Easy Rider

Film 1969 | Drammatico V.M. 14 94 min.

Regia di Dennis Hopper. Un film Da vedere 1969 con Peter Fonda, Jack Nicholson, Karen Black, Dennis Hopper, Luana Anders, Antonio Mendoza. Cast completo Titolo originale: Easy Rider. Genere Drammatico - USA, 1969, durata 94 minuti. Uscita cinema lunedì 9 settembre 2019 distribuito da Cineteca di Bologna. Oggi tra i film al cinema in 12 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,95 su 56 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due hippies percorrono la strada verso New Orleans in sella alle loro moto. Durante il tragitto incontrano un eccentrico avvocato alcolizzato che decide di accompagnarli. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, In Italia al Box Office Easy Rider ha incassato 29,1 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,95/5
MYMOVIES 3,38
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,35
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un film-dichiarazione che chiude un'epoca della storia del cinema americano e ne apre una nuova e feconda.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 9 settembre 2019
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 9 settembre 2019

Dopo aver venduto una partita di cocaina messicana ad un ricco arabo, Billy e Wyatt (che si fa chiamare Capitan America) investono il ricavato in un viaggio in motocicletta alla volta di New Orleans e della grande festa di strada del Mardi Gras. Gli incontri che fanno lungo la strada raccontano l'America degli hippy, delle comuni e della celebrazione del sesso libero e delle droghe, ma anche quella dei pregiudizi duri a morire, omofoba, reazionaria e drammaticamente violenta.

Girato nel '68 ma uscito negli Stati Uniti soltanto un anno dopo, sulla spinta della consacrazione ricevuta a Cannes, Easy Rider ha immediatamente scandalizzato Hollywood e aperto la strada ad una nuova era di registi e attori e ad un nuovo modo di fare cinema.

A tanto entusiasmo è seguito, decenni dopo, un ridimensionamento critico del film persino eccessivo. Oggi i tempi sono maturi per tornare a vederne virtù e limiti con ritrovata obiettività.

Il film di Hopper, girato quasi senza sceneggiatura, si autodichiara un western moderno, con i chopper al posto dei cavalli (una scena racconta letteralmente il passaggio di testimone), il richiamo ideologico agli indiani, ai leggendari personaggi di Billy the kid e Wyatt Earp, e la messa in primo piano di una poetica del viaggio inteso come esperienza esistenziale ma anche lisergica.

Dal punto di vista stilistico, un laborioso montaggio ha ridotto la lunghezza fiume prevista inizialmente ad un film più commercialmente spendibile, che nella prima parte utilizza la narrazione in maniera episodica e minimale, quasi ad intervallare le eloquenti sequenze musicali, in un ribaltamento che è già una dichiarazione di stile, per poi concedersi, nella lunga sequenza dell'acido al cimitero, un'incursione nel linguaggio del cinema più sperimentale (già bagaglio dei precedenti cinematografici di Hopper e Fonda).

Se oggi il valore maggiore del film sta nel suo essere uno straordinario documento di quell'epoca, all'epoca della sua uscita ciò che apparve subito chiaro fu che la sua esistenza valeva di per sé come una dichiarazione di fine di qualcosa e inizio di qualcos'altro. Con Dennis Hopper e Henry Fonda che attraversano gli schermi e le strade americane (compresa quella la Monument Valley che fu mitico set di John Ford), senza bisogno di parlare o di parlarci, spinti dal rock degli Steppenwolf e dei Byrds, finisce l'era degli studios, che già agonizzava da anni senza un pubblico, e si apre una stagione di cinema giovane e libero, nei temi e nelle modalità. La Nouvelle Vague francese aveva indicato la strada: la luce naturale, il 16 millimetri, il basso budget, ma Easy Rider la declina nella propria lingua, quella del mito della frontiera, della bandiera della ribellione, della difesa della libertà.

Jack Nicholson crea il personaggio di George Hanson (ma si potrebbe dire anche il contrario) e gli affida il tema del film ("Parlano e straparlano di libertà individuale ma quando vedono un individuo libero hanno paura") e la sua persistente, immacolata verità.

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Un amaro sogno di libertà.
Recensione di Manuel Paolino

Billy e Wyatt attraversano il sud dell'America in cerca di fortuna. Arrestati per aver sfilato insieme a una banda senza l'apposito permesso, vengono aiutati da un avvocato che decide di unirsi alla loro avventura.

Road movie sceneggiato dai due interpreti principali, Peter Fonda e Dennis Hopper, e diretto da quest'ultimo, Easy Rider è un racconto sulla libertà, un viaggio che ha per meta il Carnevale di New Orleans, la festa della città sul grande Delta.

E stavolta è necessario un racconto amarissimo e crudele, che alla fine indigna senza parole, per denunciare lo squallore e la paura della provincia bianca e borghese del sud nel 1969. Una paura che si manifesta rozzamente nei confronti di qualsiasi minima e pericolosa traccia di diversità.

Se a questo aggiungiamo l'evidenza di un grande cinema, in cui i paesaggi che cambiano, gli interpreti e la musica sembrano danzare all'unisono una ballata disperata senza scampo, allora, forse, diventa facile per lo spettatore riconoscere la presenza di una visione unica e irrepetibile nell'immaginario cinematografico. E nella quale la mano dell'autore, (con quegli scatti di montaggio che anticipano spesso le inquadrature successive) si rivela in tutta al sua destabilizzante natura.

E quando il desiderio di libertà si cristallizza in fuga e assume sembianze allucinatorie e lesionanti, come nella sequenza dell'acido, le voci e le immagini si fondono, delirano, e trascinano chi guarda lentamente alla deriva.

Sei d'accordo con Manuel Paolino?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Billy e Wyatt, detto Capitan America, partono sui loro choppers (motociclette degli hippy dei '60). Fanno molti incontri, piacevoli e no. Il più famoso "film di strada" della storia del cinema. Il tema classico del viaggio si mescola con quelli della cultura alternativa degli anni '60: marijuana, musica pop, protesta hippy, pacifismo, crisi del mito americano. In varia misura furono ammirate la colonna musicale (che include brani di Byrds, The Band, Robbie Robertson, Jimi Hendrix, Bob Dylan, Steppenwolf), la bizzarra tecnica di montaggio, la suggestiva fotografia di Laszlo Kovacs, l'interpretazione di Nicholson. Molte riserve sul suo sessismo di fondo, sulla sgangherata sceneggiatura (scritta da D. Hopper con P. Fonda e Terry Southern), persino sulla conclusione troppo deprimente, trasparente allusione alle uccisioni dei due Kennedy e di Martin Luther King: "le immagini della terribile fine della festa, del pugno di ferro del realismo che intendeva liquidare definitivamente il sogno" (Furio Colombo, 1999).

Tutte le recensioni de ilMorandini
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EASY RIDER
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 9 marzo 2012
osteriacinematografo

 Wyatt e Bill (Petere Fonda e Dennis Hopper), dopo aver trasportato un quantitativo ingente di droga dal Messico agli Stati Uniti, acquistano due chopper e partono dalla California alla volta del carnevale di New Orleans.  Il loro è il sogno americano su due ruote, è un viaggio di libertà attraverso uno dei luoghi più affascinanti della terra, e la porzione di [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 marzo 2009
I'Para

"La libertà è tutto, d'accordo... Ma parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada, non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran da fare a uccidere, a massacrare, per dimostrarti che lo è. Ah, certo: ti parlano, e ti parlano, e ti riparlano di questa famosa libertà [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 gennaio 2013
Filippo Catani

Fine anni 60. Due carissimi amici decidono di partire in sella alle loro moto per un viaggio che li deve portare da Los Angeles al carnevale di New Orleans. Durante questa scorribanda i due incontreranno una serie di personaggi, rifletteranno sulla loro vita e dovranno scontrarsi con chi non li vede di buon occhio. E' un modo di dire forse un po' abusato ma visto questo film si può [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 maggio 2017
Parsifal

Questo era lo slogan del film, quando venne immesso nel circuito cinematografico. Era il 1968, anno che cambiò il corso dell'era modera, con i suoi sommovimenti, le sue rivolte, le aspirazioni di cambiamento dei giovani di tutto il modo occidentale. L'epoca del Flower Power, e la Grande Estate dell'Amore, del rifiuto alla leva obbligatoria e del NO alla guerra del Vietnam.

martedì 14 maggio 2019
elgatoloco

Quando un film diventa un classico, in genere(con qualche eccezione)merita di esserlo. Così per"Easy Rider"(1969)di Dennis Hopper e Peter Fonda, dove entrambi sono coautori di soggetto e sceneggiatura, ma certo il punto di vista "sovraelevato"è di Hopper quale regista. Magnifica fotografia(Laszlo Kovacs), ma magnifiche sequenze, merito tutte di Hopper, per un viaggio [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 novembre 2015
Great Steven

EASY RIDER (USA, 1969) diretto da DENNIS HOPPER. Interpretato da PETER FONDA, DENNIS HOPPER, JACK NICHOLSON, PHIL SPECTOR, WARREN FINNERTY, TITA COLORADO, LUKE ASKEW, LUANA ANDERS, SABRINA SCHARF, ROBERT WALKER JR., KAREN BLACK, TONI BASIL, ANTONIO MENDOZA Wyatt, soprannominato Capitan America, e il compagno Billy, giovani ribelli dai capelli lunghi e dal piglio autonomamente dissidente, cavalcano [...] Vai alla recensione »

martedì 24 ottobre 2017
elgatoloco

Si potrà dire ciò che si vuole, di"Easy Rider":che è un film ad effetto(non a effettacci, però), che esprime la poetica e l'estetica hippie, ma in realtà non esiste un film che esprima un'epoca come questo, di Dennis Hopper e Peter Fonda(apporti di Terry Southern(e forse anche, pur se non figura come co-sceneggiatore, di Jack Nicholson?Per non dire [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 novembre 2013
stefano bruzzone

diciamolo, easy rider è un film sopravvalutato ai massimi. anzi easy rider non è un film ma il video della colonna sonora, pazzesca per gli amanti del genere, che l'ha reso famoso. si perchè in questo caso il film è diventato famoso per le musiche perchè come film c'e' molto ma molto poco. sceneggiatura superficiale come non mai, recitazione pessima, daltronde [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 maggio 2009
markus

Una pellicola passata alla storia del cinema,una icona di una generazione.Un condensato molto attinente con quello che era lo spirito ed il sentimento di una intera generazione.Dalla bellissima colonna sonora,all'incarnazione della libertà,dal distacco dei valori imposti dalla società capitalista americana che mandava al macello la sua gioventu' in Vietnam, al desiderio di vivere in comunità per condividere [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 luglio 2009
Marta86

Non sono d'accordo con la recensione perchè non è vero che partono con i serbatoi delle moto imbottiti di droga...partono con i serbatoi delle moto imbottiti di soldi che hanno ottenuto vendendo droga...che è ben diverso...il viaggio non è mirato allo sballo fine a se stesso, ma è un viaggio di libertà!

venerdì 25 dicembre 2009
Luca Scialo

Pochi dialoghi e tanti paesaggi mozzafiato; il giusto mix per un film che tratta di libertà. Trattato con maestria anche lo scontro tutto fine anni'60 tra un America bigotta e conservatrice da un lato e un America anticonformista dall'altro. Il finale drammatico è la giusta ciliegina sulla torta.

giovedì 6 maggio 2010
Alex41

Easy Rider vogliono dire "libertà" e "paura", è questo il messaggio dello storico capolavoro firmato da Dennis Hopper, con un giovanissimo Peter Fonda e un Jack Nicholson esordiente in uno dei suoi ruoli più indimenticabili (insieme a Shining e Qualcuno Volò SUl Nido Del Cuculo). E' un film eccellente basato sulla libertà senza confini, sulla ribellione della politica e le leggi, dalle mura che bloccano [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 giugno 2010
seba77

Penso che Amenic si sbagli di grosso perche' forse di mentalita' conservatrice, ma son punti di vista.. per quanto riguarda il film credo che non si possa discutere il fatto che sia una sorta di cartolina di un'epoca,capace a distanza di 41 anni di interessare anche le nuove generazioni e di mantenere intatta la propria magia ed una certa ideologia che sara' stata utopia ma che aiutava [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 dicembre 2009
joker91

un film che rimane tra i 100 più belli di tutti i tempi,hopper fa un film su quello che è la vera liberta vista con gli occhi di questi personaggi. un film sulla libertà che viene spiegata alla grande con un monologo mitico di jack nicholson vicino al fuoco. capolavoro mitico ed inimitabile che continua a vivere anche nei nostri giorni e che non passerà mai

giovedì 19 novembre 2009
paride86

Film di libertà e intolleranza, eccessi e ipocrisia. Billy e Capitan America attraversano l'America gretta e perbenista con le loro moto rombanti, liberi da qualsiasi vincolo. Nonostante il film non risparmi i loro punti deboli - droga, sesso, ecc. - i due protagonisti sono più morali del mondo che li circonda. Finale necessario.

sabato 25 aprile 2009
serpico

un capolavoro del cinema da vedere e rivedere da oscar un film di culto meraviglioso. per chi ama il cinema

martedì 10 settembre 2019
LBavassano

 Cinquant'anni, e non dimostrarli. Però sul grande schermo, in versione restaurata.

martedì 19 giugno 2018
Loceri79

Fine anni 60.Gli anni più difficili, crudi, controversi e sovversivi per l'America.Anni che oggi sembrano solo uno sbiadito ricordo: guerra fredda, diritti civili, amore libero, droghe, rock 'n roll, Vietnam, razzismo e tanto altro. Easy Rider riesce in 90 minuti a farci rivivere quegli anni, a trasmetterci la paura e l'angoscia dei razzisti del Sud, la voglia di fuggire ed essere liberi, la ricerca [...] Vai alla recensione »

martedì 19 giugno 2018
Loceri79

Stefano il film è un viaggio, un viaggio nel 1968 ed è di una realtà cruda, vera, assurda, scomoda e che ci sembra così lontana ed allo stesso tempo così vicina!un inno alla libertà ed alla tolleranza, un capolavoro oggi più che mai.

venerdì 25 luglio 2014
toty bottalla

Easy rider è un film che viene ricordato quasi come un capolavoro, a mio avviso tante lusinghe sono esagerate ma spesso ci si accoda a un giudizio generale senza starci troppo a pensare, il film ha ritmi lenti e noiosi fino a che non irrompe nicolson e lungo la linea di trasgressione che qualcuno chiama libertà, aleggia una nuvola di violenza che esplode nel finale a simboleggiare la [...] Vai alla recensione »

sabato 21 settembre 2019
Ennio

Ho rivisto "easy rider" dopo una vita, lo vidi da ragazzo e non mi piacque per cui non l'ho più rivisto fino ad oggi. Mi piacevano molto di più film come "punto zero", in cui alla bellezza scenica e al mito del coast-to-coast si affiancava la ribellione individualistica, e non quella improntata agli ideali sociali.

giovedì 7 agosto 2014
elgatoloco

Si potranno trovare i difetti che si vogliono trovare, nel film, peraltro motivati, tecnicamente, dalla realizzazione assolutamente artigianale. Ma, con i suoi flash-back, con le"rotture", le dissolvenze"lisergiche", "Easy Rider", assime a"THe Graduate"(Il laureato)e a"Fragole e sangue", ma decisamente più di questi altri film, esprime lo spirito [...] Vai alla recensione »

sabato 28 giugno 2014
g_andrini

E' un film dedicato ai ragazzi, dove si insegna che i sogni si infrangono facilmente. Ovviamente, si comunica che droghe e sesso a pagamento sono negativi. E' molto semplice nella trama, con la funzione di fare presa sui giovani dell'epoca, in un periodo critico della vicenda umana.

lunedì 26 agosto 2013
HAL98

 Un Cult Movie su due ruote con Peter Fonda, Dennis Hopper e Jack Nicholson. Un manifesto più che un film che richiama all'attenzione quel genere di persone che gridava alla libertà. Meravigliosi i paesaggi della California esaltati da una presuntuosa fotografia.Il montaggio è bizzarro ed estroso ed è stato un ostacolo impegnativo per la realizzazione del film. Vai alla recensione »

giovedì 8 settembre 2011
Francis Metal

Ogni fotogramma è un dipinto ad olio, è magnifico, è difficile trovare di meglio. E' un film che mi rappresenta, irreplicabile, stupendo, non ci sono parole, una fotografia allucunante, peggio delle droghe che usano i due protagonisti, io non potevo credere che fosse stato girato nel '67 (pubblicato nel '69), sembravano immagini vere! 

domenica 1 marzo 2015
il befe

bello

giovedì 26 febbraio 2015
elgatoloco

Un film che, al di là delle straordinarie scelte anche tecniche, all'epoca assolutamente innovative(montaggio iper-spezzato, in chiave"lisergica", uso particolarissimo delle dissolvenze, pause e"interruzioni"nei dialoghi e in genere nel parlato), segna un'epoca, per quanto già detto, ossia le innovazioni totali a livello  stilistico("Zabriskie Point", [...] Vai alla recensione »

martedì 18 ottobre 2016
Contrammiraglio

Diciamo che vale più per quello che ha rappresentato piuttosto che per quello che é; accusa terribilmente il peso degli anni. 😉

giovedì 27 febbraio 2014
paolotog

a tratti noioso ma per il resto regala emozioni vere, sopratutto se si ama la moto ed il concetto di libertà e forse anche fuga che incarna.

Frasi
Che c'è di male nella libertà? La libertà è tutto.
Ah sì, è vero: la libertà è tutto, d'accordo... Ma parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada, non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran da fare a uccidere, a massacrare, per dimostrarti che lo è. Ah, certo: ti parlano, e ti parlano, e ti riparlano di questa famosa libertà individuale; ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura.
Dialogo tra Billy (Dennis Hopper) - George Hanson (Jack Nicholson)
dal film Easy Rider
NEWS
TRAILER
venerdì 30 agosto 2019
 

Due hippies percorrono la strada verso New Orleans in sella alle loro moto. Durante il tragitto incontrano un eccentrico avvocato alcolizzato che decide di accompagnarli. Vai all'articolo »

VIDEO RECENSIONE
venerdì 21 giugno 2019
A cura della redazione

Anni Sessanta: siamo alla fine di un decennio le cui utopie rischiavano di franare. Due amici fanno un viaggio in motocicletta per trasportare droga. Il loro anti-conformismo incontra le due facce dell'America: quella anarchica dei figli dei fiori e quella [...]

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