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sabato 20 ottobre 2018

Gian Maria Volonté

Data nascita: 9 Aprile 1933 (Ariete), Milano (Italia)
Data morte: 6 Dicembre 1994 (61 anni), Florina (Grecia)
occhiello
Al cuore Ramon!
dal film Per un pugno di dollari (1964) Gian Maria Volonté è Ramón Rojo
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Gian Maria Volonté
David di Donatello 1990
Premio miglior attore per il film Porte aperte di Gianni Amelio

David di Donatello 1990
Nomination miglior attore per il film Porte aperte di Gianni Amelio

Nastri d'Argento 1989
Nomination miglior attore per il film L'opera al nero di André Delvaux

Nastri d'Argento 1989
Premio miglior attore per il film L'opera al nero di André Delvaux

Festival di Venezia 1987
Premio premio pasinetti per l'attore per il film Un ragazzo di Calabria di Luigi Comencini

Festival di Berlino 1987
Premio miglior attore per il film Il caso Moro di Giuseppe Ferrara

Festival di Cannes 1983
Premio miglior attore per il film La morte di Mario Ricci di Claude Goretta

Nastri d'Argento 1971
Premio miglior attore per il film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri

Nastri d'Argento 1971
Nomination miglior attore per il film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri

David di Donatello 1970
Nomination miglior attore per il film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri

David di Donatello 1970
Premio miglior attore per il film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri

Nastri d'Argento 1968
Nomination miglior attore per il film A ciascuno il suo di Elio Petri

Nastri d'Argento 1968
Premio miglior attore per il film A ciascuno il suo di Elio Petri



Todo modo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Elio Petri. Con Gian Maria Volonté, Franco Citti, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato.
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Genere Drammatico, - Italia 1976. Uscita 13/04/2015.

Per qualche dollaro in più

* * * * -
(mymonetro: 4,03)
Un film di Sergio Leone. Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Lee Van Cleef, Mara Krupp, Luigi Pistilli, Klaus Kinski.
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Genere Western, - Italia 1965. Uscita 03/07/2014.

Per un pugno di dollari

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,80)
Un film di Sergio Leone. Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch, Wolfgang Luschky, Sieghardt Rupp, Antonio Prieto.
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Genere Western, - Italia 1964. Uscita 19/06/2014.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

* * * * -
(mymonetro: 4,36)
Un film di Elio Petri. Con Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Orazio Orlando, Gianni Santuccio, Salvo Randone.
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Genere Poliziesco, - Italia 1970. Uscita 08/04/2013.

L'armata Brancaleone

* * * * -
(mymonetro: 4,38)
Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Gian Maria Volonté, Enrico Maria Salerno, Maria Grazia Buccella.
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Genere Commedia, - Italia, Francia, Spagna 1966.
Filmografia di Gian Maria Volonté »

lunedì 24 settembre 2018 - Il film di Emanuele Imbucci rientra nel filone di quest'epoca: grande attenzione all'arte. Dal 27 settembre al cinema.

Michelangelo - Infinito, il nuovo film sul Genio: definizione perfetta

Pino Farinotti cinemanews

Michelangelo - Infinito, il nuovo film sul Genio: definizione perfetta Il co-protagonista del nuovo film su Michelangelo è Giorgio Vasari (1511-1574) artista toscano, soprattutto storico dell'arte. È titolare di un testo fondamentale: Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, una serie di biografie che raccontano le vite dei maestri fra il Trecento e il Cinquecento, tutta gente che ha insegnato al mondo. Il libro fu pubblicato nel 1550 ma 18 anni dopo l'autore volle aggiornarlo, ritenendo che un certo artista meritasse un approfondimento. Il Vasari aveva intuito che il Buonarroti, detto in termini semplici, non era come gli altri, possedeva una grazia particolare. E "come gli altri" può comprendere anche gente come Raffaello, persino come Leonardo. Michelangelo - Infinito è firmato da Emanuele Imbucci, a dare corpo e volto all'artista è Enrico Lo Verso. Il film rientra nel filone di questa epoca: grande attenzione all'arte. Sono decine i titoli che raccontano storie di artisti. La lista sarebbe lunghissima, sto alle "categorie": il Rinascimento, i fiamminghi, e poi, bacino vastissimo, gli impressionisti. Alcuni artisti sono veri attori protagonisti, come Caravaggio, Picasso, e Van Gogh, il più filmato, giustamente. Tutti nomi che fanno parte della memoria popolare. E qui ecco l'evoluzione: il cinema va oltre. Ecco Andy Warhol, pop-inventore, importante, non solo pittore. In quanti conoscevano Frida Kahlo prima del film? E poi ecco la "ricerca" su nomi di una memoria... un po' meno popolare, come Basquiat e Pollock. A Venezia Mario Martone presenta Capri-Revolution, che prende spunto da un'opera di Joseph Beuys (1921-1986) che è stato uno dei più controversi e carismatici nomi del movimento concettuale. E siamo sempre alla cosiddetta punta dell'iceberg.

Questa corrente che sposa il cinema all'arte più alta è benemerita e nobile, è un importante passo avanti. Il regista Imbucci doveva guardarsi dalla... overdose di fiction su Michelangelo, più volte visitato dal cinema: dal recente Michelangelo - Amore e morte di David Bickerstaff, al documentario Il cuore e la pietra (2012) di Giacomo Gatti. E ancora il Michelangelo di Konchalovskiy, del 2017. Ricordabile una produzione della Rai del 1964, con Gian Maria Volonté. Infine il superclassico Il tormento e l'estasi, di Carol Reed del 1965, con Charlton Heston. La narrazione di Imbucci è intelligente e affatto convenzionale. Il narratore è proprio il Vasari, uno che conosce l'argomento dal vivo. Si piazza nelle cave di marmo di Carrara, la vera casa di Michelangelo, e racconta privato e opere, sì, il tormento e l'estasi. Sono molte le opere messe a fuoco, e il privilegio non può non toccarne due fra le più importanti, la Sistina e la Pietà Rondanini.
Fu Giulio II, non solo un Papa, ma uno statista e un generale, ad affidare l'affresco della Cappella a Michelangelo. Gli offrì, nel 1508, un contratto di quattro anni e un compenso di duemila ducati. Il pontefice diede all'artista anche le proprie indicazioni, ma il Buonarroti, non era carattere da fare qualcosa che non aveva voglia di fare. Ai cardinali che contrastavano il suo lavoro, con tutte quelle nudità, rispose: "Quando Dio fece l'uomo a propria immagine non gli mise le mutande". E il Papa si schierò con lui. Quando ormai l'opera prese forma e se ne intuì la grandezza Giulio disse: "Volevo un affresco, lui mi ha dato un miracolo".

La Pietà Rondanini è un altro miracolo, persino più grande. Michelangelo ci lavorò fra il 1552 e il 1564, anno della sua morte. Dunque 16 anni. La conosciamo l'opera, i tratti presentano una forma non figurativa, imperfetta in quel senso, sono abbozzati, apparentemente non risolti. "Apparentemente". Secondo una certa corrente Michelangelo non riuscì a portare a termine l'opera. In realtà quella Pietà è pienamente conclusa: lo scultore aveva inventato il concettuale 400 anni prima. La "grazia" appunto: un rapporto privilegiato con un interlocutore che glielo concedeva.

   

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