bar, vive coi genitori e ogni weekend gira per locali facendosi abbordare da sconosciuti. Cassie in realtà ha un piano: fingendosi ubriaca, intende dimostrare come ogni uomo che la abborda nasconda il desiderio di violentarla o possederla con la forza. Nel suo passato c'è un trauma che ha segnato il suo destino, un evento che l'incontro con Ryan, ex compagno del college, riporta a galla. Combattuta fra l'interesse per Ryan e il desiderio di chiudere i conti con il passato, Cassie darà una direzione definitiva alla sua vita.
Il film più ideologico del cinema hollywoodiano contemporaneo è una riflessione in chiave dark sulla cultura dello stupro e la sua accettazione come sistema di potere.
Negli Stati Uniti ci è voluto un anno, dalla presentazione al Sundance nel gennaio 2020 all'uscita nel dicembre successivo, per fare di Una donna promettente un caso: nomination ai Golden Globes come miglior regista per Emerald Fennell, ex attrice al primo lavoro per il cinema; nomination come miglior interprete femminile per Carey Mulligan (e possibile Oscar fra qualche settimana); polemiche virali per una recensione di gennaio di Variety smentita e corretta undici mesi dopo dalla stessa testata («Variety sincerely apologizes to Carey Mulligan and regrets the insensitive language and insinuation in our review that minimized her daring performance»); osanna generalizzati della stampa americana che ha esaltato la capacità del film di cogliere nel segno («Puck the punch», ha scritto IndieWire) e di «ribaltare gli elementi più noti di un genere dark raccontando il senso di colpa condiviso da chi detiene il potere» (New Yorker).
È difficile, in effetti, trovare un film più attuale e aggiornato ai diktat hollywoodiani di Una donna promettente, a partire naturalmente dal tema dello stupro e della sua accettazione in una società retta da principi di potere paternalisti e maschilisti. Trentatré anni fa, nel 1988, Jodie Foster arrivò al suo primo Oscar per aver interpretato la parte di una donna violentata e capace di accusare i suoi violentatori: il film si chiamava Sotto accusa, l'aveva diretto un uomo, Jonathan Kaplan, e nonostante la forma oggi sorpassata del crime movie e del film processuale era in grado di inserire la cultura dello stupro in una cornice sociale, punendo la colpa degli stupratori con gli strumenti della legge.
È significativo, invece, che a tre decenni di distanza, lo stesso tema sia trattato in una chiave totalmente soggettivizzata, con la protagonista del film che, ferita da una violenza subìta non in prima persona, non solo si trasforma in una vendicatrice, ma addirittura, nella sua parabola simbolica e narrativa, si pone oltre la legge e oltre il film stesso (di cui è eroina e deus-ex-machina).
L'ex donna promettente Cassie, incapace di laurearsi, di affrancarsi dai genitori, di trovare un lavoro degno delle sue capacità, infantilizzata dal trauma (si traveste di continuo, rifiuta la sessualità, si relaziona con gli altri sputando, vive bloccata in una logica di provocazione e rivalsa), ha trasformato lo stupro nel principio generatore della sua identità, portandolo da una dimensione collettiva a una personale e personalizzata (l'esatto contrario di quanto scrive il New Yorker, insomma).
Cassie (a cui Carey Mulligan offre un volto e un corpo di notevoli capacità mimetiche, tanto fragile quanto aggressiva) non alcuna ha possibilità di evoluzione, è parte di un meccanismo ripetitivo e invariabile (la donna debole abbordata dall'uomo prevaricatore), valido più di qualsiasi sentimento o affezione verso i personaggi. La forza di Una donna promettente - e va detto la sua ambiguità ideologica - sta proprio nella scelta di campo estrema: per la regista e sceneggiatrice Fennell lo stupro è un demone e la colpa di chi l'ha perpetuato una colpa collettiva, senza redenzione né per i colpevoli, né per i personaggi all'apparenza positivi (e la svolta narrativa del prefinale è davvero un colpo basso), né per la stessa protagonista.
A dimostrazione del tentativo della regista di portare il vecchio cinema d'impegno civile nei territori intimisti e ironici dell'indie (una formula esaurita anche a livello stilistico, iperrealista, colorata e griffata ma vittima della sua stessa consapevolezza, come nella scena da commedia romantica accompagnata da una canzonetta di Paris Hilton), il film sacrifica sull'altare della lettura politica ogni aspetto narrativo e ogni possibilità di libertà o di fuga dall'orrore prestabilito. Viene in mente The Life of David Gale di Alan Parker, schiarato contro la pena di morte in modo cinico e fintamente progressista, così come in Una donna promettente il passaggio da un destino individuale a una condanna comune svuota di valore la missione della protagonista, dal momento che non viene offerta la possibilità di superamento del trauma, ma solo la sua trasformazione in feticcio.
È possibile che Una donna promettente diventi un film epocale. È probabile, anzi certo, che sia un film espressione del proprio tempo, e quindi da prendere sul serio. Ma lo è altrettanto che giuste cause abbiano bisogno di discorsi più maturi.
“Promising young woman” - candidato agli Oscar 2021 e diretto dall’esordiente Emerald Fennel - affronta con rigore, coniugato al senso dello spettacolo che è l’essenza del cinema, un tema di scottante attualità. La sceneggiatura è perfetta, quasi un meccanismo ad orologeria. Il plot ruota attorno a una galleria di personaggi mediamente mediocri e inconsapevoli del male che hanno fatto, tratteggiati [...] Vai alla recensione »
Provincia americana, oggi. In una qualunque sera della settimana, in uno dei tanti locali notturni, non è strano trovare una ragazza che pare proprio abbia alzato troppo il gomito e versi in condizioni pietose. La cosa strana è che è sempre la stessa. E che non è per niente ubriaca, lo sembra semplicemente. Si chiama Cassie, ha trent’anni e divide la sua vita tra la caffetteria dove lavora, casa dei suoi genitori e appunto i locali notturni, che frequenta da sola, fingendosi alterata. Il suo scopo è chiaro: far finta di essere adescata dagli avventori uomini, farsi portare a casa loro e vedere fin quanto in fondo osano spingersi con una donna che apparentemente non è in grado di intendere né di volere. Immancabilmente, l’aspirante seduttore di turno si rivela molto deludente: l’obiettivo finale è sempre quello di andare a letto, che Cassie sia in grado di capirlo (e, soprattutto, di acconsentire) o no.
Settimana dopo settimana, Cassie fa la sua messinscena, spaventa a morte un uomo che se lo merita e porta avanti la sua vendetta nel ricordo di Nina, la sua migliore amica. Cassie vive continuamente nell’ossessione di ciò che è capitato a Nina: ai tempi dell’università, completamente sbronza, era finita a letto con un compagno di corso senza nemmeno essere in grado di essere consenziente. Di fatto, il collega la stuprò, per giunta compiendo il suo orrendo misfatto di fronte a diversi suoi amici. La cosa venne insabbiata: traumatizzata, ferita e abbandonata senza la possibilità di ottenere giustizia, Nina cadde in depressione e decise di porre fine alla sua vita. Da allora, Cassie vive nella costante rincorsa della sua personale vendetta. Quando, però, nella caffetteria dove lavora si presenta Ryan, un loro ex compagno di corso, le prospettive della donna sembrano cambiare: Ryan non solo è ancora in contatto con gli altri loro colleghi d’università ma sembra anche molto interessato a Cassie…
Storia che indaga fino a che punto un trauma può condizionare la nostra vita, Una donna promettente - disponibile in streaming su CHILI - è essenzialmente un revenge movie che segue il risveglio progressivo di Cassie e la trasformazione della sua ossessione per la vendetta da un procedimento indistinto e genericamente orientato a tutto il genere maschile a un piano preciso, strutturato e diretto ai responsabili reali di ciò che è capitato a Nina. Il racconto è rapido ma anche crudo: l’ossessione della protagonista è rappresentata per quello che è, senza il tentativo di glorificare i suoi propositi di vendetta. Questa stessa “obiettiva onestà” mostra senza edulcorazioni anche l’incapacità dei responsabili e dei conniventi di fare davvero i conti con il loro stesso comportamento abominevole e, a tutti gli effetti, delittuoso.
Girato a tratti come se fosse un videoclip per enfatizzare determinate sequenze, il film è diretto da Emerald Fennell, già sceneggiatrice di Killing Eve (guarda la video recensione), serie britannica che proprio come Una donna promettente indaga le profondità ossessive di un rapporto tutto al femminile. Se però in Killing Eve (guarda la video recensione) l’ossessione è malsana, si intreccia con una certa nuance della fascinazione per il male ed è condivisa da due protagoniste, l’ossessione di Cassie è invece solitaria e deriva da un trauma radicato nella sua ingiustizia di fondo, senza alcun compiacimento per il male provocato se non quello che deriva dal riequilibrio della bilancia della giustizia.
Merita infine una menzione Carey Mulligan, l’attrice protagonista, che svetta su un cast di solidi comprimari, tra i quali si notano diversi volti che hanno popolato tante serie tv: la Mulligan riesce a risultare credibile in un ruolo complesso senza mai andare eccessivamente sopra le righe e senza mai giocarsi la carta della palese follia. Un lavoro in sottrazione notevole che compensa il fatto che l’attrice manchi forse del physique du rôle e del carisma incontestabile che probabilmente la parte avrebbe richiesto, restituendoci una Cassie forse più “concreta” ma, per questo, anche più vera.
Di A Promising Young Woman si è molto parlato - dalla presentazione al Sundance 2020 - ma forse non così come sarebbe avvenuto senza la pandemia che ha risucchiato questo e tanti altri film- anche se poi ha vinto l' Oscar per la migliore sceneggiatura originale. È che l' esordio di Emerald Fennell - regista e sceneggiatrice - si sintonizza pienamente con le istanze del presente toccando questioni come [...] Vai alla recensione »