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Ultimo aggiornamento lunedì 14 settembre 2026
Bruce Wayne, miliardario orfano e scapolo, pattuglia di notte Gotham City, facendo il giustiziere solitario dotato di supergadget. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Batman ha incassato 86,1 mila euro .
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Un ragazzino segue i genitori in un vicolo e assiste impotente alla loro aggressione da parte di alcuni delinquenti, ma siamo a Gotham City e sulle sue pericolose strade vigila Batman, che presto catturerà i malfattori lasciandoli in balia delle forze dell'ordine. Il giornalista Alexander Knox cerca di farsi dare informazioni sul giustiziere dal poliziotto corrotto Eckhardt, ma senza fortuna. I suoi sforzi non sono però vani: i suoi articoli hanno infatti attirato l'interesse della fotografa di grido Vicki Vale, che giunge in città con l'obiettivo di immortalare "l'uomo pipistrello". Il criminale Grissom, indagato dal procuratore Harvey Dent, affida al troppo ambizioso scagnozzo Jack Napier l'incarico di distruggere alcune prove presso un'azienda chimica. Qui Napier finisce per scontrarsi con Batman e cade tra misteriose sostanze che lo trasformeranno nel folle Joker, lo speculare nemico del Cavaliere Oscuro.
Nel 1989, quando realizzare film sui supereroi era un'impresa ancora soggetta a grandi rischi, Tim Burton realizzò con Batman il film che lo lanciò tra i grandi di Hollywood.
Erano passati più di dieci anni dal grande successo del Superman di Richard Donner del 1978, i cui seguiti avevano avuti incassi al botteghino via via più ridotti. Il produttore Michael E. Uslan, che aveva acquistato i diritti per una trasposizione di Batman già nel 1979, aveva da sempre l'idea di portarne al cinema una versione più dura e realistica del personaggio, ma tutti avevano ancora il testa la serie televisiva camp con Adam West di fine anni Sessanta e nessuno lo prendeva sul serio. Nel mentre però gli anni Ottanta avevano portato, con autori come Alan Moore e Frank Miller, una rinnovata concezione dei supereroi nei fumetti. Proprio Batman era stato protagonista di questa "revisione" dark, con due opere di grande succcesso: The Killing Joke e Il ritorno del cavaliere oscuro.
I tempi erano così maturi e la Warner Bros. Decise di provarci, affidando il film a Tim Burton a cui impose la superstar Jack Nicholson, che interpretò il Joker in cambio di lauto compenso e della partecipazione ai guadagni del film e del suo merchandising. Una condizione che gli valse una fortuna perché, ancora prima dell'uscita del film, anche pure grazie alla partecipazione di Prince alla colonna sonora, era scoppiata la Batmania e il logo di Batman appariva su prodotti di ogni tipo. L'unica contrarietà del pubblico era per la scelta di Michael Keaton come protagonista, ma quando fu diffuso un primo trailer anche questi dubbi furono sedati e il film imboccò decisamente la strada del successo annunciato.
Burton non ebbe grande potere sulla sceneggiatura e firmò una versione davvero sua del mito di Batman solo con il film successivo, Batman - Il ritorno del 1992, che resta tra i vertici della sua carriera e tra i migliori film in assoluto ispirati al mondo dei supereroi. Seppur la produzione di questo primo Batman fu vissuta dal regista come "il peggior periodo della mia vita", riuscì a valorizzare due grandi collaboratori e a firmare alcune sequenze che riflettessero la sua personalità d'autore. La collaborazione con lo scenografo Anton Furst, su un set che richiamava elementi del cinema espressionista come una versione gotica di Metropolis, e con il musicista Danny Elfman, che firmò un tema leggendario, lasciarono il segno e l'estetica del film fu ripresa dalla grande serie animata di Bruce Timm, che lanciò l'universo DC Comics animato.
Burton si fa sentire nel gusto per l'assurdo di alcune battute del Joker e in alcuni momenti dal gusto assai gotico o grottesco: la festa con i palloni giganti e sgargianti, pieni di gas mortale, crea una giustapposizione esplosiva con la cupezza di Gotham City, tanto quanto la futura irruzione di Jack Skellington nel mondo del Natale. Joker che entra al museo e imbratta tele più o meno classiche in nome della sua dichiarata nuova avanguardia artistica è di spiazzante iconoclastia e seppure la collezione è assemblata in modo non molto sensato, la scena trova un momento perfetto quando Joker, di fronte a Figura con carne di Francis Bacon, decide di salvaguardare il quadro, perché quella è arte che gli piace. Ovviamente poi non c'è quasi niente di più burtoniano di un confronto finale tra le guglie di una cattedrale gotica, dove il Joker di Nicholson dà finalmente del suo meglio nel ruolo di delirante pagliaccio. Si rivelò poi troppo avanti sui tempi la scelta di affidare il ruolo di Harvey Dent al nero Billy Dee Williams, che sarà poi sconfessata sostituendolo con Tommy Lee Jones nel primo dei Batman di Joel Schumacher.
Il personaggio di Batman perde nel film tutta la questione morale legata al non uccidere gli avversari e si riduce a tratti a eroe reaganiano, risultando nella cosa forse più debole del film (ma la sua bellissima Batmobile fa ancora sfigurare tutte quelle successive). Nicholson per larga parte della durata gigioneggia in modo incontrollato e il ruolo di Vicki Vale è davvero un pasticcio, che tra l'altro porta i personaggi a battute oggi imbarazzanti. Batman rimane dunque un film imperfetto, frutto di molti compromessi, ma pure un passo cruciale nello sviluppo di un genere che per la prima volta abbracciava una complessa strategia commerciale, preparando la via al boom dei supereroi che sarebbe arrivato oltre dieci anni dopo.
Nella città di Gotham City, l'eccentrico milionario Bruce Wayne conduce una doppia esistenza: di giorno è un filantropo impegnato in cause benefiche, mentre di notte diventa Batman, un giustiziere mascherato da pipistrello che si batte contro il crimine. Fino a quando, nel corso di una sparatoria con la polizia, il malvagio Jack Napier, braccio destro di un boss della malavita, precipita in una vasca d'acido e si tramuta nel terribile Joker.
Il personaggio di Batman, il giustiziere mascherato di Gotham City, è considerato da sempre uno dei più popolari eroi dei fumetti. Nato dalla penna di Bob Kane e Bill Finger nel 1939, il celebre uomo-pipistrello è approdato ben presto anche sul piccolo schermo con una serie di telefilm; la prima pellicola per il cinema, intitolata Batman, risale invece al 1966, con Adam West nella parte del protagonista. Poi, nel 1989, il cavaliere nero è tornato a conquistare il pubblico cinematografico grazie al famosissimo film diretto da Tim Burton: questa volta, ad indossare la maschera e il mantello di Batman è stato Michael Keaton, mentre il Joker, il suo temibile arcinemico, è stato interpretato da un superbo Jack Nicholson.
Prodotto dalla Warner Bros con un budget di 35 milioni di dollari, Batman si è rivelato un enorme successo al botteghino, piazzandosi al primo posto nella classifica annuale del box-office americano e incassando oltre 400 milioni di dollari in tutto il mondo, con un totale di 100 milioni di spettatori. Fra gli ingredienti che hanno concorso alla vasta fortuna delle pellicola si può segnalare in primo luogo la scelta stilistica del regista, che ha deciso di adottare un tono decisamente cupo e drammatico ispirandosi al carattere dark dei fumetti disegnati da Alan Moore e da Frank Miller, piuttosto che allo spirito più scanzonato ed ironico del telefilm degli anni '60. Le suggestive scenografie (premiate con l'Oscar) contribuiscono a creare un'atmosfera tenebrosa e inquietante, mentre Gotham City, l'immaginaria città nella quale sono ambientate le imprese dell'uomo-pipistrello, è rappresentata come una sinistra metropoli neogotica dominata dalla criminalità e dal terrore.
Il risultato complessivo è un eccellente comic-movie che riesce ad unire mirabilmente la funzione di intrattenimento ed il ritmo avventuroso tipico del genere con tematiche più adulte ed impegnative. Con la sua recitazione sotto le righe, Michael Keaton rende alla perfezione la personalità introversa e tormentata del milionario Bruce Wayne, perseguitato da un doloroso passato e costantemente insicuro nel rapporto con la bella giornalista Vicky Vale (Kim Basinger); il suo alter-ego Batman non è il classico supereroe senza macchia e senza paura, ma un essere umano che dietro la maschera cela una profonda sofferenza, nel tentativo di conciliare i due diversi aspetti della propria identità. Jack Nicholson, invece, dipinge un memorabile ritratto di "cattivo" nei panni del suo acerrimo antagonista, il Joker, in un ruolo che gli permette di dar libero sfogo a tutto il suo scatenato istrionismo; e non è un caso che, in più di un'occasione, Nicholson finisca per rubare la scena al vero protagonista. Tim Burton miscela con abilità elementi di vari generi, passando dal thriller all'action-movie, e si diverte ad aggiungere numerose citazioni senza però mai portare la storia fuori dai binari. Formidabile la colonna sonora di Danny Elfman. In seguito al successo della pellicola, nel 1992 Burton ha diretto ancora una volta Michael Keaton nel film Batman - Il ritorno.
Il maggiore incasso del 1989 (in America e fuori) è per la verità uno spettacolo ben costruito, ma non eccezionale, dove un dilagante Jack Nicholson nel ruolo di cattivo, mette in secondo (e anche in terzo) piano il protagonista ufficiale. Batman è il miliardario Bruce Wayne che sotto la maschera e la mantellina dell'uomo-pipistrello porta la giustizia nella immaginaria Gotham City. Il suo avversario principale è il Joker, un criminale sfigurato che cerca di far fuori l'intera popolazione di Gotham con un intruglio di sua invenzione.
questo film diede il via al blockbuster sui super eroi come i superman di donner non riuscirono a fare,dopo la parodia anni 60 nessuno e ripeto nessuno avrebbe scommesso su un film cosi. Burton regala un film che fece nascere un genere ed nel bene e nel male moltissime pellicole gli si ispirano oggi e si sono ispirate in passato,411 milioni di dollari a livello mondiale negli anni 80 fu un record pazzesco.I [...] Vai alla recensione »
Buone notizie. Batman è un film. Non nel senso che sappiamo tutti e cioè che Batman, e nemmeno per la prima volta, è trasferito sullo schermo, ma nel senso che si stacca dai giochi di stagione per una qualità segreta: che è, paradossalmente, quella di essere un film triste, o, se si preferisce una definizione più di genere, un film noir. Non tanto triste né tanto noir, come dimostrano gli incassi, [...] Vai alla recensione »
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