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Un segreto tra di noi
Un film di Dennis Lee.
Con Julia Roberts, Ryan Reynolds, Willem Dafoe, Emily Watson, Carrie-Anne Moss.
continua»
Titolo originale Fireflies in the Garden.
Drammatico,
durata 120 min.
- USA 2008.
- Medusa
uscita venerdì 26 settembre 2008.
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![]() Ennesimo dramma familiare sul mito della famiglia americana apparentemente perfetta, un esordio sufficiente
Luciana Morelli
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Michael ha seguito le orme di suo padre ed è diventato uno scrittore. Il suo ultimo romanzo, Fireflies in the Garden, parla della storia della sua famiglia e la sua pubblicazione rappresenterebbe per lui la vendetta umana e professionale nei confronti di un padre padrone che non gli ha mai dimostrato né affetto né stima. Per questo non ha ancora deciso se pubblicarlo o meno. Tutti stanno per riunirsi in occasione dei festeggiamenti per il diploma di sua madre, una donna forte che ha vissuto per tanti anni al fianco di un uomo autoritario ed egocentrico senza essere felice. Durante il tragitto però l'auto dei genitori incappa in un incidente e la donna muore sul colpo. Quello che doveva essere un giorno di festa si trasforma in una tragica riunione familiare e toccherà a Michael, a sua sorella e a sua zia Jane, il compito di rimettere insieme i pezzi di un passato difficile fatto di angoscia e repressione, che nessuno di loro è riuscito ancora a scrollarsi di dosso. |
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| Charles (Willem Defoe) | |
| Deve essere tutto perfetto. | |
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DVD | Un segreto tra di noiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 11 febbraio 2009
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SOUNDTRACK | Un segreto tra di noiLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 31 ottobre 2008
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INTERVISTE | L'opera prima del regista e sceneggiatore Dennis Lee illumina le zone d'ombra del focolare domestico.Ritratto di famiglia nel midwest americano
mercoledì 24 settembre 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi
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Tra i grovigli (banali) di una famiglia
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Somministrato alla sera, in gocce, per accompagnare il sonno, Un segreto tra di noi («Fireflies in the garden» dal verso di Robert Frost) potrebbe anche avere un suo senso. Ma visto tutto insieme nel ritmo lento e inesorabile dei complessi di Edipo, degli incastri temporali, delle ripicche di famiglia, compresi due segreti, un amante di mammà e un capriccio della zia, di rimorsi & rancori offerti in saldo, il film appare un melò senza il coraggio di scene madri, una lunga summa di luoghi comuni nel genere del cinema familiare Usa che parte dal grande O' Neill e arriva alle cene di Natale con Jodie Foster e alle nuove nevrosi di Demme. » |
Julia Roberts e un melò senza lacrime
di Valerio Caprara Il Mattino
Attori divi e divi attori: da sempre il punto di forza dei film americani. Talvolta, però, il bonus non basta a tamponare le perdite: come in «Un segreto tra di noi» («Fireflies in the Garden», lucciole nel giardino, citazione di un verso di Frost), dove le belle presenze & buone performance di Julia Roberts, Emily Watson e soprattutto Willem Dafoe non riscattano il film dalla sua mediocrità di fondo. Si tratta infatti di un clone dei melodrammi classici in auge dagli anni Trenta ai Cinquanta, ma stranamente freddo, anonimo, insincero. » |
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Riecco la Roberts in un gran pasticcio
di Alessandra Levantesi La Stampa
Angustiato nell'adolescenza dal nevrotico padre Willem Dafoe, Ryan Reynolds torna a casa per festeggiare la tardiva laurea della mamma Julia Roberts, che proprio quel giorno muore in un incidente. Perduto il centro affettivo, la famiglia va alla deriva, ma Reynolds, grazie alla complicità della zia Emily Watson, trova il modo di rimettere insieme i pezzi. Lamentiamo spesso lo schematismo di certi drammi hollywoodiani dove i conflitti miracolosamente si risolvono. Ma, oltre a essere semplicistico, Un segreto tra di noi dell'esordiente Dennis Lee è anche confuso: non si capisce che racconta. » |
Occhio al dramma-bidone dove Julia Roberts muore subito
di Maurizio Cabona Il Giornale
Il Festival di Berlino è fin troppo sensibile ai film prodotti con soldi tedeschi. Mutatis mutandis, i tedeschi fanno insomma quel che fanno i francesi e gli italiani: peccano d'indulgenza verso il prodotto in qualche modo nazionale. Talora è complice della promozione il critico pietoso, che compiace il produttore/distributore, ingannando lo spettatore. Quando il pericolo è però segnalato («Bidone in vista!») fin dal festival, come smerciare egualmente il prodotto che ha deluso? Gli si affibbia l'opportuna quarantena, almeno un anno e mezzo, finché non sia dimenticata l'eco delle stroncature, avendogli magari cambiato anche titolo. » |
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