| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 136 minuti |
| Al cinema | 2 sale cinematografiche |
| Regia di | Vito Vinci |
| Attori | Priscilla Terenzi, Francesco Paolo Amoroso, Andrea Planamente, Mariana Falace Roberto Davide, Simeone D'Antona, Chiara Barbagallo, Smeralda Capizzi, Clara Cavallucci, Giacomo Gonnella, Luis Molteni. |
| Uscita | giovedì 23 aprile 2026 |
| Distribuzione | Ixtlan Film |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 23 aprile 2026
Un film che riflette sul senso di comunità nell'epoca dei social network e sull'urgenza di recuperare le proprie radici per costruire il futuro. Lovita è 64° in classifica al Box Office. sabato 9 maggio ha incassato € 300,00 e registrato 904 presenze in totale.
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CONSIGLIATO NÌ
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Lovita è una ragazza che torna a vivere nel quartiere di Trastevere dopo la morte della madre. Ha uno zio diventato non vedente e in crisi, un amico che fa il regista teatrale e si interfaccia con altre persone con problematiche che ruotano intorno al come vivere la sessualità. Decide così di aprire un sito in cui la pornografia si trasformi in desiderio di vero amore.
Vito Vinci dirige con professionalità un film dalla sceneggiatura ipertrofica.
Vinci è un regista che sa come guidare gli attori e come dotarsi di un cast in cui ogni interprete sa aderire al personaggio affidatogli con la giusta misura e sensibilità. Il problema però nasce da una sceneggiatura in cui agisce un universo di caratteri che in potenza hanno interessanti caratteristiche, anche sul piano della loro costruzione, per uno sviluppo che in più occasioni non si completa.
Solo a titolo di esempio si possono citare: una nonna alcolizzata perché in procinto di sfratto dall'appartamento in cui vive, un padre vedovo che nasconde un segreto sulla sua vita intima, uno zio diventato non vedente depresso e porno dipendente, un giovane regista che vorrebbe mettere in scena un "Romeo e Giulietta", un individuo solitario che riflette sulle sorti del mondo e dell'umanità. Si potrebbe continuare a lungo.
Su tutti svetta Lovita, una ragazza che comprende come il quartiere in cui è tornata a vivere rischi di perdere la propria identità così come gli esseri umani travolti dalla pornografia on line che finisce con il non avere più nulla a che vedere con l'erotismo. In attesa di essere immessa nel mondo della scuola come insegnante, apre allora un sito in cui la sessualità aderisce non a una meccanicità ripetitiva ma a quel bisogno di amore vero ed inespresso che lei avverte intorno a sé.
Nella storia del cinema c'è stato un regista che sapeva gestire una molteplicità di personaggi non perdendo mai il filo narrativo e portando ognuno di essi ad una conclusione in cui le potenzialità di ognuno venissero adeguatamente sviluppate. Si chiamava Robert Altman. Nonostante le doti di cui sopra Vinci non può essere Altman e quindi ci presenta troppi personaggi presenti nell'azione che a un certo punto fanno una rivelazione e poi... si passa ad altro. Se si escludono il personaggio di Lovita e pochissimi altri, questa è la parabola di molti di loro che invece avrebbero potuto essere i protagonisti se collocati in un altro film oppure, se questo fosse stato il pilot (magari più sintetico) di una serie, avrebbero potuto trovare il giusto e necessario approfondimento.
Promotrice di una sessualità alternativa (qualsiasi cosa significhi) e preoccupata dalla pornofilia del depresso zio cieco, la giovane Lovita crea un sito "anti porno". Nel mentre succedono altre (troppe) cose. E arriva pure lo stalker. Vito Vinci vuole parlare di tutto, dal politicamente corretto ai diritti delle minoranze al significato del sesso, con un femminismo confusissimo e verboso, ma offre [...] Vai alla recensione »