Michelangelo - Infinito

Film 2018 | Docu-fiction +13 93 min.

Anno2018
GenereDocu-fiction
ProduzioneItalia
Durata93 minuti
Regia diEmanuele Imbucci
AttoriEnrico Lo Verso, Ivano Marescotti .
Uscitagiovedì 27 settembre 2018
TagDa vedere 2018
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Emanuele Imbucci. Un film Da vedere 2018 con Enrico Lo Verso, Ivano Marescotti. Genere Docu-fiction - Italia, 2018, durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 27 settembre 2018 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un ritratto avvincente e di forte impatto emotivo e visivo dell'uomo e dell'artista Michelangelo.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un insigne documentario artistico che illumina il genio di Buonarroti con tono divulgativo e mai didascalico.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 19 settembre 2018
Recensione di Paola Casella
mercoledì 19 settembre 2018

Michelangelo Buonarroti, prossimo alla fine della propria vita, ne ripercorre le tappe, dall'infanzia ai primi capolavori, dalle rivalità con i grandi artisti del suo tempo ai rapporti conflittuali con le autorità politiche e religiose dell'epoca. A contestualizzare storicamente il suo racconto è Giorgio Vasari, autore di "Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori", che narra di Michelangelo le imprese titaniche e le opere gigantesche, la volontà di separare la luce dalle tenebre e di rendere tridimensionale la pittura, la visionarietà architettonica e il gusto per il non finito.

Michelangelo - Infinito va ad aggiungersi a Caravaggio - L'anima e il sangue e a Raffaello - Il principe delle arti in quel nuovo filone che racconta al pubblico contemporaneo i grandi artisti del passato italiano.

Il segmento dedicato alla vita e delle opere di Michelangelo è realizzato con estrema cura tanto dell'immagine quanto della narrazione, mettendo insieme un dream team che, oltre alle competenze, unisce le generazioni: il regista Emanuele Imbucci, già second unit per Raffaello: Il principe delle arti, così come i coautori Sara Mosetti e Tommaso Strinati (figlio di Claudio) e la montatrice Sara Zavarise appartengono infatti alla generazione under 40, ma alle loro spalle c'è la maestria tecnica di chi ha almeno vent'anni di esperienza in più: il direttore della fotografia Maurizio Calvesi, amato da Faenza, Ozpetek e Andò; lo scenografo Francesco Frigeri, che di recente ha firmato sia Raffaello: Il principe delle arti che la serie I Medici; il costumista Maurizio Millenotti, candidato all'Oscar per Otello e Amleto di Franco Zeffirelli.

La produzione, SKY con Magnitudo Film, è la stessa di Caravaggio - L'anima e il sangue, e qui collabora con i Musei Vaticani e Vatican Media: il che rende ancora più meritevole che in sceneggiatura non si ignorino né l'omosessualità di Michelangelo, né i suoi attriti con la Chiesa all'epoca della Riforma Protestante.

La sceneggiatura, basata sulle "Vite" del Vasari, fa un ottimo lavoro di modernizzazione di un linguaggio antico ma ancora assai efficace, e intesse citazioni letterarie (molte dalla Divina Commedia) inframmezzando osservazioni pregne di significato per la contemporaneità. Calvesi percorre le pieghe dei drappeggi michelangioleschi e segue con la luce il tracciato inciso nel marmo dallo scalpello di quell'artista che voleva liberare la vita dalla materia muta e spogliarla di tutto ciò che la opprimeva. Frigeri crea uno spazio metafisico all'interno delle Cave di Marmo di Carrara (e nel Teatro 8 di Cinecittà) in cui Michelangelo si confronta con le immagini computerizzate delle sue più grandi opere (ottimo anche il lavoro della squadra addetta agli effetti digitali).

Le riprese di Emanuele Imbucci sono effettuate in ultra definizione (4K HDR) e consentono un'esperienza immersiva: lo spettatore proverà la sensazione fisica di entrare nella Cappella Sistina per osservare da vicino i dettagli del Giudizio Universale, o di accarezzare con mano i muscoli del David e le falde del mantello della Vergine nella Pietà. Enrico Lo Verso nei panni di Michelangelo ha il volto giusto, scolpito dalla luce di Calvesi, e Ivano Marescotti nei panni del Vasari enuncia con consumata abilità teatrale i racconti della "Vita di Michelagnolo Buonarroti fiorentino pittore, scultore et architetto", resa più accessibile ed essenziale dal lavoro degli sceneggiatori. E le musiche originali, composte e orchestrate da Matteo Curallo, sostengono il pathos e l'emozione della scoperta non solo dei capolavori di Michelangelo, ma anche di molte sue opere meno conosciute.

È proprio la capacità di illuminare gli aspetti meno noti della vita e dell'opera di Buonarroti in tono divulgativo ma non didascalico il contributo più prezioso di questo insigne documentario artistico, nel solco degli "sceneggiati culturali" prodotti dalla Rai negli anni Sessanta e Settanta come "Le Vite" volute da Angelo Guglielmi e il "Leonardo da Vinci" di Renato Castellani, per educare gli spettatori alla Storia dell'Arte italiana - come dovrebbe fare il servizio pubblico.

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FOCUS
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lunedì 24 settembre 2018
Pino Farinotti

Il co-protagonista del nuovo film su Michelangelo è Giorgio Vasari (1511-1574) artista toscano, soprattutto storico dell'arte. È titolare di un testo fondamentale: Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, una serie di biografie che raccontano le vite dei maestri fra il Trecento e il Cinquecento, tutta gente che ha insegnato al mondo. Il libro fu pubblicato nel 1550 ma 18 anni dopo l'autore volle aggiornarlo, ritenendo che un certo artista meritasse un approfondimento. Il Vasari aveva intuito che il Buonarroti, detto in termini semplici, non era come gli altri, possedeva una grazia particolare. E "come gli altri" può comprendere anche gente come Raffaello, persino come Leonardo. Michelangelo - Infinito è firmato da Emanuele Imbucci, a dare corpo e volto all'artista è Enrico Lo Verso.

Il film rientra nel filone di questa epoca: grande attenzione all'arte. Sono decine i titoli che raccontano storie di artisti. La lista sarebbe lunghissima, sto alle "categorie": il Rinascimento, i fiamminghi, e poi, bacino vastissimo, gli impressionisti.

Alcuni artisti sono veri attori protagonisti, come Caravaggio, Picasso, e Van Gogh, il più filmato, giustamente. Tutti nomi che fanno parte della memoria popolare. E qui ecco l'evoluzione: il cinema va oltre. Ecco Andy Warhol, pop-inventore, importante, non solo pittore. In quanti conoscevano Frida Kahlo prima del film? E poi ecco la "ricerca" su nomi di una memoria... un po' meno popolare, come Basquiat e Pollock. A Venezia Mario Martone presenta Capri-Revolution, che prende spunto da un'opera di Joseph Beuys (1921-1986) che è stato uno dei più controversi e carismatici nomi del movimento concettuale. E siamo sempre alla cosiddetta punta dell'iceberg.

Questa corrente che sposa il cinema all'arte più alta è benemerita e nobile, è un importante passo avanti. Il regista Imbucci doveva guardarsi dalla... overdose di fiction su Michelangelo, più volte visitato dal cinema: dal recente Michelangelo - Amore e morte di David Bickerstaff, al documentario Il cuore e la pietra (2012) di Giacomo Gatti. E ancora il Michelangelo di Konchalovskiy, del 2017. Ricordabile una produzione della Rai del 1964, con Gian Maria Volonté. Infine il superclassico Il tormento e l'estasi, di Carol Reed del 1965, con Charlton Heston. La narrazione di Imbucci è intelligente e affatto convenzionale. Il narratore è proprio il Vasari, uno che conosce l'argomento dal vivo. Si piazza nelle cave di marmo di Carrara, la vera casa di Michelangelo, e racconta privato e opere, sì, il tormento e l'estasi. Sono molte le opere messe a fuoco, e il privilegio non può non toccarne due fra le più importanti, la Sistina e la Pietà Rondanini.

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martedì 25 settembre 2018
 

Dopo lo straordinario successo di Caravaggio - l'Anima e il sangue, arriva al cinema l'avvincente ritratto dell'uomo e dell'artista Michelangelo - da una parte schivo e inquieto, capace di forti contrasti e passioni, ma anche di grande coraggio nel sostenere [...]

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