|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|
|
Julia RobertsL'attrice più popolare d'AmericaNome: Julie Fiona Roberts45 anni, 28 Ottobre 1967 (Scorpione), Smyrna (Georgia - USA) |
|
![]() Come va? Bene. E come stai? Bene. È da quando siano partiti che mi dici solo bene. Non potresti cambiare parola?. str***o. Andava meglio "bene".
dal film Pretty Woman (1990)
Julia Roberts è Vivian Ward
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
Dopo la favola di Pretty Woman l'amore romantico non è stato più lo stesso. Di chi è il merito? Dell'attrice più popolare d'America, la spilungona Julia Roberts. Una star a tutti gli effetti, con numerose storie d'amore alle spalle, qualche capriccio da diva e il fascino discreto di una donna bella e intelligente. Praticamente perfetta, ha affrontato numerosi ruoli, diversissimi tra loro, senza mai strafare, restando con i piedi per terra, un po' come la Cenerentola moderna del suo film più fortunato.
Le origini umili
Figlia di un rappresentante di elettrodomestici e di una segretaria, entrambi amanti del teatro, passa i primi anni della sua vita con la madre. Il padre muore quando lei ha appena nove anni, un trauma infantile che la segnerà per tutto il resto della vita. Cresce poi in una famiglia in cui le insegnano il valore dell'umiltà: studia e frequenta con profitto il liceo e, per tentare di arrangiarsi da sola, trova anche qualche lavoretto dopo la scuola come cameriera o commessa. Finiti gli studi, decide di seguire la sorella Lisa a New York. Abbandona il sogno di bambina di diventare veterinaria e prova la strada della recitazione, imitando il fratello maggiore Eric che già si barcamenava con qualche piccolo ruolo nel mondo dello spettacolo. Per pagarsi gli studi di dizione, si iscrive all'agenzia di moda "Click" e sfila in passerella, tra un servizio fotografico e un altro (ma lavora anche in una gelateria e in una calzoleria). Incoraggiata dal fratello Eric, prova l'audizione per il film Firehouse (1987) di J. Christian Ingvordsen e viene presa, anche se in una parte piccolissima come comparsa. Il film successivo è Legami di sangue (girato nel 1986 e uscito nelle sale tre anni dopo), dove ha un ruolo da protagonista al fianco dell'italiano Giancarlo Giannini e al fratello Eric, in quel momento in crisi professionale, in seguito agli arresti per uso di stupefacenti e cocaina.
Il debutto assieme al fratello
Da questo momento in poi la strada dei due fratelli si divide; Julia comincia ad accumulare ruoli importanti e dimostra di saper gestire il proprio talento con la fama che ne consegue, mentre il fratello si perde nel lusso di Hollywood e ritornerà a recitare solo più avanti in film di serie B e nel filone del cinema indipendente. La sorellina minore intanto si diverte a far parte di una band femminile in Satisfaction (1988) e a vendere pizze in un paesino di pescatori del Connecticut in Mystic Pizza (1988). Quest'ultimo ruolo le dà la notorietà giusta per approdare ad un personaggio intenso e ricco di responsabilità nel successivo Fiori d'acciaio (1989) di Herbert Ross, in un cast tutto al femminile dove spiccano Shirley MacLaine e Sally Field. La sua interpretazione conquista anche la giuria degli Academy che la candida alla corsa per l'Oscar come migliore attrice non protagonista. Questa volta non vincerà l'ambita statuetta ma l'attrice non smetterà di sognare.
La favola di Pretty Woman
Nel frattempo anche la vita privata sembra andare a gonfie vele: nel 1990 si fidanza con il collega Kiefer Sutherland. Ma un'altra relazione romantica sta per rivoluzionare la sua vita, quella "finta" di Pretty Woman (1990) di Garry Marshall. Il ruolo della prostituta che diventa l'amante di Richard Gere, l'uomo d'affari bello e buono di cuore, commuove il pubblico femminile (e non solo!) di tutto il mondo. Nel giro di pochissimo tempo il nome di Julia Roberts risuona sulle copertine delle maggiori riviste di gossip e di moda, e il suo sorriso smagliante diventa il più invidiato del momento. Il periodo d'oro che segue la vede richiestissima dalle maggiori produzioni cinematografiche di Hollywood: recita accanto al fidanzato in Linea mortale e nel melodramma Scelta d'amore - La storia di Hilary e Victor, entrambi diretti da Joel Schumacher, poi la vediamo in Hook - Capitan Uncino di Steven Spielberg nella parte di Campanellino e nel drammatico thriller A letto con il nemico di Joseph Ruben.
Il cinema d'autore
Malgrado le ottime interpretazioni della Roberts, i film non riescono a incassare quanto sperato. Le cose vanno male anche in amore: poco prima del matrimonio annunciato, rompe la relazione con Sutherland per unirsi poi con il cantante country e attore Lyle Lovett che sposerà e lascerà dopo due anni. La vita al cinema invece migliora nettamente; è una delle star di I protagonisti (1992) di Robert Altman, l'eroina del thriller Il rapporto Pelican (1993) di Alan J. Pakula e una comica giornalista in gara con Nick Nolte nella commedia Inviati molto speciali (1994). È il periodo della collaborazione con i grandi autori: la ritroviamo con Altman nel mondo della moda di Prêt-à-porter (1994), nello strappalacrime e intenso Qualcosa di cui sparlare (1995) di Lasse Hallström, nel musical Tutti dicono I love you (1996) di Woody Allen e nei panni della cameriera del dottor Jekyll, nonché Mr Hyde, in Mary Reilly (1996) di Stephen Frears.
Il successo straordinario de Il matrimonio del mio migliore amico
Brava ad interpretare ruoli molto diversi tra loro e a confrontarsi con la volontà dei grandi maestri, recita anche in Michael Collins di Neil Jordan, Leone d'Oro alla Mostra di Venezia 1997. Il ritorno sulla scena come attrice di fama mondiale avviene però con la commedia Il matrimonio del mio migliore amico (1997) dove recita a fianco di un'esilarante Cameron Diaz, la rivale, e a Rupert Everett, l'amico gay che dispensa consigli. Poi ritorna ai toni del noir con Ipotesi di complotto (1997), seguito da Nemicheamiche (1998), dove forma un bellissimo duetto con Susan Sarandon, e dalla già rodata coppia con Richard Gere in Se scappi, ti sposo (1999), nuovamente diretta da Garry Marshall.
E alla fine arriva l'Oscar!
La particolare gestualità, spesso buffa e impacciata, conquista facilmente il grande pubblico e la sua partecipazione assicura il successo al botteghino. Anche quando veste i panni della sua alter ego nella commedia british Notting Hill (1999), dov'è una star americana che si innamora di un impacciato libraio con il fisico di Hugh Grant, riesce a dare qualcosa in più ad una commedia romantica vista e rivista. Scivola nel film The Mexican - Amore senza la sicura (2000) di Gore Verbinski, dove la sceneggiatura perde continuamente il filo della storia, e ritorna vincente in Erin Brockovich - Forte come la verità (2000) di Steven Soderbergh, dove interpreta una donna coraggiosa e temeraria con un grande senso della giustizia che riuscirà a vincere la battaglia contro un colosso industriale colpevole di aver disperso sostanze cancerogene nelle acque di una cittadina. Il ruolo è di quelli importanti e l'attrice lo affronta in modo esemplare, tanto da vincere l'Oscar come miglior attrice protagonista dell'anno.
L'amicizia con Soderbergh
Dopo la consacrazione dell'Oscar si dedica alla commedia I perfetti innamorati (2001), dov'è la sorella "brutta" di Catherine Zeta-Jones, a Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco (2001), lo sperimentale Full Frontal (2002) e il seguito Ocean's Twelve (2004), tutti diretti dall'amico Steven Soderbergh. È un'insegnante anticonformista in Mona Lisa Smile (2003) di Mike Newell, l'amante di Chuck Barris nel debutto alla regia di George Clooney Confessioni di una mente pericolosa (2003) e una ricca e ambigua fotografa in Closer (2004) di Mike Nichols.
L'isolamento lontano dai riflettori e il ritorno al cinema
Segue poi un periodo di ritiro dalla vita pubblica in cui si dedica ai figli avuti con il secondo marito Daniel Moder e alla più nascosta professione della produttrice televisiva e cinematografica (c'è il suo nome dietro la commedia Kit Kittredge: An American Girl). Nel 2007 riprende in mano la carriera d'attrice e partecipa a La guerra di Charlie Wilson di Mike Nichols, al fianco di Tom Hanks, e l'anno dopo è nel dramma familiare Un segreto tra di noi di Dennis Lee, seguito poi da Duplicity (2009) di Tony Gilroy e da The Friday Night Knitting Club (2010), tratto dall'omonimo romanzo di Kathleen Jacobs. Nel 2010 è la protagonista di due commedie che non incassano quanto sperato: Appuntamento con l'amore e Mangia prega ama. L'anno successivo ritrova Tom Hanks nel doppio ruolo di attore e regista nel sentimentale L'amore all'improvviso, mentre nel 2012 è la Regina Cattiva nel film Biancaneve di Tarsem Singh.
Golden Globes 2010
Golden Globes 2008
Golden Globes 2001
Premio Oscar 2000
Golden Globes 2000
Golden Globes 1998
Golden Globes 1991
Golden Globes 1990
Premio Oscar 1990
Premio Oscar 1989
Dimenticate le quarantenni tutte edonismo e gioia di vivere di Sex & The City. Alle nuove scrittrici newyorkesi di successo non bastano le avventure con giovani attori off Broadway e una sessione di chiacchiere a colazione per superare una crisi esistenziale. La nuova terapia prevede invece un viaggio intorno al mondo alla riscoperta di se stessi e del piacere legato ai bisogni primari del corpo, dello spirito e del cuore. Mangia Prega Ama sono i tre comandamenti che si è imposta la scrittrice americana Elizabeth Gilbert per trovare la propria identità smarrita in seguito a una crisi di matrimonio. Attraverso il cibo italiano, la spiritualità induista e un amore inatteso a Bali, Gilbert ha trovato non solo se stessa ma anche un grande successo letterario che è poi diventato un film con Julia Roberts, Javier Bardem e Richard Jenkins. I tre protagonisti più il regista Ryan Murphy (Correndo con le forbici in mano, più vari episodi delle serie Glee e Nip/Tuck) sono tornati su uno dei luoghi del "delitto" per presentare la loro visione un po' d'antan dell'italianità, dell'induismo e della società indonesiana al pubblico romano. Il quale, fra corsi di espressioni gestuali e filosofia del "dolce far niente", ne esce davvero come il popolo del "magna".
Terza volta a Roma in cinque anni. Qual è il rapporto con la città?
Julia Roberts: Dopo le riprese di Ocean's Twelve e Duplicity, ormai per me questa città non conserva più il mistero e le curiosità di quando mi ci sono addentrata la prima volta. Tuttavia, in questo film assume un ruolo particolare, diventando il luogo del piacere e della riscoperta dei sapori del percorso di Liz Gilbert. D'altronde il vostro cibo squisito è senza dubbio uno dei protagonisti del film e, anche se non ho preso così tanti chili da potermi definire "cinematograficamente" grassa, ero molto sollevata all'idea che in India avremmo indossato abiti e tuniche larghe. Non posso dire però di conoscere altrettanto bene Napoli, dove abbiamo effettuato il viaggio più veloce della storia: siamo arrivati, mi sono mangiata circa sette pizze e poi siamo ripartiti.
Cosa ha visto nel libro di Elizabeth Gilbert?
Julia Roberts: Lo lessi subito, appena uscito e lo trovai una fantastica lettura fantastica. Leggendolo si impara davvero ad apprezzare gli aspetti umani di questa donna, l'accettazione delle proprie frustrazioni e il coraggio di una scelta radicale che la porta a imbarcarsi in un viaggio di un anno da sola. Il mio coinvolgimento nel film è dovuto a queste emozioni, a una bellissima sceneggiatura all'idea che avremmo girato nei veri luoghi del racconto. È una scelta sempre più rara a Hollywood, ma era assolutamente fondamentale per descrivere realisticamente tutte le emozioni del percorso della protagonista.
Si è immedesimata completamente nella vita della protagonista?
Julia Roberts: Non posso dire di aver vissuto una crisi simile a quella di Liz Gilbert. Ho la fortuna di fare un mestiere che ti permette di essere sempre qualcun altro, di interpretare varie persone e differenti stati d'animo, quindi è davvero difficile stancarsi e perdere passione per questo. Tuttavia ci sono delle tappe nella vita in cui tutti arriviamo a un punto cieco e a porci delle domande esistenziali. Come la fine del percorso di studi, o il momento in cui si compiono trent'anni. Sono momenti in cui viene spontaneo tirare un bilancio, cercare di capire un po' se stessi e intraprendere una sfida esistenziale.
Posso dire però che anche la mia vita si costruita di grandi incontri. Oltre agli incontri personali, ho vissuto di grandi amicizie professionali. Senza dubbio fra queste c'è Garry Marshall, con il quale ormai si è creato un grande rapporto d'affetto. Poi c'è Steven Soderbergh, un grande talento, una persona dotata di una straordinaria sensibilità artistica. Poi senza dubbio direi anche Mike Nichols, uno dei più grandi registi viventi.
A cinque anni dalla torbida relazione che li ha visti protagonisti di Closer, Clive Owen (che secondo alcuni è dotato dello stesso fascino e carisma di Cary Grant) e Julia Roberts (una delle cinquanta donne più belle al mondo) tornano ad affiancarsi in un film che mette in luce le intricate vicende del controspionaggio industriale. Duplicity racconta di una guerra fredda che si svolge a Manhattan tra due multinazionali concorrenti. Al centro dello spy caper - firmato dallo sceneggiatore e regista Tony Gilroy - si muovono, a passi felpati, due spie industriali che s'avventurano in una storia d'amore clandestina mentre lottano sui fronti opposti di una battaglia aziendale all'ultimo sangue combattuta con la stessa tenacia e le stesse complessità di una guerra fredda tra paesi rivali.
|
Biancaneve
continua»
Genere Fantastico, - USA 2012. Uscita 04/04/2012. |
|||
|
L'amore all'improvviso
continua»
Genere Sentimentale, - USA 2011. Uscita 28/10/2011. |
|||
|
Mangia Prega Ama
continua»
Genere Drammatico, - USA 2010. Uscita 17/09/2010. |
|||
|
Appuntamento con l'amore
continua»
Genere Commedia, - USA 2010. Uscita 12/03/2010. |
|||
|
Duplicity
continua»
Genere Thriller, - USA 2009. Uscita 10/04/2009. |
|||
Che vinca o non vinca, che venga accolto bene o male, che sia selezionato o meno, il cinema italiano, quando è a un festival, si mette sempre al centro dell'attenzione, cercando in questo modo di recuperare una rilevanza internazionale sempre più modesta, a causa non solo della qualità alterna dei film, ma anche della scarsità del finanziamento pubblico destinato al settore che rende il cinema italiano sempre meno competitivo. Per inciso i francesi, che a Cannes sono sbarcati in Concorso con una valanga di film (Concorso che alla fine hanno vinto con Kechiche), per non contare le co-produzioni (è molto difficile accedere alle sezioni competitive della Cannes se non c'è comunque un pizzico di Francia nel progetto produttivo), investono nel cinema 10 volte di più di quanto fa l'Italia (400 circa milioni contro 40).
| Biancaneve (2012) | L'amore all'improvviso (2011) |