Manipulation

Film 2026 | Drammatico, Thriller, 128 min.

Regia di David Balda. Un film con Pawel Lawrynowicz, Féodor Atkine, Heino Ferch, James Faulkner, Arnaud Binard. Cast completo Genere Drammatico, Thriller, - Italia, 2026, durata 128 minuti. Uscita cinema giovedì 14 maggio 2026 distribuito da Mescalito Film. Valutazione: 2 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ultimo aggiornamento giovedì 14 maggio 2026

Il film immerge lo spettatore in un universo popolato da élite segrete e sistemi di controllo che si estendono in Europa e nelle gerarchie della Chiesa. In Italia al Box Office Manipulation ha incassato 5,1 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO NÌ
Un elaboratissimo teorema di trame occulte che si snodano tra una Praga notturna e una Bologna misteriosa.
Recensione di Pedro Armocida
giovedì 16 aprile 2026
Recensione di Pedro Armocida
giovedì 16 aprile 2026

In tutta Europa, una potente società d'élite agisce rafforzando la propria influenza e manipolando dall'interno istituzioni, politica e Chiesa. Quando Matteo viene promosso a un livello superiore della società e ne scopre i meccanismi oscuri, capisce di essere rimasto intrappolato in un sistema da cui non si può tornare indietro. Per salvarsi decide di rivelare ciò che sa, ma liberare la verità significa entrare in un gioco molto più grande di quanto sembri.

Il giovane regista ceco David Balda, all'opera seconda, mette in scena un elaboratissimo teorema di trame occulte che si snodano tra una Praga notturna e brumosa e una Bologna altrettanto misteriosa.

L'idea è quella di raccontare la potenza di una élite segreta, ramo massoneria, che si dedica a manipolare le persone e a indirizzare la politica, non solo quella laica ma anche quella ecclesiastica. Dove tutto però è drammatizzato in versione oscura e inquietante. Anche se i dialoghi verbosissimi e la sceneggiatura densissima alla fine non svelano nulla di queste trame, di questa supposta manipolazione che rappresenterebbe una grandissima minaccia. Così tra riunioni lunghissime ed estenuanti di uomini della chiesa cattolica a Praga e le mire del Maestro dell'associazione segreta, non è che alla fine si capisca bene dove il regista voglia andare a parare.

Anche per questo viene introdotto il personaggio del giovane Matteo che entra in questa associazione segreta di cui fa parte il padre, scoprendone poi le derive losche che denuncia alla stampa coinvolgendo anche un connazionale professore di storia di stanza a Bologna. Il ragazzo poi si innamora della figlia di un cattolico integralista che aveva messo in allarme la curia a Praga proprio sulla pervasività e del pericolo rappresentato dall'associazione segreta. Ma nel film, che vuole essere un thriller, ovviamente nessuno è chi dice di essere e, almeno sotto questo aspetto, qualche colpo di scena nelle oltre due ore di durata alla fine arriva. Ancora meno convincente il lato sentimentale della vicenda dell'amore osteggiato tra i due ragazzi.

Il problema è che il regista si è innamorato di una storia che sembra scritta non come una sceneggiatura ma come un libro e anche i protagonisti recitano come se stessero leggendo la sceneggiatura invece che interpretarla. Peraltro sembra sempre che stia per accadere qualcosa di minaccioso e di definitivo mentre invece l'immobilità della storia regna sovrana e tutto viene relegato a queste lunghissime sequenze di dialoghi in cui si racconta tanto e il cinema latita. Anche le scelte registiche sembrano avvalorare una certa vacuità della storia, giocando sull'apparenza di un ricercato linguaggio che però alla fine si risolve con inquadrature sbilenche, sghembe, in plongée o con riprese dall'alto delle chiese vicino alle garguglie.

Certamente il regista sa creare l'atmosfera di mistero attraverso una fotografia, di cui è autore, efficace perché suggestiva. Anche se rimane un dato piuttosto esteriore dal momento che né la recitazione di alcuni protagonisti, né appunto la scrittura riescono a creare una vera tensione narrativa che dia forma a un mistero che rimane veramente tale. Perché non basta infarcire i dialoghi di latinorum e di citazioni bibliche per ottenere un effetto credibile di thriller. A questo punto le tanto vituperate trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Dan Brown, a partire da Il codice da Vinci, assurgono a capolavori anche solo perché, anche lì in più di due ore, almeno qualcosa succede. Il dubbio dunque, che alla fine diviene certezza, è che, in Manipulation, la vera manipolazione sia quella del regista nei confronti degli spettatori.

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FOCUS
FOCUS
mercoledì 13 maggio 2026
Silvia Guzzo

Dopo il promettente esordio con Intruder, il regista ceco David Balda torna dietro la macchina da presa per dedicarsi a un thriller dai toni oscuri, intriso di simbolismo e continui rimandi tra ieri e oggi.

Presentato in anteprima mondiale a Roma, Manipulation, dal 14 maggio al cinema, si apre infatti in un tempo sospeso, di cui è inizialmente difficile stabilire le coordinate. Le prime scene del film mostrano un giovane uomo alle prese con una cerimonia di iniziazione che prelude al suo ingresso in una misteriosa congrega, riunita tra le mura di un palazzo rinascimentale.

I riferimenti – che poi si riveleranno ricorrenti – all’operato dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo sembrano ricondurre a un’atmosfera fine cinquecentesca. Eppure, dopo solo qualche minuto, ritroviamo il nostro protagonista a una festa e il clima cambia completamente: gli invitati al party sono vestiti con abiti contemporanei e la musica in sottofondo è quella dei giorni nostri.

INCONTRI
lunedì 4 maggio 2026
Roberto Manassero

In tutta Europa, una potente società d'élite agisce in piena vista, rafforzando la propria influenza e manipolando dall'interno istituzioni, politica e Chiesa. Quando Matteo viene promosso a un livello superiore della società e ne scopre i meccanismi oscuri, capisce di essere rimasto intrappolato in un sistema da cui non si può tornare indietro. Per salvarsi decide di rivelare ciò che sa, ma liberare la verità significa entrare in un gioco molto più grande di quanto sembri.
Manipulation è un film che racconta un universo popolato da élite segrete e sistemi di controllo che si estende in tutta Europa. Abbiamo incontrato David Balda, regista del film al cinema dal 14 maggio, che ci ha raccontato la genesi del film.

Da dove nasce il tuo film? Se guardo al titolo, non posso non pensare che oggi la manipolazione è alla base di ogni potere, soprattutto in tempi di deriva autoritaria della democrazia…
Il mio primo lungometraggio (Intruder) è uscito nel 2019, quando avevo 18 anni, e il tema principale era la libertà. Per il mio secondo film, volevo affrontare un argomento altrettanto urgente quanto il bisogno di libertà. La manipolazione è ovunque, attraverso vari canali. Ho pensato che fosse un'idea molto interessante per un film. Abbiamo iniziato a scrivere la sceneggiatura nel 2019 e il tema è diventato sempre più attuale e pressante. Dal mio punto di vista, la manipolazione è sempre esistita, così come i manipolatori, ma negli ultimi anni la manipolazione e l'influenza sono diventate meno trasparenti e meno visibili al pubblico. Non volevo rappresentarla nel film solo in modo negativo. Ho cercato di analizzare la manipolazione da diversi punti di vista. Credo nella libertà e quindi ogni mio film include in qualche modo il concetto di paura per la libertà. Ho realizzato il mio primo mediometraggio, Revenge, quando avevo 15 anni ed è stato trasmesso più volte dalla televisione ceca. Intruder, invece, racconta in parte la storia di mio nonno ed è ambientato negli anni Ottanta. Questo film è stato distribuito nelle sale cinematografiche della Repubblica Ceca, trasmesso in televisione e disponibile su Netflix. Credo che la cosa più importante nel fare cinema sia l'ispirazione. Cerco di guardarmi intorno, di parlare con le persone, di ascoltare i loro problemi e le loro storie, perché l'ispirazione è ad ogni passo.

Che relazione c’è tra la trama del tuo film e l’ossessione per i complotti che oggi caratterizza molta parte del discorso intorno alla politica?
Nel film si accenna un po' al tema della cospirazione, ma non è un elemento centrale. Il messaggio del film non è quello di raccontare una storia di cospirazione, ma di mostrare che le persone influenti e con il potere di manipolare sono presenti ogni giorno e, anche se cercano di nascondersi dietro un muro di cospirazione, in realtà influenzano la nostra vita quotidiana. Volevo realizzare un film che potesse essere visto anche tra 20 anni. Per questo motivo mostriamo la manipolazione attraverso l'operato di società d'élite potenti che influenzano i media e la politica, perché se avessimo raccontato solo la politica o solo i media, non avrebbe avuto la stessa onnipresenza. È come un polpo che allunga i suoi tentacoli ovunque. Prima di scrivere la sceneggiatura, abbiamo incontrato persone che facevano parte di queste società e abbiamo ricevuto informazioni da sacerdoti che le conoscevano. Molti elementi di Manipulation sono basati su storie vere.

Vedendo la prima sequenza del tuo film viene in mente Eyes Wide Shut, che oggi in rete è considerato un film premonitore delle trame di un potere occulto e perverso. Sei stato influenzato da questa vulgata?
Mi vengono poi in mente altri possibili modelli per il tuo film: La nona porta di Polanski o i film di Ron Howard da Dan Brown… Sei d’accordo? Ce ne sono altri?
Ho cercato di non farmi influenzare da questi film, anche se considero il film di Kubrick mozzafiato. Abbiamo cercato di raccontare la storia in un modo nuovo, senza ripetere film del passato, pur essendo questi dei capolavori. Manipolazione ha un suo segreto, un'atmosfera e un mondo misteriosi. Contiene anche altri messaggi, come ad esempio l'importanza della fede, non necessariamente legata alla Chiesa. E il messaggio dell'importanza di prendere le giuste decisioni per una giovane generazione di cui faccio parte.
Mi piace imparare dai film di registi che sono stati o sono tuttora originali, che utilizzano un proprio stile narrativo particolare e coraggioso. Ammiro il lavoro di Martin Scorsese e Miloš Forman.

Ci sono anche reminiscenze letteraria e pittoriche specifiche (forse Macbeth, sicuramente le architetture medievali…) o ti sei fatto semplicemente guidare da un immaginario legato all’oscurità del potere? 
Manipulation non è un film storico, è ambientato nel presente, ma volevamo sottolineare come la storia continui a influenzarci, come spesso ripetiamo gli errori del passato pur essendo consapevoli di ciò che ci ha lasciato e di come possiamo imparare da esso. Anche il simbolismo gioca un ruolo fondamentale nel film. Oggigiorno molte persone usano simboli senza conoscerne il significato preciso, e anche questo è manipolazione. Abbiamo cercato di prendere frammenti di storia e di adattarli alla nostra epoca. Per questo motivo, siamo stati molto precisi nella scelta delle location, cercando di rimanere moderni e presenti, ma ambientando il film in luoghi storici suggestivi per creare un'atmosfera di mistero e mistero.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 17 maggio 2026
Matteo Pivetti
Sentieri Selvaggi

Manipulation, lungometraggio del cineasta ceco David Balda (giovanissimo, classe 2000), rientra in quel discorso sull'oscurità del potere e sulle sue macchinazioni segrete che da diversi decenni è proprio del cinema. Si tratta di un fenomeno che da noi ha toccato vette altissime con Elio Petri (Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Todo Modo) e che negli Stati Uniti post-Watergate [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 13 maggio 2026
 

Il nuovo thriller diretto e prodotto dal giovane regista ceco David Balda. Da giovedì 14 maggio al cinema. Guarda il trailer »

VIDEO
lunedì 11 maggio 2026
 

Un film di grande tensione e attualità, che indaga i meccanismi della manipolazione sociale ed elitaria. Da giovedì 14 maggio al cinema. Guarda la clip »

NEWS
giovedì 30 aprile 2026
 

Il film immerge lo spettatore in un universo popolato da élite segrete e sistemi di controllo che si estendono in Europa e nelle gerarchie della Chiesa. Vai all'articolo »

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