La finestra sul cortile

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Un film di Alfred Hitchcock. Con Raymond Burr, Thelma Ritter, Wendell Corey, James Stewart, Grace Kelly.
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Titolo originale Rear Window. Giallo, Ratings: Kids+16, durata 122 min. - USA 1954. MYMONETRO La finestra sul cortile * * * * 1/2 valutazione media: 4,59 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,59/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critican.d.
 pubblico * * * * 1/2
   
   
   
Oppresso dal caldo estivo, l'abile fotoreporter "Jeff". Jeffries si trova costretto nel suo appartamento da una gamba ingessata. Negli intervalli tra ...
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Magistrale thriller sull'ossessione del vedere e la potenza dello sguardo
Edoardo Becattini     * * * * 1/2

Al fotoreporter L.B. Jefferies manca solo un'ultima settimana di convivenza con un'ingessatura alla gamba sinistra prima di poter tornare ai reportage d'assalto. Una settimana di una calda estate durante la quale, oltre alle cure dell'infermiera Stella e alle attenzioni della bellissima compagna Lisa Freemont, Jefferies passa il tempo affacciato alla finestra del suo appartamento a scrutare le abitudini dei vicini di casa. Fra questi, c'è una coppia di sposi novelli, una giovane e graziosa ballerina, un pianista tormentato dal fallimento, una coppia di coniugi con cane che dormono all'aperto, una donna affranta dalla solitudine e, soprattutto, un tranquillo uomo di mezza età che si prende cura della moglie malata. Quando questa improvvisamente scompare, Jefferies comincia a spiare sempre più ossessivamente i comportamenti dell'uomo, convinto che in quell'appartamento sia avvenuto un omicidio.
Soffermarsi a guardare i propri vicini dalla finestra era una pratica incurante prima che Alfred Hitchcock ci obbligasse a confrontarci con essa. Se con Psycho diverrà problematico perfino fare una doccia, già con La finestra sul cortile la vista sul vicinato non è più solo un'apertura innocente, ma il presupposto per tramutare un'innocua abitudine in momenti di raggelante tensione, per giocare con le pulsioni quotidiane e trasformarle in qualcosa di perturbante. Ancora una volta per il regista britannico l'avvincente trama gialla è quindi solo la superficie, l'involucro di una complessa architettura che affonda le sue fondamenta nel piacere della visione e nelle passioni dello sguardo. Come a teatro, sui titoli di testa si alzano delle tendine che aprono all'intero spazio della messa in scena. Non è tuttavia il teatro, bensì il cinema e le sue tecniche a muovere completamente il racconto e a costituire l'oggetto della riflessione di Hitchcock: la macchina da presa si sposta di finestra in finestra fino a mostrarci il punto di origine dello sguardo che ci accompagnerà durante tutto il film, l'appartamento di Jefferies.
Nel presentarci in tutta la sua completezza l'universo filmico e i vari personaggi che catalizzeranno la nostra attenzione e quella del protagonista, Hitchcock dimostra come il cinema, finestra voyeuristica per eccellenza, sia la più perfetta realizzazione dei desideri legati all'atto del vedere. Nel film tutte le varie protesi ottiche diventano un modo per soddisfare le proprie pulsioni (non a caso, la schietta infermiera Stella definisce il teleobiettivo "un buco della serratura portatile"). Allo stesso modo, anche l'ingresso in scena della protagonista femminile è pura espressione di un desiderio visivo. Prototipo di donna perfetta, Lisa Freemont è uno sguardo languido che si avvicina verso lo spettatore e che domanda, sia nella folgorante bellezza che nei comportamenti, continua attenzione. Così come attenzioni e interesse reclamano le guerre dei sessi e i drammi sentimentali che si consumano nei vari appartamenti, facendo continuamente "distrarre" lo sguardo di Jefferies e il nostro anche nei momenti meno indicati, come quando si sta per scoprire la verità probabile uxoricida.
Per questo, una volta di più, lo sguardo di Hitchcock si identifica meno con il protagonista che con lo spettatore curioso di cinema, quello stesso tipo di spettatore che Jefferies si ritrova a incarnare ogni volta che partecipa con un puro coinvolgimento ottico ed emotivo a quel che vede attraverso le finestre dei vicini. In fondo, tutto ciò che sta dentro ad una cornice e che ci da la possibilità di vedere non visti rappresenta una potenziale storia. Basta solo che la potenza del nostro sguardo la renda tale.

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Premi e nomination La finestra sul cortile

premi
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Siamo una bella razza di guardoni!

venerdì 4 maggio 2012 di Leonardo96

Una tra le migliori pellicole di Alfred Hitchcock. Jeff (un maturo e perspicace James Stewart), costretto a stare nel proprio appartamento nel Greenwich Village a causa di una gamba ingessata, scopre che il proprio vicino sia un assassino. Da buon fotoreporter, Jeff dà inizio alle indagini, con l'aiuto della bella fidanzata (una Grace Kelly sensuale e intraprendente) e della spassosa infermiera (una frizzante Thelma Ritter).  Trama coinvolgente e continua »

* * * * *

Magistrale

domenica 14 novembre 2010 di Tony Montana

Jeff è un fotoreporter costretto in casa da una gamba ingessata. Ciò che riempie le sue noiose giornate è la vista che la finestra del soggiorno offre sugli appartamenti dei vicini, in cui egli ama sbirciare furtivo. Ma il passatempo diventa fissazione quando si convince che in uno di questi è accaduto qualcosa di sinistro… Con la prima ufficiale tenutasi a New York nel 1954, vide la luce uno dei film più sorprendenti di tutta la storia del cinema, un’opera continua »

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Questo piccolo grande capolavoro!

sabato 9 ottobre 2010 di Alex41

Il maestro del brivido Alfred Hitchcock ha creato un film perfetto di suspence, thrilling e poliziesco. I primi dieci minuti sono lenti e un po' pesantucci, ma al momento di quando la bella Grace Kelly avverte James Stewart che alla finestra di fronte crede di aver visto compiersi un omicidio da parte del misterioso Thorwald. L'uomo, con una gamba ingessata a causa di un incidente sul lavoro, seguirà col binocolo il vicino dalla finestra di casa sua, seguendo passo dopo passo i suoi piani, fino continua »

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Una delle migliori pellicole di a.hitchcock

mercoledì 4 agosto 2010 di il cinefilo

TRAMA:Il fotografo Jeffrey(James Stewart)a causa di un incidente si ritrova ingessato nel suo appartamento e,per passare il tempo,si interessa a "scrutare" la vita dei vicini mediante l'uso di un cannocchiale,ma presto si convincerà di aver "scoperto" un omicidio...COMMENTO: Il grande regista Alfred Hitchcock confeziona,con questo film,una delle sue opere migliori e giustamente entrate nel mito della cinematografia americana. Lo schema narrativo è costruito continua »

Thelma Ritter a James Stewart
Intelligenza... Niente ha procurato alla razza umana più guai che l'intelligenza.
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James Stewart descrive alla fidanzata Grace Kelly, che vorrebbe dividerla con lui. la propria vita di fotoreporter giro per il mondo
Lisa, io mi porto soltanto una minuscola valigetta, abito nel mezzo di trasporto di cui dispongo, dormo poco e mi lavo ancora meno. E molto spesso la roba che mangio è ricavata da bestie che quando sono vive non oseresti neanche guardarle.
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James Stewart descrive alla fidanzata Grace Kelly, che vorrebbe dividerla con lui. la propria vita di fotoreporter giro per il mondo
Lisa, io mi porto soltanto una minuscola valigetta, abito nel mezzo di trasporto di cui dispongo, dormo poco e mi lavo ancora meno. E molto spesso la roba che mangio è ricavata da bestie che quando sono vive non oseresti neanche guardarle.
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SOUNDTRACK | La finestra sul cortile

La colonna sonora del film

È disponibile in tutti i negozi la colonna sonora del film La finestra sul cortile del regista. Alfred Hitchcock

di Walter Veltroni

Un uomo, una gamba ingessata, una finestra, una macchina fotografica. È tutto quello che è bastato ad Alfred Hitchcock per fare uno dei più bei film della storia del cinema. Guardatelo, registratelo, conservatelo, rivedetelo, amatelo. Sono centododici minuti di assoluta genialità, di straordinaria potenza narrativa, di giochi di umorismo e di erotismo. Jimmy Stewart è infatti costretto dalla sua immobilità a diventare un voyeur del suo condominio. Di fronte ai suoi occhi scorrono frammenti di universo: «Dall’altra parte del cortile, ha di fronte ogni possibile comportamento umano. »

di Gian Piero dell'Acqua

Un fotoreporter costretto da una gamba ingessata all’immobilità, inganna il tempo osservando, con o senza il teleobiettivo, quanto vanno facendo i suoi dirimpettai, in un popoloso casamento del Greenwich Village. A un certo punto scopre un uxoricidio e mette in moto un’inchiesta. L’assassino cerca di vendicarsi, ma il reporter, con una brillante trovata, guadagna tempo fino all’arrivo della polizia. Uno dei migliori meccanismi montati da un abile artigiano come Hitchcock, che risolse il suspence conclusivo mettendo il mano al fotoreporter una macchina col flash e facendogli “sparare” sull’assassino, ogni volta semiaccecato, una nutrita serie di lampi di magnesio: nel buio notturno naturalmente. »

di François Truffaut

Ci sono due tipi di registi: quelli che tengono conto del pubblico concependo e poi realizzando il loro film, e quelli che non ne tengono conto. Per i primi il cinema è un’arte dello spettacolo, per i secondi un’avventura individuale. Non si tratta di preferire gli uni agli altri, si tratta di prenderne atto. Per Hitchcock come per Renoir, come del resto per quasi tutti i registi americani, un film non è riuscito se non ha successo, cioè se non raggiunge il pubblico al quale hanno costantemente pensato dalla scelta del soggetto fino al termine della realizzazione Mentre Bresson, Tati, Rossellini, Nicholas Ray girano i film a modo loro e domandano in seguito al pubblico di entrare “nel loro gioco”, Renoir, Clouzot, Hitchcock, Hawks fanno i loro film per il pubblico ponendosi continuamente domande ai fine di essere certi di interessare il pubblico. »

di Claude Beylie

Jeff, un fotoreporter, è immobilizzato in camera sua con una gamba ingessata. La sua finestra dà su un cortile interno. Per la noia, ha preso gusto a guardare con il teleobiettivo quel che succede negli appartamenti di fronte al suo. Scopre così un musicista, due sposini in luna di miele, una coppia di anziani con cane, una signorina solitaria, una ballerina... La sua attenzione è attratta da una coppia che litiga molto spesso. Poi la donna scompare, e Jeff si convince che il marito l’ha uccisa, Esprime i suoi sospetti alle persone che lo visitano, che devono infine dargli ragione: un delitto c’è stato, e per di più con la vittima fatta a pezzi, Jeff spedisce la sua amica Lisa in avanscoperta, e la prova del delitto è trovata, ma l’assassino, vedendosi smascherato, attraversa il cortile e penetra nell’appartamento de! dirimpettaio troppo curioso. »

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