| Anno | 2026 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia, Spagna, Germania |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Victor Kossakovsky |
| Uscita | lunedì 23 novembre 2026 |
| Distribuzione | Be Water |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 23 ottobre 2026
Un viaggio poetico nel mondo degli alberi: immagini e suoni raccontano, in modo visionario, vita e morte del regno vegetale da una prospettiva nuova.
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CONSIGLIATO NÌ
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Nell'ottobre del 2018 la tempesta Vaia che ha colpito l'Italia Nord-orientale ha provocato la caduta di milioni di alberi in una sola notte. Il paesaggio che ha lasciato dietro di sé, e di cui il territorio delle Dolomiti porta ancora le tracce, assomiglia a un campo di battaglia al termine di un sanguinoso combattimento, con morti e feriti stesi a terra, sparsi un po' ovunque.
Il documentarista russo Victor Kossakovsky e il biologo e divulgatore scientifico italiano Stefano Mancuso uniscono le forze in Holy Wood Dust per ricordarci che il legno prodotto dalle piante è il materiale più prezioso che abbiamo: il marcatore di quella vita complessa che distingue il nostro pianeta da tutti gli altri pianeti ad oggi conosciuti.
Cambiare prospettiva sugli alberi, spostarli dallo sfondo nel quale tendiamo a relegarli, quasi fossero oggetti, per portarli al centro del nostro orizzonte di pensiero e tornare a riconoscerne l'importanza, è questione di sguardo, dunque il cinema può essere il mezzo giusto per promuovere questo appello. Senza ricorrere a forzature o personificazioni poco opportune, il film riesce infatti a farci percepire la sofferenza di questi essersi senzienti e la stolidità di chi non cerca di evitarla
Se il pianeta azzurro è stato e continua ad essere oggetto dello sguardo dei cineasti più sensibili è per quell'inesauribile "spettacolo della natura" che è diventato anche un modo di dire, ma, così come s'impara a leggere il linguaggio delle parole, bisognerebbe imparare a leggere anche quello delle piante, conoscere le possibilità di rinascita del bosco e la straordinaria intelligenza degli alberi (e questo no, non è solo un modo di dire). Nell'esplorazione della zona martoriata da Vaia, Mancuso è accompagnato da un gruppetto di bambini di diverse età: personaggi fondamentali del film, che si scalda con la presenza umana, con le loro voci, gli scherzi, le risate, ma anche specchio del suo pubblico ideale, perché la finalità educativa, senza voler restringere in alcun modo la platea, lo rende particolarmente indicato per i ragazzi e per le scuole.
"Noi siamo più intelligenti degli alberi, vero?", domanda una bambina al biologo, e purtroppo la risposta non è affatto ovvia. Sicuramente pensiamo di esserlo, ma le evidenze non depongono a nostro favore. Accompagnate dalla musica enfatica di Adrian Berenguer, seguono le immagini di alberi tagliati, privati dei rami, strizzati come cetrioli dentro confezioni di plastica per essere venduti per Natale e poi gettati dalla finestra quando non servono più. Ma non si pensi che è tutto un lamento: c'è spazio anche per tanta bellezza e un po' di speranza.
La proficua lezione outdoor termina quando l'abete partito dal Trentino-Alto Adige, dopo aver viaggiato tutta la notte lungo lo Stivale, arriva a destinazione al centro di piazza San Pietro.
Le piante vivono e sono dotate di intelligenza, insiste il botanista Stefano Mancuso. Della sua seguitissima attività di divulgatore fa parte anche Holy Wood Dust, al quale Viktor Kossakovsky, tra i maggiori documentaristi al mondo, presta la sua perizia tecnico-plastica: splendido lavoro di droni a scandagliare le verdi distese del Trentino (anche quelle colpite dalla recente ecatombe forestale) e [...] Vai alla recensione »
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