| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Roberto Cimpanelli |
| Attori | Beatrice Fiorentini, Eduardo Scarpetta (II), Antonio Bannò, Eva Cela, Pierluigi Gigante Rosa Diletta Rossi, Andrea Sartoretti, Romano Talevi. |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento martedì 8 settembre 2026
Tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Cimpanelli.
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CONSIGLIATO NÌ
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Daniela porta dentro di sé le ferite di un passato tormentato, mentre Massimo nasconde segreti inconfessabili dietro un talento pianistico che gli è valso il soprannome di Mani d'Oro. L'incontro al Pachanga, su un litorale laziale invernale, cambierà per sempre il corso delle loro vite. Tra silenzi, sguardi rubati e un'attrazione inattesa, nascerà un legame capace di riaccendere la speranza. L'uno nell'altra sembra trovare un rifugio, una possibilità di riscatto. Ma i fantasmi del passato sono pronti a riaffiorare.
Roberto Cimpanelli, nel suo terzo film tratto dal suo omonimo romanzo in uscita con Marsilio, mette in scena un noir classico che trova nel litorale di Ostia il perfetto confine geografico in cui si muovono esistenze che sembrano ai margini della società ma ne sono invece protagoniste.
In Mare mosso si viene catapultati immediatamente in medias res, come se l'autore avesse un'urgenza nel raccontare, qui e subito, la sua intricata storia di malavita in cui ognuno dei personaggi è una pedina di un destino che ha scelto, in parte, di scrivere, mossa dopo mossa, in una vita che non gli ha certo fatto sconti. La prima sequenza, all'interno del locale di Ostia Pachanga, racconta, con pochi elementi, ad esempio la candela fallica di una torta di compleanno, la Roma più cafonal che esiste, perché siamo ormai oltre il cosiddetto 'generone' romano. Ma sono le pennellate sui gestori e sui dipendenti del locale che iniziano a disegnare un perimetro narrativo specchio del dietro le quinte di una Roma criminale le cui origini conosciamo bene, anche nella finzione cinematografica e televisiva.
Ma la costruzione di questo noir periferico e sabbioso è, da un lato, classica, con la protagonista Daniela (Beatrice Fiorentini) un po' sbandata e dal passato tormentato che finisce per fare la barista nel locale dove suona Massimo (Eduardo Scarpetta) soprannominato Mani d'Oro non solo per come tocca il pianoforte, dall'altro cerca di smarcarsi dalla classica iconografia del litorale laziale malato ricorrendo alla fotografia di Maurizio Calvesi che sa essere profonda e vivida nelle molte scene notturne, comprese quelle di sesso che non mancano e che, anzi, sono una rarità nel nostro panorama cinematografico soprattutto, come in questo caso, a sfondo lesbico tra la protagonista e la sua amica barista.
Certo la sceneggiatura si fa sentire, perché ogni personaggio viene caricato di più aspetti problematici con, per esempio, Daniela che è tornata a drogarsi. Poi si ricama molto anche su quelli secondari come il poliziotto corrotto interpretato Romano Talevi che parla di notte con l'immagine illuminata della mamma morta e con quella di una Madonna sotto vetro.
Il regista lavora con trasporto sul genere noir, prediligendo lo sconfinamento nel melodramma di queste anime perdute, sostenuto dal montaggio preciso di Esmeralda Calabria e dalla musica di Claudio Cimpanelli con echi jazz soprattutto nei momenti più drammatici, mentre invece la definizione dei personaggi giocoforza risulta un po' stereotipata, cosa che, in qualche caso, si riflette su una recitazione attoriale survoltata.
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