Colin FirthL'importanza di chiamarsi Firth49 anni, 10 Settembre 1960 (Vergine), Grayshott (Gran Bretagna) |
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![]() Sono in vita i genitori? Io li ho persi entrambi. Perderne uno, signor Worthing, può essere considerata una disgrazia. Ma perderli entrambi è sbadataggine!
dal film L'importanza di chiamarsi Ernest (2002)
Colin Firth è Jack
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Sterminati sono i suoi ruoli teatrali, al pari di quelli televisivi. Mentre il suo talento come interprete poderoso, che tiene la scena, è leggermente nascosto quando si parla di cinema. Colin Firth è un attore anglosassone che, sul palcoscenico, fra delitti e castighi, sensi di colpa e abusi di potere, viene preso direttamente per le corna dal pubblico. Mentre sul grande schermo diventa quasi un reietto, creatore di personaggi poco sviscerati e per nulla analizzati in profondità. Forse perché il ruolo che gli viene affidato più spesso è quello dell'uomo che perde la testa e tutta la sua serietà per una donna… e quindi anche per l'amore. Si riparte da lì ogni volta, senza la necessità di rintracciare i fili rossi dell'anima. D'altronde è così che piace a Hollywood! Ci si ferma al generale quindi. È questa l'impressione che dà la sua filmografia non abbondante (una trentina di film in tutto). Colin Firth, in definitiva, è sempre Colin Firth, almeno al cinema. Eccezion fatta per due casi.
I ruoli più impegnativi
Per il magnifico Valmont interpretato nell'omonimo film di Forman, all'interno del quale offre una recitazione così gravida di stimoli e di riflessioni sul materialismo e la superficialità umana da essere perfetto. E per il compatto e travolgente Darcy della miniserie su tensioni amorose e sociali, tratta dal libro di Jane Austen "Orgoglio e pregiudizio", che ha lasciato il pubblico inglese supinamente entusiasta.
L'infanzia e il teatro
Figlio di due docenti universitari (suo padre è professore di storia al King Alfred College di Winchester, mentre la madre insegna studio comparativo delle religioni all'Open University), trascorre gran parte della sua infanzia assieme ai nonni, missionari metodisti, in Nigeria. A 5 anni, torna in Gran Bretagna per cominciare la sua istruzione obbligatoria. È ancora adolescente quando comincia ad avvicinarsi al mondo della recitazione, iscrivendosi al Drama Centre di Chalk Farm, dove vi rimane per due anni. Proprio durante una rappresentazione di fine corso, nel quale interpreta Amleto, viene notato per la sua performance e invitato a entrare nella compagnia del West End di Londra, dove metterà in scena "Another Country" di Julian Mitchell. Il suo ruolo è quello di Tommy Judd, migliore amico del protagonista Guy Burgess (allora interpretato da Rupert Everett).
Nel contempo, Firth comincia anche ad apparire in televisione partecipando dal telefilm Crown Court, ma rimane alquanto sorpreso quando lo invitano a riprendere il ruolo di Tommy Judd anche nella sua trasposizione cinematografica: sarà il suo primo film. Diretto da Marek Kanievska, sempre accanto a Everett e a Cary Elwes prenderà così parte ad Another Country – La scelta (1984). Poi, per tutti gli anni Ottanta, sarà attivo sia sul grande che sul piccolo schermo inglese, ma lo si vedrà maggiormente a teatro, dato che diventerà un membro attivissimo della Royal Shakespeare Company. Il suo "Re Lear" continua, ancora oggi, a fa parlare di sé.
I successi al cinema e in televisione
Nel 1989, Milos Forman lo inserisce nella pellicola Valmont, dove stringerà una forte relazione romantica con una delle attrici principali, Meg Tilly, dalla quale avrà perfino un figlio, Will, nato nel 1990. Dopo essere stato accanto a Peter O'Toole in Le ali del successo (1990), lascerà la Tilly per l'attrice Jennifer Ehle, conosciuta sul set del suo successo televisivo più grande: la miniserie televisiva Pride and Prejudice (1995).
In seguito, comincia a lavorare anche in America, con un discreto successo. Sono gli anni di Segreti (1997) con Michelle Pfeiffer e sono gli anni in cui conosce e sposa (sempre nel 1997) la produttrice italiana Livia Giuggioli, dalla quale avrà due figli: Luca (nato a Roma nel 2001) e Mateo (2003). Ritroverà poi l'amico Everett, ma anche una Gwyneth Paltrow con profumo di Oscar, in Shakespeare in Love (1998), cui seguirà il film con Julie Andrews La fidanzata ideale (2000).
Dopo il film tv con Kenneth Branagh Conspiracy (2001), è sempre accanto a Rupert Everett nella commedia di Oscar Wilde L'importanza di chiamarsi Ernest (2002), anche se il ruolo migliore della sua carriera è sicuramente quello dello scrittore Jamie Bennett perdutamente innamorato della sua cameriera portoghese Aurelia in Love Actually – L'amore davvero (2003) di Richard Curtis, dove è perfettamente inserito in un cast che comprende anche Hugh Grant, Liam Neeson, Emma Thompson, Alan Rickman, Keira Knightley, Bill Nighy e Rowan Atkinson.
Gli ultimi anni
A consolidare la sua fama arrivano anche i due film tratti dai due best sellers della serie Bridget Jones, rispettivamente girati nel 2001 e nel 2004. Mentre nel 2007 è ancora una volta accanto a un Everett en travestì nello spassoso St. Trinian's, ballando e cantando anche con Meryl Streep nel musical Mamma Mia! (2008).
Nel 2009 partecipa a Un matrimonio all'inglese di Stephan Elliott e interpreta Joe nel drammatico Genova di Winterbottom.
Sobrio, chiaro e piacevole, non dotato certo dell'autoironia caustica di un Hugh Grant senza prostituta al seguito, ha una recitazione che finora potrebbe essere definita con un vecchio slogan pubblicitario italiano: "basta la parola". E basta davvero la parola, dato che gli inglesi vanno letteralmente in sollucchero per questi ruoli cinematografici così poco incalliti di negatività e così poco intensi. Da sfruttare di più.
Festival di Venezia 2009
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Dorian Graycontinua»
Genere Drammatico, - Gran Bretagna 2009. Uscita 27/11/2009. |
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A Christmas Carolcontinua»
Genere Fantastico, - USA 2009. Uscita 03/12/2009. |
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A Single Man
continua»
Genere Drammatico, - USA 2009. Uscita 22/01/2010. |
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Con un volto classicamente inglese e un atteggiamento romantico e scostante, Colin Firth sembra nato per recitare; in particolare è decisamente adatto alle atmosfere vittoriane dell'autrice Jane Austen. Non è un caso che il suo primo e importante successo sia coinciso con una produzione televisiva del noto romanzo, "Orgoglio e pregiudizio". Tale fu l'apprezzamento e la eco della sua interpretazione che Helen Fielding, l'autrice de "Il diario di Bridget Jones", penserà proprio a lui nel descrivere il suo protagonista, il bello e tenebroso Mark Darcy. In questa ottica sorprende la sua partecipazione a L'ultima legione. Nel film di Doug Lefler, tratto da un libro<> di Valerio Massimo Manfredi, Firth è Aurelio, comandante della quarta legione sopravvissuto alla deposizione del legittimo imperatore, che parte alla ricerca di Romolo Augusto, e della nona legione in Britannia, l'ultima rimasta fedele a Roma. Un ruolo inusuale per Colin, che ci ha abituato ai suoi modi eleganti e le battute a effetto, ora si ritrova a combattere per la sua sopravvivenza e quella dell'Impero romano, nel fango e nel sangue.
Il 3 novembre si è tenuta al Leicester Square di Londra la premiere mondiale del film Disney A Christmas Carol diretto da Robert Zemeckis.
La serata è stata inaugurata a Regent Street da Colin Firth che ha acceso le luci di una delle strade più famose al mondo nella quale di sono esibiti i Noisettes, Daniel Merriweather, il London Community Gospel Choir e Jodie Prenger.
L'evento si è spostato sui gradini della cattedrale di Sant Paul dove Bob Hoskins ha dato il via ad un nuovo evento a cui hanno partecipato gli Spandau Ballet, Little Boots, Faryl Smith, il coro della cattedrale di St Paul, il cast di Hairspray e Scouting for Girls. L'attore ha dichiarato “È stato per me un grande privilegio poter prendere parte in un evento così importante nella Cattedrale di St Paul, nel cuore della Londra di Dickens. Il film è caratterizzato da una tecnologia sofisticata e innovativa, e il suo tema è perfetto per allietare le famiglie durante il periodo natalizio”.
Infine a Oxford Circus Jim Carrey e Robert Zemeckis hanno acceso le luci della piazza. Carey ha detto durante l'occasione “Il pubblico londinese è fenomenale e io adoro Londra. E’ fantastico essere qui a celebrare il 50° Anniversario delle Luci di Oxford Street”. Il sindaco di Londra, Bori Johnson, presente all'evento ha dichiarato: "Solo Londra poteva mettere insieme Dickens e Disney: uno dei più grandi scrittori di tutte le epoche al fianco di uno dei più grandi marchi del mondo. Sono felice che questa ultimissima versione di A Christmas Carol venga presentata qui ed elettrizzato all’idea di vedere la West End e la City prendere vita in questo spettacolare gioco di luci natalizio. E’ un modo fantastico per entrare nell’atmosfera del Natale, un tocco di vera magia che mi auguro possa attrarre ancora più turisti nella nostra città, durante le feste".
La serata si è conclusa a Leicester Square dove il coro della Cattedrale di St Paul ha intonato O Come all Ye Faithful e assieme ad Andrea Bocelli hanno cantato Silent Night e la canzone finale del film God Bless Us Everyone.
Una Italia invasa dal freddo polare ma comunque festosa per l'apertura del Festival di Roma, è quella che si prospetta per questo fine settimana. Immancabile, il nostro appuntamento con i film nelle sale.
Partiamo subito da un attesissimo: già da ieri al cinema, è arrivato Up, il primo lavoro Pixar in 3D diretto da Pete Docter e Bob Peterson. Presente sia al Festival di Cannes che a quello di Venezia (in occasione del quale i realizzatori Pixar hanno portato a casa il primo Leone d'oro collettivo), il film animato racconta la storia di Carl Fredricksen, un ex venditore di palloncini, ormai anziano, che per tutta la vita ha desiderato fare un viaggio attorno al mondo. Rinchiuso da anni nella sua piccola casa, alla veneranda età di 78 anni decide di legare migliaia di palloncini alla sua abitazione per volare via verso la natura selvaggia del Sudamerica. Compagno di viaggio inaspettato sarà il piccolo Russell, un ragazzino di otto anni eccessivamente ottimista, esploratore della natura selvaggia.
Dopo 40 anni vergine e Molto incinta il regista Judd Apatow torna al cinema con Funny People, una commedia che vuole divertire ma anche interrogare il pubblico con frizzante schiettezza. Adam Sandler interpreta un famoso cabarettista che dopo aver avuto un'esperienza di quasi-morte deve decidere che cosa fare della vita con la sua seconda possibilità.
Partire da Genova e ritornare a Genova. E' curioso il percorso seguito da Michael Winterbottom per il suo film tutto incentrato sul capoluogo ligure: "Genova non è stata una scelta ma il punto di partenza per il film. Certo ciò che viene raccontato non ha a che vedere strettamente con la città e potrebbe succedere ovunque, tuttavia il fatto di girare proprio in quei luoghi ha dato un taglio particolare alla storia". Esce dalla porta e rientra dalla finestra quindi.
Passato due volte per la città in viaggio da e verso l'Inghilterra il regista ha impiegato però degli anni a trovare una storia da poter ambientare a Genova, alla fine l'idea è stata di fare un racconto di personaggi che si perdono e poi si ritrovano in un ambiente per loro nuovo, una famiglia straniera che dopo la morte della moglie (e madre) cambia città e si trova catapultata nei vicoli genovesi: "Solo quando smettono di essere dei nuovi arrivati e iniziano a concepire la loro vita nella città arriva un possibile equilibrio e il film finisce".
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