Zustissia

Film 2026 | Drammatico, 111 min.

Regia di Francesco Piras. Un film Da vedere 2026 con Michele Riondino, Fabrizio Ferracane, Paola Giannini, Jacopo Cullin, Valentino Mannias. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2026, durata 111 minuti. Uscita cinema giovedì 15 ottobre 2026 distribuito da PiperFilm. Oggi tra i film al cinema in 51 sale cinematografiche - MYmonetro 3,67 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 9 ottobre 2026

Il film tratto dal libro di Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu dal titolo "Io sono innocente". Zustissia è 15° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 9.544,00 e registrato 114.813 presenze in totale.

Consigliato assolutamente sì!
3,67/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO 4,50
CONSIGLIATO SÌ
Un'odissea carceraria raccontata con essenzialità e rigore. Che ti fa uscire dalla sala con un barlume di speranza.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 7 ottobre 2026
Recensione di Paola Casella
mercoledì 7 ottobre 2026

Sardegna,1991. Il 27enne Beniamino Zuncheddu viene arrestato con l'accusa di aver sparato a quattro persone, uccidendone tre. La quarta vittima, unica sopravvissuta, identifica Zuncheddu da una serie di fotografie, e il giovane uomo viene condannato all'ergastolo, pur essendosi dichiarato innocente e avendo fornito un alibi confutato da più testimoni. Inizia così un'odissea carceraria durata 33 anni, forse "il più lungo errore giudiziario italiano". Dal 2016 l'avvocato penalista Mauro Trogu lavorerà per dimostrare l'innocenza di Zuncheddu passando attraverso infinite lungaggini burocratiche, e a poco a poco capirà che la vicenda del suo assistito si colloca all'interno di un quadro più grande di corruzione e vendetta. Al centro della vicenda ci sono le testimonianze, quelle non credute e quelle false orchestrate da chi si trova ben più in alto di un pastore, perché "le pecore bisogna tenerle d'occhio".

Zustìssia, tratto dal libro di Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu "Io sono innocente", segna il debutto alla regia di Francesco Piras, già ottimo direttore della fotografia di Salvatore Mereu, e fa leva sulla solidità del soggetto e della sceneggiatura di Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili, che trasformano in narrazione cinematografica una vicenda complicatissima, uno stillicidio costellato di depistaggi e battute d'arresto.

Piras si prende il suo tempo nel dipanarla visivamente, perché il tempo è il grande protagonista di questa storia(ccia) italiana: quello di Zuncheddu che sembra non contare nulla, e quello strategicamente dilatato di una giustizia che si rifiuta di ammettere i propri errori.

Il regista e gli sceneggiatori esplorano il tema della fiducia che gli italiani possono (o meno) avere nella giustizia, e la consapevolezza che quella giustizia può essere fatta più attraverso la buona volontà e dei singoli che attraverso le istituzioni a lei preposte. Al contrario di Portobello, il film mette dunque al centro le persone che possono scegliere di rendere la giustizia possibile: in questo senso il casting, nel ruolo della procuratrice generale di Cagliari Francesca Nanni, di Philippine Leroy-Beaulieu, il cui padre era marito della figlia di Enzo Tortora, Silvia, appare particolarmente ispirato.

Michele Riondino fa di Mauro Trogu un uomo animato da un profondo senso di equità e compassione, disposto ad andare oltre il proprio incarico professionale, mentre Fabrizio Ferracane dà a Beniamino Zuncheddu una mitezza che non è mai totale rassegnazione: solo contro i poteri forti, non rinuncia a dichiararsi innocente anche di fronte alla possibilità di godere di qualche privilegio carcerario a fronte di un'ammissione di colpevolezza. Completano il cast Geppy Cucciari nel ruolo di una giornalista di Radio Radicale e Francesco Colella in quello di un PM che ha... mangiato la foglia.

Zustìssia è narrato con essenzialità e rigore, le due armi che hanno reso possibile il riscatto di Zuncheddu. Il suo respiro è soffocato finché non può finalmente aprirsi, e Piras alterna visivamente gli spazi di vita del suo protagonista, dai pascoli aperti alla cella della prigione, dal bar dove grazie a Trogu riesce a trovare un impiego e a tornare in contatto con la gente alle aule di tribunale che lo ricacciano continuamente in carcere.

La narrazione segue la strada maestra della semplicità per avvicinare gli spettatori ad una vicenda intricata scomponendola a poco a poco, come fa Trogu, che "mangia l'elefante un morso alla volta" rifiutando di accettare il corso degli eventi perché "una giustizia così fa paura". E, quando serve, coinvolge i media perché ricorda che "quando c'è il pubblico la corte si comporta con più zelo". Non mancano dunque i tocchi di amara ironia in questa vicenda di "sequestro di Stato di un innocente" a metà fra Kafka e Sciascia, che tuttavia riesce a farci uscire di sala con un barlume di speranza, più ancora che con un moto di rabbia sacrosanta.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 11 ottobre 2026
Rossella Muscas

sala gremita  silenzio assoluto fine del film nessuno si alza scoppia un applauso dettato " dalla grande bellezza" di ciò che abbiamo appena  visto. la sala non era composta da tanti spettatori ma da un unico corpo e un'unica mente questa la mia sensazione. straordinario sotto tutto i punti di vista

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 22 ottobre 2026
Marco Lodoli
L'Osservatore Romano

Il racconto del male può essere avvincente, quante storie abbiamo visto al cinema con gangster feroci, assassini efferati, rivoltellate e sgozzamenti e siamo rimasti inchiodati davanti a tanta brutalità. Però il racconto del bene arriva dritto al cuore e ci commuove, e quasi senza accorgercene ci ritroviamo con gli occhi umidi e un sospiro profondo che allarga il petto.

NEWS
TRAILER
venerdì 18 settembre 2026
 

Regia di Francesco Piras. Un film con Michele Riondino, Fabrizio Ferracane, Philippine Leroy-Beaulieu, Francesco Colella, Jacopo Cullin. Da giovedì 15 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

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