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lunedì 2 novembre 2026 - Festival

Lo schermo dell’arte, dall’11 al 15 novembre 2026, all’interno della cornice della 50 Giorni di Cinema

Uno spazio libero per la creazione artistica e l’indagine critica del nostro tempo con film d’artista, mostre, video installazioni, progetti per giovani artisti e talk.
di Veronica Ranocchi

Uno spazio libero per la creazione artistica e l’indagine critica del nostro tempo con film d’artista, mostre, video installazioni, progetti per giovani artisti e talk. Questa (e molto altro) la proposta della 19esima edizione del festival Lo schermo dell'arte dall’11 al 15 novembre 2026, all’interno della cornice della 50 Giorni di Cinema.

Dislocato su più ambienti, ma con il Cinema La Compagnia come punto di riferimento, il festival diretto da Silvia Lucchesi, è tra i più conosciuti festival europei sulle moving images internazionali.

Il programma
Cinque giorni di festival, tra proiezioni ed eventi collaterali che inizieranno il pomeriggio di mercoledì 11 novembre a Palazzo Strozzi con la mostra Scénarios et les cinq cahiers de Scénario de Jean-Luc Godard (che proseguirà anche i giorni successivi) per poi aprirsi ufficialmente con la proiezione di Euphoria di Julian Rosefeldt, un ipnotico tour de force attraverso la storia del capitalismo e dell’avidità umana. La seconda giornata del festival si sviluppa in più ambienti: dalla mattina fino al pomeriggio al Museo di Geologia e Paleontologia sarà possibile vedere la video installazione Un mare molto piccolo di Zeroscena (Elisa La Boria e Luka Bagnoli); nella tarda mattinata sarà previsto un talk con Julian Rosefeldt a Palazzo Buontalenti e alle 10 il Cinema La Compagnia ospiterà la proiezione per le scuole secondarie di II grado di Gallant Indies di Philippe Béziat. Alle 15 a
Palazzo Strozzi, all’interno della sezione Festival Talk, ci sarà la Lecture dell’artista da parte di Saodat Ismailova che introdurrà alle 17 al Cinema La Compagnia la proiezione di The Haunted di Saodat Ismailova. A lei, che lavora all’intersezione tra cinema, suono e arte visiva, è dedicato il focus dell’edizione 2026 de Lo schermo dell’arte, riunendo cinque film realizzati tra il 2017 e il 2026. Alle 17.40 ci sarà l’occasione per vedere la prima italiana del corto The Wind, One Brilliant Day di Ben Rivers e alle 18 spazio per Undercurrents (lecture-performance) di Maria Iorio e Rapahel Cuomo, prima della proiezione delle 19 di To the throat of the sun di Saodat Ismailova. Ma la giornata non si conclude così e prosegue con altri quattro titoli: Filme Pin di Maria Rojas Aria & Andreas Jurado, Oh Body of Mine di Monira Al Qadiri, O Homem no Pelourinho di Francesco Bertocco (in anteprima mondiale) e [ÒDIO] di Daniela Nicolò e Enrico Casagrande. Anche la giornata di venerdì 13 novembre sarà strutturata come la precedente, cioè con eventi e incontri in parallelo tra il Museo di Geologia e Paleontologia e Palazzo Strozzi, ma conta anche la proiezione di alcune opere. Il focus dell’edizione, dedicato a Saodat Ismailova, consentirà di (ri)scoprire l’artista attraverso diverse proiezioni. Un’altra sarà nel pomeriggio al Cinema La Compagnia: Amanat, alla quale seguiranno nel pomeriggio The City and the City di Rafik Greiss (sviluppato all’interno di VISIO European Programme on Artists’ Moving Images), Casting for a film, Ihsan’s diary di Lamia Joreige e Masao Adachi takes a passport photo di Kamal Aljafari. La giornata si concluderà poi con quattro proiezioni, tutte della durata di circa 30 minuti: Shot Reverse Shot di Radu Jude e Adrian Cioflanca, The sentinel di Ali Cherri, Like Moths to Light di Gala Hernandez Lopez (anch’esso sviluppato all’interno di VISIO) e Sleep Work di Paul
Heintz (in anteprima mondiale). Stessa struttura anche per la giornata di sabato 14 novembre che, oltre agli eventi collaterali, comunque parte integrante del festival, permetterà al pubblico di assistere a molte proiezioni, a partire dal pomeriggio con Borderland di Melik Ohanian e Homecoming degli artisti ucraini Roman Khimei e Yarema Malashchuk. La sera, tra documentari e titoli che giocano sull’emozione sarà possibile gustarsi sul grande schermo The Last Responders di Earshot e Forensic Architecture, documentario d’inchiesta sull’uccisione di quindici operatori di primo soccorso palestinesi, Her right di Saodat Ismailova (sempre all’interno del focus a lei dedicato) e In the Veins di Camille Henrot. Alle 22.15 spazio a una proiezione con live performance, quella di Krakatoa di Carlos Casas. L’ultima giornata di festival si apre la mattina con gli eventi collaterali, tra i quali anche il laboratorio per famiglie con bambini e bambine dai 4 ai 6 anni al Cinema La Compagnia. Nel pomeriggio spazio a Normal Planet di Ekiem Barbier, Guilhem Causse e Quentin L’helgoualc’h e Adnan Being and Time di Marie Valentine Regan. Alle 19.20 l’ultimo film dell’omaggio dedicato a Saodat Ismailova con la proiezione di Bibi Seshanbe. La serata (e il festival) si conclusderà con la proiezione di Oh be a Fine Girl kiss me di Alice dos Reis (sulla prospettiva femminile e l’autodeterminazione) al quale seguirà -1,5°C Pyropolitics and the new world di Lukas Marxt.

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