Una storia

Film 2026 | Drammatico, 107 min.

Regia di Anna Foglietta. Un film con Guido Caprino, Alba Rohrwacher, Caterina Casini, Elio De Capitani, Giuseppe Pestillo. Genere Drammatico, - Italia, 2026, durata 107 minuti. Uscita cinema giovedì 24 settembre 2026 distribuito da Bim Distribuzione. Oggi tra i film al cinema in 48 sale cinematografiche - MYmonetro 2,74 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 24 settembre 2026

Un racconto intimo e profondamente umano che attraversa i passaggi emotivi che ridefiniscono i legami familiari e gli equilibri della vita di una coppia. Una storia è 17° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 20.554,00 e registrato 28.881 presenze in totale.

Consigliato sì!
2,74/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,23
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO SÌ
Un esordio sensibile su una piccola storia domestica. Dove incontriamo un'infelicità senza nome molto familiare.
Recensione di Paola Casella
martedì 8 settembre 2026
Recensione di Paola Casella
martedì 8 settembre 2026

Erica e Mauro sono una coppia di provincia, con una vita tranquilla improntata alla routine domestica, alla quale non mancano dimostrazioni di affetto e momenti di genuina tenerezza. Lei fa la cassiera al discount locale, lui lavora nell'edilizia per la ditta del padre, che lo umilia trattandolo da incapace. Quando la figlia Irene si trasferisce in una residenza studentesca per cominciare gli studi universitari Erica si ritrova svuotata dei suoi impegni di cura domestica, e a nulla vale la determinazione con cui ripete le sue giornate scandite dai pasti, il ciambellone del mattino, le lavatrici e la stiratura dei panni.

Neanche le uscite in trattoria con madre e suocero o le serate al karaoke con gli amici bastano a non farle sentire quel vuoto e quell'improvviso senso di inutilità che può cogliere a 45 anni, quando cominci a chiederti: "È davvero tutto qui?". Quasi contemporaneamente Mauro perde il proprio lavoro a causa dell'egoismo narcisista di suo padre, e si ritrova ad affrontare la propria crisi personale dal lato maschile, laddove la perdita del lavoro coincide con la perdita dell'identità di capofamiglia.

Una storia, lungometraggio di debutto alla regia di Anna Foglietta che si ritaglia solo un breve ruolo in voce fuori campo, racconta proprio una crisi identitaria in parallelo, che rischia di distruggere dal di dentro quell'armonia famigliare tanto conquistata quanto subìta.

Sia Erica che Mauro non sono bravi a dire ciò che sentono, neanche a riconoscerlo per sé, e si ritrovano a vivere una vita che forse non corrisponde alle loro personalità, oltre che ai loro programmi. Il film, scritto da Foglietta insieme a Tania Pedroni e Matteo Ferri, si snoda lungo "un anno di merda", come avrà il coraggio di definirlo Erica, diviso in quelle stagioni che si susseguono regolari e implacabili: ciò che seguirà dipenderà dalla sincerità con cui i due coniugi sapranno dire la verità, a se stessi e l'uno all'altra.

Per le prime tre stagioni del suo film Foglietta si dimostra sensibile e capace nel tratteggiare una quotidianità fatta di dettagli - le tazzine del caffè rigidamente assegnate dalla consuetudine, la coperta in più dalla parte di lei, i gesti di una condivisione pragmatica, l'ascolto reciproco distratto anche se non disinteressato, le conversazioni a tavola resoconti di giornate tutte uguali. Da autrice, Foglietta non commette l'errore di demonizzare il marito, né di rendere la routine domestica mortificante o banalmente basata su uno sfruttamento patriarcale. Anche il sesso è frettoloso ma non privo di eros. L'insoddisfazione che serpeggia fra questa coppia non è (fino a un certo punto) un urlo alla Cassavetes, e Foglietta è capace di sfumature che ricordano tanto Le occasioni dell'amore di Stéphane Brizé quanto Hungry Hearts di Saverio Costanzo (anche perché la protagonista dei due film, come di Una storia, è Alba Rohrwacher).

I problemi arrivano in un finale piuttosto affrettato e in una composizione visiva di primissimi piani che poteva sembrare interessante sulla carta ma purtroppo non funziona visivamente. Anche l'eccesso di dissolvenze e riflessi sembra un'ingenuità da primo film. Ma proprio perché Una storia è un primo film che affronta con coraggio un argomento delicato e importante, è il segnale di un buon potenziale in cammino.

Qui non ci sono le piazzate mucciniane né il dolorismo da melodramma televisivo, ma lo scollinamento impercettibile di un'infelicità senza nome, in un silenzio che isola e allontana, che corrode e "fa muffa", giorno dopo giorno. Alba Rohrwacher e Guido Caprino si offrono generosamente a questa piccola storia domestica che non raggiungerà mai le prime pagine dei giornali o (ahimé) le agende della politica, ma è riconoscibile e familiare, prima ancora che famigliare.

Dentro questa storia c'è anche una riflessione quieta e non scontata sul maschile condizionato da modelli deleteri, quel maschile cui Mauro si sottrae ma non si ribella, e che può essere anch'esso corrosivo e letale. Foglietta lo racconta con gentilezza e pietas più che con esplicita condanna, così come protegge con lo sguardo la sua Erica perché ne riconosce le compulsioni domestiche, il bisogno di sentirsi utile, ma anche la fatica di dover rispondere alle necessità altrui invece che alle proprie.

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