James StewartNome: James Maitland StewartData nascita: 20 Maggio 1908 (Toro), Indiana (Pennsylvania - USA) Data morte: 2 Luglio 1997 (89 anni), Los Angeles (California - USA) |
|
| Messaggio Pubblicitario |
![]() Se non fossi io a dirtelo, ti direi che sei la più carina della città. Allora perché non lo dici? Non so, forse te lo dirò.
dal film La vita è meravigliosa (1946)
James Stewart è George Bailey
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
In C'era una volta Hollywood James Stewart parla di se stesso in questi termini: Con l'avvento del sonoro molte carriere cessarono dall'oggi al domani. Gli studios, per adeguarsi, dovettero cominciare a cercare attori che sapessero parlare. È chiaro che il serbatoio doveva essere il teatro. Ecco, io ero uno dei tanti attori di teatro che arrivarono a Hollywood in cerca di fortuna". E l'ebbe. James si era fatto le ossa in una celebre compagnia teatrale dell'epoca, siamo negli anni trenta, la University Players, diretta da Josyua Logan. Scritturato dalla Metro si vide subito assegnare un ruolo di cantante, lui che era quasi stonato. Ma fu solo un errore di percorso. Ci pensa Frank Capra a mettere le cose a posto, dandogli la parte di protagonista nell'Eterna illusione. Stewart dichiara ancora: "dopo quel film la gente cominciò a riconoscermi per strada". Capra lo vuole protagonista anche di Mr. Smith va a Washington. Tutte pietre miliari del cinema americano e del mondo. Nel quaranta arriva addirittura l'Oscar, con Scandalo a Filadelfia, di Cukor. Ecco che ha preso corpo il suo personaggio. L'uomo onesto, anche a oltranza, che deve lottare con grinta, quasi con dolore, per fare la sua conquista. Assomiglia in questo senso a Gary Cooper (altro grande "capriano"), ma quest'ultimo ha maggiori doti e appeal, mentre James parte ad handicap, dunque deve lottare di più, essere anche più bravo. Nel dopoguerra Capra gli offre la chance più grande in quello che alcuni considerano il più grande film americano: La vita è meravigliosa. L'utopia della bontà assoluta è in ottime mani. Nel ruolo di George Beiley, che può vedere se stesso dal futuro, Stewart offre il massimo di sè. Da qual momento è uno dei personaggi più amati d'America, e non solo. Non è davvero un caso che Hollywood gli offra le parti di alcuni dei massimi eroi americani, eroi diversi, come Charles Lindberg e Glen Miller. Eroismo, patria, devozione. Sono parole, e pratiche che portano Stewart ad essere politicamente un falco, anche se meno perentorio di un John Wayne. Col valore aggiunto dell'azione: Stewart ha davvero fatto la guerra, è stato davvero decorato ed è rimasto per tutta la vita nella riserva raggiungendo il grado di generale. Un insieme di accrediti che si sono naturalmente riverberati sulla sua carriera. È stato un attore amato dai massimi registi: Hitchcock, Ford, Capra, Wilder, De Mille, Cukor. Facciamo dei titoli: La finestra sul cortile, L'uomo che sapeva troppo, La donna che visse due volte, con Hitchcock. Cavalcarono insieme e L'uomo che uccise Liberty Valance, con Ford. Tutti film che sono nelle classifiche dei generi. Ma forse lo Stewart più puro e completo è quello dei western di Anthony Mann: Là dove scende il fiume, Lo sperone nudo, Terra lontana, L'uomo di Laramie, Winchester 73. Tutti capolavori. Col suo personaggio tenace, forte, giusto e dolente ormai perfezionato. Nel '76 c'è un ultimo, struggente confronto col suo omologo John Wayne, nel Pistolero. I due eroi, vecchi, gloriosi, mai più riproducibili, finivano insieme. Stewart è stato personaggio enorme e attore grandissimo, buono per tutti i ruoli. Che fossero onesti, naturalmente.
Festival di Berlino 1962
Festival di Venezia 1959
Premio Oscar 1959
Premio Oscar 1950
Premio Oscar 1946
Premio Oscar 1940
Premio Oscar 1939
|
La donna che visse due volte
continua»
Genere Giallo, - USA 1958. |
|||
|
La finestra sul cortile
continua»
Genere Giallo, - USA 1954. |
|||
|
La vita è meravigliosa
continua»
Genere Fantastico, - USA 1946. |
|||
|
La conquista del West [2]
continua»
Genere Western, - USA 1962. |
|||
|
L'uomo che sapeva troppo
continua»
Genere Spionaggio, - USA 1956. |
|||
Un londinese 28enne obeso, nel 1929 dirigeva Ricatto, un film che già conteneva tutto ciò che per quasi sessant'anni sarebbe stata definita la magia di Alfred Hitchcock. Non è certamente un caso che "Hitch" sia un regista famoso come un divo, grazie anche ai suoi interventi, i camei, inserti dei suoi film, e alle sue presentazioni come testimonial di serie televisive di grande gradimento. Sempre nel concetto lato del giallo, inglese, se Agatha e Doyle significano la penna, Hitchcock è la macchina da presa. La sua grandezza sta nelle vaste possibilità di lettura dei suoi film, e nella sua cultura. La grande capacità di mimetizzare, garantire la qualità a contatto di film troppo colorati, persino patinati, con modelli troppo belli, alludo al periodo hollywoodiano, è un' attitudine ancora più rilevante. Naturale dono del thriller, umorismo, conoscenza dell'animo umano, una veniale dose di perversità, e poi il sortilegio non definibile del cinema, un suo fotogramma lo cogli subito, è la qualità dei maestri: ecco la formula del successo, presso tutti i paesi e le civiltà, di questo autore di cinema. Il tema centrale non ha molte varianti, prevale la vicenda di un uomo che suo malgrado, improvvisamente, si trova in una contingenza drammatica e deve uscirne dimostrando la sua innocenza. Valgono, in questa chiave alcuni dei suoi primi titoli del periodo inglese: Giovane e innocente, Il club dei 39, la prima edizione de L'uomo che sapeva troppo. Da questo nodo si dipanano tutte le possibili sfumature del comportamento umano, con tante tesi sviluppate rispetto ai momenti storici, il delitto, lo spionaggio, l'amore e anche la morte, l'immancabile Freud.
| La donna che visse due volte (1958) | La finestra sul cortile (1954) |
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|
|