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Per un pugno di dollari
Un film di Sergio Leone.
Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch, Wolfgang Luschky, Sieghardt Rupp.
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Western,
durata 100 min.
- Italia 1964.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 1 0 |
Il capolavoro
venerdì 7 settembre 2001
di Rosso Werner
Questo è il film più decisivo,nella storia del cinema,una grandiosa favola per adulti,priva di ingenuità e ricca di sfumature.Gli ignoranti,a proposito,dicono"apre un filone".Non apre un filone,ma bensì cambia il cinema western e quello in genere,regia più veloce e barocca,inquadrature(specie lo scambio di sguardi dispari)citato ancora oggi.Lasciando più spazio all'azione e alla suspance e meno alle ciance alla Ford,il maestro Leone dà nuova vita al cinema,un cinema senza nè picari nè eroi,un modello continua » |
Quando un uomo col fucile...
martedì 6 novembre 2001
di Nino Mavi
Come " Il monello " di Chaplin e " Ladri di biciclette " di De Sica, questo è uno di quei film che hanno cambiato la storia del cinema. In effetti il grande Leone proveniva culturalmente e professionalmente dal cinema muto e dal neorealismo. Egli, con quest'opera, inventa un altro genere; una moderna fiaba per adulti; crea delle maschere da commedia dell'arte; modifica i tempi,le inquadrature e i luoghi comuni dei vecchi western del passato inserendo all'interno di questo contenitore una sua originale continua » |
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Bang bang per eastwood all'italiana
venerdì 4 agosto 2006
di Cineofilo92
Non è uno di quei mediocri western all'italiana. Il primo capitolo della trilogia del dollaro è assai meritevole di essere un western di alta classe. La musica, diretta da Morricone, è una di quelle che ti rimangono sempre a mente, Clint Eastwood duro e spietato in mezzo a un gruppo di pistoleros è come un bicchiere di coca ghiacciata al mare, la storia è avvincente e ben più riflessiva di altri western in cui si sente solo bang e niente riflessioni. E poi, la mancanza di indiani e la trama atipica continua » |
Per un pugno di dollari
sabato 24 novembre 2007
di Alex
Joe, pistolero solitario, arriva nel piccolo villaggio di confine di San Miguel. Il paese è sconvolto dalla lotta fra due potenti famiglie rivali, quella dei Rojo, tre cinici fratelli trafficanti di alcool, e i Baxter, famiglia benestante che dirige un commercio di armi. Dopo aver fatto amicizia con un'oste, Joe, per far quattrini, si fa assoldare a suon di pistolettate dai Rojo, ma viene a sapere che Ramon Rojo, il più temuto dei tre fratelli, ha deciso di fare la pace con la famiglia rivale. In continua » |
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| Joe (Clint Eastwood) a Ramon (Gian Maria Volontè) | |
| Al cuore Ramon! | |
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| Laconico suggerimento di Joe (Clint Eastwood) al becchino, prima di affrontare tre sgherri | |
| Prepara tre casse. | |
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| Silvanito (José Calvo) | |
| Non mi piace che li hai messi proprio vicino a quella lapide, lì c'è l'unico morto di polmonite! | |
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Altre frasi celebri del film Per un pugno di dollari
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DVD | Per un pugno di dollariUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 21 ottobre 2008
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di Filippo Sacchi Il Corriere della Sera
Il cinema è sempre stato di sua natura camaleontico. Camaleontico già nella sua stessa essenza espressiva, in quella capacità illimitata di metamorfosi ottica per mezzo della quale un oggetto può quasi magicamente trasformarsi sotto i nostri occhi in un altro oggetto, e luoghi e azioni trasferirsi in altri luoghi e in altre azioni, indipendentemente da ogni verosimiglianza spaziale o cronologica. Camaleontico nella disinvoltura con cui tratta la materia narrativa, sia opera letteraria, o storia, o documento attuale, manipolandola, svisandola, quando non addirittura capovolgendola nei fatti e nelle intenzioni. » |
di Alberto Crespi L'Unità
Il 28 agosto 1964 Firenze, in un «pidocchietto» cinema vicino alla stazione di Santa Maria Novella, esce Per un pugno di dollari, primo western di Sergio Leone. Nessuno crede nel film. La Jolly, società di produzione, ha addirittura acquistato qualche decina di biglietti perché l’esercente non lo smonti. Incassa 400.000 lire il venerdì, 500.000 il sabato, 800.000 la domenica... e 1.400.000 il lunedì! Quando solitamente i film muoiono al botteghino. Il cinema è molto frequentato da commessi viaggiatori, che creano il tam-tam. » |
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
La gloria di Hollywood, che dopo qualche anno di appannamento torna a rifulgere, si basa in gran parte sui generi, cioè sulla fornitura costante di un prodotto professionistico che il noleggio e il pubblico possono valutare sulla carta prima ancora di averlo visto. Le cinematografie industrialmente minori, come la nostra, danno la caccia al genere, cercano affannosa-mente di scoprire un filone: i film dei mattatori comici, le pellicole a episodi, la fantastoria ci “sexy” di notte. Adesso, tra tante belle pensate, si è scoperto anche il western. » |
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