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Jack Nicholson

Il Lupo Cattivo di Hollywood

Nome: John Joseph Nicholson
72 anni, 22 Aprile 1937 (Toro), Neptune City (New Jersey - USA)
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occhiello
Come sta tua madre?
Eh, se ne sta andando…
Tocca a tutti, regolati di conseguenza.

dal film The Departed - Il bene e il male (2006) Jack Nicholson è Frank Costello
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Jack Nicholson
Golden Globes 2007
Nomination miglior attore non protagonista per il film The Departed - Il bene e il male di Martin Scorsese

Golden Globes 2004
Nomination miglior attore per il film Tutto può succedere di Nancy Meyers

Golden Globes 2003
Premio miglior attore per il film A proposito di Schmidt di Alexander Payne

Premio Oscar 2002
Nomination miglior attore per il film A proposito di Schmidt di Alexander Payne

Golden Globes 1998
Premio miglior attore per il film Qualcosa è cambiato di James L. Brooks

Premio Oscar 1997
Premio miglior attore per il film Qualcosa è cambiato di James L. Brooks

Golden Globes 1993
Nomination miglior attore per il film Hoffa - Santo o mafioso? di Danny DeVito

Golden Globes 1993
Nomination miglior attore non protagonista per il film Codice d'onore di Rob Reiner

Premio Oscar 1992
Nomination miglior attore non protagonista per il film Codice d'onore di Rob Reiner

Golden Globes 1990
Nomination miglior attore per il film Batman di Tim Burton

Golden Globes 1988
Nomination miglior attore per il film Ironweed di Hector Babenco

Premio Oscar 1987
Nomination miglior attore per il film Ironweed di Hector Babenco

Golden Globes 1986
Premio miglior attore per il film L'onore dei Prizzi di John Huston

Premio Oscar 1985
Nomination miglior attore per il film L'onore dei Prizzi di John Huston

Golden Globes 1984
Premio miglior attore non protagonista per il film Voglia di tenerezza di James L. Brooks

Premio Oscar 1983
Premio miglior attore non protagonista per il film Voglia di tenerezza di James L. Brooks

Golden Globes 1982
Nomination miglior attore non protagonista per il film Reds di Warren Beatty

Premio Oscar 1981
Nomination miglior attore non protagonista per il film Reds di Warren Beatty

David di Donatello 1976
Premio miglior attore straniero per il film Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman

Golden Globes 1976
Premio miglior attore per il film Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman

Golden Globes 1975
Premio miglior attore per il film Chinatown di Roman Polanski

Premio Oscar 1975
Premio miglior attore per il film Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman

Premio Oscar 1974
Nomination miglior attore per il film Chinatown di Roman Polanski

Golden Globes 1974
Nomination miglior attore per il film L'ultima corvée di Hal Ashby

Festival di Cannes 1974
Premio miglior attore per il film L'ultima corvée di Hal Ashby

Premio Oscar 1973
Nomination miglior attore per il film L'ultima corvée di Hal Ashby

Golden Globes 1972
Nomination miglior attore per il film Conoscenza carnale di Mike Nichols

Premio Oscar 1970
Nomination miglior attore per il film Cinque pezzi facili di Bob Rafelson

Premio Oscar 1969
Nomination miglior attore non protagonista per il film Easy Rider di Dennis Hopper



Non è mai troppo tardi

* * 1/2 - - (mymonetro: 2,78)
Un film di Rob Reiner. Con Jack Nicholson, Morgan Freeman, Sean Hayes, Beverly Todd, Rob Morrow.
continua»

Genere Commedia, - USA 2007. Uscita 25/01/2008.

The Departed - Il bene e il male

* * * * - (mymonetro: 4,06)
Un film di Martin Scorsese. Con Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, Martin Sheen.
continua»

Genere Hard boiled, - USA 2006. Uscita 27/10/2006.

Qualcosa è cambiato

* * * 1/2 - (mymonetro: 3,51)
Un film di James L. Brooks. Con Jack Nicholson, Helen Hunt, Greg Kinnear, Cuba Gooding Jr., Skeet Ulrich.
continua»

Genere Commedia, - USA 1997.

Shining

* * * * - (mymonetro: 4,08)
Un film di Stanley Kubrick. Con Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Barry Nelson.
continua»

Genere Horror, - USA 1980.

Qualcuno volò sul nido del cuculo

* * * * 1/2 (mymonetro: 4,51)
Un film di Milos Forman. Con Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield, Will Sampson, Brad Dourif.
continua»

Genere Drammatico, - USA 1975.
Filmografia di Jack Nicholson »

venerdì 29 gennaio 2010 - Siamo tutti giovani Holden.

Addio J.D. Salinger

Pino Farinotti cinemanews

Addio J.D. Salinger Comincio con una certa enfasi che, sono sicuro, mi verrà perdonata: col finale della citazione di John Keats che Hemingway pone come premessa del suo Per chi suona la campana.
"... e dunque non chiedere mai per chi suona la campana. Essa suona per te."
E mai una campana ha suonato per noi, come quella di ieri, quando abbiamo saputo che J.D. Salinger era morto. Tutti sappiamo cosa significhi il suo romanzo "Il giovane Holden". Significa per cominciare che quel libro fa parte di tutti noi. Quando era il tempo sono stato l'adolescente Holden Caulfield e quando è stato il tempo sono stato padre di giovani Holden. Significa semplicemente che nella prima stagione avevo idee e compivo azioni diverse da quelle dei miei genitori e capitava che non le capissero, e che adesso i miei figli hanno idee e compiono azioni che non sempre capisco. Naturalmente sta nelle cose. Ma quando un autore coglie in pieno quello "stare nelle cose", diventa qualcosa in più di uno scrittore, diventa parte della tua cultura e del tuo sentimento, e pensieri e azioni, li devi in parte a lui. Proprio non è poco. Nel mio caso poi c'è dell'altro, c'è il mestiere, perché anch'io scrivo romanzi. Qualche anno fa, proprio su MYmovies scrivevo un pezzo da titolo "Sognavo Salinger". Era il mio progetto giovanile di aspirare a quel modello piuttosto che a un critico (di cinema).

Inventore
Salinger è stato scrittore, soprattutto è stato inventore. Più avanti riproduco l'incipit del suo romanzo e spiego cosa significhi. Era nato nel '19 e aveva scritto "Holden" nel '51. Era l'erede della strepitosa tradizione letteraria anglosassone che partiva dai britannici di due generazioni prima.

Stralcio dalla puntata 46 della storia poconormale
"...Scrittori come Kipling e Stevenson, come Conrad, Maugham e Forster, britannici nati in Ucraina e morti nel Kent (Conrad),o nati a Bombay e morti a Londra (Kipling), comunque sempre in giro nei due emisferi: sono loro, in quelle epoche, che hanno inventato un parte della nostra più bella educazione sentimentale, e anche culturale. L'incanto, il sogno, l'avventura, le terre lontane e tante terre, l'estremo oriente e il medio, l'India e l'Australia, il Canada, le isole del Pacifico e dei Carabi. Una cultura tutta sui libri, prima che arrivasse il cinema. Quando le coste e le navi, le genti e gli animali, le armi e gli amori, il deserto e le carrozze, i poveri e i ricchi, quasi sempre i ricchi: tutto doveva essere desunto dalla scrittura, sforzo attivo di fantasia, con l'eroe da immaginare, non un Gary Cooper scelto da altri per nostra comodità. E in che grande misura il cinema avrebbe attinto a quegli autori..."

Generazione
A questi seguì la generazione americana nata verso la fine dell''800. Fitzgerald, Hemingway, Faulkner, Steinbeck, Dos Passos sono tutti nati fra il 1896 e il 1902. Costoro, eredi dei contenuti di quelli detti sopra, portarono la naturale evoluzione di pensieri e di azioni, e naturalmente di stile. Evolsero e riformarono. Ma Salinger non si limitò alla riforma, fece la rivoluzione, di contenuti e di stile. E continua ad esserci dell'altro: il suo privato, giusto per alimentare, come non bastasse, la sua mitologia. Il fatto che da 46 anni non uscisse praticamente dalla sua tenuta di Cornish, che odiasse la gente, che non parlasse con nessuno. In questo senso invito a rivedere Scoprendo Forrester, il film di Gus Van Sant, con Sean Connery. Davvero viene proposta un'ottima percezione di quello che era Salinger.
Ed ecco il pezzo che ho scritto lo scorso anno quando l'ennesimo ingenuo cercò di acquisire i diritti del romanzo.

giovedì 28 gennaio 2010 - Una settimana d'autore, vendetta e fantasia.

Film in tv: tanti cult e qualche risata

Daniele Marseglia cinemanews

Film in tv: tanti cult e qualche risata Nell'attesa di ricevere una meritata nomination ai prossimi Oscar nella categoria Miglior Film per il suo The Hurt Locker, la regista americana Kathryn Bigelow sarà la protagonista della giornata di domenica con Blue Steel – Bersaglio Mortale (Sky Mania, 21.00) dove dirige Jamie Lee Curtis nel ruolo di una grintosa agente della polizia di New York. Nel giorno festivo c'è spazio anche per farsi due risate, sia con John Travolta alle prese con pappe e pannolini nella commedia Senti chi parla 2 (Italia 1, 19.50) che con l'indimenticabile Alberto Sordi in Il marchese del Grillo (La 7, 21.35). Sui canali del digitale terrestre ampio spazio al cinema d'autore. Si comincia col terzo film diretto da Spike Lee Fa la cosa giusta (Studio Universal, 11.15) per proseguire con il debutto alla regia di Denzel Washington in Antwone Fisher (Iris, 21.05), storia di un marinaio di colore che per guarire dai suoi scatti d'ira, causati dal turbolento rapporto con la famiglia d'origine, compie un viaggio nei luoghi in cui è cresciuto. La giornata si conclude con il tanto discusso ultimo lavoro diretto da Stanley Kubrick Eyes Wide Shut (Premium Cinema, 00.10), dove i protagonisti sono l'ex-coppia di Hollywood Tom Cruise e Nicole Kidman al centro di un vortice di tradimenti e turbolenze sessuali.
La giornata di lunedì vede protagonista il sempre più convincente Leonardo DiCaprio, che in Blood Diamond – Diamanti di sangue (Italia 1, 21.00) veste i panni dell'ex mercenario Danny Archer alla ricerca di un prezioso e raro diamante rosa. L'eclettico Russel Crowe lo ritroviamo protagonista della commedia Un'ottima annata (Joy, 21.00), ancora una volta sotto la direzione di Ridley Scott, dove interpreta un uomo d'affari inglese che si troverà costretto ad approdare in Provenza per risolvere delle questioni legate all'eredità di suo zio Henry. Terry Gilliam, il più visionario dei registi contemporanei, fa un salto nel 2035 con L'esercito delle dodici scimmie (Premium Energy, 21.00) per mostrarci la vita dei sopravvissuti ad una mortale epidemia che ha ucciso il 99% della razza umana. Prima di Michael Mann con Nemico Pubblico anche John Milius in Dillinger (Sky Classic, 23.35), ultima proposta della serata, si è cimentato nel raccontare i colpi messi a segno dal bandito americano John Dillinger, prendendosi molta più libertà nel raccontare i fatti rispetto al film di Mann.

mercoledì 27 gennaio 2010 - Joe Johnston "restaura" l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal.

The Wolfman: attenti al lupo

Marzia Gandolfi cinemanews

The Wolfman: attenti al lupo L'uomo lupo è l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal, ispirato dalla mitologia e dal folclore. Diversamente da Dracula e da Frankenstein, il licantropo di George Waggner non ha una fonte letteraria nobile ma nasce negli anni Quaranta dalla penna dello sceneggiatore Curt Siodmak. Settant'anni e incalcolabili lune piene dopo nella stessa brughiera si scatena una battuta di caccia contro il giovane Lawrence Talbot, straniero in patria e in famiglia, condannato dal Fato e dal morso di un mostro a scoprire le zone buie del suo essere. Diretto da Joe Johnston, The Wolfman "restaura" lupo, orrore e ululato, insistendo sui traumi familiari e sulla trasformazione. Il licantropo gentiluomo, vestito da Milena Canonero e invaghito della dolce moglie del defunto fratello, è interpretato con carattere e un (grande) cuore che batte da Benicio Del Toro, attore dalle infinite forme, seducente e ripugnante dentro la vecchia tradizione gotica conciliata col melodramma. A Roma per presentare il film di cui è interprete e produttore, Del Toro ci racconta come si costruisce un mostro e si affronta la paura di sé. Lo accompagna dentro e fuori dallo schermo la grazia di Emily Blunt, che rivela i suoi esordi al cinema e le sfide del mestiere d'attore.

Tradizione e innovazione
Benicio Del Toro: L'idea, girando The Wolfman, era quella di omaggiare la versione del 1941. La nostra sfida, la mia, quella degli sceneggiatori, dei produttori e del regista, era di riuscire a creare sullo schermo una storia fantastica che fosse allo stesso tempo credibile. Abbiamo per questa ragione affrontato la licantropia come una malattia, come una dipendenza incontrollabile. Ci interessava forse meno trattare il tema della bestia, per noi era più importante rappresentare la furia di un uomo senza controllo. Gli sceneggiatori, prendendo spunto dall'Amleto, hanno inserito la relazione padre-figlio, sviluppandola in maniera conflittuale. Differentemente dalla versione scritta negli anni Quaranta da Curt Siodmak, il mio personaggio smette in un certo senso di essere una vittima passiva, il mio Lawrence Talbot agisce e prova a interpretare il proprio destino. Vuole scoprire chi o che cosa ha provocato la morte del fratello, vuole fermare la brutalità paterna, vuole innamorarsi e si innamora. Padre e figlio sono nel film come due spermatozoi che devono trovare la direzione, nessuno dei due in fondo vincerà ma il mio Talbot andrà molto vicino al trionfo.

giovedì 14 gennaio 2010 - Una settimana di grandi film.

Film in tv: c'era una volta il cinema in tv

Ilaria Feole cinemanews

Film in tv: c'era una volta il cinema in tv 1969: un anno memorabile per la Storia come per il cinema, che esplode delle contestazioni giovanili e della voglia di nuovo e di libertà. Domenica si può rivivere quel vento di ribellione; Born to be wild, cantano gli Steppenwolf, e l'America si attraversa a bordo delle moto di Dennis Hopper e Peter Fonda, nell'opera prima di Hopper che diventò manifesto di una generazione: Easy Rider (Canale 5, 2.45). Altro Fonda, altro capolavoro dell'anno cruciale '69: è la volta del mitologico western di Sergio Leone, C'era una volta il West (Raisat cinema, 21.00). La bellezza scarmigliata e indomabile di Claudia Cardinale, lo sguardo gelido di Henry Fonda, l'eloquenza "musicale" del silenzioso Charles Bronson: elementi scolpiti nella leggenda per un film che sancisce la morte di un genere e al tempo stesso l'apice di un grandissimo regista. Da mostri sacri a esordienti col botto: Pranzo di Ferragosto (Sky Mania, 21.00) di Gianni Di Gregorio ha la leggerezza gustosa di un pasto ben cucinato, come quelli che il protagonista allestisce per un quartetto di vecchiette irresistibili, in una commedia che è un vero gioiello per tempi comici e freschezza degli interpreti. Lunedì lasciatevi portare on the road dal grande film di Clint Eastwood, Un mondo perfetto (Premium Emotion, 21.00); Kevin Costner è il bandito gentiluomo Butch, in fuga attraverso gli States insieme a un bimbo che da ostaggio si diverte molto più che nella sua vita quotidiana... uno struggente, lucido racconto sull'America. E Costner torna protagonista ed eroe sensibile e coraggioso nella doppietta di Sky Hits: Balla coi lupi (18.10) e Robin Hood Il principe dei ladri (21.15), due classici degli anni '90 in cui l'attore si confronta col mito del West e con quello del ladro di Nottingham dando vita a personaggi indimenticabili. Come indimenticabile è il luciferino e debordante Jack Nicholson che occhieggia dalla commedia grottesca Le streghe di Eastwick (Studio Universal, 18.10), in cui il Diavolo in persona seduce un trio di dive irripetibile: Cher, Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer sono le donne sole che vengono travolte dall'imprevedibile e a tratti esilarante magia nera del film.

venerdì 8 gennaio 2010 - Storia e mistero sono i protagonisti della prossima settimana.

Film in tv: storie d'amore, d'eros e solitudine

Ilaria Feole cinemanews

Film in tv: storie d'amore, d'eros e solitudine Domenica il vento della passione soffia sul piccolo schermo: storie d'amore struggenti e agrodolci si impossessano del palinsesto. L'amore tra Barbra Streisand e Robert Redford si consuma sullo sfondo dell'America che cambia nello splendido Come eravamo (La7, 16.00) di Sidney Pollack; Sean Connery, Angelina Jolie e Ryan Phillippe sono invece tra i protagonisti delle vicende intrecciate, a metà tra commedia e melò, del corale Scherzi del cuore (Mya, 15.25). Melanie Griffith è una forza della natura irrefrenabile e pericolosa, il colpo di fulmine cui non si può reistere che trascina sulla sua strada uno spaesato Bill Pullman in Qualcosa di travolgente (Mgm, 11.10) di Jonathan Demme; Rob Reiner dimostra invece che l'amicizia tra uomo e donna può esistere, ma è destinata inesorabilmente a trasformarsi in qualcosa di più, come insegnano i brillanti Billy Crystal e Meg Ryan, protagonisti di un sentimento che cresce negli anni nella commedia sofisticata Harry ti presento Sally (Rai4, 21.10). Non tutti trovano l'anima gemella; lunedì i protagonisti sono uomini soli, forti o fragili, intrappolati in esistenze malinconiche: l'insonne Edward Norton è intrappolato nell'incubo vischioso e livido intessuto da David Fincher in Fight Club (Premium Energy, 14.55), e trova nell'enigmatico Brad Pitt un compagno di scazzottate catartiche. Ben più professionali sono i pugni tirati in Il campione (Rete4, 16.15): Jon Voight si trasforma nel melò di Zeffirelli in un pugile attempato ma deciso a riscattarsi dall'abbandono della moglie e dagli acciacchi della vita. Antonio Albanese è uno scapolo che conduce un'esistenza grigia finché nella sua vita non irrompe una ragazza clandestina in cerca di casa, che illumina le sue giornate, nel delicato e toccante Vesna va veloce (Iris, 21.05). Per finire, un'eccezionale performance d'attore offerta da Sean Penn, che in Mi chiamo Sam (Premium Emotion, 21.00) cresce da solo la piccola Dakota Fanning, nonostante i suoi gravi handicap mentali.

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Modena, mercoledì 10 febbraio 2010