| Anno | 2026 |
| Genere | Azione, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Regia di | Derrick Borte |
| Attori | Russell Crowe, Teresa Palmer, Luke Evans, Aaron Paul, Nina Dobrev Jolene Blalock, Daniel Zovatto, Benedict Hardie, Yasmin Kassim. |
| Uscita | mercoledì 26 agosto 2026 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,59 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 13 giugno 2026
Un boss di nightclub vuole ritirarsi con la donna amata, ma una rapina e i cartelli lo intrappolano. Un acquirente misterioso lo spinge tra inganni e sopravvivenza.
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CONSIGLIATO NÌ
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Manko Kapac è il proprietario di un nightclub indeciso se lasciarsi alle spalle il suo passato pericoloso per godersi la pensione insieme alla donna che ama. Quando due figure armate e mascherate lo rapinano e lui si ritrova stretto nella morsa dei cartelli della droga, si presenta un uomo misterioso interessato ad acquistare il suo club. Con il pericolo che incombe da ogni parte, dovrà districarsi in una rete mortale di inganni, potere e sopravvivenza, dove la fuga potrebbe non essere più un'opzione.
Tratto dal romanzo "Strip" del prolifico scrittore statunitense Thomas Perry, il film con Russell Crowe, nei panni di un dolente proprietario di un nightclub di origini albanesi a Los Angeles che inizia a coltivare l'idea di tirare i remi in barca e ovviamente non potrà farlo tanto facilmente, è uno strambo thriller che mescola toni da commedia quasi demenziale con una parte crime non priva di una violenza particolarmente esplicita.
Naturalmente i riferimenti potrebbero sprecarsi, dal Tarantino di Le iene e di Una vita al massimo a Point Break espressamente citato («però non il remake che fa schifo»), ma il nuovo film del regista che, sempre con Russell protagonista assoluto ha già girato Il giorno sbagliato, ha qualcosa di autentico nel riproporre un immaginario già visto, quello del locale notturno in cui ripulirsi e ripulire i soldi (Carlito's Way). C'è qualcosa di diabolicamente divertente nell'idea centrale del libro, da cui il film in parte si discosta, che vede il personaggio di Russel Crowe derubato, quando versa i soldi della serata nel bancomat, da un incapace, il personaggio interpretato da Aaron Paul, che in realtà è uno "sfigato" professore a contratto ricattato da un detective che cerca uno stipendio aggiuntivo per le spese extra dei figli. Quando poi al ladro in erba si affianca il personaggio folle della funzionaria di banca, interpretata con trasporto da Nina Dobrev, che sogna una vita da Bonnie e Clyde, il film prende una piega demenziale delirante e fin troppo eccessiva nell'economia del racconto che poi si fa improvvisamente cupo e definitivo.
In tutto questo si inserisce il capo (Danny Zovatto) di un cartello della droga molto scontento del fatto che i soldi che lui ripulisce nel locale siano intercettati dai ladri perché così, alla fine, potrebbero arrivare a lui. E qui si apre una parte che dà senso al titolo originale del film - The Get Out - in cui il protagonista cerca di sistemare tutto per fuggire dagli Stati Uniti con la donna (Teresa Palmer) che lo ama e che lui ricambia con un dolce e profondo trasporto che Russell Crowe sa gestire fino a un certo punto. Perché i vari registri che il suo personaggio deve tenere insieme - dal tranquillo imprenditore che però ha a che fare con la malavita all'uomo molto romantico che per la sua amata si mette pure a fare l'odiata meditazione e poi finisce per essere un Liam Neeson improvvisato - sono difficili da portare a casa senza che alcuni di essi finiscano per risultare poco credibili. Ciononostante la narrazione a incastro, che crea una spirale di tragici eventi, porta per mano lo spettatore fino a conclusioni note ma liberatorie e risolve alcuni passaggi con un'ingenuità disarmante che però conserva una sua genuinità salvifica, di un cinema che non si prende mai troppo sul serio.
Manco Kapak, proprietario di un club, viene derubato e minacciato dai cartelli. Il suo sogno di vendere il club e ritirarsi con la fidanzata è messo a repentaglio. Un nuovo arrivato finge di essere interessato ad acquistare il club, aggiungendo ulteriori complicazioni.
Pochi mesi fa l'abbiamo visto nel ruolo impegnativo del gerarca nazista Hermann Göring in Norimberga, adesso si trasforma nel saggio criminale Manco Kapak, albanese d'origine con affari a Los Angeles, nel poliziesco La vendetta perfetta - Bear Country. Avendo una passione per Crowe, sin dai tempi di Master and Commander e anche prima, non mi perdo un suo film; ma certo l'attore, pure un discreto regista, [...] Vai alla recensione »