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Ultimo aggiornamento venerdì 24 ottobre 2025
Due famiglie decidono di andare in vacanza in Francia, ma una delle due dimentica il figlio in soffitta, dov'era stato chiuso in castigo. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office Mamma, ho perso l'aereo ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 1,8 milioni di euro e 903 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Chicago. La famiglia di Kevin si prepara per un viaggio a Parigi per le vacanze natalizie. La partenza avviene in maniera affrettata e il bambino viene dimenticato a casa. Kevin inizialmente è contento della situazione (i familiari non sono simpaticissimi) ma ben presto se la deve vedere con due ladri che deve cercare di neutralizzare in attesa del non semplice ritorno dei suoi.
Una volta tanto il titolo dato al film dalla distribuzione italiana è più allettante dell'Home Alone originale. Anche se la difesa della 'casa' vedrà il protagonista concentrato a mettere in gioco tutta la creatività possibile.
Con un incasso record per l'epoca di 200 milioni dollari solo negli Usa il film diretto da Chris Columbus (sceneggiatore di Gremlins, I Goonies e Piramide di paura) vede al centro la prestazione di Macaulay Culkin il cui successo sarà foriero nel futuro più di problemi che non di vantaggi. Siamo di fronte a una neo fiaba che in quanto neo si avvale di una serie di strumenti metalinguistici. A partire dall'uso che Kevin fa dell'audio di un film di genere gangsteristico la cui manipolazione gli permette di far credere come reale ciò che non lo è.
Non mancano poi scivolate, esplosioni ed altri elementi tipici del cinema d'animazione fino a giungere a una citazione da La vita è meravigliosa.
La rilettura dei ruoli tipici della fiaba si sviluppa in un costante equilibrio tra l'innovazione e il ritorno al buon vecchio cinema. Forse proprio per questo il film può rivolgersi sia ad un pubblico infantile che ad uno adulto. All'epoca Joe Pesci (che qui ha il ruolo di un malvivente da cartone animato) nell'immaginario adulto era uno di Quei bravi ragazzi che di fanciullesco non avevano proprio niente. Giocava quindi al contempo con l'immaginario adulto e con l'idea (sbagliata) che un attore dovesse rimanere confinato a generi specifici.
Mamma, ho perso l’aereo unisce due livelli di rappresentazione e narrazione: il percorso di formazione di Kevin, e i rocamboleschi, comici scontri tra Kevin e i due ladri. Il primo livello, dal tono pedagogico, vicino alla poetica della celebrazione della famiglia che si trova nell’opera di Spielberg, rappresenta l’evoluzione della visione che Kevin ha del nucleo familiare. Il bambino compie un percorso di maturazione che lo porta a separarsi e poi a riavvicinarsi ai familiari: alla fine giunge alla presa di coscienza dell’importanza della famiglia, centro di serenità, sicurezza, protezione. Il riavvicinamento per attuarsi ha bisogno del distacco, del rifiuto, della solitudine: Kevin deve rifiutare la famiglia per amarla e capirne la necessità. Il secondo livello è quello comico, vicino ai cartoni animati, alle comiche, al burlesque. Gli scontri tra Kevin e i ladri si basano su una comicità che nasce dalla contrapposizione tra la scaltrezza di Kevin e la stolta goffaggine dei cattivi resi in chiave parodistica. Il film riprende una tecnica fondamentale nel burlesque: la gag-traiettoria (Deleuze). Gli inseguimenti, le corse, le trovate escogitate da Kevin generano traiettorie continue, macchiniche, geometriche, che concatenano gli esseri umani, i personaggi, con le cose, gli oggetti, gli ambienti. La comicità sorge dal carattere inevitabile e catastrofico della traiettoria. Ogni traiettoria costituisce una serie di azioni e reazioni, di cause ed effetti concatenati, e il personaggio è un ingranaggio tra gli altri, viene a trovarsi sullo stesso piano-traiettoria delle cose. Il concreto, il corporeo, la comicità fisica si legano a elementi geometrici, astratti.
Diretto dallo sceneggiatore di Goonies e Gremlins, il film ha rubacchiato l'idea dal francese Un minuto a mezzanotte (1989). Due famiglie decidono di andare in vacanza in Francia, così i componenti se ne partono allegri, pimpanti e un po' nervosi. La madre di Kevin però ha rinchiuso il bambino in soffitta, in castigo. Così nella fretta Kevin viene dimenticato a casa. All'inizio si diverte un mondo ma poi comincia a preoccuparsi, soprattutto quando giungeranno a fargli visita due ladri alquanto maldestri. Li sistemerà per le feste (siamo a Natale). Dopo un ottimo inizio il film perde un po' di ritmo per poi riprenderlo verso il finale. Tra Disney e Spielberg il film annota anche la piccola partecipazione di John Candy. Il bambino protagonista è diventato subito una star.
Chicago, Natale. Nella turbolenta partenza per l'aeroporto la famiglia Mc Allister dimentica a casa il figlio Kevin, di soli 8 anni. Reduce da un litigio con i parenti, il bambino non disdegna la solitudine e dimostra subito un'energica autonomia. Finché una sgangherata coppia di ladri non decide di svaligiare la villa: ma si rivelerà una scelta davvero poco felice.