| Titolo originale | Des preuves d'amour |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 96 minuti |
| Al cinema | 2 sale cinematografiche |
| Regia di | Alice Douard |
| Attori | Ella Rumpf, Monia Chokri, Noémie Lvovsky, Félix Kysyl, Anne Le Ny Édouard Sulpice, Eva Huault, Julien Gaspar-Oliveri. |
| Uscita | giovedì 2 luglio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Wanted |
| MYmonetro | 3,40 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 23 giugno 2026
Una donna sta aspettando un figlio ma a essere incinta è la sua compagna. Cerca il suo posto in questa famiglia. Love Letters è 101° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 153,00 e registrato 2.719 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Francia, 2014. Nadia e Céline sono una coppia gay che ha potuto sposarsi grazie alla nuova legge Taubira che ha sancito il matrimonio omosessuale, e ora che Nadia è incinta tramite fecondazione eterologa avvenuta in Danimarca si preparano all'adozione, che potrà avvenire solo dopo la nascita. È stato deciso che la madre biologica fosse Nadia che ha 37 anni, mentre la più giovane Céline forse potrà vivere personalmente quell'esperienza più avanti. Ma non è facile calarsi nei rispettivi ruoli: la madre biologica che soffre tutte le difficoltà della gestazione e del parto, e quella di adozione che - esattamente come succede ai neopapà - si sente messa in secondo piano e si domanda se il suo attaccamento al neonato sarà un istinto naturale, come sembra esserlo per le neomamme.
In realtà il punto della storia di Love Letters, opera prima della regista Alice Douard che ha vissuto in prima persona l'esperienza che racconta, niente è necessariamente naturale nella genitorialità, anche perché sia Nadia che soprattutto Céline hanno avuto modelli per certi versi discutibili: la prima ha una madre delegittimante e un po' bigotta che ha fatto fatica ad accettare l'omosessualità della figlia, la seconda ha per mamma una celebre pianista che è andata per concerti delegando il ruolo genitoriale al marito, che però è morto per infarto quando la figlia era ancora piccola.
Nel lungo e burocratico processo di adozione per Céline, molto più difficoltoso
di quello concesso ai padri non genitori biologici della propria compagna, vengono richieste anche
15 lettere che certifichino la sua idoneità come madre e il suo attaccamento al nuovo nato, ovvero
le "lettere d'amore" del titolo (il titolo originale del film è traducibile con "prove d'amore", perché alla
metà non biologicamente riproduttiva di una coppia omosessuale vengono richieste delle
"testimonianze").
Douard si concentra su tutte le preoccupazioni e le paure di una coppia di neogenitori,
indipendentemente da quale sia il legame fra loro, e questo rende la storia di Nadia e Céline
ancora più riconoscibile (ma ci spinge a simpatizzare anche di più sulle loro difficoltà aggiuntive in
quanto coppia gay) e mette a fuoco con grande onestà e lucidità i mille motivi per cui si potrebbe
decidere di NON cominciare una famiglia. Il tutto viene raccontato con un minimalismo che fa
sembrare modesta questa storia, quando invece è il frattale delle dinamiche alla base del nucleo
sociale.
Ella Rumpf, già protagonista di Raw, interpreta Céline con grande economia emotiva,
ma facendoci intravvedere i suoi dubbi e il suo senso di esclusione, e Monia Chokri dà un volto
umanamente fragile (ma resiliente) a Nadia, che si sente inadeguata come probabilmente la
maggior parte delle puerpere primipare. All'ottima Noémie Lvovsky è affidato invece il ruolo ostico
della madre di Céline, di cui percepiamo l'inadeguatezza ma anche lo strazio nel sapere che la
propria arte e la propria maternità sono in conflitto perché entrambe richiedono una dedizione
totale.
Love Letters si svolge nel qui e ora esattamente come una prima maternità, piena di
incognite e di sorprese non sempre piacevoli, un terreno inesplorato dove si entra totalmente
impreparati (a dispetto della lettura di infinti manuali e dei mille consigli non richiesti) pensando di
dover provare determinate emozioni e invece provandone molte altre, non sempre accettabili
secondo i principi propri e altrui. La verità è che non esiste un libretto di istruzioni, e non possiamo
sapere che genitori saremo. Ma il film fa anche riflettere su una legislazione e una burocrazia
farraginosa e spesso ottusa cui gli esseri umani si devono adattare (mai viceversa), e che è quasi
sempre un passo indietro rispetto alla realtà.
A prima vista Love letters sembra una commedia romantica. Certo non si ride molto, ma la tematica è di grande intelligenza: l'asimmetria dei ruoli all'interno di una coppia e nello specifico nella maternità condivisa di due donne, Céline e Nadia, che si amano e aspettano il loro primo figlio, concepito tramite fecondazione assistita. Il film è ambientato nel 2014 quando, in Francia, non esisteva una [...] Vai alla recensione »