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lunedì 19 ottobre 2026 - Festival

Festival dei popoli 2026, un programma ricchissimo

Il festival si svolgerà a Firenze al cinema La Compagnia, dal 31 ottobre all’8 novembre.
di Veronica Ranocchi

Più di 80 film in concorso, omaggi e celebrazioni, tante sezioni e anche ricorrenze particolari. Tutto questo e molto altro è il Festival dei Popoli 2026, giunto alla 67esima edizione.
Un programma molto ricco che si articola in più sezioni e che si svolgerà a Firenze, al cinema La Compagnia, dal 31 ottobre all’8 novembre. Nello specifico il programma competitivo è suddiviso in Concorso Internazionale Lungometraggi e Concorso italiano, mentre cortometraggi e mediometraggi sono in gara nel Concorso Internazionale Discoveries, mentre le altre sezioni sono composte da Let the Music Play, Doc Higlights, Popoli Next Generation, Visioni d’Europa, Feminist Frames e Doc at Work. Gli omaggi di questa 67esima edizione sono dedicati a Barbara Kopple, con la sua trilogia sui diritti dei lavoratori, ad Haile Gerima, con il focus sul colonialismo italiano in Etiopia, e a Lech Kowalski, protagonista unico della sezione Let the Music Play, con i suoi documentari per i 50 anni del punk. 

Concorso internazionale, Discoveries e Concorso italiano
Saranno 10 i film del Concorso Internazionale Lungometraggi, tutti in anteprima: La belle Année di Angelica Ruffier, Candidates of Death di Maciej Cuske, The Price of the Sun di Jérôme le Maire, Like Any Other Mortal di María Molina Peiró, Revolutionaries Never Die di Mohanad Yaqubi, For Life di Ahmet Seven, Amazomania di Nathan Grossman, Virages di Céline Carridroit e Aline Suter, Landscapes of Ending di Francesco Mattuzzi (unico titolo italiano del concorso internazionale), Who Cares di Ina Ivanceanu (con Silvia Federici). 
11, invece, i cortometraggi e mediometraggi in anteprima nel Concorso Internazionale Discoveries: When You Listen to This Song di Mona Achache, Il velo dei sensi di Elisa Baccolo, How to Catch a Butterfly di Kiriko Mechanicus, Hello New Body, How Are You Today? di Laura Kansy, Home Is Where the Heart Is di Timothée Engasser, The God that Destroys di Jyoti Mistry, 3cm of Complexity di Anna Vasof, A Stolen Movie di Camilo Restrepo, Incubo di Chloe Cazorla, Them, the Neon Crosses di Jesus F Cruz, Ãsheghetam di Filmsaaz.
Capire il futuro cercando appigli nel passato, tra ricerca familiare e lotte ambientali, sociali e politiche, inseguendo la memoria, cercando verità, giustizia e salvezza. Queste le tematiche affrontate nei 7 film selezionati nel Concorso Italiano. I titoli - tutti in anteprima - sono: Controvento di Federico Conti e Mattia Bosco, girato tra Lampedusa e il Mediterraneo centrale; Schiuma di mondi di Anna Marziano con un’avvocata alle prese con le gioie e le difficoltà della maternità da single; in Il grande buco di Davide Crudetti, Davide (il regista stesso) e Paola, una coppia di millennial, si chiedono se sia ancora possibile immaginare il futuro e quanto abbia senso oggi mettere al mondo un figlio; Azzorre di Cecilia Maria Giampaoli è il racconto in prima persona della regista che comincia nel febbraio 1989, quando un aereo si schianta sulle isole dell’Atlantico, attraverso fotografie di famiglia e una cassetta con le ultime riprese di suo padre; Luana, ragazza di Ernesto Pagano fa luce sulla storia di Luana D’Orazio, operaia tessile di ventidue anni e giovane madre che muore risucchiata nel macchinario al quale lavora; da Firenze, c’è poi Finché resta il tuo nome di Gianmarco D’Agostino, in cui il regista cerca le prove delle azioni di Gerhard Wolf, console tedesco nella Firenze occupata; infine, Quando è pronto, il fieno canta di Letizia Buoso, ricerca della regista sulle orme della sua famiglia nei luoghi del nord-est italiano.

Una scena del film Angeli del Fango - La meglio gioventù europea di Marco Spagnoli.

Doc Highlights
La sezione Doc Highlights colleziona documentari di risonanza internazionale. A partire dell’evento speciale Angeli del Fango - La meglio gioventù europea di Marco Spagnoli in prima assoluta nel giorno dei 60 anni dell’alluvione di Firenze, il 4 novembre. Spazio poi anche per la prima assoluta di Io sono l’assente di Adamo Antonacci, ritratto impossibile di Alessandro Benvenuti. 
Ma i titoli non finiscono qui. Ci saranno anche Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie di Alex Gibney e The Story of Documentary Film di Mark Cousins, in prima italiana, che presenta il prologo di un ambizioso progetto catalogativo. E poi ancora Holy Destructors di Aist? Žegulyt?, sul lavoro dei restauratori delle opere d’arte; Douglas Gordon by Douglas Gordon di Finlay Pretsell, in prima italiana, ritratto intimo del celebre artista che ha dedicato tutto sé stesso alla sua arte. Tra ironia e memoria si muove Yugo Goes to America di Filip Grujic e Aleksa Borkovic, in prima nazionale, in cui quattro millennial serbi di Belgrado attraversano gli Stati Uniti a bordo di una Yugo, una vecchia auto jugoslava un tempo considerata la peggiore auto di sempre. Infine The Mountain Won’t Move di Petra Skeliskar, storia di tre fratelli che, sulle montagne della Macedonia del Nord, si occupano del gregge di famiglia e The Siege of Paradise di Gar O'Rourke, che torna al festival per raccontare l’over-tourism nelle Cinque Terre. 

Gli omaggi, Cinema del Reale, Visioni d’Europa, Feminist Frames
Tre omaggi quest’anno, dedicati a tre grande nomi del cinema documentario. Il primo nome è quello di Barbara Kopple, che verrà omaggiata per i suoi 50 anni nel cinema documentario. Oltre al suo ultimo film, Union Town, troveranno spazio sullo schermo anche i suoi due capolavori che l’hanno portata per due volte a vincere l’ambita statuetta del Premio Oscar: Harlan County, U.S.A. nel 1976 e American Dream del 1990. Il secondo omaggio è per Haile Gerima che porterà a Firenze la sua nuova opera, Black Lions – Roman Wolves, un’opera lunghissima, divisa in cinque capitoli e accompagnata da una mostra in parallelo. Il terzo nominativo è quello che quest’anno occupa l’intera sezione Let The Music Play ed è quello di Lech Kowalski che accompagnerà il pubblico nelle celebrazioni per i 50 anni dalla nascita del punk. Le opere che si potranno nuovamente ammirare sullo schermo sono: D.O.A. – A Rite of Passage (1981), Born to Lose – The Last Rock and Roll Movie (1999), Hey Is Dee Dee Home? (2002), East of Paradise (2005).
Per la prima volta arriva anche la rassegna dedicata alla cittadinanza e la cultura europea (Visioni d’Europa) con 4 titoli: The Helsinki Effect di Arthur Franck, 80 Angry Journalists di András Földes e Anna Kis, Hungry di Susanne Brandstaetter, Techplomacy di Susanne Kovacs.
Spazio anche alle voci femminili con il progetto realizzato dal Festival in collaborazione con Calliope Arts Foundation che vede la presenza di 7 titoli: Barbara Forever di Brydie O’Connor sulla regista Barbara Hammer, Inside di Dorota Vlnová, esplorazione poetica dell’aborto attraverso i ricordi delle donne che lo hanno vissuto; The Divine Feminine di Ivana Todorovic, girato all’interno di una clinica ginecologica; The Zone di Güliz Saglam e Feryal Sayg?l?gil, in prima italiana, segue sette lavoratrici in quattro diverse città della Turchia; e in prima italiana, Layers of Dispute di belit sa?. Sono poi in programma due corti della regista ungherese Márta Mészáros: Care and Affection del 1968 e In the L?rinc Spinnery del 1972.

Popoli Next Generation e Doc at Work
Se Doc at Work è la piattaforma industry del Festival dei Popoli, Popoli Next Generation mette al centro i protagonisti del cinema di domani coinvolgendo i giovani alla scoperta del cinema documentario. Ci saranno tre percorsi distinti e complementari, attraverso età ed esperienze diverse.
Evento speciale della sezione la prima assoluta di Le cose che posso cambiare, un film di Serena Mannelli e Federico Micali. Il film segna il ritorno del regista fiorentino Federico Micali che — dopo i successi di finzione e i numerosi lavori dedicati ai temi sociali e alla storia del territorio (tra cui L’Universale, Le Chiavi di una Storia, Firenze Sotto Vetro e il corto premiato Mi piace Spiderman... e allora?) — si cimenta in un nuovo percorso documentario. L’opera si sviluppa attraverso lo sguardo, l’esperienza e il confronto diretto di un gruppo di dieci adolescenti — Orlando, Ada, Federico, Duccio, Dalia, Vittoria, Leone, Emma, Teresa e Giacomo — impegnati in una ricerca attiva sugli ostacoli alla parità di genere. Attraverso discussioni, attività sul campo ed esperienze nelle scuole (il progetto ha coinvolto varie scuole fiorentine), i ragazzi e le ragazze riflettono sui modelli che attraversano la loro quotidianità e che influenzano, spesso inconsapevolmente, pensieri e comportamenti. 
Tra i vari premi e riconoscimenti che il festival assegnerà ci sarà anche il MYmovies Award, assegnato al film con la valutazione media più alta del pubblico online. Questo sarà possibile perché, in occasione della 67esima edizione, una selezione dei film in programma sarà disponibile su MYmovies ONE. L’edizione segna inoltre il debutto de “Il Cinema del reale”, il nuovo canale del Festival dei Popoli su MYmovies ONE, con una selezione di film del Festival da vedere e scoprire durante tutto l’anno.

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