Primetime

Film 2026 | Drammatico, 110 min.

Regia di Lance Oppenheim. Un film Da vedere 2026 con Robert Pattinson, Merritt Wever, Skyler Gisondo, Matthew Maher, Phoebe Bridgers. Cast completo Genere Drammatico, - USA, 2026, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 15 ottobre 2026 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 59 sale cinematografiche - MYmonetro 3,07 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 22 ottobre 2026

Un racconto sul potere delle immagini, l'etica dei media e la vertigine del successo televisivo: la storia del creatore di uno dei docu-reality più celebri della tv americana. Primetime è 20° in classifica al Box Office. giovedì 29 ottobre ha incassato € 8.455,00 e registrato 120.810 presenze in totale.

Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,53
PUBBLICO 3,17
CONSIGLIATO SÌ
Un film di filtri e di superfici che lascia fuori l'ipocrisia glossy di Los Angeles e si immerge nel torbido.
Recensione di Tommaso Tocci
sabato 5 settembre 2026
Recensione di Tommaso Tocci
sabato 5 settembre 2026

Nel 2004, il programma giornalistico Dateline sulla NBC lancia un nuovo format investigativo sotto la guida di Chris Hansen. I produttori usano degli attori "esca" che si fingono minorenni per attirare predatori sessuali e smascherarli a favore di telecamera prima che la polizia li arresti. La serie, intitolata "To catch a predator", diviene in breve tempo un successo enorme e nel 2006 a Hansen viene proposto lo spostamento in prima serata. Per il giornalista, che lavora con la fidata produttrice Andie e con Dan, giovane esca che sogna soltanto di diventare attore professionista, ciò si traduce nell'obbligo di trovare predatori sempre più di alto profilo per vincere la guerra degli ascolti televisivi.

Noto per i documentari Some kind of heaven e Spermworld, Lance Oppenheim passa alla finzione con un sordido thriller sui giochi di potere mediatici.

Lo fa rivisitando i primi anni duemila e un programma televisivo che fu un vero e proprio fenomeno di costume negli USA, impossibile e assurdo anello di congiunzione tra informazione "seria" e reality show: vicende gravissime di pedofili e predatori sessuali che venivano incastrati tramite metodi d'inchiesta, ma al tempo stesso spettacolarizzati come in una candid camera, in una escalation di sensazionalismo di cui il pubblico a casa si faceva complice.

Robert Pattinson interpreta la figura reale di Chris Hansen attraverso un lavoro soprattutto acustico, in cui sono la voce e la cadenza - affettate, ri-elaborate, ultra-processate - a offrire la traccia d'indagine più profonda. Noto per i tormentoni con cui entrava in scena e rivelava l'inganno ai protagonisti involontari del programma, il giornalista viene qui reso come un artista della truffa impegnato a ipnotizzare lo specchio tanto quanto la telecamera, seppellendo strati di coscienza sotto una performance ormai neanche più consapevole.

Seguire la voce diventa del resto cruciale quando il livello dell'immagine, nelle mani di Oppenheim, si disintegra in un affastellarsi di split screen, di vari formati video degli albori dell'era digitale, e di una moltiplicazione dei punti di vista progettata per disorientare lo sguardo. È un film di filtri e di superfici, che però ha un gusto analogico per il torbido sottostante. Lascia l'ipocrisia glossy di Los Angeles per seguire le piste investigative su e giù per il paese, dal Texas alla Florida, sporcandosi le mani di un'atmosfera umida e transazionale - sono le forze di polizia locali, ad esempio, a proporre la propria giurisdizione come location per futuri episodi.

Satira, farsa e tragedia si alternano e spesso si sovrappongono (siamo dalle parti de Lo sciacallo - Nightcrawler), in particolare nella moralità ondivaga del protagonista di Pattinson, tra il meme e il simulacro. Attorno a lui però ci sono grandi scelte di casting per dei personaggi che invece sanno bene chi sono: la sempre straordinaria Merritt Wever, senza scrupoli, e dall'altra parte Skyler Gisondo nel ruolo di Dan, preceduto ancora una volta dalla sua stessa ingombrante faccia d'angelo (come fu per Anderson in Licorice Pizza e nell'ultimo Superman). Comparsate anche per la cantante Phoebe Bridgers e per l'ex-presidente della NBC Jeff Zucker nel ruolo di se stesso: un divertito excursus su quello che fu un periodo spartiacque per il panorama televisivo, con la messa in crisi degli scripted drama in favore dell'illusione del reale, e l'inclusione perfino di alcuni spezzoni di Lost e di altre famose serie dell'epoca.

A lavorare contro il formalismo di Oppenheim è in fondo proprio la sua specificità culturale, dato che il film si appoggia al ricordo molto vivido di quell'epoca e di quegli eventi nella coscienza collettiva statunitense. Fuori dall'America il riferimento immediato viene a mancare, e quel che resta è un discorso - la deriva voyeuristica e cannibale dei mezzi di comunicazione, le perversioni fuori controllo della reality TV - con cui facciamo i conti già da un po'.

Più o meno contemporaneamente, ad esempio, Danny Boyle fa con Ink un'operazione simile, nonostante il medium in esame sia diverso (carta stampata e non TV) e il periodo di parecchio precedente. Ma il punto è sempre quello, ovvero come navigare un sistema capitalista in cui l'informazione deve tendere all'intrattenimento, e cosa fare quando le due cose vanno in corto circuito.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 27 ottobre 2026
Estonia

Un programma televisivo di grande successo negli Stati Uniti nei primi anni Duemila denuncia gli abusi sui minori portando predatori sessuali in diretta tv e utilizzando attori e figuranti come esca. L’incipit è di grande effetto e si focalizza immediatamente su quello che sarà lo schema narrativo messo in atto dal conduttore del format, un individuo cinico e carismatico, capace [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 17 ottobre 2026
Giovanni Bogani

«Una volta c'era la gogna in ogni città civile. Ora c'è una televisione in ogni casa. E io sono lì dentro». La frase appartiene a Chris Hansen, ma in Primetime suona soprattutto come una dichiarazione di poetica. Perché il film di Lance Oppenheim non è soltanto la storia di un programma televisivo e del suo conduttore: è un film sul momento in cui la televisione prende un'idea di giustizia, la trasforma in spettacolo e scopre che tra le due cose non esiste più un confine netto.

Primetime parte da una storia reale e la trasfigura. Al centro c'è "To Catch a Predator", il programma della NBC che tra il 2004 e il 2007 metteva in trappola uomini convinti di incontrare minorenni conosciuti online. Ma Oppenheim, documentarista al suo primo lungometraggio di finzione, non realizza una ricostruzione giornalistica. Il suo film usa quella vicenda come materiale per costruire qualcosa di più inquieto: un racconto sul potere delle immagini, sul bisogno di essere guardati, sulla trasformazione della colpa in contenuto.

Ed è proprio qui che Primetime trova la sua forma. Non racconta semplicemente un programma televisivo: diventa esso stesso una macchina televisiva. Le case-trappola, le telecamere, i monitor, le riunioni degli autori, i preparativi delle esche, l'attesa del momento in cui la preda entrerà nell'inquadratura: tutto contribuisce a creare un universo nel quale la realtà sembra esistere soltanto quando può essere ripresa.
 

FOCUS
martedì 6 ottobre 2026
Paola Casella

Che cosa può spingere un giovane regista di documentari anomali e in qualche misura provocatori a cimentarsi con il cinema di finzione? Nel caso del neotrentenne Lance Oppenheim, la risposta non è scontata: a prima vista si potrebbe pensare che con il suo debutto alla regia fictional, Primetime, che ha partecipato in concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia, il regista volesse semplicemente entrare dalla porta principale nel cinema mainstream, anche perché Primetime vede protagonista una star hollywoodiana di larga popolarità come Robert Pattinson.

Ma la trama del film suggerisce invece un’altra spiegazione, poiché il film, che è una sorta di biopic di Chris Hansen, conduttore del reality americano “To Catch A Predator”, si concentra proprio sulla (in)capacità delle televisione di mettere in scena la realtà senza spettacolarizzarla e manipolandola a proprio piacimento. Un tema che per Oppenheim è il precipitato di un’attenta osservazione documentaristica delle trasformazioni in atto nella società contemporanea.

Da documentarista, Oppenheim ha sempre cercato di lasciarsi guidare dall’esistente, e soprattutto di raccontare in modo autentico alcune personalità particolari: in genere gente non famosa che conosce da vicino come suo nonno, di cui ha raccontato la demenza senile nel corto Quicksand oppure il crocerista Mario Salcedo, soprannominato Super Mario, nell’altro corto in The Happiest Guy in the World; ma anche i quattro anziani residenti di una casa di riposo nella Florida nel suo primo lungometraggio Some Kind of Heaven, frutto di anni di studio della loro situazione e prodotto da Darren Aronofsky, oppure gli organizzatori di certe feste a tema medievale che si svolgono in Texas e dela speculazione che ne deriva nel documentario Ren Faire, prodotto dai fratelli Safdie.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 23 ottobre 2026
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

L'orco in diretta televisiva, punendolo con la gogna mediatica prima di consegnarlo alla giustizia. Era il modus operandi di Chris Hansen, giornalista d'inchiesta che in principio di anni Duemila inventò «To Catch a Predator», un programma capace di guadagnare la prima serata (da cui il titolo del film, «Primetime») trasformando l'indignazione morale in uno spettacolo irrinunciabile per il pubblico [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
martedì 13 ottobre 2026
Francesca Pellegrini

Il suo lavoro intreccia il racconto documentaristico con una ricerca visiva dal forte impatto cinematografico. Dal 15 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

GALLERY
venerdì 9 ottobre 2026
 

Uno sguardo immersivo nel dietro le quinte del sensazionalismo televisivo e nel prezzo personale da pagare per la fama. Dal 15 ottobre al cinema. Vai alla gallery »

NEWS
giovedì 1 ottobre 2026
 

Una storia sul potere delle immagini, l'etica dei media e la vertigine del successo televisivo. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 18 settembre 2026
 

Robert Pattinson in una performance fisica, tesa e disturbante, nel ruolo del giornalista Chris Hansen. Da giovedì 15 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
venerdì 28 agosto 2026
 

Regia di Lance Oppenheim. Un film con Robert Pattinson, Skyler Gisondo, Anna Faris, Merritt Wever, Bokeem Woodbine. Da giovedì 15 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

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