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Grace Kelly

Grace Kelly (Grace Patricia Kelly) è un'attrice statunitense, è nata il 12 novembre 1929 a Filadelfia, Pennsylvania (USA) ed è morta il 14 settembre 1982 all'età di 52 anni a Montecarlo (Principato di Monaco).
Nel 1955 ha ricevuto il premio come miglior attrice al Premio Oscar per il film La ragazza di campagna.

La principessa di Hollywood

A cura di Annalice Furfari

Icona ineguagliabile di stile, fascino ed eleganza, Grace Kelly è l'incarnazione vivente del sogno trasformato in realtà. Prima ancora di assurgere allo status di principessa, questa bellissima americana conquista Hollywood, facendo breccia nel cuore del più misterioso e intrigante dei registi. Quell'Alfred Hitchcock che la definì con l'ossimoro "ghiaccio bollente", in allusione alla magica alchimia di distacco algido e calda sensualità sprigionata dall'attrice. La Kelly dedica al cinema solo cinque anni della sua vita, concedendosi undici interpretazioni destinate a rimanere impresse nella storia della settima arte, prima che il matrimonio con Ranieri III Grimaldi, principe di Monaco, la strappi allo schermo. Ma non dal cuore dei suoi moltissimi ammiratori.

Icona del divismo hollywoodiano
Grace Patricia Kelly nasce a Filadelfia il 12 novembre 1929 da Margaret Majer, atleta e insegnante di educazione fisica di origini tedesche, e John Kelly, milionario self-made-man e campione di canottaggio. Bello e carismatico, il padre è di grande esempio per la giovane Grace, ma è lo zio paterno George, commediografo vincitore di un premio Pulitzer, a incoraggiare le aspirazioni artistiche della ragazza, nonostante l'opposizione dei genitori, cattolici tradizionalisti. Così, anche grazie all'intercessione dello zio, dopo il diploma Grace viene ammessa all'Accademia americana di Arti drammatiche a New York. Inizia a farsi strada nel mondo dello spettacolo lavorando come modella, prima del debutto sul palcoscenico di Broadway e poi in televisione. Da qui al cinema, che la consacrerà a icona di un divismo glamour e sensuale, il passo è breve. All'età di 22 anni la Kelly ottiene la sua prima piccola parte nel film La quattordicesima ora (1951), dramma diretto da Henry Hathaway. Il suo volto etereo si fa, però, notare l'anno successivo nel western Mezzogiorno di fuoco di Fred Zinnemann, in cui sposa lo sceriffo protagonista interpretato da Gary Cooper. Nel 1953 recita in Mogambo di John Ford, dramma ambientato nella giungla del Kenya e incentrato su un triangolo amoroso tra i personaggi incarnati dalla Kelly, Clark Gable e Ava Gardner. L'interpretazione di una moglie dalla sensualità repressa la porta dritta verso la nomination all'Oscar come migliore attrice non protagonista. L'Oscar come migliore attrice protagonista arriva due anni dopo grazie al tono umanamente sofferto assunto nel dramma di George Seaton, La ragazza di campagna (1954), in cui veste i panni di una moglie leale e devota, legata, da dieci tristi anni e da un figlio morto, a un attore che la umilia e affoga i propri fallimenti nell'alcol. Durante le riprese del film, pare che la Kelly abbia avuto una breve relazione con il coprotagonista Bing Crosby, che non è stata pubblicizzata per proteggere la reputazione di entrambi. Decisamente meno memorabile, se non per le torride scene d'amore con Stewart Granger, è il film Fuoco verde (1954) di Andrew Marton, melodramma avventuroso ambientato in una miniera di smeraldi incastonata tra le montagne colombiane. Ormai molto richiesta dai registi, la Kelly recita nel dramma straziante I ponti di Toko-Ri (1954) di Mark Robson, in cui incarna la moglie di un tenente dell'aviazione statunitense impegnato nella guerra di Corea.

Il sodalizio con il maestro del brivido
Colui che più di tutti valorizza ed esalta il talento di questa attrice, apparentemente fredda e distaccata ma dotata di una promettente vena drammatica, è Sir Alfred Hitchcock, che la sceglie per il ruolo, ricorrente nei suoi film, della donna sofisticata e aristocratica, altera ma non priva di un lato passionale e conturbante. La collaborazione tra l'attrice e il maestro della suspense inizia nel 1954 con Il delitto perfetto, in cui la Kelly presta il volto alla ricca donna che tradisce il marito con uno scrittore di gialli e di cui il consorte vuole sbarazzarsi per ereditarne i cospicui averi. Hitchcock resta talmente soddisfatto del lavoro dell'attrice da scritturarla come coprotagonista di James Stewart nel film immediatamente successivo, La finestra sul cortile (1954), uno dei maggiori successi del regista. In questo magistrale thriller sull'ossessione del vedere e la potenza dello sguardo, la Kelly interpreta Lisa Fremont, la fidanzata del protagonista, che si offre allo spettatore come prototipo di donna perfetta, che domanda - sia nella folgorante bellezza che nei comportamenti - continua attenzione. Il sodalizio con il maestro del brivido si rinnova nel 1955, quando l'attrice affianca Cary Grant in Caccia al ladro, incentrato su un attraente e scaltro ex ladro di gioielli che si ritrova sospettato di nuovi furti. A guardarlo con diffidenza, ma anche a subirne il fascino, è la seducente e imprevedibile Frances Stevens, il personaggio incarnato dalla Kelly. Proprio sul set di questo film, girato nel Principato di Monaco, l'attrice conosce il futuro marito, il principe Ranieri III, che la porterà via dal mondo del cinema e dal suo mentore. Ciò nonostante, la Kelly affermerà, in seguito, di avere vissuto la collaborazione con Hitchcock come una delle esperienze più intense e gratificanti della sua vita, di grande valore umano e professionale. Alcune delle sue colleghe, come Kim Novak, hanno trovato in Hitchcock un regista freddo e dispotico. Non è dello stesso avviso la Kelly, entrata subito in sintonia con il cineasta inglese, a cui la legano un'istintiva simpatia e il medesimo senso dell'umorismo.

La donna che visse due volte
Nel 1956 l'attrice è contesa da Bing Crosby, Frank Sinatra e John Lund nella commedia musicale Alta società di Charles Walters. Nello stesso anno interpreta una principessa bella e superba, indecisa tra Alec Guinness e Louis Jourdan, nella commedia Il Cigno di Charles Vidor, ruolo che avrebbe assunto poco dopo anche nella vita reale. È proprio questo il suo ultimo film, prima del favoloso matrimonio, nel '56, con il principe di Monaco, che la convince a dedicarsi esclusivamente alla famiglia, ponendo anche fine alle relazioni avute dalla Kelly con i colleghi conosciuti sui set. Inizia con le nozze spettacolari, trasmesse in diretta televisiva in tutta Europa, la seconda vita di un'attrice che ha dichiarato al biografo Donald Spoto di non avere mai amato davvero Hollywood, trovandola "irreale e piena di uomini e donne dalle esistenze confuse e cariche di sofferenza". La neo-principessa, educata ai principi della fede cattolica, decide di mettere la famiglia al primo posto, svolgendo al meglio il suo ruolo di rappresentanza e dando al consorte i tre figli indispensabili al mantenimento del Principato di Monaco (che, in base ad accordi non più ratificati, sarebbe passato alla Francia in assenza di un erede).
Hollywood, però, non si rassegna facilmente alla perdita della sua principessa, che non smette di ricevere copioni, puntualmente rifiutati. In due occasioni la Kelly prende in considerazione l'idea di tornare al cinema: per Hitchcock, naturalmente, che la vuole protagonista di Marnie (1964), ruolo andato poi a Tippi Hedren, e per Herbert Ross, che le offre il ruolo di Deedee in Due vite, una svolta (1977), interpretato infine da Shirley MacLaine. In entrambi i casi, il deciso rifiuto del marito non ammette repliche. In quel periodo, secondo la biografia scritta da Joanna Spencer, la Kelly, sempre più depressa e distante da un marito grossolano e autoritario, è tentata di chiedere il divorzio e tornare al lavoro sul set, ma desiste per i figli, a cui è legatissima. Si trova proprio con una di loro, Stéphanie, il 13 settembre 1982, quando, probabilmente colpita da un ictus, perde il controllo dell'automobile che sta guidando e precipita in una scarpata. La figlia si salva, lei muore il giorno dopo, a 52 anni, provocando lo shock del Principato di Monaco e dei tanti fan che non avevano smesso di seguirla e ammirarla. Dieci anni dopo, nel 1992, il mensile francese Interview pubblica lo scoop secondo cui, poco prima di morire, la principessa era impegnata sul set del film che avrebbe segnato il suo ritorno sulle scene. Rearranged, diretto da Robert Dornhelm e co-interpretato da Edward Meeks, avrebbe visto la Kelly nel ruolo di una principessa protagonista di una commedia con un intreccio alla Hitchcock, pieno di suspense e scambi di persona. Ma il film, interrotto dalla tragica morte dell'attrice, fu sepolto dal segreto imposto dal principe Ranieri, che non volle divulgarne l'esistenza né i trenta minuti di girato.

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