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Per un pugno di dollari
Un film di Sergio Leone.
Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch, Wolfgang Luschky, Sieghardt Rupp.
continua»
Western,
durata 100 min.
- Italia 1964.
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Un pistolero solitario senza nome arriva su un mulo in una cittadina messicana di frontiera, divisa in due fazioni violente, e vende i suoi servizi al migliore offerente, mettendo gli uni contro gli altri. La vicenda è ricalcata su quella di La sfida del samurai (Yojimbo, 1961) di A. Kurosawa, ma le sue fonti sono anche Goldoni e la Commedia dell'arte (Arlecchino servitore di due padroni) e persino Shakespeare e il teatro elisabettiano di cui riprende l'intrigo machiavellico, l'umorismo macabro, il décor teatrale. Erano già stati prodotti alcuni western in Italia, ma quello di Leone (lo pseudonimo Bob Robertson è un omaggio al padre Roberto Roberti, regista del muto) è il 1° western all'italiana che piacque alle platee popolari come a quelle borghesi proprio perché non assomigliava ai western americani. Costato 120 milioni, incassò quasi 2 miliardi e fu venduto in mezzo mondo. Il suo successo aprì nuove prospettive nell'impiego della violenza sullo schermo di cui si giovarono altri registi come Peckinpah e lo stesso Kubrick. Fotografia di Jack Dalmas (Massimo Dallamano), musiche di Dan Savio (Ennio Morricone), scene e costumi di Charles Simons (Carlo Simoni). J. Wells è Gian Maria Volonté. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 1 0 |
Il capolavoro
venerdì 7 settembre 2001
di Rosso Werner
Questo è il film più decisivo,nella storia del cinema,una grandiosa favola per adulti,priva di ingenuità e ricca di sfumature.Gli ignoranti,a proposito,dicono"apre un filone".Non apre un filone,ma bensì cambia il cinema western e quello in genere,regia più veloce e barocca,inquadrature(specie lo scambio di sguardi dispari)citato ancora oggi.Lasciando più spazio all'azione e alla suspance e meno alle ciance alla Ford,il maestro Leone dà nuova vita al cinema,un cinema senza nè picari nè eroi,un modello continua » |
Quando un uomo col fucile...
martedì 6 novembre 2001
di Nino Mavi
Come " Il monello " di Chaplin e " Ladri di biciclette " di De Sica, questo è uno di quei film che hanno cambiato la storia del cinema. In effetti il grande Leone proveniva culturalmente e professionalmente dal cinema muto e dal neorealismo. Egli, con quest'opera, inventa un altro genere; una moderna fiaba per adulti; crea delle maschere da commedia dell'arte; modifica i tempi,le inquadrature e i luoghi comuni dei vecchi western del passato inserendo all'interno di questo contenitore una sua originale continua » |
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Bang bang per eastwood all'italiana
venerdì 4 agosto 2006
di Cineofilo92
Non è uno di quei mediocri western all'italiana. Il primo capitolo della trilogia del dollaro è assai meritevole di essere un western di alta classe. La musica, diretta da Morricone, è una di quelle che ti rimangono sempre a mente, Clint Eastwood duro e spietato in mezzo a un gruppo di pistoleros è come un bicchiere di coca ghiacciata al mare, la storia è avvincente e ben più riflessiva di altri western in cui si sente solo bang e niente riflessioni. E poi, la mancanza di indiani e la trama atipica continua » |
É un orgoglio per la storia del cinema italiano!
mercoledì 20 maggio 2009
di costcla
ho comprato l'altro giorno il dvd restaurato del film e per la prima volta ho visto la prima parte della trilogia del dollaro...film fantastico e per nulla inferiore agli altri due...inutile parlare della meravigliosa parte di Clint,tutt'altro che interessato ai soldi (ma l'avete visto bene il film), che incarna il personaggio western più tradizionale con quel pizzico di rivoluzione che sergio Leone sa sempre dare!No comment per Morricone...troppo bravo! é un film cult e le citazioni si ritrovano continua » |
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| Joe (Clint Eastwood) a Ramon (Gian Maria Volontè) | |
| Al cuore Ramon! | |
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| Laconico suggerimento di Joe (Clint Eastwood) al becchino, prima di affrontare tre sgherri | |
| Prepara tre casse. | |
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| Silvanito (José Calvo) | |
| Non mi piace che li hai messi proprio vicino a quella lapide, lì c'è l'unico morto di polmonite! | |
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Altre frasi celebri del film Per un pugno di dollari
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DVD | Per un pugno di dollariUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 21 ottobre 2008
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di Filippo Sacchi Il Corriere della Sera
Il cinema è sempre stato di sua natura camaleontico. Camaleontico già nella sua stessa essenza espressiva, in quella capacità illimitata di metamorfosi ottica per mezzo della quale un oggetto può quasi magicamente trasformarsi sotto i nostri occhi in un altro oggetto, e luoghi e azioni trasferirsi in altri luoghi e in altre azioni, indipendentemente da ogni verosimiglianza spaziale o cronologica. Camaleontico nella disinvoltura con cui tratta la materia narrativa, sia opera letteraria, o storia, o documento attuale, manipolandola, svisandola, quando non addirittura capovolgendola nei fatti e nelle intenzioni. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
La gloria di Hollywood, che dopo qualche anno di appannamento torna a rifulgere, si basa in gran parte sui generi, cioè sulla fornitura costante di un prodotto professionistico che il noleggio e il pubblico possono valutare sulla carta prima ancora di averlo visto. Le cinematografie industrialmente minori, come la nostra, danno la caccia al genere, cercano affannosa-mente di scoprire un filone: i film dei mattatori comici, le pellicole a episodi, la fantastoria ci “sexy” di notte. Adesso, tra tante belle pensate, si è scoperto anche il western. » |
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di Alberto Crespi L'Unità
Il 28 agosto 1964 Firenze, in un «pidocchietto» cinema vicino alla stazione di Santa Maria Novella, esce Per un pugno di dollari, primo western di Sergio Leone. Nessuno crede nel film. La Jolly, società di produzione, ha addirittura acquistato qualche decina di biglietti perché l’esercente non lo smonti. Incassa 400.000 lire il venerdì, 500.000 il sabato, 800.000 la domenica... e 1.400.000 il lunedì! Quando solitamente i film muoiono al botteghino. Il cinema è molto frequentato da commessi viaggiatori, che creano il tam-tam. » |
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