| Titolo originale | Hiver a Sokco |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia, Corea del sud |
| Durata | 104 minuti |
| Al cinema | 44 sale cinematografiche |
| Regia di | Koya Kamura |
| Attori | Bella Kim, Roschdy Zem, Mi-hyeon Park, Ryu Tae-ho, Gong Do-yu Kyung Soon Jung. |
| Uscita | giovedì 11 dicembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Wanted |
| MYmonetro | 3,18 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 26 novembre 2025
L'incontro, nel cuore gelido della costa coreana, tra Soo-Ha (Bella Kim), una giovane donna franco-coreana, e Yan Kerrand (Roschdy Zem), illustratore francese in cerca d'ispirazione. Un inverno in Corea è 21° in classifica al Box Office. sabato 13 dicembre ha incassato € 11.248,00 e registrato 2.591 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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A Sokcho, cittadina di pescatori vicina al confine settentrionale della Corea del Sud, la giovane Soo-ha lavora in una piccola pensione. È franco-coreana, ma non ha mai lasciato il Paese: il mondo le arriva solo attraverso i racconti degli altri. Quando alla pensione arriva Yan Kerrand, illustratore francese alla ricerca di ispirazione per il suo nuovo graphic novel, tra i due nasce un rapporto sottile, fatto di silenzi, piccoli gesti, attrazioni trattenute. Mentre l'artista tenta di superare un blocco creativo, Soo-ha si ritrova a rivivere, senza volerlo, le dinamiche sentimentali della madre, risucchiata in un ciclo di desideri e delusioni.
Tratto dal romanzo pluripremiato di Elisa Shua Dusapin, Un inverno in Corea è il racconto di una relazione che si realizza più nel non detto e nelle sfumature che nell'interazione tra i suoi personaggi.
Soo-ha è incuriosita e poi attratta da Yan perché francese come il padre che non ha mai conosciuto, perché artista come lei non è mai stata, perché viaggiatore solitario, agli antipodi di una vita vissuta tra la cucina e il desk di una pensioncina. Eppure Soo-ha ha coltivato la speranza di un momento come questo negli anni, imparando il francese e sognando una vita più soddisfacente.
L'attrazione tra Soo-ha e Kerrand assume connotati quasi edipici, perché la ragazza sembra ripercorrere consapevolmente le orme sentimentali della madre. È un loop affettivo che la condanna al mal d'amore, a un romanticismo introverso e doloroso, amplificato dal confronto con la relazione "giusta" che la famiglia vorrebbe imporle: quella con il giovane connazionale, un ragazzo superficiale e privo dell'aura misteriosa dell'artista francese.
Ma Soo-ha ha bisogno di rivivere gli "errori" materni - errori che peraltro le hanno permesso di nascere - per conoscere se stessa e trovare, forse, la forza di affrontare la vita. La società che circonda Soo-ha di lei non comprende nulla: non capisce perché non segua a Seoul il suo ragazzo né il suo rifiuto di ricorrere alla chirurgia estetica, visto ormai come un passaggio obbligato in una Corea ossessionata dal look e dalle mode occidentali.
Le emozioni più profonde vissute da Soo-ha e le sue insicurezze si manifestano attraverso la relazione con il cibo e la sua meticolosa preparazione di piatti a base di pesce - tra cui il pericoloso fugu, o pesce palla - ma sono in particolare le sequenze di animazione di Agnès Patron a tradurre visivamente i turbamenti dell'animo e il desiderio di libertà di una ragazza bloccata dalle circostanze e dalle menzogne impartitele, seppur a fin di bene, sin dalla più tenera età. Brevi lampi, tracciati con un inchiostro che riprende lo stile impressionista del personaggio di Kerrand, che esprimono la vera essenza di Soo-ha, sepolta sotto abiti dimessi e occhiali dalla montatura ordinaria e rifugiatasi nell'ovatta di una dimensione famigliare e protettiva.
La cittadina invernale di Sochko, sospesa tra mare e frontiera, diviene così una metafora perfetta dello stato d'animo di Soo-ha: un luogo dove tutto sembra immobile, e sotto la superficie invece ribollono desideri, ferite, mitologie personali. Bella Kim dà vita a un personaggio complesso e sfaccettato, che trova un perfetto contraltare in Roschdy Zem (I figli degli altri).
Il regista Koya Kamura, al suo debutto, gira con mano ferma l'interazione tra i due protagonisti, superando, a tratti, i limiti di un cinema d'autore midcult, pensato chiaramente come prodotto da esportazione: i riferimenti alla zona demilitarizzata e alla guerra di Corea restano didascalici almeno quanto i cliché gastronomici e caratteriali che inquadrano la "francesità", ma sono fragilità perdonabili nel contesto di un coming of age che ha le qualità di un promettente esordio.
La giovane Soho, che lavora in una pensione, vive in un paesino della Corea del Sud e non ha mai visto nulla del mondo. Un giorno d'inverno arriva il malinconico illustratore francese Yane tra i due nasce un rapporto di silenzi, piccoli gesti, che permette a Soho di ritrovare se stessa e il passato. Opera prima del filmaker franco-nipponico che attraversa vari linguaggi senza soluzione di continuità [...] Vai alla recensione »
Yan (Zem) è un fumettista francese che, in cerca d'ispirazione, arriva nel piccolo porto di Sokcho, in Corea del Sud. Ma la vera protagonista è Sooha (Kim) una studente che lavora nella pensione dove alloggia Yan e che vive nel vuoto lasciato da un padre francese che non ha mai conosciuto. Inizialmente la ragazza sembra fare da cuscinetto tra la passionalità del burbero artista e i codici di comportamento [...] Vai alla recensione »
Una studentessa franco-coreana mai uscita dal Paese accoglie nella pensioncina dove lavora, a Sokcho, un autore di libri illustrati francese venuto nella città marinara e di frontiera, a pochi chilometri dalla Corea del Nord, per cercare ispirazione. Tra loro si stabilisce un legame nutrito da passeggiate in montagna e lunghi dialoghi. Tratto dal romanzo di Elisa Shua Dusapin, l'opera prima di Koya [...] Vai alla recensione »
Oriente, mon amour. Un piccolo porto coreano, una ragazza del posto che non ha mai conosciuto Il padre francese. E un grande fumettista venuto fin lì dalla Normandia in cerca di ispirazione. Silenzi, malintesi, paesaggi, inserti d'animazione. "Un inverno in Corea" del franco-giapponese Koya Kamura forse non sorprende ma seduce. Da L'Espresso, 12 dicembre 2025
Un inverno in Corea è il titolo scelto dalla distribuzione italiana per Hiver à Sokcho, film d'esordio di Koya Kamura, tratto dall'omonimo primo romanzo di Elisa Shua Dusapin. Sokcho è un piccolo paese di alberghi e pescatori, al confine tra le due Coree. Qui la ventiquattrenne figlia di un ingegnere francese, sparito prima che lei vedesse la luce, vive giorni sempre uguali.
Neve. Tutto bianco. Neve sulla spiaggia, neve sulle case basse, neve sulla strada. Una ragazza alta, molto rispetto alla media - per questo è soprannominata Spilungona - cammina fino al porto. Prende il pesce da sua madre che lo vende per lavoro. Si reca al Blue House, un piccolo albergo gestita da un gentile vedovo di mezza età: è lì che Soo-Ha (Bella Kim) lavora come cuoca e cameriera da quando è [...] Vai alla recensione »
Passato al Bergamo Film Meeting, uno dei festival più importanti e longevi d'Italia, Hiver à Sokcho (Winter in Sokcho, 2024) di Koya Kamura, è al cinema dall'11 dicembre con il titolo di Un inverno in Corea (Hiver à Sokcho), esordio al lungometraggio. Tratto dal romanzo Winter in Sokcho di Elisa Shua Dusapin - pubblicato in Italia da FinisTerrae con il titolo Inverno a Sokcho.
A Sokcho, piccola città costiera della Corea del Sud, Sooha non si è mai sentita a casa, e non è solo per quell'altezza che le ha fatto affibbiare il soprannome di Spilungona. Suo padre è francese e non l'ha mai incontrato: era ancora nel ventre di sua madre quando lui, ignaro, se n'è tornato in Europa, e ora che è una giovane donna Sooha vive con un pezzo di cuore in quella Francia che non ha mai [...] Vai alla recensione »
A Sokcho la venticinquenne Soo-ha, studentessa di letteratura e domestica alla pensione Blue House vive una routine abbastanza soddisfacente. Non è il lavoro che sognava ma il fidanzato Jun-Oh, vuole traferirsi a Seul per intraprendere la carriera di modello. L'arrivo di Yan Kerrand, noto illustratore francese in cerca di un alloggio e di ispirazione, incrina la quotidianità della giovane Soo-ha.