| Anno | 2025 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 64 minuti |
| Regia di | Alessandro Abba Legnazzi, Clementina Abba Legnazzi, Giada Vincenzi |
| Attori | Alessandro Abba Legnazzi, Clementina Abba Legnazzi, Giada Vincenzi . |
| Uscita | martedì 7 aprile 2026 |
| Distribuzione | Start |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 3 aprile 2026
Clementina rivive la dolorosa separazione dai genitori: col padre trasforma il ricordo in un gioco di fantasia per affrontare l'assenza della madre.
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CONSIGLIATO SÌ
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Alessandro Abba Legnazzi e la figlia di nove anni Valentina si trovano nella casa di montagna da cui nel passato Giada, la madre, è partita un mattino sancendo definitivamente la separazione dal marito. Anche se il tempo è passato, la ferita è ancora aperta e Alessandro, valente disegnatore, realizza una storia in cui la mamma risulta rapita dalla perfida Regina delle acque. Padre e figlia dovranno entrare in azione per salvarla e salvarsi dai propositi della pericolosa nemica.
La documentazione di un percorso immaginario progettato da un padre per consentire alla figlia di superare le conseguenze della separazione dei genitori.
Francesco Gabbani in "La mia versione dei ricordi", a proposito della separazione di due persone che si sono amate, scrive questi versi: "Ognuno per sè stesso veste la sua verità/perché resti nuda l'altra metà". In questo interessante documentario lo spettatore è consapevole di stare assistendo a una versione della vicenda in cui la, chiamiamola così, 'controparte' compare solo in alcune immagini relative all'infanzia della figlia.
Premesso quanto sopra, va riconosciuta ad Alessandro Abba Legnazzi la creatività sia di disegnatore che di inventore di una storia che aiuti la figlia ad andare oltre la vicenda, avvenuta non recentissimamente ma che ancora non è stata del tutto assorbita.
L'invenzione di questo mondo in cui la Regina delle acque è alla caccia di Valentina dopo averne sequestrato la madre, conferma il ruolo classico della fiaba che è quello di consentire di affrontare le paure sotto forma di narrazione per poterle superare. Trasformati nei piloti Tonio e Leila, padre e figlia preparano la missione di salvataggio della mamma. La vicenda però non prevede solo questo viaggio immaginario perché lo intercala con situazioni di realismo talvolta doloroso.
Fatto salvo che all'inizio papà Alessandro si mostra non precisamente tranquillizzante quando dice a Valentina: "Noi restiamo qui, in questa casa e siamo al sicuro" proseguendo però con "Parlo a bassa voce perché potrebbero spiarci e venirci a prendere" seguiranno più avanti delle precise prese di coscienza su quanto è accaduto e sull'impossibilità di un ritorno alla dinamica familiare precedente al distacco, così come un'esternazione dei timori della bambina.
Anche se a tratti si ha la sensazione della costruzione delle situazioni in funzione dell'estetica delle inquadrature Abba Legnazzi ha il pregio di ricordarci che i genitori hanno il dovere di elaborare strategie per aiutare i figli a superare le difficoltà insite nella separazione dei genitori. Quella mostrata qui è particolarmente creativa ma ognuno può e, va ripetuto, 'deve' elaborare la propria.
Terminati i titoli di testa che dichiarano subito il coinvolgimento in prima persona - dalla regia alla scrittura fino all'interpretazione - dei tre protagonisti della storia di cui saremo testimoni, Leila si apre su un quadro fuori fuoco. Ai margini dell'inquadratura la voce del padre chiede alla figlia: «Tu sai perché stiamo facendo questa ripresa qua?».