Che pasticcio, Bridget Jones

Film 2004 | Commedia 108 min.

Regia di Beeban Kidron. Un film con Renée Zellweger, Hugh Grant, Colin Firth, Gemma Jones, Jim Broadbent, Celia Imrie. Cast completo Titolo originale: Bridget Jones: The Edge of Reason. Genere Commedia - Gran Bretagna, 2004, durata 108 minuti. Uscita cinema venerdì 7 gennaio 2005 - MYmonetro 2,00 su 38 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Bridget Jones, ormai fidanzata con Mark, è terribilmente gelosa. Le sue avventure metteranno in discussione la sua relazione e il rapporto con se stessa. Sempre con un sorriso sulle labbra. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Che pasticcio, Bridget Jones ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 10 milioni di euro e 3,3 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato no!
2,00/5
MYMOVIES 1,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,75
CONSIGLIATO NÌ
Sequel senza troppa personalità e brio che si lascia ascoltare per la piacevole colonna sonora e guardare per il fascino di Londra.
Recensione di Mattia Nicoletti
Recensione di Mattia Nicoletti

Essere innamorate e fidanzate con un avvocato di successo, ed essere bruttine e impacciate, può essere una di quelle fortune che capitano a pochi, ma essere corteggiati da uno come Hugh Grant, sempre molto dandy, ha dell'incredibile.
La vita di Bridget Jones, giornalista televisiva da sbarco, che riesce a rendere ridicolo il più semplice dei servizi, sembra avere raggiunto l'equilibrio. Ha un uomo affascinante con una pazienza zen, da chiamare in ogni momento della giornata (anche durante le riunioni più importanti); ha un lavoro che l'appaga; ha diverse amiche confidenti. Bridget non ha però fatto i conti con la gelosia. L'assistente del fidanzato, è infatti una bella, brillante, gentile ragazza, dalle gambe lunghissime (con le gambe fin qui, dirà Bridget, indicando il proprio seno). Le giornate della protagonista si riempiono, così, di dubbi, pensieri che la riconduranno al pensiero dell'originaria e impenitente vita da single.
Interpretata da Renèè Zellweger, appesantita ulteriormente rispetto alle ultime uscite, Bridget Jones, risulta poco credibile in ogni sequenza(salvo quella molto divertente quando si reca in farmacia con gli sci ai piedi alla ricerca di un test di gravidanza) e fa sorridere di rado, a denti stretti.. Non va sottovalutato che, il secondo libro, da cui è tratta la sceneggiatura, è molto meno scorrevole e piacevole del primo, e va a inficiare ulteriormente il risultato finale.
Che pasticcio, Bridget Jones!, in definitiva, è un sequel senza troppa personalità e brio, che si lascia ascoltare per la piacevole colonna sonora, e guardare per il fascino di Londra.
Un sola considerazione: l'uomo oggetto è tornato di moda. Non tralasciate questo particolare.

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Benché felicemente fidanzata con il bel Mark Darcy, Bridget continua a ingrassare e a non aver fiducia in sé. Così va in Thailandia per motivi di lavoro in compagnia del suo vecchio amore Daniel Cleaver dal quale si lascia corteggiare fin troppo, ma soprattutto ovunque si trovi eccede in modo irritante e inverosimile in goffaggini d'ogni tipo. Nemmeno R. Zellweger dà il meglio di sé. Qualche ideuzza qua e là non è stata sufficiente ad accontentare nemmeno il pubblico più indulgente.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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CHE PASTICCIO, BRIDGET JONES
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 29 settembre 2017
hellphone97

Dopo un memorabile e brillante inizio, Bridget Jones compie un vero pasticcio: si affida ad una comicità slapstick,  anche se efficace , che però non riesce a garantire la stessa dose di risate e lo spessore del predecessore ma comunque il risultato non è da disprezzare. Siamo sulla piena sufficienza e sul minimo indispensabile 

Frasi
Ti prometto che la prossima volta non manderò tutto a puttane, mamma.
Che linguaggio, tesoro!
Scusa. La prossima volta non manderò tutto a puttane, mammina.
Dialogo tra Bridget Jones (Renée Zellweger) - Pam Jones (Gemma Jones)
dal film Che pasticcio, Bridget Jones
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Giacomo Vallati
Avvenire

Che il modello sia tanto futile quanto irraggiungibile è sotto gli occhi di tutti. Altissima, magrissima, ritoccatissima: secondo cinema e stampa la donna di successo dev'essere questa. Così fa effetto che stavolta il successo abbia arriso (sia pure in forma cinematografica) ad una grassottella goffa e impacciata: «Ma io credo che fra i meriti di Bridget Jones ci sia anche questo - argomenta Renée [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Per chi non lo ricordasse Il diario di Bridget Jones è stato, qualche anno fa, un caso letterario ad opera della scrittrice Helen Fielding, che tradusse in romanzo le avventure di una trentenne zitella e sovrappeso, rubricate in una satira per l'Indipendent. Dal libro al film il successo raddoppiò, grazie anche alla performance della mingherlina attrice texana Renée Zellweger che aumentò di peso a [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Bridget Jones ha finalmente coronato il suo sogno d'amore. Da qualche settimana è fidanzata con Mark Darcy, un giovane e aitante avvocato che sembra trovare incantevoli le sue ciccette tremolanti e tenera la sua goffaggine. Si può volere di più? Ma, sotto forma di «domanda cruciale», fosche nubi si addensano fin dall'inizio sul quel roseo orizzonte: questa storia meravigliosa si concluderà con un bel [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Il pasticcio più grave nel quale è andata a cacciarsi Bridget Jones (eroina sovrappeso e maldestra di schiere di single) non è tanto la sua nuova professione di reporter (che la costringe a buttarsi da un aereo senza il perfezionismo delle stuntgirl nostrane o a partire per la Thailandia senza quel minimo di furbizia che le consenta di star lontana dai guai), né l’accennato ritorno di fiamma per quel [...] Vai alla recensione »

Elisabetta Del Soldato
Film Tv

«Il ritorno di Bridget Jones, assicura Renée Zellweger, «non era di quelli premeditati». Ma la richiesta, ha spiegato l’attrice, «è stata tale che non mi sono potuta tirare indietro». E continua: «Stavo lavorando sui set di Chigaco (il film per il quale ha vinto un Oscar, ndr) quando hanno cominciato a chiedermi quando avrei interpretato il seguito di Bridget Jones.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Capitalizzare il successo di un prototipo è un'aspirazione produttiva ovvia e comprensibile: un tantino di fantasia in più, però, non farebbe male. Ne dimostrano pochissima sia l'autrice di Bridget Jones: l'età della ragione, Helen Fielding, sia gli sceneggiatori. Che ci raccontano la seguente, banalissima storiella. La ex-single ha messo le mani sul suo Darcy, che l'ama sinceramente; ma l'idea del [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

Secoli di civiltà, scoperte scientifiche e guerre, per arrivare al 2005 e capire finalmente cosa conta nella vita: essere magri. Tutto il resto è noia. Ruota intorno a questo “nuovo valore” Che pasticcio, Bridget Jones! , sequel del Diario , nei cinema italiani da venerdì, distribuito da Uip in 450 copie. Nei panni della più famosa single londinese, sempre Renée Zellweger, a Roma per presentare il [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

Diciamocelo, la fantascienza l’aveva previsto: come nel film Gattaca , siamo tutti divisi in “non validi” e “validi”. Che declinato al femminile sta per magre, belle e mai goffe. Ma le geneticamente perfette sono una minoranza e il popolo delle donne comuni, stanco di vivere covando frustrazioni e rabbia, si organizza. E così va a finire che perfino Bridget Jones diventa un’eroina.

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