Controluce

Film 2024 | Documentario, 72 min.

Anno2024
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata72 minuti
Regia diTony Saccucci
Uscitavenerdì 9 ottobre 2026
DistribuzioneCinecittà Luce
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Tony Saccucci. Un film Genere Documentario, - Italia, 2024, durata 72 minuti. Uscita cinema venerdì 9 ottobre 2026 distribuito da Cinecittà Luce. Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ultimo aggiornamento venerdì 9 ottobre 2026

La storia di Adolfo Porry-Pastorel fotoreporter tra le due guerre, conosciuto come «il fotografo di Mussolini». Controluce è 130° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 106,00 e registrato 425 presenze in totale.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un film figlio dei nostri tempi, che usa l'esperienza individuale per rileggere la storia collettiva.
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 9 ottobre 2026
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 9 ottobre 2026

Vita, lavoro e fama di Adolfo Porry-Pastorel (1888-1960), pioniere a inizio Novecento di un nuovo linguaggio fotografico, fondatore dell'agenzia V.E.D.O. - Visioni Editoriali Diffuse Ovunque e principale fotografo di cronaca e attualità fin dal 1915, quando immortalò l'arresto di Mussolini e Marinetti durante una manifestazione interventista. Proprio il rapporto con il futuro Duce, tra privilegi e reciproci sospetti, ha segnato la carriera di Porry-Pastorel, capace di farsi accettare dal potere fascista, ma anche di farsi sempre guardare con sospetto, e poi di collaborare con la Resistenza.

Saccucci, vincitore con questo lavoro del Nastro d'argento 2025 per il Miglior Docufilm, mescola riprese originali, filmati di repertorio e fotografie dell'Archivio Luce, raccontando colui che è stato definito l'«occhio del secolo» e vedendo nella sua parabola l'inizio di un modo diverso d'intendere il rapporto tra singolo e potere.

La narrazione è condotta attraverso la voce immaginaria dell'assistente di Porry-Pastorel, un ragazzino romano che alla fine degli anni '10 diventa l'inseparabile spalla del già celebre fotografo, imparando da lui i trucchi del mestiere e la sua filosofia. La sceneggiatura di Saccucci, Flaminia Padua e Vania Colasanti, che adatta liberamente un libro di quest'ultima, "Scatto matto", accompagna le immagini con parole declamatorie prese in prestito al protagonista, che riflettono sulla luce nella fotografia (che «si rivela come impressione sotto le maglie della chimica), sul tempo di uno scatto («che ferma il presente per consegnare il passato al futuro») e l'organizzazione visiva di una foto («che coglie le geometrie, le forme, l'ordine dove apparentemente c'è il caos»).

Interpretato da Michele Eburnea e talvolta visibile dal vero e di sfuggita nei filmati d'archivio (alto, allampanato, sempre in disparte eppure incredibilmente sempre in prima fila), Porry-Pastorel emerge dal film come una figura a tratti mitologica, indipendente, «senza casacche», capace di ritrarre il Duce in intimità e di esserne erronamente considerato il ritratto ufficiale e al tempo stesso di indagare per conto della famiglia Matteoto sulla scomparsa del parlamentare uccido dai fascisti (di cui non a caso fotografò il momento del ritrovamento del cadavere).
In tal senso, Controluce è un film figlio dei nostri tempi, perché usa l'esperienza individuale di un grande uomo per rileggere la storia collettiva («Il mondo va così e noi non ci possiamo fare niente», dice Porry-Pastorel al suo assistente ormai cresciuto quando il fascismo s'impone) astenendosi da qualsiasi sintesi o giudizio di valore, non solo artistico, ma anche politico, quando mostra il fotografo celebrare il regime (in Libia, ad esempio, dove con un colpo di genio pubblicò per primo le foto del Duce in visita spedendo i negativi a Roma con dei piccioni viaggiatori), smontarne la propaganda (lo scatto che rivelò l'artificiosità del filmato di Mussolini che raccoglie il grano è geniale) o combatterne le propaggini storiche, quando aiuta la Resistenza durante l'occupazione di Roma nel 1944.

Saccucci è interessato a celebrare il suo personaggio, non tanto a restituirne l'ambiguità, e questo è indubbiamente un limite del suo film. Al tempo stesso, il suo film è soprattutto un omaggio alla fotografia, di cui descrive con grazia e attenzione vecchie tecniche e geniali strategie (bello il momento della lunga attesa per lo sviluppo del primo scatto a Mussolini nel '15), salvo poi dimenticarsi del rigore usato da Porry-Pastorel per le sue fotografie quando deve realizzare le proprie immagini. Stretto dalle esigenze della docufiction, Controluce ha il tipico passo del prodotto Luce e un miscuglio di vicende e tecniche (ricostruzione storica, drammatizzazione, found footage, discutibile ricorso all'AI, fotografia in bianco e nero pastoso) che rischia di appesantire la parabola di Porry-Pastorel (e oltre alla sua, anche quella del figlio Gabriel, disperso in Russia, e dello stesso narratore), nonostante alcuni significativi momenti d'attesa o riflessione.
Resta l'innegabile grandezza del personaggio, che grazie alla posizione che si era costruito dietro la macchina fotografica era in grado di ribaltare i rapporti di potere col fascismo, riprendendo, come diceva lui, il Duce dall'alto così da schiacciarlo o facendolo infuriare per coglierlo in fallo dopo averlo fatto mettere in posa.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 13 ottobre 2026
Flavio De Bernardinis
Film TV

Controluce narra la storia di Adolfo Porry-Pastorel, il primo grande fotoreporter italiano, dall'istantanea dell'arresto di Mussolini dopo un comizio intervista al fascismo e le due guerre, fino all'armistizio Badoglio, la Resistenza e l'abbandono della professione nell'Italia repubblicana. Lungo 40 anni di storia, Tony Saccucci incrocia coraggiosamente ricostruzioni scenografiche, documenti audiovisivi, [...] Vai alla recensione »

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