Cary GrantUn humor magnetico e sdrammatizzanteNome: Archibald Alexander LeachData nascita: 18 Gennaio 1904 (Capricorno), Bristol (Gran Bretagna) Data morte: 29 Novembre 1986 (82 anni), Davenport (Iowa - USA) |
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![]() Niente fa sentire un uomo più ridicolo che fare il sentimentale con una donna che non lo è.
dal film Indiscreto (1958)
Cary Grant è Philip Adams
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Attore statunitense di origine inglese. A quindici anni fugge da casa per seguire un gruppo di saltimbanchi e al loro seguito lascia la natia Inghilterra per sbarcare a New York. Per anni lavora in teatri di secondo rango (salvo un’apparizione a Brodway accanto all’attrice F. Wray), fino a quando, ormai quasi trentenne, si trasferisce a Hollywood e ottiene un ingaggio alla Paramount che gli vale una piccola parte in This is the Night (Questa è la notte, 1932) di F. Tuttle. Già nel film successivo, Il diavolo nell’abisso (1932) di M. Gering, gli viene affidato un ruolo di maggior peso: è secondo ufficiale di bordo, al fianco del comandante G. Cooper; alto e atletico, ha la stessa andatura dinoccolata di quest’ultimo, al quale in seguito verrà spesso paragonato. Ma in più, rispetto a Cooper, possiede una capacità di introspezione e un’attenzione per le sfumature psicologiche, che rendono la sua recitazione profonda e penetrante. Seguono una quantità di film di notevole successo, come Venere bionda (1932) di J. von Sternberg, dove fa da spalla a M. Dietrich, Lady Lou - La donna fatale (1933) di L. Sherman, Non sono un angelo (1933) di W. Ruggles, ambedue con M. West, La signorina curiosità (1934) di F. Tuttle, Il mio amore eri tu (1936) di G. Fitzmaurice. Con L’orribile verità (1937) di L. McCarey, che vince l’Oscar, comincia a emergere il suo particolare talento per la sophisticated comedy. È in questo inarrivabile genere hollywoodiano che ha occasione di misurarsi con il fascino raffinato di K. Hepburn, con la quale – dopo aver già giocato di fioretto in Il diavolo è femmina (1935) di G. Cukor – gira altri tre film: Incantesimo (1938) e Scandalo a Filadelfia (1940), ambedue di G. Cukor, e soprattutto Susanna (1938) di H. Hawks, in cui la loro accoppiata si fa irresistibile producendosi in un equilibrio di schermaglie sopraffine e in un fuoco di fila di dialoghi frizzanti. In Susanna i due, se possibile, si superano: lui nella parte di un paleontologo spilungone, occhialuto e comicamente imbranato, lei in quella di una deliziosa, scatenata, eccentrica giovane ereditiera che si trastulla con un cucciolo di leopardo. Siamo alla quintessenza della screwball comedy, con l’arte registica di Hawks che rasenta la perfezione. Anche in Scandalo a Filadelfia G. si mostra magistrale in quel suo ammiccare, con le sopracciglia arcuate, la mobilità del viso, lo stupore e i lampi maliziosi degli occhi, il sorriso quasi accennato. Ma lo stesso humour che insaporisce i suoi ruoli brillanti finisce per rendere ancora più verosimili le sue interpretazioni drammatiche. Se ne accorge A. Hitchcock, che intuisce nella velata autoironia e nello sguardo vagamente beffardo dell’attore una tensione e un magnetismo capaci di dare un tocco di credibilità ai suoi personaggi ad alta tensione. Il regista lo vuole in Il sospetto (1941), e più tardi in Notorious - L’amante perduta (1946), celeberrimo anche per il lunghissimo bacio con I. Bergman. Gira più avanti altre due opere con Hitchcock, Caccia al ladro (1955) e Intrigo internazionale (1959), uno dei thriller più sofisticati e avvincenti di tutta la filmografia del «maestro del brivido». Tra le altre sue interpretazioni spiccano Destinazione Tokyo (1943) di D. Daves, Arsenico e vecchi merletti (1944) di F. Capra, Notte e dì (1946) di M. Curtiz, Ero uno sposo di guerra (1949) e Il magnifico scherzo (1952), entrambi di H. Hawks, Indiscreto (1958) di S. Donen, Operazione sottoveste (1959) di B. Edwards, L’erba del vicino è sempre più verde (1960) di S. Donen, Il visone sulla pelle (1962) di D. Mann.

David di Donatello 1960
Premio Oscar 1944
Premio Oscar 1941
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Intrigo internazionale
continua»
Genere Spionaggio, - USA 1959. |
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Arsenico e vecchi merletti
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Genere Commedia, - USA 1944. |
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Caccia al ladro
continua»
Genere Commedia, - USA 1955. |
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Operazione sottoveste
continua»
Genere Commedia, - USA 1959. |
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Sciarada
continua»
Genere Giallo rosa, - USA 1963. |
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Ofelia scivola lungo il ruscello, in mezzo ai fiori. È Jean Simmons 19enne, scelta da Laurence Olivier per quel ruolo mitologico nel suo Amleto del 1948. Marlon Brando canta a Jean Jour eyes are the eyes of a women in love …. Tenendole il viso fra le mani. Quel viso non avrà trasmesso l'aggressività febbrile di un Vivian Leigh, o la sensualità di Liz Taylor, ma era uno dei più belli di tutto il cinema. Olivier e Brando sono simboli opposti del cinema, e anche del teatro. Significa che la Simmons aveva entrambe le attitudini, quella classica, e nobile, insieme a quella spettacolare e leggera, al massimo livello. Non è da tutte, proprio non lo è. Era nata a Londra e da subito, da ragazzina, aveva frequentato scuole serie di recitazione. A 16 anni era già nel cast di Cesare e Cleopatra, da Bernard Shaw, accanto a Vivian Leigh (appunto) e a Stewart Granger. Su quel set Jean e Stewart si innamorarono. Si sarebbero sposati quattro anni dopo, nel '50, avrebbero avuto una figlia, Tracy, e avrebbero divorziato nel '60. Un talento del genere non poteva… star lontano da Hollywood e infatti a vent'anni Jean entrava far parte della strepitosa colonia britannica in California, insieme ad attrici come Greer Garson, Deborah Kerr, Olivia de Havilland e la sorella Joan Fontaine, e … le solite Liz Taylor e Vivian Leigh. Al genere "classicità" può essere omologato il genere "storia", e quando la Metro, nel 1953 realizzò l'ennesimo film su Elisabetta prima, (La regina vergine) nella sua età giovanile, chi poteva giocarsi quella parte se non Jean Simmons? Un altro ruolo storico, e certamente suggestivo fu quello di Désirée Clary, fidanzata del giovane Napoleone, abbandonata dal generale per sposare Giuseppina Beauharnais, che poteva essergli decisamente più utile. Ma Désirée ripagò il traditore con la stessa moneta, sposando Bernadotte, generale di Napoleone, che tradì il suo imperatore per diventare re di Svezia e Norvegia. La Simmons fu come sempre perfetta nei due registri, la mite e piccola borghese di Marsiglia e l'altera regina Desideria. Fu quello, alla Fox, il suo momento di maggiore popolarità. Il boss Zanuck nel '53 produsse un film certo rivoluzionario, La tunica in Cinemascope, e volle Jean nel ruolo della vergine (ancora) Diana, accanto a Richard Burton che faceva Marcello. Bella, dolce, dolente erano la cifra che Jean si vide assegnata in una serie di produzioni colossali. In Sinuhe L'egiziano è Merit, la popolana che, fanciulla, si innamora del tristissimo Edmund Purdom e lo amerà, infelicemente, per tutta la vita. In Spartacus è Varinia, la schiava che darà un figlio a Spartaco. Indimenticabile la sequenza che vede Jean mostrare il bambino a Kirk Douglas, morente sulla croce. Dunque dramma, melò, storia e classicità. Forse nessuna attrice ha mostrato tanta duttilità. E come era naturale che accadesse, le furono affiancati quasi tutti i semidei dei quel momento. Oltre a Brando, a Burton e a Douglas: Robert Mitchum (Bella ma pericolosa), Spencer Tracy (L'attrice), Gregory Peck e Charlton Heston (Il grande paese), Paul Newman (Quattro donne aspettano), Rock Hudson (La mia terra), Burt Lancaster (Il figlio di Giuda), Cary Grant (L'erba del vicino è sempre più verde). Quando una parte della Hollywood di quelle stagioni se ne va, è un segnale che va rilevato ed è un ricordo che occorre accogliere e fermare. Nel titolo ho scritto "bella e brava" in realtà Jean Simmons merita il superlativo, merita tutti i superlativi, come la sua quasi omologa Deborah Kerr, che non c'è più da qualche settimana.
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