| Anno | 2025 |
| Genere | Thriller, Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Al cinema | 4 sale cinematografiche |
| Regia di | Alex Ruzzi |
| Attori | Anne Consigny, Stefano Pesce (II), Clara Ponsot, Elisa Visari, Riccardo Eggshell Gloria Anselmi. |
| Uscita | giovedì 1 ottobre 2026 |
| Distribuzione | L'Altrofilm |
| MYmonetro | 2,92 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 30 settembre 2026
Un industriale intraprende un'avventura nel mondo della moda. Quella che doveva essere un'innocua svolta professionale, diventa un pericoloso viaggio dentro sé stesso. Photogame - Autoritratto di un'ossessione è 114° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 85,00 e registrato 2.040 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Biella. Un industriale del tessile decide di trovare una propria collocazione nel mondo della moda. Apre quindi un atelier ed inizia a creare un gruppo di cui fanno parte alcune modelle e due fotografi. La scoperta dell'app di intelligenza artificiale "Photogame", che chiede ai partecipanti di aderire a un gioco di ruolo agendo così come viene loro indicato, modifica le relazioni. Chi rinuncia paga una penale e quello che inizialmente è solo un gioco finisce con il coinvolgere tutti sempre di più. Al gruppo si aggiunge una ragazza, Marta, figlia di una ex top model che è stata un tempo compagna dell'industriale.
Alex Ruzzi esordisce nel lungometraggio con un film che mostra interessanti potenzialità.
Quando si ha una firma come Franco Ferrini che collabora alla sceneggiatura si possiede una base di partenza di sicura e consolidata professionalità. Se a questo si aggiunge una conoscenza della musica classica che consente di mettere il brano giusto al posto giusto si parte sicuramente avvantaggiati. In più Ruzzi, oltre a indubbie qualità di regia, aggiunge un interessante elemento che denota come sia in grado di spaziare nel campo dell'arte. Premette ogni volta, a quelli che potremmo definire i capitoli del suo film d'esordio, un quadro che ne anticipa il mood. È un'idea che rifugge dall'intellettualismo fine a se stesso per ricordarci come l'arte pittorica sia stata in grado di sintetizzare stati d'animo e sensazioni che ora la cosiddetta settima arte può suggerire con altri mezzi.
È proprio a partire da questa scelta narrativa che si sviluppa un'attesa che non trova una sufficiente soddisfazione. Viene cioè a mancare, da un certo punto in avanti in tutto o in parte, un'adesione più marcata a quanto l'opera d'arte suggeriva.
Ci si aspetterebbe una progressiva discesa nel buio profondo degli animi (visto anche il sottotitolo Autoritratto di un'ossessione). La suddetta ossessione viene cioè enunciata ma non supportata sul piano della costruzione dell'atmosfera visiva del contesto. Da L'attenzione si sposta su una fotografo che inizia a stalkerizzare la nuova arrivata, sull'antico amore del protagonista con una contessa ex top model oppure sulla neo modella proveniente dall'estero che deve distanziarsi dal piccolo mondo di cui è entrata a far parte.
Se ci si aggiungono, a titolo di esempio, una moglie insoddisfatta a cui si chiede di assumere pose melodrammatiche e una figlia che si rivela funzionale solo a far esplicitare la morale della storia, ci si accorge che invece una maggiore concentrazione sul precipitare nell'abisso di una coazione a ripetere il gioco in cerca di varianti sempre più spinte avrebbe valso al film una cifra stilistica forte.
Le premesse comunque ci sono e se Ruzzi penserà di poter osare di più avremo delle piacevoli sorprese.
Il film si presenta con grande cura per l'immagine e, in particolare, l'intermezzo tra le varie scene di quadri (famosi) dipinti in varie epoche conferisce una più ampia dimensione temporale, quasi a voler dilatare il tempo presente, proiettando le impressioni e le sensazioni vissute nelle scene precedenti in epoche storiche differenti da oggi, ma alla fine accomunate da un medesimo [...] Vai alla recensione »
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