L'uomo che uccise Liberty Valance

Film 1962 | Western 119 min.

Regia di John Ford. Un film Da vedere 1962 con John Wayne, John Carradine, Edmond O'Brien, James Stewart, Lee Van Cleef, Lee Marvin. Cast completo Titolo originale: The Man Who Shot Liberty Valance. Genere Western - USA, 1962, durata 119 minuti. - MYmonetro 4,17 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un senatore ritorna al paese dove era cominciata la sua carriera politica per assistere ai funerali di un cowboy. Intervistato, rivelerà la realtà sul leggendario scontro di Shinbone. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar.

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Consigliato assolutamente sì!
4,17/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ
Il leggendario scontro di Shinbone con il temuto fuorilegge Liberty Valance.
Recensione di Manuel Paolino
Recensione di Manuel Paolino

Un giovane avvocato, Ransom Stoddard, diventa senatore degli Stati Uniti. Intervistato da un giornalista, rivela la realtà sul leggendario scontro di Shinbone con il temuto fuorilegge Liberty Valance, avvenuto nell'Ovest alla fine dell'Ottocento. Ma il vero protagonista della vicenda è Tom Doniphon, un valoroso pioniere del luogo, legato allo stile di vita del vecchio West: ottenere giustizia non con le leggi scritte, ma con il semplice ed efficace potere di una pistola. Sarà lui a cercare di far sopravvivere il fragile avvocato di città, salvandogli più volte la vita, insegnandogli a sparare, e consegnandogli le chiavi di un mondo destinato a cambiare.
John Ford (regista tra gli altri di Ombre rosse, Massacro a Forte Apache, Sfida infernale, Sentieri selvaggi), con questo film esprime il suo nuovo rapporto con il mito del West. Attraverso l'utilizzo dei flashback, ritornando a un bianco e nero omogeneo, l'autore dà vita a una pellicola nostalgica e amara. Affronta il tema dei valori dell'Est contro quelli dell'Ovest (quei valori che trasformano il deserto in un giardino, che portano il progresso e cambiano la società) in un western in cui il protagonista (John Wayne) è un eroe stanco che conserva fedelmente i suoi genuini connotati. Ma che suggerisce attraverso di essi, una romantica rinuncia al suo stesso mito.

Sei d'accordo con Manuel Paolino?
a cura della redazione
giovedì 27 luglio 2006

II tempo è stato clemente con L'uomo che uccise Libert'y Valance, uno degli ultimi film di John Ford. Forse perché è un film in bianco e nero, ma oggi, a distanza di quaranta anni, appare meno anacronistico di quanto non fosse a suo tempo. Sul film pesava, e in parte pesa ancora, un'evidente convenzionalità da vecchia Hollywood che permetteva a due signori di mezz'età, James Stewart (classe 1908) e John Wayne (classe 1907), di interpretare ruoli che sarebbero dovuti andare a dei giovanotti. Una cosa del genere sarebbe stata più accettabile vent'anni prima, quando il cinema aveva un grado molto più alto d'irrealtà, ma all'inizio degli anni sessanta, quando è già esplosa la Nouvelle Vague, il Free Cinema produce opere importanti, si sta facendo largo un nuovo cinema italiano e anche a Hollywood si cominciano a sentire fermenti di rinnovamento, l'implausibile modo di fare cinema di L'uomo che uccise Liberty Valance suona subito antiquato. Con il passare del tempo, però, la precisa collocazione storica ha perso parte della sua importanza e il film di Ford ha finito per trovare un suo posto nella tradizione del migliore cinema western. Ciò è avvenuto perché gli aspetti vagamente ridicoli hanno ceduto il passo alla forza del racconto, all'esattezza nostalgica e struggente con cui il regista ha messo in scena la fine di un mondo, il vecchio west di Tom Doniphon, e l'inizio di un altro, la modernità di Ranson Stoddard.
Il film fu realizzato dopo cinque mesi di lotta fra Ford e la Paramount, la casa di produzione che era molto restia a imbarcarsi nell'impresa. La contrattazione fu lunga e avvilente per il vecchio maestro, disponibile persino a sobbarcarsi la responsabilità C metà del budget. Ma Ford aveva dalla sua anche due divi dello studio, Wayne e Stewart; alla fine li studio cedette, cominciò la lavorazione. Nonostante la rilevanza del cast, si trattava dì una produzione realizzata in economia, e forse era lo stesso Fon che, giunto a una certa età, concentrava la proprio attenzione e le restanti energie sugli interpreti principali trascurando i dettagli di scenografia, i movimenti delle comparse, l'atmosfera di certe scene. In quello che probabilmente è il più bel libro su Ford, il regista e scrittore Lindsay Anderson osserva: "Nell'Uomo che uccise Liberty Valance la fotografia è mediocre, inespressiva anche quando l'inquadratura è importante ;e la rapina alla diligenza che introduce il personaggio di Liberty Valance ha la tipica artificiosità di un film di serie B. Tuttavia, intenzionalmente o per caso, questa mancanza di sofisticatezza produce un risultato artistico non del tutto negativo. Le linee portanti della storia emergono chiaramente, senza divagazioni. Ford è un uomo di spettacolo, non c'è dubbio; ma non ha fatto questo film solo per divertirci. Ha qualcosa da dirci".
L'uomo che uccise Liberty Valance si capisce meglio accostando questo film a L'ultimo urrà (John Ford, 1958), che racconta l'ultima battaglia politica di un vecchio sindaco irlandese, Frank Skeffington (Spencer Tracy), uomo astuto e pragmatico, sincero democratico, carismatico e individualista. Stoddard e Skeffington sono tasselli importanti della mitologia fordiana, rappresentano l'aspirazione a un progresso dalla piccola comunità del villaggio (il west) a una comunità più vasta (la grande città, la nazione) senza perdere il rispetto per i più deboli, la coesione sociale, l'umanità. Ford si è sempre trovato più a proprio agio nel descrivere la lotta originaria dei pionieri contro la natura, gli indiani, i fuorilegge. Una lotta che hanno combattuto e vinto uomini come Tom Doniphon, gente capace di sopravvivere nelle grandi inospitali praterie, che si fa la casa con le proprie mani, che si sa difendere. Ma Ford sa anche che i pionieri, dopo aver svolto la loro funzione storica, devono cedere il passo a uomini che forse morirebbero se venissero abbandonati a loro stessi nelle badlands, ma che sono in grado di gestire la maggiore complessità della società: fondano scuole e diffondono l'alfabetizzazione, combattono gli interessi dei grandi allevatori non tanto uccidendo i loro sgherri (Valance) quanto alzando il livello dello scontro fino alle aule legislative. L'uomo che uccise Liberty Valance è una rappresentazione mitica di questo ricambio generazionale, una suggestiva rappresentazione di un'umanità eroica e sorpassata che cede il testimone a uomini che si dovranno sporcare le mani con i compromessi, che dovranno affrontare la complessità prosaica della modernità ma lo faranno sempre nell'interesse della comunità.

L'UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 19 novembre 2017
Great Steven

 L'UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE (USA, 1962) diretto da JOHN FORD. Interpretato da JOHN WAYNE, JAMES STEWART, VERA MILES, LEE MARVIN, EDMOND O'BRIEN, LEE VAN CLEEF, ANDY DEVINE, WOODY STRODE, KEN MURRAY Il procuratore legale Ramson Stoddard viene eletto rappresentante al Parlamento Statunitense perché creduto colui che uccise il feroce bandito Liberty Valance, avversario acerrimo [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 agosto 2018
paolp78

John Ford è stato indubbiamente uno dei più grandi registi della storia. Il suo nome è legato a innumerevoli capolavori (“Il Traditore”, “Furore”, Com’era verde la mia valle”, “Un uomo tranquillo”, solo per citare quelli per i quali venne premiato con l’Oscar), ma più ancora resta legato al genere western, che lui rivoluzion& [...] Vai alla recensione »

sabato 27 gennaio 2018
renaud

Capolavoro assoluto. Interpreti da urlo, regia inarrivabile, sceneggiatura perfetta. Il Gotterdammerung degli eroi del west, dopo di loro e' tempo di politicanti e avvocati. Meraviglioso, struggente, indimenticabile.

sabato 27 gennaio 2018
renaud

Non e' un western/ E' IL western, l'amaro tramonto di un mondo (immaginario) dove gli uomini coraggiosi e leali erano protagonisti. il loro mondo e' finito, inizia quello degli avvocati, dei politici, dei maneggioni. Il GOTTERDAMMERUNG degli eroi alla John Wayne. Un cast strepitoso, un maestro della regia, sceneggiatura insuperata e insuperabile. 

domenica 26 febbraio 2017
elgatoloco

Per"The Man Who Shot Liberty Valance"parlo di film"assoluto"nel doppio senso: A)di valore assoluto; B)sciolto da ogni legame(accezione hegeliana). Straordinario bianco e nero di John Ford del 1962, il film è efficacissimo nella caratterizzazione di ogni personaggio, con risvolti comici(il giornalista sempre ubriaco, il protagonista avvocato, poi senatore, nella sua seria [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 febbraio 2015
il befe

grande western

lunedì 4 febbraio 2013
Joe Hardin Kane

Film noioso che serve solo a legittimare gli ideali buoni dell'est civilizzato e a fornire una poco credibile base pulita alla storia statunitense. Molta retoriaca, poca azione e tanti sbadigli.

Frasi
Come, non pubblicherete questa storia?
No, senatore. Qui siamo nel West, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda.
Dialogo tra Tom Doniphon (John Wayne) - Ransom Stoddard (James Stewart) - Maxwell Scott (Carleton Young)
dal film L'uomo che uccise Liberty Valance
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