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![]() A che scopo preservare la vita, visto l'uso che ne fate…
dal film Il quinto elemento (1997)
Milla Jovovich è Leeloo
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Basta un solo suo sguardo per farti travolgere dall'incontrollabile ossessione di penetrare in quel glaciale e immenso abisso che sono quegli occhi. Lei - Milla Jovovich - dea androgina di sconvolgente bellezza, è una donna complessa, eterogenea che, grazie all'imprescindibile talento, ha conquistato il pianeta.
La vita prima del successo
Figlia unica di un pediatra serbo e dell'attrice russa Galina Loginova, Milla nasce a Kiev in Ucraina, nella gelida notte del 17 dicembre 1975. Dopo una breve permanenza a Londra, che consente a papà Bogich di terminare gli studi universitari, la famiglia Jovovich – quando la bimba ha appena cinque anni - sceglie l'esilio in California, pur di scappare dal regime comunista dell'Unione Sovietica.
Si trasferiscono così a Sacramento e poi a Los Angeles, dove i genitori di Milla si adattano a svolgere i lavori più umili: la madre, infatti, è costretta ad abbandonare i palcoscenici per farsi assumere da un'impresa di pulizie.
Ma per i Jovovich la fortuna comincia di nuovo a girare: un bel giorno, la loro figlioletta di nove anni, viene notata da un talent scout che la lancia in svariati spot pubblicitari.
A poco a poco, la giovane diviene una baby modella richiestissima, immortalata dagli obbiettivi dei maggiori fotografi in circolazione.
L'arrivo sul grande schermo
Nel 1988 debutta addirittura al cinema, con la pellicola disneyana Ultimo treno per Kathmandu.
È il 1991 quando, malgrado la separazione dei genitori, Milla conquista le platee, indossando i panni della sensuale Lilli nel romantico Ritorno alla laguna blu, dove compare per la prima volta senza veli.
Dodici mesi dopo, terminata la love-story con il fotografo Mario Sorrenti, la star sedicenne sposa il collega Shawn Andrews ma neanche un mese più tardi, il matrimonio viene annullato.
Divisa tra il mondo della celluloide e quello delle passerelle (è testimonial incontrastata di nomi come Dior, Chanel e Calvin Klein), la diva fa breccia nel cuore di Hollywood grazie all'incredibile performance ne Il quinto elemento di Luc Besson. Durante le riprese del film, questa seducente creatura riesce a stregare il regista francese, con il quale convola a nozze nel 1997.
Musa ispiratrice del cineasta parigino, la Jovovich, viene nuovamente diretta dal marito nel bellissimo e controverso Giovanna D'Arco: la prova interpretativa con la quale Milla si cimenta, è assolutamente da manuale.
Conclusa la relazione con Besson e, dopo una storia lampo con il chitarrista John Frusciante dei Red Hot Chili Peppers, questa tosta "ragazzaccia", gioca con le armi letali di Resident Evil (2002).
Nel 2005, invece, si è sottoposta a un rigoroso allenamento per dare vita alla sexy eroina di Ultraviolet.
Dopo il successo della prima pellicola, la Jovovich torna ad interpretare anche i due successivi film della saga tratta dall'omonimo videogame: Resident Evil:Apocalypse (2004) e Resident Evile:Extinction (2007).
Nel 2010 interpreta la psicologa Abigail Tyler nel thriller soprannaturale Il quarto tipo.
Non solo cinema per Milla
Attrice, modella, stilista (ha deciso di firmare una linea di abbigliamento femminile, in società con l'amica Carmen Hawk), cantante, nonché musicista: nel 1994 era leader della band dei Plastic Has Memory, con la quale ha pubblicato l'album The Divine Comedy.
Attualmente Milla è sentimentalmente legata al regista Paul W.S. Anderson.
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Resident Evil: Afterlife
continua»
Genere Azione, - USA, Gran Bretagna, Germania 2010. Uscita 17/09/2010. |
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È ormai a tutti gli effetti un'attrice poliedrica Milica "Milla" Jovovich. Probabilmente qualcuno, forse molti, non lo avrebbero mai potuto ipotizzare. Gli inizi come modella non lasciavano capire le potenzialità della professionista che si nascondeva dietro il volto dolce e felino della ragazza che ammaliava le passerelle. Figlia di un pediatra serbo (proveniente da una famiglia con una lunga tradizione militare che risale al suo bisnonno, Bogic Jovovic la cui moglie si chiamava Milica) e di un'attrice ucraina fuggiti esuli negli Stati Uniti, Milla inizia a sfilare dall'età di undici anni e, a sedici, si sposa con un attore, Shawn Andrews, conosciuto in una delle sue prime esperienze sul set. Peccato che la madre fece annullare il matrimonio in fretta e furia. Però, con gli anni e l'esperienza, Milla non smetterà di legarsi alla gente del cinema, in particolare i registi. Celebre la sua storia con Luc Besson. L'unico frutto dell'amore che ha resistito fino ad oggi all'usura del tempo sono i due film che il francese ha regalato alla Jovovich: Il quinto elemento e Giovanna d'Arco. Poi, mollato Besson, Milla si è innamorata di Paul W. S. Anderson che l'ha diretta in Resident Evil. I due hanno una bambina e si sono sposati nel novembre del 2009.
Nel 2010, dopo essere stata un'aliena, Milla Jovovich interpreta la psicologa Abigail Tyler, che studia i misteriosi rapimenti in serie avvenuti in una cittadina dell'Alaska: Il quarto tipo si basa su documenti e filmati realmente esistenti e, rincuoratevi, al momento Milla non ha una storia con il regista Olatunde Osunsanmi.
Lo sperimentale T-Virus, progettato dalla Umbrella Corporation, è stato diffuso sulla Terra, trasformando la popolazione in un'orda di scatenati zombi affamati di carne. Carlos Olivera (Oded Fehr) e L.J. (Mike Epps) hanno riunito un gruppo di sopravvissuti e si sono messi in viaggio, attraversando le autostrade del deserto in un convoglio armato. Cercano esponenti della propria specie, ossia esseri viventi non infettati. Quello che trovano nel deserto, invece, è una presenza costante di non-morti. Alice (Milla Jovovich) sta seguendo di nascosto il convoglio per proteggerlo, con la speranza di poterlo portare in salvo in qualche modo.
Questo penultimo weekend di gennaio si fa strada nei cinema occupati dagli avatar con ben sei uscite, ciascuna detentrice del proprio genere. Se il fenomeno di James Cameron ha portato e continuerà a portare incassi strepitosi al botteghino, non è da sottovalutare il ritorno nelle sale di un genere non molto presente nelle scene italiane, il musical, che con Rob Marshall acquista il nome di Nine. L'opera del regista americano punta in alto (forse troppo in alto) tentando di tradurre per lo schermo l'omonimo musical di Brodway ispirato all'Otto e mezzo di Fellini, capolavoro del cinema nostrano attraverso il quale lo stesso Fellini ha cercato di snocciolare la sua crisi esistenziale e creativa. L'eleganza del profondo catturata a fatica dal regista italiano, sempre al limite tra realtà e fantasia, sfugge a Marshall che convoglia l'attenzione sulla capacità seduttiva delle dive Penélope Cruz, Marion Cotillard, Kate Hudson, Judi Dench, Nicole Kidman e Sophia Loren, protagoniste del film.
Anche il Ryan Bingham di Jason Reitman (Thank You for Smoking, Juno) è un uomo affascinante, non a caso questo ruolo è stato scritto appositamente per George Clooney, personaggio principale di Tra le nuvole. In un'era in cui la tecnologia ci impone conversazioni mediate da cellulari, computer e cercapersone, Reitman si interroga sulla possibilità di stabilire legami autentici e duraturi e sulle effettive capacità dell'uomo odierno di esprimere i propri sentimenti. Ispirato al romanzo di Walter Kirn e sulla linea degli anti-eroi reitmaniani, si racconta di un tagliatore di teste aziendale che vive tra aeroporti, alberghi e automobili in affitto, sempre pronto a partire per il prossimo viaggio. La sua apparente spavalderia e sicurezza e la sua gioia nel viaggiare "senza bagaglio" si riveleranno effimere e ingannevoli, nascondendo soltanto una grande solitudine.
Niente paura, è solo un film" si dice per stemperare l'effetto del cinema dell'orrore ben riuscito e proprio su questa linea di demarcazione vuole agire Il quarto tipo, pretendendo di convincere lo spettatore che non si tratta solo di un film ma di reale documentazione dei fatti. Sono l'attrice Milla Jovovich e in questo film interpreto la psicologa Abbey Tyler" comincia così con un monologo metacinematografico della protagonista un film all'insegna della linea di confine tra finzione cinematografica, realtà dei fatti e consapevolezza di stare davanti ad un film.
L'horror degli ultimi anni si è progressivamente spostato da racconto coinvolgente e puramente finzionale di fatti fantastici a racconto che cerca di ricalcare un possibile realismo, in alcuni casi fingendosi proprio reale. Dalla truffa messa in piedi per The blair witch project in poi molti altri film sono stati girati per sembrare veri video amatoriali, cioè per cercare di catturare la possibile materializzazione nelle vita reale di quelle paure che sono sempre state legate a racconti palesemente finti. Il quarto tipo fa un passo avanti e mostra accanto alle immagini girate video di repertorio che dovrebbero essere la prova della vera materializzazione di entità non umane.
Da Cloverfield a [REC] fino all'imminente Paranormal activity il cinema insegue la materializzazione reale della paura e non più la sua proiezione fantastica. Allo stesso modo, lontano dagli effetti speciali sofisticati che ricreano impossibili e terrificanti materializzazioni, Il quarto tipo applica comunque idee da cinema cercando di ridurre il fantastico che si materializza nelle immagini per tenerlo nella testa dello spettatore, fornendogli, in maniera abbastanza truffaldina, delle "prove" del realismo di ciò che racconta.
Esce il 22 gennaio il thriller sci-fi diretto da Olatunde Osunsanmi Il quarto tipo, film ispirato alla storia vera di una cittadina dell'Alaska in cui numerosi abitanti hanno testimoniato di essere stati vittime di incontri con alieni.
Già dal trailer dal piglio metacinematografico la protagonista Milla Jovovich afferma di interpretare la parte della psicologa Abigail Tyler e racconta la ricostruzione del mistero ancora irrisolto. Arricchito di materiale d'archivio inedito, il film fa leva sull'amatorialità dei filmati registrati dalla psicologa durante le sedute dei suoi pazienti, dai quali scopre senza volere alcune delle più disturbanti prove sui rapimenti alieni.
Il "quarto tipo" del titolo è frutto di uno studio del 1972 nel quale si stabilì una scala di misurazione per gli incontri con gli extraterrestri: dal semplice avvistamento all'incontro del quarto tipo, il rapimento.
Un incidente può salvarti la vita? Luc Besson passa i primi anni della sua esistenza seguendo i genitori istruttori di nuoto subacqueo in giro per l'Europa, tra Italia, Jugoslavia e Grecia. Il suo sogno di bambino è studiare il "grande blu profondo". Un infortunio gli impedirà per sempre di immergersi, costringendolo ad abbandonare la sua ambizione di diventare un biologo marino ma a scoprire il mondo dei documentari, la televisione e il cinema. E un giorno a girare Le Grand Bleu. È così che, dopo alcune esperienze nell'ambiente, si trasferisce per tre anni negli Stati Uniti. Ritornerà in patria, determinato a seguire la propria strada e, soprattutto, padrone di uno stile che lo porrà al centro dell'attenzione a causa del successo delle sue pellicole ma sostanzialmente odiate dalla critica.
Qualcuno lo ha definito "cinema du look" e non è certo una nouvelle vogue, al contrario: è il trionfo della forma sulla sostanza, un approccio vicino alla pubblicità, certo non a Godard. Besson non lo ha mai rinnegato, anzi: sebbene mortificato dalle cattive recensioni, ha sempre sottolineato che i Maestri della cinematografia francese si confrontarono con la necessità di scrivere le regole di un'arte in formazione; per i loro eredi, si tratta di fare un cinema che possa essere accettato, soprattutto da chi finanzia i film. Ed è così che Besson, nel suo percorso dentro la macchina-fattura soldi di celluloide si ritrova a fare tutto e di tutto: scrivere, produrre, girare ma, soprattutto, rimorchiare. Infatti, se non fosse diventato il regista di successo che è, difficilmente avrebbe attratto splendide donne come Anne Parillaud (per cui scrisse Nikita) e Milla Jovovich (che divenne la sua Giovanna d'Arco).
Oggi, nel gran calderone di progetti, belli e brutti, di Luc Besson c'è la trilogia del cartone animato su Arthur che sta tornando nelle sale con Arthur e la vendetta di Maltazard.
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