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giovedì 27 aprile 2017

Alberto Sordi

Data nascita: 15 Giugno 1920 (Gemelli), Roma (Italia)
Data morte: 25 Febbraio 2003 (82 anni), Roma (Italia)
occhiello
...ma io so io, e voi non siete un ca**o.
dal film Il marchese del Grillo (1981) Alberto Sordi è Il marchese Onofrio del Grillo duca di Bracciano; il carbonaio Gasperino
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Alberto Sordi
Nastri d'Argento 1977
Premio miglior attore per il film Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli

David di Donatello 1977
Premio miglior attore per il film Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli

Nastri d'Argento 1977
Nomination miglior attore per il film Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli

David di Donatello 1977
Nomination miglior attore per il film Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli

David di Donatello 1973
Nomination miglior attore per il film Lo scopone scientifico di Luigi Comencini

David di Donatello 1973
Premio miglior attore per il film Lo scopone scientifico di Luigi Comencini

David di Donatello 1972
Premio miglior attore per il film Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy

Festival di Berlino 1972
Premio miglior attore per il film Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy

David di Donatello 1972
Nomination miglior attore per il film Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy

David di Donatello 1969
Nomination miglior attore per il film Il medico della mutua di Luigi Zampa

David di Donatello 1969
Premio miglior attore per il film Il medico della mutua di Luigi Zampa

David di Donatello 1966
Premio miglior attore per il film Fumo di Londra di Alberto Sordi

David di Donatello 1966
Nomination miglior attore per il film Fumo di Londra di Alberto Sordi

David di Donatello 1961
Premio miglior attore per il film Tutti a casa di Luigi Comencini

David di Donatello 1961
Nomination miglior attore per il film Tutti a casa di Luigi Comencini

David di Donatello 1960
Premio miglior attore per il film La grande guerra di Mario Monicelli

Nastri d'Argento 1960
Premio miglior attore per il film La grande guerra di Mario Monicelli

David di Donatello 1960
Nomination miglior attore per il film La grande guerra di Mario Monicelli

Nastri d'Argento 1960
Nomination miglior attore per il film La grande guerra di Mario Monicelli

Nastri d'Argento 1956
Nomination miglior attore per il film Lo scapolo di Antonio Pietrangeli

Nastri d'Argento 1956
Premio miglior attore per il film Lo scapolo di Antonio Pietrangeli

Nastri d'Argento 1954
Premio miglior attore non protagonista per il film I vitelloni di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1954
Nomination miglior attore non protagonista per il film I vitelloni di Federico Fellini



Sordi era stato tutto. Di Pino Farinotti.

Dieci anni senza Alberto

lunedì 25 febbraio 2013 - Pino Farinotti cinemanews

Dieci anni senza Alberto Quando morì Alberto Sordi ricordo un funerale di Stato sontuoso. Senza dubbio meritato. E poi naturalmente tutti i "coccodrilli" relativi. Sordi era stato tutto. A cominciare dal modello dell'italiano medio, come si diceva. Ricordo anche un editoriale in cui veniva definito l'uomo che aveva dato del cittadino italiano un'immagine furbastra e volgare, negativa oltre confine. Non ricordo chi lo scrisse, ma c'è sempre, in un quadro generale, quello che vuole uscire dal gruppo, essere diverso, mettersi "contro". Sopra ho scritto che Sordi era "tutto", dunque ci sta anche che a volte, anzi, spesso, fosse furbastro, e qualche volta volgare. Ma non è questo il punto. Diciamo che comunque è un punto parziale e insignificante. Confesso che ho condiviso Sordi, l'ho apprezzato, ma non è mai stato una mia passione. Gassman lo era.

   

La grande guerra

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,60)
Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Bernard Blier, Folco Lulli, Silvana Mangano.
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Genere Guerra, - Italia 1959.

Il marchese del Grillo

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,81)
Un film di Mario Monicelli. Con Alberto Sordi, Caroline Berg, Andrea Bevilacqua, Flavio Bucci, Giorgio Gobbi, Cochi Ponzoni.
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Genere Commedia, - Italia, Francia 1981.

I vitelloni

* * * * -
(mymonetro: 4,48)
Un film di Federico Fellini. Con Leopoldo Trieste, Alberto Sordi, Franco Interlenghi, Franco Fabrizi, Leonora Ruffo.
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Genere Commedia, - Italia 1953.

Tutti a casa

* * * * -
(mymonetro: 4,06)
Un film di Luigi Comencini. Con Alberto Sordi, Eduardo De Filippo, Serge Reggiani, Martin Balsam, Nino Castelnuovo.
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Genere Guerra, - Italia 1960.

Una vita difficile

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,57)
Un film di Dino Risi. Con Claudio Gora, Alberto Sordi, Lea Massari, Franco Fabrizi, Lina Volonghi.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1961.
Filmografia di Alberto Sordi »

domenica 23 aprile 2017 - Una carriera di 'grandi caratteri', l'attore napoletano è il protagonista della commedia Lasciati andare. Al cinema.

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere

Pino Farinotti cinemanews

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere Lasciati andare è il film di Francesco Amato, con Toni Servillo. L'attore napoletano -sì, è di Afragola, ma è napoletano- negli anni si è guadagnato una franchigia che è di pochi: quando arriva nella sale lo vai a vedere. Un privilegio che apparteneva a gente come Sordi, Gassman, Mastroianni e pochi altri. E a Totò naturalmente. Nell'età dell'oro del cinema italiano. E mi piace iniziare proprio con un contrappasso, di arte e di tempo, fra Totò e Servillo, un riconoscimento che li unisce al livello più alto, che per la gente di cinema è molto raro, una laurea honoris causa in "Discipline della musica e del teatro". A Totò è stata consegnata dopo che era morto da cinquant'anni e in questi giorni, scrivendo del "principe", ho cercato di indovinare le sue parole alla notizia della laurea "Ci ho messo un secolo a prenderla, sono lo studente più fuoricorso del mondo". Servillo ha sempre tenuto alla sua "napoletanità", omologandosi a un altro gigante, facendo Eduardo nelle "Voci dentro" di Eduardo. Chi ha visto la commedia al "Piccolo", faceva fatica a distinguere il vecchio dal giovane, definiamoli così. Che Servillo possa rappresentare, al livello più alto, il teatro e il cinema è un altro segnale che appartiene a pochi.
In Lasciati andare Servillo è Elia, uno psicanalista che sarebbe invece un perfetto paziente in quel senso, sdraiato a esternare, invece che seduto ad ascoltare. È un pigro radicale, di soldi, di affetti, di tutto. Vive con una moglie, e non può essere che separato in casa, alla quale concede solo... pigrizia, appunto. Quando arrivano problemi di salute e occorre fare qualcosa, Elia si vede costretto a fare esercizio fisico. E così irrompe nella sua vita Claudia, personal trainer spagnola, iperattiva e matta al punto giusto. L'opposto del dottore nel carattere e nel ruolo: lui esperto di mente e lei di corpo. E il "corpo" diventa strumento di recitazione: non è facile passare da soggetto lento e bolso a reattivo e scattante. Come quando rincorre Claudia lungo una scalinata ripida senza perdere terreno.

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