| Anno | 2025 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Canada, USA |
| Durata | 91 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Ben Wheatley |
| Attori | Bob Odenkirk, Ryan Allen (II), Billy MacLellan, Lena Headey, Henry Winkler Brendan Fletcher, Peter Shinkoda, Jessica McLeod, Dan De Jaeger, John C. MacDonald, David Lawrence Brown, Derek Barnes, Carson Nattrass, Chad Bruce, Harry Nelken, Bradley Sawatzky, Lauren Cochrane, Aaron Merke, Alan Castanaga, Shannon Guile, Robert Borges, Sarah Constible, Summer H Howell, Cory Wojcik. |
| Uscita | giovedì 17 settembre 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Vertice360 |
| MYmonetro | 3,07 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 17 settembre 2026
Un neo-western contemporaneo che mescola azione e black humor, evocando le atmosfere di "Fargo" dei fratelli Coen. Normal è 137° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 0,00 e registrato 3.869 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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L'agente Ulysses inizia a lavorare come sceriffo ad interim di Normal, pacifica e prospera cittadina del Minnesota. Ulysses è stato chiamato a sostituire il precedente sceriffo, misteriosamente morto assiderato, e porta con sé il ricordo di un tragico errore commesso anni prima, per il quale si dà ancora la colpa. Uomo mite e accomodante, Ulysses percepisce in realtà che a Normal non tutto è semplice come sembra, e i suoi sospetti troveranno conferma quando due ladri sbandati tenteranno un improbabile colpo alla banca locale, ignorando l'esistenza di un incredibile legame fra la gente del posto e la mafia giapponese.
Da un soggetto scritto dallo stesso interprete protagonista, Bob Odenkirk, con lo sceneggiatore Derek Kolstad, un action che ibrida il classico racconto di una small town con vari scheletri nell'armadio e lo yakuza movie.
L'aveva già fatto anni fa Takeshi Kitano con Brother, un noir che raccontava l'improbabile amicizia fra un gangster giapponese e uno spacciatore di Los Angeles, sottolineando lo straniamento e l'alienazione dei personaggi. Con il suo improbabile e curioso miscuglio di american way of life e cultura giapponese, Normal riprende quell'idea, ma fin dal titolo, che è anche il nome della cittadina in cui si ambienta il racconto, insiste piuttosto sull'incertezza delle apparenze. Il protagonista del film, lo sceriffo Ulysses (per l'appunto interpretato da Odenkirk), proprio perché a interim, di passaggio, non dovrebbe accorgersi di nulla, ma con quel suo nome non certo casale - separato dalla moglie, distante da casa e soprattutto da sé stesso, tormentato da errori passati mai superati - finisce per non fidarsi di nulla, nemmeno di sé stesso, e per scoperchiare così un mistero che ha dell'assurdo.
Il manto nevoso che ricopre il Minnesota (e sì, ogni rimando a Fargo è possibile e probabile) è il primo degli strati che nascondono la verità e la realtà della città di Normal, tipico posto americano con main street, stazione di polizia, ciambelle, locali con biliardo, juke box e bistecche e armi a profusione, che proprio nella sua "normalità" - come ci hanno insegnato i Coen, e prima di loro Hitchcock, Sirk, Minnelli - è già di per sé spaventosa.
A metterla in scena è un inglese, Ben Wheatley, a cui viene naturale dunque sentirsi spaesato (come del resto agli yakuza giapponesi...), ma che abbandonate le velleità autoriali (A Field in England), uscito un po' dal giro che conta nel cinema d'autore (High-Rise) e nel frattempo dedicatosi a progetti interlocutori (il remake di Rebecca), con Normal torna a fare quello che gli piace di più: il cinema di genere grottesco con momenti al limite fra lo splatter e il comico, già visto in Kill List, Killer in viaggio o Free Fire.
Quando infatti Normal prevedibilmente entra nell'azione - e non diremo come, anche se il twist narrativo è un segreto di Pulcinella - il film sbraca piacevolmente tra sparatorie, esplosioni, sangue a palate, capovolgimenti di fronte, corpi in frantumi e personaggi anche centrali (come il sindaco del posto, interpretato da Henry Winkler, o il capo dei mafiosi giapponesi) che fanno una fine inattesa. Wheatley ci mette il piacere di esagerare, Odenkirk la sua aria da uomo medio capace di diventare un duro (sempre un po' spaesato come l'indimenticabile Saul Goodman da cui mai si affrancherà, purtroppo per lui) e il resto del cast partecipa al grande massacro in cui, alla fine, americani e giapponesi non si distinguono troppo, come a dire che la morte è la sola grande livellatrice.
La sceneggiatura di Normal funziona come una strada a doppia percorrenza (cosa piuttosto comune oggi, a cominciare da Mad Max: Fury Road), perché svelato l'inganno collettivo su cui si basa la trama, lo ricostruisce e ne ricrea un altro, con il solo piacere di rimandarlo in frantumi. Una trama gratuita, dunque, tipica di un cinema che non crede a ciò che racconta (nemmeno alle idee anche originali, come quelle di mettere degli yakuza in Minnesota), salvo regalarsi - e talvolta regalarlo anche allo spettatore - il piacere di vedere la gente eliminarsi a vicenda. Possibilmente con sottofondo musicale pop melodico, a trasformare ogni massacro in una festa.
La prima volta che abbiamo letto nei titoli di testa il nome di Ben Wheatley, regista britannico classe 1972, era oltre dieci anni fa. Il film era intitolato "Sightseers", che sta per turisti. Titolo italiano "Killer in viaggio" svelò subito la trama, rovinando la sorpresa (sono crimini che verranno puniti, prima o poi: assieme al fatto che il film non è in streaming).
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