| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Marco Santi |
| Attori | Barbara Chichiarelli, Carlotta Gamba, Edoardo Pesce . |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 4 settembre 2026
Un racconto intimo e originale, capace di proporre una riflessione su temi universali come l'identità, il desiderio di appartenenza e il bisogno di essere riconosciuti. In Italia al Box Office Il grande Giaffa ha incassato 316 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Giacomo Falta è un oscuro redattore di un quotidiano di provincia di proprietà del suocero. Non conta praticamente nulla per nessuno. Finché un giorno arriva in città il Grande Giason, una sorta di motivatore da aplcoscenico, il cui spettacolo ha un grande successo. Giacomo inizierà con il rubargli la lussuosa auto per diventare progressivamente lo stimato 'Grande Giaffa'.
Marco Santi affronta il tema del bisogno di riconoscimento sociale con una sceneggiatura e un protagonista in grado di arrivare alla platea più ampia.
Non era un argomento facile da affrontare quello degli innumerevoli kleinman o uomini senza qualità che cercano una visibilità che il mondo nega loro. Ne avrebbe potuto nascere un film banale sugli odiatori o millantatori da tastiera. Santi, mettendo al centro il teatro e la notorietà ha invece trovato la giusta via per conseguire un esito al contempo brillante e carico di significazione.
Grazie a un Edoardo Pesce abilissimo nel trasformarsi in un signor nessuno e ai suoi comprimari, tutti aderenti ai rispettivi ruoli, ci viene chiesto di interrogarci, senza che si perda l'entertainment, su più di un aspetto della società attuale. Se in Yannick. La rivincita dello spettatore chi stava in sala si ribellava di fronte a una pièce di scarso valore qui, di fronte ad un imbonitore che si spaccia per guru, il pubblico applaude estasiato. In questo modo già si affronta un argomento fondamentale: siamo tutti (o pensiamo di essere) smart ma poi finiamo per farci abbindolare o per convinzione o per conformismo.
Giacomo non brilla per originalità e quindi entra a far parte del gregge con in aggiunta l'accensione di un sentimento di invidia nei confronti della star che, in seguito a un succedersi di circostanze in gran parte casuali, finirà con la progressiva costruzione di una maschera che lo farà sentire e rendere credibile come il Grande Giaffa (storpiatura non avvertita da nessuno).
Già Hal Ashby, sul finire degli anni Settanta, con Oltre il giardino ci aveva avvisato segnalando che anche la banalità poteva trasformarsi in saggezza. Bastava che la massa ci credesse. Oggi questa sensazione è ancora più pericolosamente diffusa. Santi torna a metterci in guardia con la giusta dose di leggerezza mentre ci chiede di interrogarci su quanto siamo disposti, nei più diversi, campi a farci, magari anche involontariamente, influenzare dai Grandi Giason o Giaffa che proliferano.
Il Grande Giaffa del titolo in realtà si chiama Giason e fa l'attore in teatro, dove mette in scena banali spettacoli di auto esaltazione che diventano rito collettivo per masse assetate di modelli da acclamare. Nessuno sembra sfuggire all'incantesimo di ovazione, tranne Giacomo Falta, giornalista, marito e padre di scarso successo: il classico signor nessuno che però si rivela il solo capace di vedere [...] Vai alla recensione »
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