Nicole KidmanNicole la divaNome: Nicole Mary Kidman42 anni, 20 Giugno 1967 (Gemelli), Honolulu (Hawaii - USA) |
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![]() Lyra, tua madre non è morta in un incidente… tu sei mia!
dal film La bussola d'oro (2007)
Nicole Kidman è La signora Coulter
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Io ti amo» dice Christian (Ewan McGregor). «Tu devi andare avanti, Christian […] Hai ancora tanto da dare… Scrivi, racconta la nostra storia… Promettimelo… Promettimelo... Così io sarò sempre con te…» sussurra, prima di esalare l'ultimo respiro, Satine (Nicole Kidman). Lui la stringe fra le braccia, nella mobilità di una pietà michelangiolesca, mentre continuano a piovere su di loro gocce di petali di rosa. Così muore la prima ballerina del Moulin Rogue. Una scena imperdibile dove è custodita colei che è un capolavoro della recitazione: la grande attrice australiana Nicole Kidman. L'ultima interprete che sta lasciando, con la sua filmografia, uno struggente ed elegante omaggio a un particolare gruppo di attrici di cui lei stessa fa parte: le Dive. Il suo nome si annovera così fra le compiante Greta Garbo e Marlene Dietrich, fra le Loren e le Bardot, fra le Marilyn e le Bette Davis e si frappone tra loro e quelli delle neo-assunte Keira Knightley e di Scarlett Johansson.
La gavetta
Eccezionale ed elegante. Ciò che segue alla sua morte filmica è la più frastornante e travolgente carriera della storia del cinema, perché in quelle piccole frasi si dice tutto: il senso dell'amore, lo spettacolo, la voglia di redenzione dopo una vita sbagliata e l'accettazione fatalista del destino che separa gli innamorati. È una ragione abbastanza valida per amarla e vederla fiorire in ogni film, mentre gli Studios danno via libera alla sua raffinatezza. Questa è la storia di un'attrice che nelle mani di Kubrick è stata freddo strumento di un inferno sessuale che ci siamo costruiti da soli, ma che con Luhrmann si contorce fra le fiamme insieme a noi.
Nonostante sia nata alle Hawaii, e sia quindi americana a tutti gli effetti, Nicole Kidman si sente orgogliosamente australiana. Figlia di un biochimico e psicologo clinico e di un'insegnante di infermeria, la sua famiglia si è trasferita a Washington D.C. (dove suo padre poteva proseguire le sue ricerche contro il cancro), per poi tornare in Australia, a Sidney. Sorella della conduttrice televisiva Antonia Kidman, si è infatuata della danza fin da bambina, ma ha trovato nella recitazione il suo rifugio. Ha lavorato regolarmente al Philip Street Theater, dove si racconta avesse ricevuto una lettera di incoraggiamento e complimenti dalla ancora non nota regista Jane Campion che l'aveva vista recitare.
Esordisce nel 1983 con il film tv Skin Deep di Mark Joffe e Chris Langman, seguito da altri film come Bush Christmans e La banda della BMX e nella sua gavetta ci si imbatte perfino in un film tv diretto da Sergio Martino Un'australiana a Roma con Massimo Ciavarro. Dopo aver recitato nella miniserie Vietnam (1987), con l'aiuto del suo agente americano cerca di sfondare negli Usa e ci riesce con il thriller Ore 10: Calma piatta con Billy Zane e Sam Neill.
il grande successo
Da quel giorno la Kidman esplode cinematograficamente, conosce Tom Cruise sul set di Giorni di tuono, i due si sposano la notte del 26 dicembre 1990, determinando la ribalta dell'attrice che viene scelta per Flirting con Thandie Newton e per affiancare Dustin Hoffman in Billy Bathgate – A scuola di gangster di Robert Benton.
Ritorna a recitare con il marito in Cuori ribelli di Ron Howard e poi diventa la moglie di un Michael Keaton affetto da cancro in My Life - Questa mia vita. Ma, accusata dalla critica di interpretare sempre ruoli da nobildonna e moglie perbene, tenta di dare una luce più piccante alla sua immagine seducendo Val Kilmer in Batman Forever di Joel Schumacher, anche se il vero risultato lo avrà nel film del regista indipendente Gus Van Sant Da morire, nel ruolo di una casalinga determinata a eliminare ogni ostacolo per raggiungere il successo. Un'immagine ai limiti della cattiveria e della perfidia che la fanno apparire anche un'ottima attrice comica. Così, nel 1996, stupisce tutto il mondo indossando corsetti e vestiti antichissimi per una donna che ne aveva notato le potenzialità già da quando era adolescente: Jane Campion, che la vorrà nella trasposizione cinematografica di Ritratto di signora di Henry James.
Torna a dividere il set con Tom Cruise nell'ultimo film di Kubrick Eyes Wide Shut, dopo il quale si rifugerà a teatro aggiudicandosi una nomination all'Oliver Award come miglior attrice in "The Blue Room". Si alza un polverone per i temi affrontati nel film, la coppia - che nel frattempo ha adottato due figli Isabella Jane e Connor Anthony - annuncia il loro divorzio nel 2001, lo stesso anno dell'uscita di Moulin Rouge di Baz Luhrmann, la pellicola che sarà il faro della sua carriera.
Nelle vesti della prima ballerina del Moulin Rouge, Satine, la Kidman balla, canta e recita, arrivando perfino a rompersi una costola (che le costerà l'esclusione dal set di Panic Room di David Fincher nel 2002, che sceglierà Jodie Foster), ma le offrirà la candidatura all'Oscar come Miglior Attrice protagonista (soffiatole via da Halle Berry, scelta più politicamente corretta) e il Golden Globe nella stessa categoria.
Ormai icona divina, duetta con Robbie Williams "Something Stupid", originariamente cantata da Frank e Nancy Sinatra, e incanta tutti nel ruolo della madre a caccia di fantasmi nell'horror The Others di Alejandro Amenabar. Finalmente arriva l'Oscar tanto inseguito e sempre e solo sfiorato, quello come miglior attrice protagonista nel ruolo di Virginia Woolf in The Hours di Stephen Daldry, per il quale accetta perfino di imbruttirsi.
Lars von Trier, di nuovo Benton, Minghella, Oz, Pollack e Nora Ephron, la trasformano dalla figlia di un boss a una donna delle pulizie analfabeta, da una nuova Rossella O'Hara a una moglie perfetta, fino a una strega. Migliore amica di Naomi Watts, Russell Crowe, Renée Zellweger e Jim Carrey, si rifiuta di recitare in Catwoman, Mr. & Mrs. Smith e nel ruolo di Katharine Hepburn in The Aviator di Martin Scorsese. Sceglie di essere il nuovo volto di Chanel No. 5, e dopo un flirt con l'attore Hugh Jackman, nel 2006 sposa il cantante country Keith Urban.
Gli ultimi anni
Nel 2007 doppia uno dei pinguini canterini nel cartone animato digitale Happy Feet assieme a Robin Williams, nel 2009 arriva sugli schermi con Australia di Baz Luhrmann e nel 2010 veste i panni di Claudia Nardi nel musical Nine di Rob Marshall.
Incarnazione perfetta di quelle Star che brillando di luce propria ad Hollywood, è il ritratto di tutte quelle donne inquiete, che si trovano a loro agio solo nel rumore della vita.
Golden Globes 2005
Golden Globes 2004
Golden Globes 2003
Festival di Berlino 2003
Premio Oscar 2002
Golden Globes 2002
Premio Oscar 2001
Golden Globes 1996
Golden Globes 1992
N icole Kidman è stata rimpiazzata da un'esordiente nel prossimo film di Woody Allen le cui riprese inizieranno quest'estate a Londra. L'attrice era stata ingaggiata per il nuovo progetto del regista, ma a causa di un precedente impegno professionale è stata costretta a rinunciare. Al suo posto reciterà l'esordiente Lucy Punch accanto ad attori del calibro di Antonio Banderas, Anthony Hopkins, Naomi Watts e Josh Brolin. Del film non si conoscono ancora né titolo né trama.
Arrivano a Roma Baz Luhrmann, Nicole Kidman e Hugh Jackman per promuovere Australia, un melodramma ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale che affronta il problema delle generazioni rubate. Attraverso la figura di Nullah il regista fa luce su tutti quei bambini "mezzosangue" nati da relazioni tra bianchi e aborigeni che venivano deportati in colonie - una sorta di campi di rieducazione - per essere preparati alla loro nuova vita nella società dei bianchi. A segnare la relazione tra il piccolo Nullah e la Lady Sarah Ashley di Nicole Kidman è una canzone occidentale, quella "Over the Rainbow" cantata da Judy Garland ne Il mago di Oz. "La scelta della canzone è dovuta al fatto che al centro della storia c'è un personaggio che deve intraprendere un percorso personale" ha rivelato Luhrmann. "Prima di essere un aborigeno Nullah è anzitutto un bambino e volevamo prendere un pezzetto della mitologia occidentale per mescolarla a quella degli aborigeni. Nelle due mitologie prevale sempre l'elemento umano che è quello che le unisce. Inoltre, come Il mago di Oz, Australia è ambientato in una terra particolare, con personaggi strani e misteriosi. Si tratta anche di una canzone che rappresenta un sogno, il sogno che la protagonista porta avanti in un paese misterioso, alla fine dell'arcobaleno".
È tornata L'invasione degli ultracorpi. L'ennesimo remake del classico fantascientifico figlio della Guerra Fredda degli anni '50 ha le fattezze, belle e impossibili, di Nicole Kidman, la prima e forse unica diva del nostro tempo. Il suo volto è l'icona della bellezza a cavallo tra il XX e il XXI secolo. Ma lei può e deve essere ricordata per il suo lavoro, il suo talento e il suo stile davanti alla cinepresa.
Affermatasi con Gus Van Sant che la volle per Da morire, quando nessuno credeva possedesse le necessarie sfumature artistiche per un ruolo tanto complesso, la Kidman è esplosa definitivamente fra le mani di Baz Luhrmann e le braccia di Ewan McGregor in Moulin Rouge, il musical che la lanciò come una superstella nel cielo di Hollywood. Fu nominata all'Oscar ma non bastò, superata da Halle Berry. Ci riuscì l'anno successivo con The Hours. Presto la ammireremo mentre cerca di difenderci dalla subdola invasione extraterrestre al fianco di Daniel Craig; domani sarà perfida in La bussola d'oro sempre con il biondo 007; tra qualche mese la vedremo in Australia del suo amico Baz Luhrmann accanto a Hugh Jackman. Un film tutto australiano anche se non tutti sanno che la bionda Nicole è nata nelle Hawaii e per questo è un'americanissima cittadina.
Il risveglio della giornata di domenica comincia in maniera piacevole con la deliziosa commedia Un matrimonio all'inglese (Sky Cinema 1 HD, 9.45), con protagonista un'inedita Jessica Biel nelle vesti di una nobile americana. Gente che da un momento all'altro si toglie la vita senza un valido motivo. È questo il rebus che dovrà risolvere Mark Wahlberg nell' ultimo film di M.Night Shyamalan E venne il giorno (Sky Cinema Max HD, 13.25). L'ennesima grande interpretazione di Al Pacino la ritroviamo nel film gangster di Brian De Palma Carlito's Way (Iris, 21.05), mentre un'interpretazione da "invisibile" ce la regala Kevin Bacon in L'uomo senza ombra (Italia 1, 23.25).
In Solo un padre (Premium Cinema, 21.00) Luca Argentero, qui alla sua prova di maturità come attore, ci fa commuovere nel vederlo crescere sua figlia dopo la morte improvvisa della moglie. Le risate però le ritroviamo con la commedia-cult Harry ti presento Sally (Rai 4, 22.35) dove Billy Crystal cerca in tutti modi di provarci con una giovane Meg Ryan.
Tobey Maguire torna a volteggiare tra i grattacieli di New York nella giornata di lunedì con Spider-Man 2 (Italia 1, 21.10) di Sam Raimi, pronto a riconquistare la bella Mary Jane nel film più riuscito della serie. Lo stesso Maguire lo ritroviamo in Pleasantville (Premium Emotion, 21.00) dove il suo magico televisore lo trasporta insieme alla sorella all'interno della loro soap opera preferita.
Tom Cruise, nei panni di un colonnello nazista, si unisce a un gruppo di ufficiali ribelli che in Operazione Valchiria (Sky Cinema 1 HD, 21.00) progettano di eliminare Hitler. Javier Bardem si trasforma per i fratelli Coen in uno spietato killer dalla stramba capigliatura in Non è un paese per vecchi (Sky Hits HD, 21.15), interpretazione che gli è valsa il meritato Oscar come Miglior Attore nel 2008. Dopo diversi documentari, Jonathan Demme torna a dirigere un lungometraggio in Rachel sta per sposarsi (Sky Mania, 23.10), dove una convincente Anne Hathaway torna dalla sua famiglia dopo essersi lasciata alle spalle un passato da tossicodipendente.
Nell'attesa di ricevere una meritata nomination ai prossimi Oscar nella categoria Miglior Film per il suo The Hurt Locker, la regista americana Kathryn Bigelow sarà la protagonista della giornata di domenica con Blue Steel – Bersaglio Mortale (Sky Mania, 21.00) dove dirige Jamie Lee Curtis nel ruolo di una grintosa agente della polizia di New York. Nel giorno festivo c'è spazio anche per farsi due risate, sia con John Travolta alle prese con pappe e pannolini nella commedia Senti chi parla 2 (Italia 1, 19.50) che con l'indimenticabile Alberto Sordi in Il marchese del Grillo (La 7, 21.35).
Sui canali del digitale terrestre ampio spazio al cinema d'autore. Si comincia col terzo film diretto da Spike Lee Fa la cosa giusta (Studio Universal, 11.15) per proseguire con il debutto alla regia di Denzel Washington in Antwone Fisher (Iris, 21.05), storia di un marinaio di colore che per guarire dai suoi scatti d'ira, causati dal turbolento rapporto con la famiglia d'origine, compie un viaggio nei luoghi in cui è cresciuto. La giornata si conclude con il tanto discusso ultimo lavoro diretto da Stanley Kubrick Eyes Wide Shut (Premium Cinema, 00.10), dove i protagonisti sono l'ex-coppia di Hollywood Tom Cruise e Nicole Kidman al centro di un vortice di tradimenti e turbolenze sessuali.
La giornata di lunedì vede protagonista il sempre più convincente Leonardo DiCaprio, che in Blood Diamond – Diamanti di sangue (Italia 1, 21.00) veste i panni dell'ex mercenario Danny Archer alla ricerca di un prezioso e raro diamante rosa. L'eclettico Russel Crowe lo ritroviamo protagonista della commedia Un'ottima annata (Joy, 21.00), ancora una volta sotto la direzione di Ridley Scott, dove interpreta un uomo d'affari inglese che si troverà costretto ad approdare in Provenza per risolvere delle questioni legate all'eredità di suo zio Henry. Terry Gilliam, il più visionario dei registi contemporanei, fa un salto nel 2035 con L'esercito delle dodici scimmie (Premium Energy, 21.00) per mostrarci la vita dei sopravvissuti ad una mortale epidemia che ha ucciso il 99% della razza umana. Prima di Michael Mann con Nemico Pubblico anche John Milius in Dillinger (Sky Classic, 23.35), ultima proposta della serata, si è cimentato nel raccontare i colpi messi a segno dal bandito americano John Dillinger, prendendosi molta più libertà nel raccontare i fatti rispetto al film di Mann.
Questo penultimo weekend di gennaio si fa strada nei cinema occupati dagli avatar con ben sei uscite, ciascuna detentrice del proprio genere. Se il fenomeno di James Cameron ha portato e continuerà a portare incassi strepitosi al botteghino, non è da sottovalutare il ritorno nelle sale di un genere non molto presente nelle scene italiane, il musical, che con Rob Marshall acquista il nome di Nine. L'opera del regista americano punta in alto (forse troppo in alto) tentando di tradurre per lo schermo l'omonimo musical di Brodway ispirato all'Otto e mezzo di Fellini, capolavoro del cinema nostrano attraverso il quale lo stesso Fellini ha cercato di snocciolare la sua crisi esistenziale e creativa. L'eleganza del profondo catturata a fatica dal regista italiano, sempre al limite tra realtà e fantasia, sfugge a Marshall che convoglia l'attenzione sulla capacità seduttiva delle dive Penélope Cruz, Marion Cotillard, Kate Hudson, Judi Dench, Nicole Kidman e Sophia Loren, protagoniste del film.
Anche il Ryan Bingham di Jason Reitman (Thank You for Smoking, Juno) è un uomo affascinante, non a caso questo ruolo è stato scritto appositamente per George Clooney, personaggio principale di Tra le nuvole. In un'era in cui la tecnologia ci impone conversazioni mediate da cellulari, computer e cercapersone, Reitman si interroga sulla possibilità di stabilire legami autentici e duraturi e sulle effettive capacità dell'uomo odierno di esprimere i propri sentimenti. Ispirato al romanzo di Walter Kirn e sulla linea degli anti-eroi reitmaniani, si racconta di un tagliatore di teste aziendale che vive tra aeroporti, alberghi e automobili in affitto, sempre pronto a partire per il prossimo viaggio. La sua apparente spavalderia e sicurezza e la sua gioia nel viaggiare "senza bagaglio" si riveleranno effimere e ingannevoli, nascondendo soltanto una grande solitudine.
1969: un anno memorabile per la Storia come per il cinema, che esplode delle contestazioni giovanili e della voglia di nuovo e di libertà. Domenica si può rivivere quel vento di ribellione; Born to be wild, cantano gli Steppenwolf, e l'America si attraversa a bordo delle moto di Dennis Hopper e Peter Fonda, nell'opera prima di Hopper che diventò manifesto di una generazione: Easy Rider (Canale 5, 2.45). Altro Fonda, altro capolavoro dell'anno cruciale '69: è la volta del mitologico western di Sergio Leone, C'era una volta il West (Raisat cinema, 21.00). La bellezza scarmigliata e indomabile di Claudia Cardinale, lo sguardo gelido di Henry Fonda, l'eloquenza "musicale" del silenzioso Charles Bronson: elementi scolpiti nella leggenda per un film che sancisce la morte di un genere e al tempo stesso l'apice di un grandissimo regista. Da mostri sacri a esordienti col botto: Pranzo di Ferragosto (Sky Mania, 21.00) di Gianni Di Gregorio ha la leggerezza gustosa di un pasto ben cucinato, come quelli che il protagonista allestisce per un quartetto di vecchiette irresistibili, in una commedia che è un vero gioiello per tempi comici e freschezza degli interpreti. Lunedì lasciatevi portare on the road dal grande film di Clint Eastwood, Un mondo perfetto (Premium Emotion, 21.00); Kevin Costner è il bandito gentiluomo Butch, in fuga attraverso gli States insieme a un bimbo che da ostaggio si diverte molto più che nella sua vita quotidiana... uno struggente, lucido racconto sull'America. E Costner torna protagonista ed eroe sensibile e coraggioso nella doppietta di Sky Hits: Balla coi lupi (18.10) e Robin Hood Il principe dei ladri (21.15), due classici degli anni '90 in cui l'attore si confronta col mito del West e con quello del ladro di Nottingham dando vita a personaggi indimenticabili. Come indimenticabile è il luciferino e debordante Jack Nicholson che occhieggia dalla commedia grottesca Le streghe di Eastwick (Studio Universal, 18.10), in cui il Diavolo in persona seduce un trio di dive irripetibile: Cher, Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer sono le donne sole che vengono travolte dall'imprevedibile e a tratti esilarante magia nera del film.
Ispirato all’Otto e mezzo felliniano e ignaro che quel titolo si riferisca al numero dei film girati da Fellini fino a quel momento (era il 1963), Nine è il nuovo musical di Rob Marshall a un passo e a un giro di danza dall’uscita. Dopo lo scoppiettante Chicago e il dimenticabile Memorie di una geisha, il regista americano traduce per lo schermo l’omonimo musical di Broadway, a cui Fellini rifiutò il consenso. Così, diversi anni e sogni dopo, Marshall trasforma l’analisi autoriflessiva sulla creatività cinematografica del Maestro di Rimini in una cattiva soap opera, che viaggia sulle piste battute dal genere e lungo la sua linearità da favola. Il protagonista è naturalmente Federico Fellini, alias Guido Anselmi, alias Guido Contini, regista sull’orlo di una crisi creativa e sotto le gonne (o le lenzuola) di attrici avvenenti, dive sublimi, prostitute robuste, giornaliste patinate. Indubbiamente Marshall sa allestire una visualità seducente da spot di lusso che non mancherà di incantare ma manca completamente il sogno e la metacinematografia di Fellini. A Roma per presentare il suo musical onirico, il regista ci racconta la sua idea di dolce vita, con buona pace di Sofia Loren, interprete del film accanto a Daniel Day-Lewis, Penélope Cruz, Marion Cotillard, Kate Hudson, Judi Dench e Nicole Kidman.
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