| Anno | 2000 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania, USA |
| Durata | 121 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Wim Wenders |
| Attori | Mel Gibson, Jimmy Smits, Milla Jovovich, Jeremy Davies, Peter Stormare Ezra Buzzington, Tim Roth, Donal Logue, Tom Bower. |
| Uscita | lunedì 22 giugno 2026 |
| Distribuzione | CG Entertainment |
| MYmonetro | 3,06 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 22 giugno 2026
Il "Million Dollar", è un albergo con un passato prestigioso, adesso è frequentato da strani, vagabondi pazzoidi. Uno di questi, Izzy (Davies) si butta dal tetto senza un'apparente ragione. Il film è stato premiato al Festival di Berlino,
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel Million Dollar Hotel di Los Angeles, albergo fatiscente rifugio di emarginati e sbandati, il figlio di un magnate della televisione si toglie la vita. Incaricato delle indagini, il detective Skinner interroga gli abitanti dell'hotel, tra i quali Tom Tom, il migliore amico del morto, ragazzo sensibile, tossicodipendente e con problemi mentali, e la bellissima Eloise, anche lei disabile. Appresa la vera identità della vittima, i vari pensionanti escogitano un piano per arricchirsi, mentre tra Eloise e Tom Tom, che da sempre è innamorato della ragazza, nasce una tenera intesa.
Il film nacque da un'idea del cantante Bono, che aveva scoperto l'albergo del titolo durante le riprese del video di Where the Streets Have No Name: quel luogo diventa la metafora dell'America, del fascino che sprigiona e delle ingiustizie sociali di cui è espressione.
Wenders, da sempre innamorato dell'America come Tom Tom di Eloise, trasforma il Million Dollar Hotel - anch'esso bellissimo e malato - in un luogo dell'immaginario, immerso nelle atmosfere noir di Los Angeles e parte di un mondo di emarginati che sono il rimosso di una nazione.
Girato nel 1999 e uscito nel 2000, in un momento che si sarebbe poi scoperto essere decisivo per la società americana - alla fine di un'apparente epoca d'oro e un attimo prima dell'11 settembre 2001 - il film appartiene come il successivo La terra dell'abbondanza alla serie dei ritratti del misero paesaggio sociale americano, laddove altre opere come Non bussare alla mia porta o The End of Violence dell'America affrontano invece il mito o il sistema di produzione delle immagini.
In The Million Dollar Hotel Wenders guarda il mondo dal basso, dalla prospettiva dei suoi freak e ironicamente li spinge verso l'alto, sulla cima dell'albergo dal quale godere di un panorama inedito della città. «L'albergo», ha dichiarato il regista (che qui lavorò con lo sceneggiatore Nicholas Klein come in The End of Violence), «può essere visto come una specie di manicomio, a parte il fatto che, paragonato al mondo attorno a noi, l'apparente follia dei suoi abitanti sembra quasi normale». La metafora è dunque evidente (fin banale, in realtà), così come l'intenzione di fare del luogo al cuore del film un microcosmo ambiguo e contraddittorio in cui amore e morte, povertà e denaro, poesia e prosa, arrivano a scontrarsi.
Le linee narrative principali del film sono del resto quella di un noir investigativo, da un lato, e quella di un tentativo di truffa, dall'altro, con i media e il mondo dell'arte a fare da agitatori e disturbatori di una normalità che il fatidico quarto d'ora di fama trasforma inevitabilmente in caricatura grottesca e ridicola. Da sempre indagatore della società di massa e del suo rapporto con le immagini, in The Million Dollar Hotel Wenders è, in realtà, interessato soprattutto ad altro, come dimostra il tono eccessivamente poetico (a cui contribuiscono le musiche dello stesso Bono, di Jon Hassell, Brian Eno e Daniel Lanois) e pure la grazia con cui segue la storia d'amore tra i due protagonisti (interpretati da Jeremy Davies e Milla Jovovich), anch'essi a loro modo angeli che vegliano sulla città.
A distanza di anni, il limite di The Million Dolar Hotel resta proprio la sua natura composita e squilibrata. La sceneggiatura venne riscritta più volte e a lungo il film venne considerato dai suoi autori una storia di fantascienza ambientata nel 2001. Proprio questo particolare, in realtà, lo ha trasformato col senno di poi in una rappresentazione incredibilmente premonitrice del destino dell'America stessa, all'epoca troppo intenta a perpetrare modelli d'ingiustizia sociale, e insieme a specchiarsi nella propria ricchezza, da non accorgersi di ciò che stava arrivando.
Potere del cinema, insomma, che in forme mediate e laterali cattura lo spirito dei tempi e lo rivela sullo schermo in modo non sempre comprensibile per chi c'era, ma più chiaro per chi, oggi, può godere di una prima o nuova visione.
Il "Million Dollar", è un albergo con un passato prestigioso, adesso è frequentato da strani, vagabondi pazzoidi. Uno di questi, Izzy (Davies) si butta dal tetto senza un'apparente ragione. A indagare arriva il detective Skinner (Gibson). Naturalmente, con sospettati come quelli, l'indagine non può procedere secondo la normale logica. Inoltre l'agente si innamora della stranissima Eloise (Jovovic), una complicazione in più. Purtroppo la regola è diventata ferrea, Wenders (che continuiamo a ritenere uno dei massimi autori contemporanei) fa seguire un film brutto a uno bello. Buena vista social club era un capolavoro, questo è un accumulo di disordine fastidioso che ha neppure un residuo di creatività alla Wenders: solo un grigio intrecciarsi di storie e linguaggio astrusi col sapore (pessimo) della sperimentazione. Ribadiamo, il Wenders migliore è quello del rigore e dell'essenza, quando deborda vuol dire che non ha le idee chiare. E come poteva averle chiare se il suo consigliere era Bono, cantante che ha certamente una sua particolare ispirazione ma di certo non in sintonia con quella di Wenders. Tuttavia è storicamente impossibile non dare a Wenders la sufficienza. È la sola ragione del numero delle stelle.
Un giovane, tossico marcio, si getta dal tetto di un albergo malfamato (ma con un grande passato alle spalle) della downtown di Los Angeles. E' figlio di un ricco editore ebreo e un agente dell'FBI viene costretto ad indagare sul caso e a trovare un colpevole. L'idea di partenza è di Bono che assieme agli U2 firma anche la colonna sonora, contribuendo con la canzone "The ground beneath her feet", forse [...] Vai alla recensione »
La musica bellissima degli U2 e di Sonny Bono che ha pure ideato il film. Un albergo nella Los Angeles peggiore, lussuoso in passato, nel presente rifugio di gente sbandata. Il figlio d'un miliardario tycoon dei media muore precipitando dall'alto. Mel Gibson,agente del Fbi incaricato di indagare sul possibile delitto, è squilibrato da una vecchia mutilazione.