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Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
giovedì 29 settembre 2016

Colin Firth

L'importanza di chiamarsi Firth

56 anni, 10 Settembre 1960 (Vergine), Grayshott (Gran Bretagna)
occhiello
Sono in vita i genitori?
Io li ho persi entrambi.
Perderne uno, signor Worthing, può essere considerata una disgrazia. Ma perderli entrambi è sbadataggine!

dal film L'importanza di chiamarsi Ernest (2002) Colin Firth è Jack
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Colin Firth
Golden Globes 2011
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film Il discorso del re di Tom Hooper

Golden Globes 2011
Premio miglior attore in un film drammatico per il film Il discorso del re di Tom Hooper

Premio Oscar 2011
Nomination miglior attore per il film Il discorso del re di Tom Hooper

BAFTA 2011
Nomination miglior attore per il film Il discorso del re di Tom Hooper

Premio Oscar 2011
Premio miglior attore per il film Il discorso del re di Tom Hooper

European Film Awards 2011
Nomination miglior attore europeo per il film Il discorso del re di Tom Hooper

European Film Awards 2011
Premio miglior attore europeo per il film Il discorso del re di Tom Hooper

Golden Globes 2010
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film A Single Man di Tom Ford

BAFTA 2010
Nomination miglior attore per il film A Single Man di Tom Ford

Premio Oscar 2010
Nomination miglior attore per il film A Single Man di Tom Ford

BAFTA 2010
Premio miglior attore per il film A Single Man di Tom Ford

Festival di Venezia 2009
Premio coppa volpi migliore interpretazione maschile per il film A Single Man di Tom Ford



Genius

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Michael Grandage. Con Nicole Kidman, Colin Firth, Jude Law, Guy Pearce, Dominic West.
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Genere Drammatico, - USA 2016. Uscita 10/11/2016.

I protagonisti 'gentleman' del film di Matthew Vaughn.

Kingsman - Secret Service, intervista a Colin Firth e Taron Egerton

lunedì 2 febbraio 2015 - Marianna Cappi cinemanews

Kingsman - Secret Service, intervista a Colin Firth e Taron Egerton Per Colin Firth non è la prima volta, ma un ritorno su un sentiero già esplorato. Firth, infatti, è già stato una spia, nell'intenso noir di Tomas Alfredson del 2011, La talpa. Per Taron Egerton, invece, o meglio, per il suo personaggio, i servizi segreti sono un'assoluta novità e richiedono un duro programma di addestramento e il superamento dei compagni nelle prove preparatorie. Harry Hart (Colin Firth) fa il tifo per lui: è il suo pupillo, oltre che il figlio di un compagno perduto sul campo.
Dove accade tutto questo? In Kingsman - Secret Service, il film di Matthew Vaughn ispirato al fumetto di Mark Millar e Dave Gibbons.
Abbiamo incontrato i due interpreti a Roma, in occasione della presentazione del film alla stampa.

   

Con La Talpa arrivano al Lido gli 007 di Alfredson.

Dalla Svezia con furore

lunedì 5 settembre 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Dalla Svezia con furore Gli 007 svedesi piacciono, eccome, alla Mostra di Venezia. Accolto da un lungo applauso in sala stampa, il regista di Stoccolma Tomas Alfredson e il produttore Tim Bevan hanno portato oggi in concorso Tinker, Taylor, Soldier, Spy (in Italia a gennaio con il titolo La Talpa), che lo sceneggiatore Peter Straughan ha tratto dal romanzo capolavoro sul mondo delle spie di John Le Carré. Già adattato per il piccolo schermo nel 1979 in una miniserie in 7 puntate, La Talpa ha portato al Lido anche un cast di altissimo livello: Colin Firth, John Hurt, Benedict Cumberbatch, Mark Strong e Gary Oldman, che nel film di Alfredson veste i panni del personaggio interpretato trent’anni fa da Alec Guinness nella miniserie tv. «Se Guinness potesse vedere la prova d’attore di Oldman – ha detto il regista – sarebbe il primo a fargli una standing ovation». Continua »

Anne Hathaway e James Franco animano e "svecchiano" l'ottantatreesima Notte degli Oscar.

Oscar, trionfa Il discorso del re

lunedì 28 febbraio 2011 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Oscar, trionfa Il discorso del re Ha avuto inizio nella Parigi di Inception l'83sima notte degli Oscar, con un montaggio a effetti speciali che ha visto gli ospiti della serata Anne Hathaway e James Franco entrare e uscire dalle scene madri dei film nominati. Subito dopo Tom Hanks ha aperto la premiazione annunciando i vincitori nelle categorie art direction e fotografia (andati rispettivamente ad Alice in Wonderland e Inception), ma il primo momento emozionante è stato quando Melissa Leo, introdotta da un Kirk Douglas in vena di scherzi, è salita sul palco a ritirare il premio come miglior attrice non protagonista per The Fighter.Così, per il secondo anno consecutivo, ha vinto un'interprete femminile che ha portato sul grande schermo la figura di una madre padrona. Quanto all'attore non protagonista, finalmente Christian Bale è riuscito a ottenere la sua prima candidatura all'Oscar per The Fighter e a impugnare la prestigiosa statuetta d'oro. A svecchiare ulteriormente l'edizione numero ottantatré della notte degli Oscar è stata la vittoria di Trent Reznor (e Atticus Ross) per la miglior colonna sonora originale realizzata per The Social Network. “Tutto questo sta accadendo realmente”., Ha iniziato così il discorso di ringraziamento il leader dei Nine Inch Nails che per l'occasione ha indossato il suo abito migliore. D'altronde, secondo l'Internazionale, l'oroscopo di Trent diceva: “Le prossime settimane saranno un ottimo momento per essere più audace nell’esprimere la tua bellezza e fare in modo che le persone a cui tieni la vedano in tutto il suo splendore”. Invece Randy Newman si è portato a casa il premio per la miglior canzone originale, “We Belong Together,” scritta per Toy Story 3.

Nomi, cose, città, attrici e attori
Danimarca batte Messico 1 a 0 nel momento in cui Susanne Bier viene chiamata a ritirare il premio come miglior film straniero per In un mondo migliore. Sebbene facessimo il tifo per Biutiful di Alejandro González Iñárritu, siamo felici e fieri del fatto che abbia vinto una donna. E se l'anno scorso una donna vinceva per la prima volta l'Oscar come miglior regista, è sempre lei, la stessa Kathryn Bigelow, a premiare Tom Hooper nella categoria miglior regia per la direzione di Il discorso del re. Poco dopo, è Jeff Bridges ad annunciare le cinque candidate come migliori attrici, e a premiare la visibilmente imbarazzata e commossa Natalie Portman, magnifica ballerina dalla doppia personalità in Il cigno nero, per la quale facevamo tutti il tifo. La signora in rosso Sandra Bullock ha invece avuto l'onore di presentare i candidati nella categoria miglior attore protagonista che ha visto premiare Colin Firth, il reale balbuziente di Il discorso del re. Infine, a chiudere una notte leggera, divertente ed emozionante è stato il re di Hollywood Steven Spielberg, chiamato a tenere banco per annunciare il miglior film dell'anno: Il discorso del re. Forse l'unica scelta vecchia di un premio che a ottantatré anni è sempre più giovane.

Colin Firth spiega come è riuscito a dare forma al suo personale re Giorgio.

Ho lavorato solo d'istinto

giovedì 17 febbraio 2011 - Giovanni Bogani cinemanews

Ho lavorato solo d'istinto E non balbetta neanche un po’! Il re Colin parla tranquillo, con la sua forza ostinata, da traino Scania. Dodici nomination, tra cui quella a lui come miglior attore, devono dare un bel po’ di fiducia. Lui però gioca al ribasso, com’è giusto: l’arte dell’understatement non l’hanno inventata gli inglesi? “Io sono a scoppio ritardato: può darsi che tiri i pugni in aria a maggio e che stappi una bottiglia di champagne a settembre, per la felicità che vivo oggi”, ha detto pochi giorni fa, a chi gli ha chiesto come si senta, nell’imminenza degli Oscar.

Lui arriva, e sembra il remake della conferenza di Venezia, quando venne con A Single Man. Sembra vestito da Tom Ford. Impeccabile, giacca nera, camicia bianca, cravatta nera. Premiato come miglior attore ai Golden Globes, arriva qui a Berlino giusto per spalmare un po’ di glamour su una Berlinale a basso tasso divistico. Il suo film è fuori concorso.

Quanto è stato difficile imparare a balbettare per il film? “No, non è stato difficile imparare a balbettare”, risponde. “È che, per un po’, dopo il film, ho parlato con ancora maggiore difficoltà che di solito! Per prepararmi, ho guardato film documentari su veri balbuzienti. Ma non sono un esperto di balbuzie: abbiamo fatto tutto da noi, per costruire i personaggi. Mia sorella è una terapista della voce, ma non mi ha aiutato con consigli ‘tecnici’…”.

“Comunque – prosegue – non è stato un lavoro intellettuale, ma solo un lavoro d'istinto. Quello che ho cercato di evitare? Il lato ‘povero me’ del personaggio. Non volevo che fosse compatito; il pericolo era solamente l’autoindulgenza e il sentimentalismo, che avrebbero ucciso la storia. Io e Tom, il regista, abbiamo lavorato molto perché non ci fosse questo aspetto. Cercando di mettere insieme umanità e ironia”.

“C’era poi un altro aspetto apparentemente difficile”, conclude. “Io sono molto dissimile dal vero re George, che era magro e piccolo. Ma penso che le nuove generazioni non sappiano molto del reale aspetto del re George”.

Il film è candidato a dodici Oscar, e uno è quello come miglior attore, che la riguarda in prima persona. Che cosa significherebbe per lei vincere? “La tradizione degli Oscar è meravigliosa, ed è già un privilegio farne parte. Su tutto quello che succederà quella notte, credo che ci penserò nei sei mesi successivi, comunque vada. Adesso non riesco proprio a pensarci”.

I due attori inglesi festeggiano il loro cinquantesimo compleanno.

Hugh Grant e Colin Firth: tanti auguri a quei due

mercoledì 8 settembre 2010 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Hugh Grant e Colin Firth: tanti auguri a quei due Uno è nato il 9 settembre, l'altro il 10. Uno è alto un metro e ottanta, l'altro uno e ottantasette. Uno è scapolo, l'altro sposato. Uno si è specializzato nelle commedie romantiche, l'altro ha saputo entrare e uscire dal genere come attore – ha interpretato il celebre pittore Vermeer in La ragazza con l'orecchino di perla e si è quasi portato a casa l'Oscar come protagonista del film drammatico di Tom Ford, A Single Man – nonché come produttore del documentario adottato da Amnesty International Tutta la mia vita in prigione. Sul grande schermo hanno entrambi offerto il volto a personaggi letterari nati dalla penna di Nick Hornby (il primo vestendo i panni di uno scapolo benestante in About a Boy - Un ragazzo, il secondo interpretando un tifoso dell'Arsenal in Febbre a 90°), hanno cantato l'amore (rispettivamente in Scrivimi una canzone e Mamma Mia!), si sono contesi la stessa ragazza (nell'adattamento cinematografico del diario di Bridget Jones) e si sono calati nei panni di un primo ministro e di uno scrittore nella commedia corale Love Actually - L'amore davvero. "Il mio rapporto con Hugh Grant? Come quello tra Bette Davis e Joan Crawford" ha dichiarato scherzosamente Colin Firth, nato nello stesso anno del collega, sotto il segno della vergine.

Dopo una carriera spesa in film e ruoli romantici, Colin Firth cambia genere con L'ultima legione.

5x1: Colin Firth ci prova con la spada

martedì 11 settembre 2007 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Colin Firth ci prova con la spada Con un volto classicamente inglese e un atteggiamento romantico e scostante, Colin Firth sembra nato per recitare; in particolare è decisamente adatto alle atmosfere vittoriane dell'autrice Jane Austen. Non è un caso che il suo primo e importante successo sia coinciso con una produzione televisiva del noto romanzo, "Orgoglio e pregiudizio". Tale fu l'apprezzamento e la eco della sua interpretazione che Helen Fielding, l'autrice de "Il diario di Bridget Jones", penserà proprio a lui nel descrivere il suo protagonista, il bello e tenebroso Mark Darcy. In questa ottica sorprende la sua partecipazione a L'ultima legione. Nel film di Doug Lefler, tratto da un libro di Valerio Massimo Manfredi, Firth è Aurelio, comandante della quarta legione sopravvissuto alla deposizione del legittimo imperatore, che parte alla ricerca di Romolo Augusto, e della nona legione in Britannia, l'ultima rimasta fedele a Roma. Un ruolo inusuale per Colin, che ci ha abituato ai suoi modi eleganti e le battute a effetto, ora si ritrova a combattere per la sua sopravvivenza e quella dell'Impero romano, nel fango e nel sangue.

Bridget Jones's Baby

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,80)
Un film di Sharon Maguire. Con Renée Zellweger, Colin Firth, Patrick Dempsey, Jim Broadbent, Gemma Jones.
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Genere Commedia, - Gran Bretagna 2016. Uscita 22/09/2016.

Kingsman - Secret Service

* * * - -
(mymonetro: 3,04)
Un film di Matthew Vaughn. Con Colin Firth, Michael Caine, Taron Egerton, Mark Strong, Sofia Boutella.
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Genere Azione, - USA 2015. Uscita 25/02/2015.

Magic in the Moonlight

* * * - -
(mymonetro: 3,09)
Un film di Woody Allen. Con Eileen Atkins, Colin Firth, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater, Simon McBurney.
continua»

Genere Commedia, - Francia, USA 2014. Uscita 04/12/2014.

Le due vie del destino - The Railway Man

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Jonathan Teplitzky. Con Colin Firth, Nicole Kidman, Jeremy Irvine, Stellan Skarsgård, Sam Reid.
continua»

Genere Drammatico, - Australia, Gran Bretagna 2013. Uscita 11/09/2014.

Fino a prova contraria - Devil's Knot

* * - - -
(mymonetro: 2,32)
Un film di Atom Egoyan. Con Reese Witherspoon, Colin Firth, James Hamrick, Seth Meriwether, Dane DeHaan.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2013. Uscita 08/05/2014. 14
Filmografia di Colin Firth »

sabato 3 settembre 2016 - Buona accoglienza per il film dello stilista che coniuga estetica e sostanza. Oggi di scena Jude Law in The Young Pope di Sorrentino e Ozon. E nella Sala Web arriva La Soledad.

Amy Adams e Jake Gyllenhaal, animali notturni per Ford

a cura della redazione cinemanews

Amy Adams e Jake Gyllenhaal, animali notturni per Ford

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