Wonder

Film 2017 | Drammatico Film per tutti 113 min.

Titolo originaleWonder
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata113 minuti
Al cinema10 sale cinematografiche
Regia diStephen Chbosky
AttoriJulia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert, Daveed Diggs Izabela Vidovic, Millie Davis, Danielle Rose Russell, Bryce Gheisar, Kyle Breitkopf.
Uscitagiovedì 21 dicembre 2017
TagDa vedere 2017
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 3,16 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stephen Chbosky. Un film Da vedere 2017 con Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert, Daveed Diggs. Cast completo Titolo originale: Wonder. Genere Drammatico - USA, 2017, durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 21 dicembre 2017 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 10 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,16 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia del piccolo Auggie che, nato con una rara malattia, dovrà affrontare il mondo della scuola per la prima volta. Come sarà accettato da compagni e insegnanti? Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar e 1 candidatura a BAFTA. In Italia al Box Office Wonder ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 11,9 milioni di euro e 797 mila euro nel primo weekend.

Wonder è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,16/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,80
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ
Feel-good movie di tolleranza e umanità che non risparmia la crudeltà e osserva l'eroismo del cuore.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 18 dicembre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 18 dicembre 2017

Auggie Pullman ha dieci anni, gioca alla playstation e adora Halloween. Perché è l'unico giorno dell'anno in cui si sente normale. Affetto dalla nascita da una grave anomalia cranio-facciale, Auggie ha subito ventisette interventi e nasconde il suo segreto sotto un casco da cosmonauta. Educato dalla madre e protetto dalla sua famiglia, Auggie non è mai andato a scuola per evitare un confronto troppo doloroso con gli altri. Ma è tempo per lui di affrontare il mondo e gli sguardi sconcertati o sorpresi di allievi e professori. Gli inizi non sono facili, inutile mentirsi e Auggie fa i conti con la cattiveria dei compagni. Arrabbiato e infelice, il ragazzino fatica a integrarsi fino a quando un'amicizia si profila all'orizzonte. Un amore altro rispetto a quello materno. Tra bulli odiosi e amici veri, Auggie trova il suo posto e si merita un'ovazione.

Wonder nasce come film per bambini ma è davvero un film per tutti. Una favola gentile sulla differenza. Una differenza che non dobbiamo negare ma piuttosto abbracciare.

Un percorso emozionante e galvanizzante ma anche duro e sofferto, che coinvolge due mondi spesso conflittuali e irriducibili: quello dei bambini, eroi anomali caratterizzati da un surplus di affettività, fantasia e creatività e quello degli adulti che hanno conservato (almeno in questa occasione) un rapporto privilegiato con l'infanzia. Un film per i bambini, che devono imparare a misurarsi con la differenza, per i genitori, che non sanno sempre come salvaguardare i propri figli dal mondo e per tutti quelli che soffrono o hanno sofferto lo sguardo degli altri in quell'età ingrata in cui ti presenti agli altri senza protezione. Piccolo galateo comportamentale davanti alla diversità, Wonder nasce dal rammarico di una madre. R. J. Palacio, pseudonimo di Raquel Jaramillo, scrive il suo primo libro per rielaborare la sua mancanza, la fuga davanti a una bambina 'diversa' incontrata al parco.

Delusa dalla sua reazione, prova a capire sulle pagine quello che avrebbe dovuto fare. In luogo della paura, per cominciare sarebbero bastate la considerazione e la gentilezza. Ma qualche volta quei 'riflessi', quelle attitudini dell'anima, richiedono tempo e lavoro. Di quell'esercizio della virtù dice (bene) il romanzo della Palacio e il film di Stephen Chbosky, combinando gravità e tenerezza, lacrime e larghi sorrisi. Racconto di formazione sensibile e franco, che non fa sconti sulla violenza meschina che il protagonista subisce nel corso dell'anno scolastico, Wonder non scade mai nella compiacenza e nell'affettazione, offrendo diversi punti di vista sullo stesso soggetto. La narrazione polifonica elude la trappola del pathos e l'accanimento sul personaggio principale, donando respiro al film che sovente flirta col meraviglioso. Stabilendo per esempio che in un certo mondo, quello infantile, si può vivere in gravità zero o avere Chewbecca per amico. Chbosky asseconda la fantasia infantile introducendo la trasgressione e suscitando ammirazione. Non è mai un altro mondo quello di cui parla il regista, è il nostro e funziona come siamo abituati a vederlo funzionare ma di tanto in tanto deraglia, come un trenino per soccorrere un bambino e aiutarlo a superare la propria singolarità. Il miracolo di Wonder è la disponibilità all'accoglienza che può offrire solo chi ha avvertito su di sé il peso della solitudine.

Auggie, al centro del quadro e di una famiglia amorevole, traccia un sentiero per aiutare gli altri a raggiungerlo e a trovare una comunicazione e una comunità, quella raccolta nell'epilogo dentro l'auditorium della scuola. Disponile all'incontro, il cinema sentimentale di Stephen Chbosky pratica la gentilezza e accoglie la difficoltà che tutti gli adolescenti incontrano di fronte allo sguardo degli altri. Con uno stile semplice e alla portata dei ragazzi, Wonder svolge la storia eroica di un destino poco ordinario, la storia di un bambino differente che desidera soltanto essere considerato per quello che è: un ragazzino di dieci anni come gli altri. Un fanciullo che ci interroga sulla nostra relazione con gli altri, sulla nostra maniera di guardare gli altri.
Feel-good movie di tolleranza e umanità che non risparmia la crudeltà e gli eccessi pedagogici, Wonder osserva l'eroismo del cuore e dispone di un cast di riilevo: la madre in emergenza di Julia Roberts, che è abbagliante e vulnerabile fino alla vertigine, il padre intenso di Owen Wilson, che allaccia nello sguardo azzurro comicità e grazia, il figlio prodigioso di Jacob Tremblay, che trova 'senza casco' le stelle verso cui fare rotta.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
L'isolamento di un ragazzo a scuola.
Overview di Paola Casella

Non c'è bambino che abbia letto il romanzo "Wonder" della scrittrice americana R. J. Palacio (e sono milioni, in tutto il mondo) che non abbia cercato di immaginarsi il volto del piccolo protagonista, Augustus Pullman detto Auggie. Il bambino infatti soffre della sindrome di Treacher Collins, una patologia che trasforma il viso di chi ne è colpito in una sorta di quadro di Picasso, e il romanzo inizia con il suo ingresso in una scuola pubblica, dopo un'infanzia passata a studiare in casa a causa delle lunghe degenze ospedaliere e delle molteplici operazioni chirurgiche. Auggie è terrorizzato all'idea di confrontarsi con quei bambini "normali" che in passato hanno spesso reagito con scherno o paura al suo aspetto fisico, ma può contare sul sostegno di due genitori coraggiosi e pieni di attenzioni per questo figlio dotato di grande intelligenza e senso dell'umorismo.

Ora finalmente i fan di Wonder potranno vedere il volto di Auggie perché il romanzo, che ha generato anche tre spinoff letterari (e dunque si presta a diventare una minisaga cinematografica), è diventato un film. Il protagonista sarà interpretato da Jacob Tremblay, l'attore canadese apparso nel film drammatico Room accanto a Brie Larson, che per quel ruolo ha vinto l'Oscar come migliore attrice (e furono in molti a chiedersi perché il piccolo Jacob, altrettanto efficace, non fosse stato neppure candidato).

È davvero difficile immaginare il viso delicato del giovanissimo attore deformato dalla malattia: per fortuna il reparto trucco è capitanato dall'olandese Arien Tujten, trentenne prodigio responsabile del makeup di Il labirinto del fauno e Malefica. Per prepararsi al ruolo Jacob ha contattato l'Associazione Craniofacciale Infantile e ha incontrato molti bambini affetti dalla sindrome di Treacher Collins, stringendo amicizia con alcuni di loro. Nei panni dei genitori di Auggie, Isabel e Nate, c'è l'inedita coppia formata da Julia Roberts e Owen Wilson, mentre la nonna materna di Auggie è interpretata dalla star brasiliana Sonia Braga. Alla regia troviamo Stephen Chbosky, romanziere e sceneggiatore di solida reputazione: è lui l'autore di un altro best seller per ragazzi, Noi siamo infinito, del quale ha curato anche l'adattamento cinematografico e la regia. Chbosky ha sceneggiato il film Rent e la versione live-action de La Bella e la Bestia, e ovviamente firma il copione di Wonder, insieme a Steve Conrad (autore, tra gli altri, dell' adattamento de La ricerca della felicità diretto da Gabriele Muccino), e Jack Thorne, solido autore teatrale e televisivo. Della colonna sonora, firmata dal compositore brasiliano Marcelo Zarvos, fa parte anche Brand New Eyes, singolo cantato dalla teenage star Bea Miller, già concorrente alla seconda edizione di X Factor Usa.
È impossibile, pensando alla trama di Wonder, non ricordare Mask - Dietro la maschera di Peter Bogdanovich, il film del 1985 che raccontava la storia vera di Rocky Dennis, adolescente affetto da una displasia deformante del volto. Anche in quel caso la madre del ragazzo era interpretata da una star, la cantante Cher, che per quella interpretazione fu premiata come miglior attrice al Festival di Cannes.

WONDER
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 2 gennaio 2018
samanta

Wonder (Meraviglia) è un film uscito nel 2017, ancora in programmazione nel circuito cinematogragico. E' tratto da un romanzo di R.B. Palacio, negli USA la pellicola ha avuto un notevole successo commerciale: ha incassato 116 milioni di $ a fronte di un budget di 20 milioni,(anche all'estero sta avendo buoni incassi), e ha ottenuto un buon successo di critica.

domenica 4 febbraio 2018
enzo70

Un film può essere leggero, leggerissimo, e al contempo bello, appassionante? La risposta è questo Wonder di Stephen Chbosky che prende lo spunto da un romanzo della Palacio. Auggie è un ragazzino che dalla nascita è stato sottoposto a 27 interventi chirurgici per una gravissima deformazione cranica. E’ intelligente, simpatico, sensibile; ma diverso dagli altri.

mercoledì 24 gennaio 2018
gabriella

 "Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare" recita la locandina di Wonder, un invito e un'esortazione a educare lo sguardo, senza paure o pregiudizi verso chi o ciò che è diverso , cosa che sembra facile , invece non lo è. Ed è quello cui dovrà sottoporsi il giovanissimo August, il suo primo giorno alla scuola media, dopo [...] Vai alla recensione »

domenica 7 gennaio 2018
Myro_4

August Pullman è un bambino di dieci anni con una malformazione cranio facciale che gli impedisce una vita normale. Subisce circa 27 interventi chirurgici, e un po’ per questo e un po’ per paura della reazione degli altri bambini, non è mai andato a scuola in vita sua. Ma quando deve entrare in prima media i genitori decidono che per lui è arrivato il momento di andare a scuola insieme agli altri. Vai alla recensione »

giovedì 4 gennaio 2018
Flyanto

 "Wonder" racconta la storia di un ragazzino di 11 anni il quale sin dalla nascita è affetto da una rara malattia che gli ha deformato il cranio ed il viso. Nonostante gli innumerevoli interventi chirurgici al fine di dargli un aspetto che risulti un poco più vicino alla normalità, egli continua a possedere sempre un volto stravolto e piuttosto respingente esteticamente [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 aprile 2018
johnny1988

Non sono molto d'accordo. Io ho trovato Wonder un film sciropposo, furbo e involontariamente compiaciuto, è diretto come uno spot di sensibilizzazione caramelloso fino all'eccesso e poco verosimile sul piano della concretezza. Chi è vittima del bullismo o ne è un persecutore, desidererei che alzasse la mano e trovasse il coraggio di riconoscere e comunicare la propria esperienza.

mercoledì 27 dicembre 2017
mauro

Come capita sempre con questo tipo di pellicole si può avere un approccio di tipo emozionale, oppure critico. L'approccio emozionale esclude qualsiasi tentativo d'analisi, si limita a godere della vicenda e basta, ed è un modo di vivere il film più che legittimo e in un certo qual modo comprensibile e sensato: un girato deve emozionare, se deve essere solo per cinefili, [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 dicembre 2017
dippitti

Su questo argomento esistono altri film, ma la leggerezza di WONDER è unica. Interessantissimo il punto di vista dei molteplici bambini/adolescenti. Ti permette di capire che tutti, assolutamente tutti hanno un motivo per essere infelici/insoddisfatti/addolorati. Efficace la panoramica sul bullismo: WONDER andrebbe proiettato nelle scuole. Testi e tempi teatrali ottimi: battute sagaci.

domenica 24 dicembre 2017
parando

Emozionante, ben recitato, fa riflettere. Consigliato in particolare a famiglie con adolescenti ma apprezzato anche dai ragazzi e da adulti che hanno o hanno avuto figli in età scolare. Splendida Julia Roberts, bravi tutti i ragazzi che hanno recitato

venerdì 22 dicembre 2017
Emanuele 1968

Emozionante, delicato, padri e figli, la diversità, integrazione, tradimenti, cattiverie, scontri, la societa, un film tosto ma non pesante.

lunedì 25 dicembre 2017
TinaB

Visto oggi! Emozione, commozione talvolta divertente! Bello davvero ! Qualcuno di voi ricorda l’ultima frase del film quando premiano Auggie?

martedì 26 dicembre 2017
silvia

Visto ieri , il giorno di natale. Film emozionante, non solo per bambini. Molto bravi i piccoli attori e anche gli altri. Trama semplice ma non banale e ricco di sentimenti. La società dura che non ammette l'imperfezione viene piegata a piccole dosi dalla forza dei sentimenti. Happy end con frasi che tutti dovrebbero ricordare

venerdì 22 dicembre 2017
Mughetto

Il film Wonder esce in periodo natalizio e i toni del film si addicono a questo periodo. E' un film bello, girato bene, del genere drammatico ma con happy end. Con attori brillanti e affidabili. La storia del piccolo mostro, del diverso che si inserisce a scuola tra mille fatiche è accompagnata dallo sguardo sempre vigile, a tratti oppressivo, di una famiglia che lo sorregge sempre.

sabato 14 luglio 2018
samanta

mi sembra la recensione di johnny un pò confuso e molto generica.

domenica 18 febbraio 2018
donnapa

A me è piaciuto tanto,attori bravissimi,storia bella che farei vedere a tanti ragazzini, i quali potrebbero apprezzare  il valore dell' amicizia e della gentilezza.

sabato 13 gennaio 2018
anna

Pensavo fosse più intenso e commovente. È risultato noioso e adatto ad un pubblico di tenera età per sensibilizzare al bullismo.

martedì 9 gennaio 2018
Eccome!

Va tutto a finire così *SPOILER* bene *FINE SPOILER*, che il film risulta più un film sentimentale che non drammatico. Da vedere, per riconquistare la fiducia nella vita e nel prossimo, ma come succede nei film, non come succede nella realtà. Cattolico. Fastidiosa la scelta di rinarrare le vicende dai tre/quattro diversi punti di vista dei personaggi, ricominciando quasi d'accapo [...] Vai alla recensione »

domenica 7 gennaio 2018
stefano73

poco più di un telefilm dai buoni sentimenti, sulla tolleranza e contro il bullismo. Gli ottori sono bravi e viene rappresentata la compattezza di una famiglia unita. Anche se il protagonista ne soffre del suo aspetto e della malattia di cui ha sofferto, non viene gran chè' descritto il suo passato. Il lieto fine è molto prevedibile.

giovedì 4 gennaio 2018
Giulia

Questo film commuove sul serio. È stupendo e colloca l'attenzione sul fatto che Auggie non era da solo ma aveva la sua famiglia che lo sosteneva ed è importante questo. Lo consiglio vivamente perché fa pensare e riflettere sui nostri comportamenti giornalieri. Bravissimi gli attori, non solo Jacob Tremblay (il protagonista ) ma tutti proprio tutti! Davvero complimenti!!!

lunedì 19 febbraio 2018
pucci1

Impaurita dalla possibile retorica sono andata a vedere questo film con un lieve pregiudizio. L'applauso finale della sala ha confermato tutta la piacevolezza di questo film. la bellezza della leggerezza!

domenica 28 gennaio 2018
Roberta

Un film che sa attirare il maggior numero di cuori

domenica 31 dicembre 2017
Fabiuz62

Cosa dire, uno di quei film che riconciliano con il cinema: c'è tutto...la trama, la recitazione, la regia, il cast, il trucco. Senza ricorrere a effetti speciali mirabolanti ma raccontando una storia si gode di due ore di spettacolo uscendo dal cinema contenti di esserci stati. Consigliatissimo..!!!

sabato 30 dicembre 2017
renaf

Bellissimo film per un giusto Natale con molti sentimenti e un insegnamento di vita, con frasi significanti che toccano il cuore, che sembra facile vederlo ma per vederlo bisogna avere un buon udito! Consigliabile a tutti genitori figli e studenti e scuole.

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
sabato 23 dicembre 2017
Mariangela Carbone, vincitrice del Premio Scrivere di Cinema

Il regista Stephen Chbosky torna a raccontare l'universo dei più piccoli, chiamati a confrontarsi con il mondo esterno, crescere e definire la propria identità. Nel 2012 Noi siamo infinito (tratto dall'omonimo romanzo del regista) ritraeva il timido Charlie in un momento cruciale dell'adolescenza, cioè il primo giorno di liceo. Adesso Wonder è incentrato sulla vita di August Pullman, detto Auggie, bambino affetto dalla Sindrome di Treacher-Collins, una malattia congenita che gli ha provocato una malformazione al volto, impedendogli di avere una vita normale.

Insieme a Jack Thorne e Steve Conrad, Chbosky adatta il romanzo Wonder di R.J. Palacio, noto come uno dei maggiori best seller della recente narrativa per ragazzi. È destinato a un pubblico di ragazzi, eppure il film, proprio come il libro, racconta una storia per tutte le età e rivolge un appello dal valore universale: siate gentili.

Nel riadattare il libro, Chbosky propone la tipica situazione da film americano per adolescenti: un ragazzo si iscrive ad una scuola nuova e affronta un mondo sconosciuto, imbattendosi in nuovi amici e nemici, con tutti i turbamenti che ne derivano. Nel caso di Auggie si aggiungono anche i disagi legati alla sua malformità, la discriminazione e il bullismo di cui è vittima in quanto diverso. Inevitabile è quindi l'associazione con Dietro la maschera di Peter Bogdanovich, film del 1985 il cui protagonista è affetto dalla rara malattia leontiasi e quando arriva in una nuova scuola viene schernito per la sua condizione di deformità.

FOCUS
sabato 23 dicembre 2017
Roy Menarini

Ennesimo trionfo degli anni Ottanta. Assistiamo a un recupero culturale dalle caratteristiche molto più complesse di quelle - meramente citazioniste - della "retromania" o della passione vintage tipiche della postmodernità. Gli anni Ottanta, che sono stati per un paio di generazioni il sinonimo del riflusso e della discontinuità epidermica dopo la grande sconfitta delle lotte degli anni Sessanta e Settanta, mostrano oggi il loro vero volto: un decennio di formidabili intuizioni estetiche, un momento irripetibile di compromesso tra creatività e grande mercato, un crogiolo di stili e modelli dove i prodotti erano ancora in grado di costruire nuovo immaginario.

Prendiamo Wonder. A prima vista - rispetto ad altri oggetti esplicitamente ottanteschi come Stranger Things - il film di Stephen Chbosky non appare particolarmente legato a quel periodo. E invece è palese il riferimento al "tear jerker movie" (film strappalacrime) degli anni Ottanta, non solo per la presenza di Julia Roberts, nata artisticamente in quel periodo, ma anche per la capacità di centrare tematiche famigliari, sociali e culturali con estrema capacità di sintesi.

Il periodo di Voglia di tenerezza, Gente comune, Nemicheamiche, L'attimo fuggente funge palesemente da serbatoio, magari mescolato a un approccio lievemente "indie" nelle scelte di fotografia e montaggio. Non è difficile, peraltro, che la memoria vada anche allo straordinario (e troppo poco celebrato) Dietro la maschera di Peter Bogdanovich, che aveva al centro anche in quel caso un ragazzo dal volto deformato, e costruiva uno potente melodramma intorno alle aspettative del giovane e a una delicata storia d'amore con una cieca, l'unica a non giudicarlo in base all'aspetto.

Frasi
So di non essere un bambino normale. Ho subito 27 operazioni. Mi sono servite per respirare, per vedere, per sentire senza un apparecchio, ma nessuna di loro mi ha dato un aspetto normale.
Una frase di Auggie Pullman (Jacob Tremblay)
dal film Wonder - a cura di MYmovies.it
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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 21 dicembre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

C'è un ragazzino americano che va a scuola indossando un casco da astronauta, sfoggiando una treccina da studente Jedi di Guerre Stellari e contando i giorni che lo separano da Halloween, festa in cui potrà confondersi tra i coetanei indossando una maschera da mostro. Si chiama Auguste Pullman ma per tutti è Auggie ed è affetto dalla nascita da una malformazione cranio-facciale denominata sindrome [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 dicembre 2017
Fulvia Caprara
La Stampa

Non è facile essere Auggie, bambino nato con una rara - sindrome che provoca deformazioni alla testa. E non è facile essere i suoi genitori, perennemente in ansia per le prove che il figlio dovrà affrontare. Al centro di «Wonder», diretto da Stephen Chboskye tratto dall'omonimo romanzo di R.J. Palacio, c'è naturalmente lui, August Pullman, interpretato da Jacob Tremblay con una naturalezza che lascia [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

È indubbiamente toccante la storia (vera) del piccolo Auggie. Colpito da una deformazione del cranio, gira sempre con un casco. Ora che compie dieci anni, è tempo di andare a scuola, abbandonando la rete protettiva di mamma e papà e di affrontare la realtà. All'inizio non saranno rose e fiori per lo spaesato bambino, vittima di compagni bulli. Finché conoscerà il valore dell'amicizia.

giovedì 21 dicembre 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Massì, succede di piangere, un pochino, e di vergognarsi, perché si vorrebbe frignare liberi in un bel filmone di spazi del cuore e conflitti di famiglia invece che nell'adattamento tirato a lucido, pur ben governati, di un romanzo feuilleton su "quanto è duro essere brutti e deformi in una società di normali ed efficienti, però ci sono mamma e papà, ma che bravi, che bravi!".

giovedì 21 dicembre 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Preparate i fazzoletti, spettatori grandi e piccoli, perché qui c'è da piangere in abbondanza. Il regista dal cognome quasi impronunciabile, Stephen Chbosky, autore anche della sceneggiatura, ha tratto questa struggente, delicata storia dal vendutissimo, omonimo romanzo, manco a dirlo tutto da singhiozzare, della scrittrice newyorchese Rachel Jaramillo Palacio.

NEWS
BOX OFFICE
sabato 23 dicembre 2017
Andrea Chirichelli

Star Wars: Gli ultimi Jedi (guarda la video recensione) domina il box office italiano, un po' per meriti propri e un po' per demeriti altrui: ieri altri 439mila euro vanno ad aggiungersi al totale che ora segna 7,9 milioni di euro.

POSTER
martedì 21 novembre 2017
 

Wonder racconta la coinvolgente storia di August Pullman, detto Auggie che, nato con una rara malattia, si trova ad affrontare il mondo della scuola per la prima volta. Come sarà accettato dai compagni e dagli insegnanti? Chi sarà suo amico? L'amore della [...]

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