È Barbara Kopple la protagonista del manifesto della 67ª edizione del Festival dei Popoli, in programma a Firenze dal 31 ottobre all’8 novembre 2026. L’immagine scelta ritrae la giovane regista sul set di Harlan County, U.S.A., il documentario che nel 1976 le valse il primo Oscar, con la fotografia originale riportata a colori a cinquant’anni di distanza.
Un’immagine simbolo di un cinema immerso nella realtà, capace di raccontare conflitti sociali, lavoro e diritti attraverso uno sguardo diretto e partecipato. Kopple sarà ospite del festival il 3 e 4 novembre, dove incontrerà il pubblico e presenterà una selezione di opere dedicate alle lotte dei lavoratori.
La regista, prima donna a vincere due Oscar per il miglior documentario, porterà a Firenze due dei suoi lavori più celebri, Harlan County, U.S.A. (1976) e American Dream (1991), entrambi premiati dall’Academy, insieme al più recente Union Town, presentato quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia.
Il percorso proposto dal Festival dei Popoli attraversa decenni di battaglie sociali: dallo storico sciopero dei minatori della Brookside Mine in Kentucky raccontato in Harlan County, U.S.A., fino alle nuove forme di precarietà nel mondo del lavoro contemporaneo affrontate dalla regista negli ultimi anni.
Tra gli ospiti della manifestazione anche il regista etiope Haile Gerima, protagonista di un omaggio speciale il 2 e 3 novembre. A Firenze presenterà in prima italianaBlack Lions – Roman Wolves, epopea documentaria in cinque parti dedicata alla resistenza dell’Etiopia durante la seconda invasione italiana del 1935 e alla memoria storica del continente africano.
Il programma del festival celebrerà inoltre i 50 anni del punk con la presenza di Lech Kowalski, filmmaker tra i più vicini alla controcultura musicale. Dal 5 all’8 novembre saranno proiettati alcuni dei suoi titoli più importanti, tra cui D.O.A. – A Rite of Passage, dedicato ai Sex Pistols, Born to Lose – The Last Rock’n’Roll Movie, ritratto di Johnny Thunders, e Hey Is Dee Dee Home?, dedicato al bassista dei Ramones. Kowalski terrà anche una masterclass aperta al pubblico.
La 67ª edizione del Festival dei Popoli conferma così il proprio percorso dedicato al cinema documentario internazionale, con un programma che intreccia memoria, impegno civile, storia e linguaggi della contemporaneità.