Sophia LorenUn talento unico!Nome: Sofia Villani Scicolone75 anni, 20 Settembre 1934 (Vergine), Roma (Italia) |
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![]() Lo sai che si può diventar ciechi? Chiedilo al viceparroco, e senti quello che ti dice! Ma qual è il viceparroco? Quello mezzo cieco?
dal film Una giornata particolare (1977)
Sophia Loren è Antonietta Tiberi
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Di famiglia molto povera, Sophia Loren cresce a Pozzuoli insieme alla sorella Maria con la famiglia della bellissima madre Romilda Villani, attrice mancata. Dotata di una prorompente bellezza, la giovane ragazza ottiene una discreta popolarità apparendo in alcuni fotoromanzi con lo pseudonimo di Sofia Lazzaro. Nel 1950 partecipa al concorso di Miss Italia dove riesce ad aggiudicarsi il titolo di Miss Eleganza. Poi intraprende la carriera di fotomodella e a soli diciassette anni incontra a Roma il produttore cinematografico Carlo Ponti, suo futuro marito, che le propone un contratto di sette anni con la Titanus. Nata come attrice dalla schiera delle “maggiorate fisiche”, ottiene il grande successo quando Vittorio De Sica le da l'occasione di manifestare la carica esplosiva del suo temperamento napoletano, affidandole ne L'oro di Napoli (1954) il personaggio della “Pizzaiola”. Da allora le sue partecipazioni cinematografiche si fanno sempre più fitte e le danno man mano l'opportunità di dimostrare il suo grande talento, sia drammatico che brillante. Le sue ambizioni di attrice si ritrovano in La ragazza del fiume (1955) di Mario Soldati, un melodramma costruito su misura per esaltarne le (ancora acerbe) risorse drammatiche. Nello stesso anno la simpatica trasteverina di Peccato che sia una canaglia di Alessandro Blasetti e la procace sposina de La bella mugnaia di Mario Camerini, ripropongono efficacemente il personaggio della popolana attraente e disinibita che le è più congeniale. In entrambi i film l'attrice è accanto a De Sica e a Marcello Mastroianni con cui negli anni '60 realizzerà alcuni dei suoi film meno labili. Più sfuocata la sua partecipazione a La fortuna di essere donna (1955) di Blasetti, Il segno di Venere (1955) e Pane, amore e... (1955) di Dino Risi, in cui sostituisce Gina Lollobrigida. Nel 1956 Sophia sbarca a Hollywood e realizza decine di film di successo, tra i quali va certamente ricordato Black Orchid (Orchidea nera, 1958), che le fa ottenere la Coppa Volpi. La sua immagine di attrice, in cui un'artefatta sofisticazione sembra destinata a prendere il posto della nativa immediatezza, esce da questa avventura americana davvero consolidata sul piano professionale. Nonostante ora sia stia affermando come sofisticata star internazionale, le sue migliori interpretazioni restano i personaggi spontanei e immediati legati alla regia di De Sica. Quest'ultimo offre a Sophia l'opportunità di raggiunge il momento più alto della sua carriera con l'interpretazione della madre nel film La ciociara (1960), straordinaria conferma delle sue qualità drammatiche e delle sue risorse espressive. L'Oscar - che il film le fa guadagnare assieme al Nastro d'argento e al premio per la miglior attrice protagonista al Festival di Cannes - segna la consacrazione di un mito divistico giunto ormai all'apice della parabola. Negli anni successivi recita ancora più volte per De Sica - da Boccaccio '70 (1962) a I sequestrati di Altona (1962), da Ieri, oggi e domani (1963) a Matrimonio all'italiana (1964), da I girasoli (1970) a Il viaggio (1974) . confermando il suo istinto di attrice e la particolare sintonia tra interprete e regista, ma senza riuscire a ripetere il miracolo de La ciociara (1960). La ragazza di Pozzuoli sfoggia il carisma della star internazionale, ma si rivela a lungo andare un'attrice poco capace di approfondire i suoi personaggi e, interpretando un film dietro l'altro, si affida soprattutto alla sua avvenenza fisica e al buon mestiere. Mentre al di qua e al di là dell'Atlantico prosegue la sua carriera contrassegnata da alti cachets e dalle campagne pubblicitarie, la Loren è diventata una protagonista di primo piano dei rotocalchi di tutto il mondo, soprattutto per il suo legame con Carlo Ponti, che, dopo tempestose e complicate vicende (un precedente matrimonio del produttore), ha sposato il 9 aprile 1966, e da cui ha avuto un figlio, Carlo Junior, nel 1968 e un altro, Edoardo, nel 1973. Negli anni '70 prende parte a film di modesto livello, ma in Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola, l'attrice e Marcello Mastroianni disegnano con straordinaria bravura il ritratto d'una coppia di semiemarginati - lei una casalinga, lui un omosessuale - all'epoca del fascismo. Dagli anni '80, finiti i fasti hollywoodiani del suo periodo aureo (quello legato, inevitabilmente, alla giovinezza e all'età di mezzo), si è parzialmente ritirata dai set cinematografici, dedicandosi prevalentemente alla televisione. Nella sua lunga carriera Sophia ha ricevuto moltissimi riconoscimenti tra cui il premio Oscar alla carriera nel 1991 e il David di Donatello alla carriera nel 1999.
Golden Globes 1995
David di Donatello 1978
Nastri d'Argento 1978
David di Donatello 1974
David di Donatello 1970
David di Donatello 1965
David di Donatello 1964
Premio Oscar 1964
Premio Oscar 1961
Festival di Cannes 1961
Nastri d'Argento 1961
David di Donatello 1961
Festival di Venezia 1958
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Ninecontinua»
Genere Musical, - USA 2009. Uscita 22/01/2010. |
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Peperoni ripieni e pesci in faccia
Genere Drammatico, - Germania, Italia, Spagna 2004. Uscita 16/06/2006. |
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La ciociara
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Genere Drammatico, - Italia 1960. |
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Matrimonio all'italiana
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Genere Commedia, - Italia 1964. |
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Una giornata particolare
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Genere Drammatico, - Italia 1977. |
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L'oro di Napoli
continua»
Genere Commedia, - Italia 1954. |
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Brigitte diceva : "se hai voglia di fare qualcosa fallo, se ti piace un regalo accettalo, non c'è niente di male, se hai voglia di fare l'amore fallo, non c' niente di male."
Alla Bardot, nata nel 1934, come la Loren, apparteneva un'ingenuità che forse era autentica. In Piace a troppi (Et Dieu créa la femme), del 1956, sposa Trintignant, va a letto con Marquand e si fa corteggiare da Jurgens. Brigitte è un modello importante. Si innamorava tutte le settimane, nei film e nella realtà, e il pubblico non aveva niente da ridire. Il pubblico era stato domato, così come la morale. Com'era possibile che una donna come lei, nella sua strepitosa grazia erotica potesse essere fedele a un marito? Non era possibile, appunto. La sua trasgressione era dunque legittimata. E molte donne belle assunsero quell'indicazione e si comportarono di conseguenza. Avevi voglia di fare l'amore, con qualcuno che ti piaceva, ebbene lo dovevi fare. La parola che andrebbe usata sarebbe "sdoganare". B.B. sdoganò il sesso. Non è poco, in quegli anni.
l titolo corretto di questa puntata sarebbe "donne". Argomento: le italiane nel cinema internazionale, possibilmente grande cinema. Certo, abbiamo lasciato dei segni, visibili, ma non così visibili. Le co-produzioni internazionali sono una opportunità e una necessità del cinema contemporaneo. Un sistema che favorisce di fatto gli operatori di settore, siano produttori, registi, tecnici, attori. Alcune nostre attrici hanno dunque avuto occasione di porre il loro nome nel cast di una produzione internazionale. Naturalmente l'"opportunità" andava poi colta e onorata, e lì dovevano entrare in gioco il talento e l' appeal. L'italiana che più si è fatta notare nell'era contemporanea ha messo, e mette in campo, più l'appeal che il talento. Scrivo di Monica Bellucci. Classe 1964, dunque "artisticamente" matura, ha nutrito quello che ormai è corretto chiamare il suo mito, come testimonial di grandi prodotti, come emigrata di lusso in Francia, come moglie di un francese sexy, come ospite d'onore e madrina di mondanità di vertice. Nei molti film internazionali nei quali è apparsa, ha dato un'ottima prova per presenza e discreta per talento in The Private Lives of Pippa Lee, accanto a grandi nomi del cinema americano come Keanu Reeves e Winona Ryder.
L'opera prima del regista italo-danese Nicolo Donato, Brotherhood, vince la quarta edizione del Festival del Cinema di Roma e si aggiudica il Marc'Aurelio d'Oro per il miglior film assegnato dalla giuria della Sezione ufficiale presieduta dal regista Milos Forman (Amadeus) e composta da Gabriele Muccino, Gae Aulenti, Jean-Loup Dabadie, Pavel Lungin e Senta Berger. L'ex fotografo di moda ha debuttato con quella che è stata considerata la pellicola più controversa del Festival che racconta una storia d'amore gay all'interno di un gruppo neonazista che organizza raid punitivi contro arabi e omosessuali.
L'uomo che verrà di Giorgio Diritti, uno dei film favoriti per la vittoria di questa edizione assieme a Triage, Tra le nuvole e The Last Station si è invece aggiudicato il Gran Premio della Giuria Marc'Aurelio d'Argento.
Nella sala Sinopoli dell'Auditorium di Roma sono stati inoltre consegnati il Premio Marc'Aurelio d'Argento della Giuria ad Helen Mirren come migliore attrice in The Last Station di Michael Hoffman dove ha interpretato la Contessa Sofa, la devota moglie di Tolstoj mentre Sergio Castellitto ha vinto il Premio Marc'Aurelio d'Argento della Giuria come migliore attore per il film diretto da Alessandro Angelini, Alza la testa, come da pronostico.
Carlo Verdone ha premiato con il Marc'Aurelio d'oro del pubblico al miglior film-BNL , il film più votato dal pubblico della sezione ufficiale con una tessera gratta e vinci, L'uomo che verrà.
Durante la serata presentata da Vanessa Incontrada sono stati inoltre resi noti i vincitori delle altre sezioni del Festival. Le due giurie di giovani scelti sul territorio nazionale per la sezione Alice nella città hanno consegnato il Marc'Aurelio d'Argento Alice nella città sotto i 12 anni al film Last Ride di Glendyn Ivin mentre il Premio Marc'Aurelio d'Argento Alice nella città sopra i 12 anni è andato a Oorlogswinter di Martin Koolhoven. Vegas di Gunnar Vikene ha invece ricevuto una mezione speciale.
Mentre Folco Quilici, Francesco Conversano, Salvo Cuccia, Giovanna Gagliardo, Gianfranco Pannone, Franco Piavoli e Sherin Salvetti hanno premiato con il Marc'Aurelio d'Argento il film Sons of Cuba di Andrew Lang come miglior documentario per la sezione L'Altro Cinema/Extra, i film Fratelli d'Italia e Severe Clear si sono entrambi aggiudicati una menzioni speciale.
A fine serata Giuseppe Tornatore ha consegnato il Marc'Aurelio d'Oro alla Carriera a Meryl Streep, che nelle edizioni precedenti è andato a Sean Connery, Sophia Loren e Al Pacino.
| Nine (2009) | Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004) |
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