| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia, Italia |
| Regia di | Marine Atlan |
| Attori | Antonia Buresi, Colas Quignard, Suzanne Gerin, Mitia Capellier . |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Fandango |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 18 maggio 2026
La storia di un gruppo di adolescenti sulle soglie della vita adulta, vicini alla scelta che darà forma al loro futuro.
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CONSIGLIATO SÌ
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È l'ultimo anno del liceo pubblico francese e una scolaresca va in gita a Pompei, accompagnata dall'insegnante di latino. Come in ogni classe, ogni studente ha la sua personale etichetta: James è il figlio idealista di una giornalista di Le Monde e attrae chiunque, femmine e maschi, coetanei ed adulti; il suo migliore amico Toni non ne fa una giusta, la professoressa ce l'ha con lui e non si trattiene dal dargli del cretino, e lui è innamorato di James ma si accontenta di sesso occasionale con lo sconosciuto di turno; Suzanne, la prima della classe, è invece convinta di essere la più inguardabile del gruppo; poi ci sono il secchione nerd, la ragazza di origine africana ghostata da James, il figlio di papà con idee conservatrici e la mania dell'ordine (da imporre agli altri), e il ragazzo nero che vede ovunque un'intenzione razzista. Anche la professoressa ha un'etichetta, quella di single un po' fanatica nella determinazione a coinvolgere tutti suoi studenti - tutti tranne Toni, che pur di darsi un'identità si inventa un'origine aristocratica italiana vittima del terremoto nella Napoli del 1980.
La Gradiva, una coproduzione italo-francese con un cast di giovanissimi d'oltralpe, è la storia di un gruppo di adolescenti sulle soglie della vita adulta, vicini alla scelta - universitaria o di avviamento professionale - che darà forma al loro futuro, relegandoli in uno dei gironi socioeconomici di un mondo sempre più a compartimenti stagni.
Per ognuno l'etichetta è riduttiva e penalizzante, ognuno cerca il proprio posto nel mondo, augurandosi che non sia già segnato. Come in un affresco di Pompei, una certa malinconia e un senso di catastrofe imminente colora il film di esordio della direttrice della fotografia Marine Atlan, che qui fa da DOP anche di se stessa restando incollata ai suoi soggetti con una cinepresa mobile e nervosa, secondo uno stile documentario ma imprimendo anche echi e riflessi fictional.
Fin dalla prima inquadratura, che mostra Toni mentre guarda di nascosto James e la sua ultima conquista, e Suzanne mentre guarda furtivamente Toni, La Gradiva compie scelte cinematografiche interessanti (più scontato invece qualche accadimento successivo e soprattutto il ritratto della professoressa). Toni, cane senza collare alla disperata ricerca di approvazione, rimane ai margini, così come Suzanne, che non sa ancora di essere un brutto anatroccolo. Atlan entra nella loro confusione e segue i loro sbandamenti, in un'illustrazione della condizione umana a 18 anni, ingenerosa verso tutti, anche gli adulti che accompagnano l'uscita obbligatoria dall'adolescenza.
Difficile non pensare da un lato alla Laura Samani di Un anno di scuola, che aveva però un approccio molto diverso alla sua storia sia in termini di brevità dell'esposizione (La Gradiva dura due ore e venti, e avrebbe potuto essere più compatto) che di cauto ottimismo; dall'altro alla trilogia Mektoub di Abdel Kechiche, di cui però Atlan non ha la fluidità sensuale. La regista riesce però a creare un ritratto fresco, inquieto e realistico (al netto degli stereotipi italiani, dal ristorante con accompagnamento di canzoni napoletane alla processione religiosa) di una generazione allo sbando, non solo perché l'adolescenza è una fase della vita né carne né pesce, ma perché i tempi sono quelli che sono, ovvero non bellissimi, soprattutto per i più giovani.
Marine Atlan esordisce alla regia dopo anni trascorsi a costruire immagini per altri, e si percepisce fin dal primo fotogramma che La Gradiva nasce dallo sguardo di una direttrice della fotografia. È un film che non procede per eventi ma per inquadrature, costruite su luci e ombre, da cui emergono corpi in divenire, che si sfiorano, si intersecano, si scontrano, irradiandosi di vibrazioni quasi impercettibi [...] Vai alla recensione »