Giovanna d'Arco di Luc Besson

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Guerra dei cent'anni. Giovanna d'Arco, già leggenda popolare a diciotto anni, riesce, da sola, a superare le linee nemiche inglesi e raggiungere a Chinon Carlo VII, delfino di Francia.
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Pino Farinotti     * * - - -

Guerra dei cent'anni. Giovanna d'Arco, già leggenda popolare a diciotto anni, riesce, da sola, a superare le linee nemiche inglesi e raggiungere a Chinon Carlo VII, delfino di Francia. La "pulzella" convince il futuro re di essere in diretto contatto con Dio, soprattutto lo induce ad attaccare gli Inglesi ad Orléans. Giovanna vince una battaglia dopo l'altra. Quando Carlo, incoronato re, decide di trattare col nemico inglese, Giovanna continua la guerra da sola. Tradita, viene presa prigioniera dai Borgognoni, che simpatizzano con gli inglesi, e venduta al nemico per 10.000 scudi. Il re non muove un dito, ben contento di essersi liberato della patata bollente. Giovanna viene processata per eresia. Le si offre la possibilità di abiurare ma non recede dalle proprie posizioni. Arde sul rogo il 24 maggio del 1430 sulla piazza del mercato vecchio in Rouen. Luc Besson gira all'americana, tanti effetti, tanti movimenti, grande budget, grande spettacolo. Il film non è però all'altezza di quelli che lo hanno preceduti.

Primo Weekend Usa: $ 6.361.000
Incasso Totale* Usa: $ 6.361.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 24 ottobre 1999
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Molto spettacolo per nulla

venerdì 21 aprile 2006 di luigim

L'euro-hollywoodiano (per nascita il primo, per stile il secondo) Besson ritorna su un tema tanto caro ai cineasti francesi, che, da buoni nazionalisti, non perdono occasione per encomiare i propri eroi; anche se, in questo caso, si tratta di un'eroina e l'encomio non sembra poi tanto evidente (fatta eccezione per il ritratto duro degli inglesi, ma forse stavolta il buon Besson calca un po' troppo la mano). Per farlo, però, rigetta (consapevolmente?) il rigore che aveva caratterizzato decenni prima continua »

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Grande film...spettacolo e realismo

lunedì 13 agosto 2007 di Napos

Il realismo del titolo è quello delle scene di battaglia, anzi di assedio, poichè manca uno scontro "in volata" alla Braveheart (unico vero cruccio che rimane). Crudezze mediavali, costumi curatissmi, ricostruzioni ambientali perfette. Ottimi gli attori, a cominciare dalla protagonista: isterica, ambingua, ispirata, coinvolgente. Grande chicca di Hoffman, bravo perfino Cassel, nel ruolo di Barbablù. Inutile tirar fuori Dyer o la Bergman. Questo è un film moderno e, nonostante io sia di solito continua »

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Coraggio e fede

mercoledì 31 agosto 2005 di Fabio

Ho visto questo film la prima volta in televisione.Molto bello.Ben diretto,passionale,coinvolgente,ottimamente caratterizzato il personaggio di Milla/Giovanna d'Arco nel suo tormento interiore tra ispirazione divina,odio,rimorso e (forse) follia.Straordinarie e realistiche le scene di battaglia (chi pensa che Besson abbia calcato la mano vada a leggere i documenti sulla battaglia di Azincourt dove gli arcieri inglesi massacrarono i soldati francesi prima del macello vero e proprio del corpo a corpo!).Certo,il continua »

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Tre fasi distinte di narrazione

sabato 17 settembre 2011 di Gianni Lucini

A Luc Besson riesce un compito che sulla carta non appariva semplicissimo, cioè quello di riportare su grande schermo un personaggio complesso come Giovanna D’Arco, già ampiamente sfruttato nel passato. Tra l’altro lo fa partendo come “seconda scelta”. Inizialmente infatti la produzione non aveva pensato a lui. La regia del film era inizialmente stata affidata a Kathryn Bigelow e solo successivamente, dopo una serie di incomprensioni e dissidi scoppiati nel continua »

"Quanta vita non vissuta c'è dietro gli angoli che, per caso o per scelta, non voltiamo!"
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di Irene Bignardi La Repubblica

Non è il caso di scomodare gli illustri precedenti e istituire confronti. La multimiliardiaria Giovanna d'Arco di Luc Besson (costata circa settantacinque miliardi e accolta così così perfino nella patriottica Francia) è, direbbero Gertrude Stein e Monsieur de la Palisse, la multimiliardaria Giovanna d'Arco di Besson: un western medievale tutto sangue, furore e orrore, pieno di star e, letteralmente, di un esercito di comparse, sovreccitato e rumoroso, bombardato di musica (credo si contino tre minuti di silenzio), lunghissimo (due ore e quaranta), lontano dal rigore bressoniano, dal misticismo dreyeriano, dallo sperimentalismo rosselliniano come due facce dello stesso pianeta. »

di Alberto Crespi L'Unità

L'ennesima Giovanna d'Arco di celluloide pone, diciamo così, un doppio problema: quanto c'è di nuovo nella rilettura dell'eroina proposta da Luc Besson, da un punto di vista cinematografico e da un punto di vista storico? Messa in altri termini, la questione si riassume in due domande. La prima: è un bel film? La seconda: è un film serio, che potrà piacere non solo al pubblico che al cinema vuol vedere Guerre stellari o 007, ma anche a chi pensa, che Giovanna, e il suo folgorante passaggio nella storia, siano una cosa importante? A costo di passare per rompiscatole, siamo convinti che la prima risposta dipenda dalla seconda. »

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Giovanna d'Arco di Luc Besson con Milla Jovovich, John Malkovich, Tcheky Karyo, Vincent Cassel, Pascal Greggory, Faye Dunaway, Dustin Hoffman Biografico. Francia, 1999 Questa volta Giovanna d'Arco, l'adolescente contadina guerriera combattente vittoriosa per il Delfino di Francia contro gli inglesi nel 1429, bruciata viva sul rogo come eretica a diciannove anni, santificata nel 1920, è una ragazza-ragazzo spinta da un'urgenza non rinviabile. Ha fretta, corre veloce, grida forte, è impaziente, guida urlando e spingendo i suoi soldati, non vuole aspettare: Ora è il suo motto, e Meglio prima che dopo, e Subito, adesso. »

di Silvio Danese Quotidiano.net

La storia della pulzella d'Orlèans a colpi di fucilate visive. Due ore e quaranta minuti di corsa tra le barbarie degli inglesi nella Loira (1422), quando Giovanna d'Arco (esuberante Milla Jovovich) perse tutti i parenti, l'illuminazione divina in un campo, il mandato dell'erede al trono di Francia Carlo VII ("vi porto notizie dal nostro dio"), l'accusa di eresia voluta dagli inglesi e avallata dall'ecclesia francese, il processo fiancheggiato da un'apparizione della Coscienza (un impegnato Dustin Hoffman) che analizza freudianamente la religiosità folle e visionaria di Giovanna (involontariamente esilarante). »

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